ATP NextGen Finals, il Gruppo A: ecco chi sono Alcaraz, Nakashima, Cerundolo e Rune

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ATP NextGen Finals, il Gruppo A: ecco chi sono Alcaraz, Nakashima, Cerundolo e Rune

Prima parte di un approfondimento sui profili dei protagonisti del torneo di Milano: Carlos è la superstar, Brandon la mina vagante, Juan Manuel un terraiolo doc, Holger il nuovo pupillo di Mouratoglou

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Carlos Alcaraz - Bercy 2021 (foto Twitter @RolexPMasters)
 

Candidati scelti, sorteggi fatti, Allianz Cloud, già Palalido, tirato a lucido. Martedì semaforo verde alla quarta edizione delle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals riservate agli auspicabili campioni di domani, i quali restano naturalmente autorizzati alle più intime pratiche apotropaiche. Sospinte, o forse gravate, dalle ormai note innovazioni tecnologico-regolamentari, le finalissime delle future stelle della racchetta ripartono dopo l’anno sabbatico imposto dalla pandemia, senza il campione in carica e prima testa di serie designata. Intento alla volata, infine rivelatasi insufficiente, per qualificarsi alle Finals vere, Jannik Sinner ha deciso di marcare visita: andrà a Stoccolma, già sicuro del posto da prima riserva a Torino, ma intanto il fantasma del kid di Sesto Pusteria aleggerà nel cielo sopra Piazzale Stuparich.

Non è stato l’unico, Jannik, a decidere di marinare l’evento, per il sommo disappunto dell’ATP, che dello slogan “Next Gen” ha inondato la propria campagna promozionale nell’ultimo concitato lustro. Niet anche da parte di Felix Auger-Aliassime, il quale avrebbe pure sperato di partecipare al Masters dei grandi, e di Jenson Brooksby, sorpresona dell’anno esplosa nell’estate nordamericana, che sarebbe volentieri salito sull’aereo non fosse stato per un guaio ai muscoli addominali.

Si farà con quel che c’è, e francamente non è nemmeno pochissimo. Senza Jannik e Felix, il ruolo di guida spetta di diritto a Carlos Alcaraz, il diciottenne baby fenomeno del tennis mondiale recente responsabile dello stop alla corsa torinese di Sinner. Gli appassionati italiani, nonostante l’assenza di Sinner, potranno gustarsi il tennis estroso di Lorenzo Musetti; attenzione poi a Sebastian Korda e Brandon Nakashima, ai quali sono affidate le speranze di un tennis americano che non sta certo vivendo il miglior periodo della sua storia; al duo argentino composto da Juan Manuel Cerundolo e Sebastian Baez; ai talenti della vecchia Europa Holger Rune e Hugo Gaston.

 

E allora aspetteremo, vedremo, capiremo, se la stelle in pectore della racchetta mondiale abbaglieranno il futuro con i loro talenti, o se invece resteranno abbagliate dalle sempre insidiose luci della ribalta. Intanto, almeno per cinque giorni, divertiamoci, senza farci turbare oltremisura da pronostici impossibili: vi proponiamo intanto un approfondimento (diviso in due parti) sui profili dei protagonisti che si metteranno in evidenza nei prossimi giorni di tennis all’Allianz Cloud, partendo da quelli inseriti nel Gruppo A.

Carlos Alcaraz – Bercy 2021 (foto Roberto Dell’Olivo)

CARLOS ALCARAZ (Spagna, 2003, #1, destro, rovescio a due mani)

Record stagionale nel circuito maggiore: 27-17

Record totale: 43-19

Record indoor nel 2021 (Challenger inclusi): 5-3

Titoli ATP: 1 (Umago)

Titoli Challenger: 1 (Oeiras 3)

Posizione nella Race to Torino: #21

Ranking ATP: #32

Migliori punteggi stagionali: US Open (360, QF), Umago (250, W), Vienna (180, SF), Oeiras 3 (125, W), Roland Garros (115, 3T)

Confronti diretti con gli avversari del girone (Challenger e Futures inclusi): 1-0 vs Nakashima, 0-0 vs Cerundolo, 0-0 vs Rune

Il favorito assoluto, senza mezzi termini. È ormai un segreto di Pulcinella che Carlos Alcaraz sia un predestinato, un predestinato che in questa stagione ha confermato tutte le aspettative riposte in lui, per certi versi superandole. Nell’ultimo decennio, nessun giocatore si è avvicinato ai suoi risultati nella stagione dei 18 anni (quella che per molti suoi coetanei è l’ultima spesa fra i ranghi juniores): da quando esistono le Intesa Sanpaolo Next Gen Finals, infatti, solo due appena maggiorenni si sono qualificati per l’evento, vale a dire Denis Shapovalov nel 2017 e il poi vincitore Jannik Sinner nel 2019, ma entrambi avevano una classifica sensibilmente più bassa della sua (l’azzurro partecipò grazie ad una wild card).

Alcaraz ha dimostrato fin dall’inizio dell’anno di voler lasciare il suo marchio nei tornei più importanti: ha infatti vinto almeno un incontro in tutti gli Slam (in Australia è stato peraltro impossibilitato ad allenarsi per due settimane in quanto sottoposto alla quarantena dura), esplodendo definitivamente allo US Open dove ha ottenuto uno scalpo importante come quello di Stefanos Tsitsipas. Nelle ultime settimane le sue quotazioni sono cresciute ulteriormente grazie alla semifinale raggiunta a Vienna (dove ha battuto Andy Murray e Matteo Berrettini) e alla vittoria ottenuta contro Sinner al secondo turno del Paris Rolex Masters.

Figlio della scuola spagnola per quanto riguarda la tenuta atletica, la solidità da fondo campo e una certa qual proclività per la smorzata comune agli adepti della terra rossa, il suo gioco è tuttavia molto più adattabile alle superfici veloci rispetto a quello di alcuni suoi avi: basti guardare la sua capacità di scivolare sul cemento, stretta parente di quella di Djokovic, e l’accelerazione naturale dei colpi da fondo, in particolare il poderoso dritto. Mentre il servizio è ancora in fase di sviluppo, il suo rendimento in risposta è già fra i migliori del circuito: nell’ultimo anno è quinto nel Return Rating, quarto per punti vinti contro la prima e quarto per percentuale di game vinti in risposta. Al di là degli aspetti tecnici, però, quello che colpisce di Alcaraz è la grande solidità mentale, comprovata dai numeri: è undicesimo per rendimento sotto pressione e dodicesimo per deciding sets vinti.

Detto questo, il protégé di un altro iberico capace di trasporre il suo gioco su diversi campi come Juan Carlos Ferrero arriva a Milano in una posizione d’interessante incertezza. È infatti reduce da una delle serate (nottate) più sconfortanti della sua neonata carriera, con la rimonta subìta da parte di Hugo Gaston durante il Paris Rolex Masters: perso il primo, Alcaraz era in vantaggio 5-0 nel secondo set ma non è praticamente più riuscito a vincere un punto, inebetito dal supporto decisamente sopra le righe del pubblico di casa che applaudiva le sue prime sbagliate ed è arrivato a cantare la Marsigliese fra un cambio campo e l’altro. Carlos è finito con il volto nascosto dall’asciugamano, completamente frastornato; sarà quindi interessante vedere come un atleta finora abituato a ricevere la simpatia degli astanti assimilerà lo shock – se dovessimo puntare un nichelino, lo faremmo su una pronta ripresa, soprattutto qualora ritrovasse Gaston nelle fasi calde del torneo.  

Brandon Nakashima – ATP Atlanta 2021 (ph. @ATLOpenTennis _ Alex Smith)

BRANDON NAKASHIMA (Stati Uniti, 2001, #4, destro, rovescio a due mani)

Record stagionale nel circuito maggiore: 15-10

Record totale: 43-23

Record indoor nel 2021 (Challenger inclusi): 18-3

Titoli ATP: 0; finale a Los Cabos e Atlanta

Titoli Challenger: 2 (Quimper 2 e Brest)

Posizione nella Race to Torino: #54

Ranking ATP: #63

Migliori punteggi stagionali: Los Cabos (150, F), Atlanta (150, F), Brest (90, W), Quimper 2 (80, W), Anversa (57, QF)

Confronti diretti con gli avversari del girone (Challenger e Futures inclusi): 0-1 vs Alcaraz, 0-0 vs Rune, 1-0 vs Cerundolo

La probabile mina vagante. Naskashima è un giocatore estremamente completo, che sbaglia poco con i colpi da fondo (il rovescio, in particolare, è di grande caratura, come sottolineato lo scorso anno da Sascha Zverev) ed è capace di grandi accelerazioni – inoltre, fra i virgulti presenti a Milano è forse il più bravo a rete. Californiano di nascita e formazione (il padre è di origine giapponese ma nato negli Stati Uniti, la madre è invece nata in Vietnam), ha giocato un semestre alla University of Virginia prima di optare rapidamente per il professionismo, e durante l’estate ha trovato l’accesso fra i primi cento del circuito grazie alle finali raggiunte consecutivamente a Los Cabos e Atlanta.  

Fra i partecipanti, è quello che in stagione sembra essersi trovato più a suo agio sui campi indoor in virtù dei suoi colpi puliti: ha infatti vinto nove degli ultimi dieci incontri disputati fra Anversa e Brest. Una cosa è certa, Brandon crede fortemente nelle proprie chance: in un’intervista esclusiva con Ubitennis (realizzata nel 2020) aveva affermato di ritenersi il più forte fra i giovani tennisti statunitensi, e, mentre Korda e Brooksby al momento lo precedono, va ricordato che sono più anziani di lui di un anno. Fra le sue vittime più decorate dell’anno ricordiamo Fabio Fognini, Alex De Minaur e John Isner (due volte).  

Juan Manuel Cerundolo – Cordoba 2021 (Foto Twitter @CordobaOpen)

JUAN MANUEL CERUNDOLO (Argentina, 2001, #5, mancino, rovescio a due mani)

Record stagionale nel circuito maggiore: 6-3

Record totale: 51-22

Record indoor nel 2021 (Challenger inclusi): 0-0

Titoli ATP: 1 (Cordoba)

Titoli Challenger: 3 (Roma 2, Como e Banja Luka); finale a Meerbusch e Lima 2

Posizione nella Race to Torino: #62

Ranking ATP: #91

Migliori punteggi stagionali: Cordoba (262, W), Roma 2 (80, W), Como (80, W), Banja Luka (80, W), Meerbusch (48, F), Lima 2 (48, F)

Confronti diretti con gli avversari del girone (Challenger e Futures inclusi): 0-0 vs Alcaraz, 0-0 vs Rune, 0-1 vs Nakashima

Qui arriviamo ad uno degli oggetti misteriosi del torneo. Cerundolo è infatti uscito praticamente dal nulla: al suo esordio in un torneo ATP, in quel di Cordoba, ha addirittura vinto il torneo sopravvivendo ad un’odissea di otto partite. Quando ha vinto il titolo era N.335 del mondo (aveva iniziato il 2021 nei Futures), il quinto ranking più basso per un vincitore dal 1990 ad oggi; inoltre, nessuno era riuscito a vincere al debutto dai tempi di Santiago Ventura nel 2004.

Allora perché chiamare un campione ATP (uno dei soli due classe 2001 con titoli in bacheca assieme a Sinner) un oggetto misterioso? Be’, perché al di fuori di quella serendipità casalinga Cerundolo non ha praticamente più giocato nel circuito maggiore, totalizzando appena quattro partite (tre perse). Non solo: JMC ha giocato quasi solo sulla terra battuta, con ben… zero presenze all’attivo sul cemento. Il suo unico tradimento alla superficie prediletta è infatti arrivato sull’erba di Wimbledon, dove ha perso all’esordio nelle qualificazioni.

Se Alcaraz rappresenta l’evoluzione della specie di quelli che una volta sarebbero stati considerati degli specialisti della terra battuta, Cerundolo sembra provenire da un’altra epoca, e all’Allianz Cloud sarà praticamente l’Englishman in New York cantato da Sting. In ogni caso, Juan Manuel si è già tolto la soddisfazione di finire la stagione davanti al fratello Francisco, di tre anni più anziano e attualmente N.112 ATP.

Holger Rune – Challenger San Marino 2021 (foto Felice Calabrò)

HOLGER RUNE (Danimarca, 2003, #7, destro, rovescio a due mani)

Record stagionale nel circuito maggiore: 6-11

Record totale: 69-25

Record indoor nel 2021 (Challenger inclusi): 17-4

Titoli ATP: 0

Titoli Challenger: 4 (Biella 7, San Marino, Verona e Bergamo); finale a Oeiras 4

Posizione nella Race to Torino: #67

Ranking ATP: #109

Migliori punteggi stagionali: San Marino (90, W), Biella 7 (80, W), Verona (80, W), Bergamo (80, W), Santiago del Cile (57, QF), Metz (57, QF)

Confronti diretti con gli avversari del girone (Challenger e Futures inclusi): 0-0 vs Alcaraz, 0-0 vs Nakashima, 0-0 vs Cerundolo

Holger Vitus Nodskov Rune (Holger Rune per gli amici) è il secondo grande talento della classe 2003 dopo Alcaraz, e in questo torneo avrà la possibilità di misurarsi con il più quotato coetaneo. Il danese è stato uno degli stakanovisti della stagione, giocando ben 94 partite fra Futures, Challenger e circuito ATP e progredendo fino a farsi conoscere dal grande pubblico. Vestito Nike e parte dell’enclave di Mouratoglou, Rune ha ricevuto diverse wild card di prestigio, debuttando al Rolex Monte-Carlo Masters e al BNP Paribas Open di Indian Wells, mentre allo US Open si è qualificato con le sue forze e ha fatto bella figura – ha vinto un set contro Djokovic prima di soccombere ai crampi.

Rune è anche un giocatore che non si è tenuto lontano dalle controversie: al termine del torneo vinto a Biella ha ricevuto una multa per aver usato espressioni omofobe, e non ha lesinato critiche al sistema rivisto del ranking o alla distribuzione delle wild card – a suo dire, la sua nazionalità gli ha precluso delle possibilità di giocare grandi tornei, una rimostranza curiosa in virtù dei sopracitati inviti a giocare nel Principato e in California. Non sorprendiamoci dunque se sarà lui il villain del torneo.

Una cosa è certa, tuttavia: gli piace giocare in Italia (va detto che nello Stivale si gioca un numero elevatissimo di Challenger), vincendo a Biella 7, Verona e Bergamo, oltre che a San Marino. A Milano, inoltre, nel 2019 Rune si aggiudicò il Red Bull Next Gen Open proprio all’Allianz Cloud, appena qualche minuto prima che Sinner facesse lo stesso con la versione un po’ più cresciuta dell’evento. A differenza dei rivali, quindi, ha già buoni ricordi su questi campi.

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WTA Lione: Osorio, Noskova e Parks ai quarti

Linda Noskova impressiona per facilità contro Sherif, venerdì troverà una vivacissima Camila Osorio. Alycia Parks rimonta Martic, Van Uytvanck prenota Garcia

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Camila Osorio - WTA Monterrey 2022 (Twitter - Abierto_GNP)
Camila Osorio - WTA Monterrey 2022 (Twitter - Abierto_GNP)

Cinque incontri in programma all’Open 6e Sens Métropole de Lyon, due di primo turno, con la vittoria di Jasmine Paolini (di nuovo in campo giovedì, secondo match dalle 18.30), e tre validi per gli ottavi di finale, con un un accoppiamento ai quarti già decretato.

Caroline Garcia, idolo di casa, ha conosciuto oggi il nome della sua avversaria nel secondo turno del torneo WTA di Lione. Si tratta di Alison Van Uytvanck che ha archiviato la pratica Tamara Korpatsch per 6-2 6-4, in 1 ora e 31’. Gara ricca di break, ben undici in diciotto game complessivi. Percentuali al servizio pessime per la tedesca che chiude con il 44% di prime servite e ben undici doppi falli. Molto più solida la belga che sfrutta due break di vantaggio per chiudere il primo parziale.

Nel secondo parziale, gli scambi sono combattuti e sono ben cinque i break consecutivi. La n. 76 del ranking scappa via sul 4-2, prima di perdere il servizio nell’ottavo gioco. Van Uytvanck rimette a posto le cose nel game successivo e tiene a “0” il servizio che vale il passaggio del turno.

 

Saluta il torneo la testa di serie n. 4, ovvero Petra Martic sconfitta da Alycia Parks in 2ore e 26’ con il punteggio di 2-6 7-6(3) 6-2.

La statunitense vince in rimonta, malgrado una partenza sottotono. A far la differenza gli undici ace dell’americana, ben sette dei quali messi a segno nel secondo parziale. Nel set decisivo, l’americana ha portato a casa il 94% dei punti serviti con la prima di servizio, mentre la croata, malgrado abbia messo in campo il 74% di prime palle, si è aggiudicata il 55% dei punti.

Martic comincia la gara con un doppio break di vantaggio e un 6-2 arrivato in 39’ con l’americana molto fallosa al servizio. Il secondo set è molto più equilibrato, nel quale non si registrano break. L’unico pericolo lo corre Parks nel secondo gioco, quando è costretta ad annullare una palla break. Il match scivola via agevolmente con pochi scambi all’interno dei giochi. Nel tie-break, la croata subisce un parziale di 5-0 che rimanda il verdetto al terzo set.

Martic spreca tre palle break nel secondo gioco, le ultime opportunità per portare a casa la posta in palio. La gara della croata di fatto finisce qui. Sono cinque i giochi consecutivi di Parks che sfrutta il calo fisico di Martic e passa il turno.

L’americana affronterà la vincente della sfida tra Kovinic e Bondar.

Match godibile quello che ha visto Camila Osorio imporsi 7-6(5) 7-5 su Jule Niemeier. Due set tirati, due ore e due minuti e due anche le volte in cui la tedesca ha servito per chiudere un parziale. Classe 1999 di Dortmund, Niemeier è giocatrice potente, dotata anche di ottima mano, ma non di non eccezionale mobilità, caratteristica che certo non difetta alla ventunenne colombiana, abilissima nel contenere anche affidandosi allo slice e senz’altro più regolare dell’avversaria. Le premesse per un bel match c’erano dunque tutte e sono state mantenute, con forse l’unica pecca di qualche “strappo” avvenuto con grossa complicità di chi era in battuta, ma le belle giocate sono state comunque ricorrenti nella sfida.

È così che Niemeier commette due doppi falli e affossa un dritto quando va a servire per il primo set – peraltro restituendo il favore delle due seconde fallite da MCOS nel break subito al quinto gioco –, per poi cedere al tie-break al terzo set point consecutivo. Jule fa valere la sua pesantezza nel quarto game del secondo, aperto da un doppio fallo, e vola sul 4-1. Brava Osorio a prendere l’iniziativa e riprendersi il break, anche approfittando di una seconda fuori bersaglio e una smorzata dimenticabile. In ogni caso, Niemeier si issa sul 5-3, ma a quel punto subisce quattro giochi consecutivi di una Osorio scatenata che vola per il campo. Emblematico l’ultimo punto: il dritto tedesco fa tre buchi per terra ma torna sempre indietro e la scelta finale del contropiede invece del campo aperto è punita da un lob non scontato sul quale Jule va a vuoto.

L’avversaria di Osorio ai quarti sarà la diciottenne ceca Linda Noskova, vincitrice della n. 50 WTA Mayar Sherif per 6-3 6-2 in sessantotto minuti. Linda è entrata dalle qualificazioni, ma partiva con i favori del pronostico contro l’egiziana che peraltro la precede di appena sei posizioni in classifica. Grande pulizia nei colpi a rimbalzo, con lo sguardo che rimane sul punto di impatto (quindi la testa non “scappa”, con grosso giovamento dell’equilibrio), già un ottimo servizio, Linda ha annullato tutte le tre palle break concesse proprio grazie alla battuta, brekkando invece l’avversaria in ognuno dei quattro giochi in cui si è creata l’opportunità. Match chiuso con un game di risposta imperioso in attesa dell’interessante sfida di venerdì.

(ha collaborato M.S.)

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI LIONE

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Svitolina sulla scia di Zelensky: “Russi e bielorussi devono essere esclusi da Parigi 2024”

Lo scorso 25 gennaio il CIO aveva aperto alla partecipazione degli atleti russi e bielorussi alle prossime Olimpiadi. Le reazioni ucraine non appaiono concilianti

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Elina Svitolina (foto Twitter @ElinaSvitolina)

Manca ancora un anno e mezzo alle prossime Olimpiadi che saranno ospitate da Parigi, eppure il dibattito politico-sportivo su di esse è stato già aperto. Del resto, la storia dei Giochi Olimpici è una storia di diplomazia, propaganda, gesti simbolici di protesta e di conciliazione. Isolare lo sport da questi aspetti sarebbe un’impresa ardua e forse anche inopportuna, perché significherebbe chiudere la porta anche ai messaggi di pace che possono essere veicolati da squadre e atleti.

Dal febbraio del 2022 lo sport convive con il contesto geopolitico della guerra tra Russia e Ucraina. Lo ha fatto e continua a farlo seguendo strade non sempre lineari e coerenti tra loro. Anche per questo motivo, lo scorso 25 gennaio il Comitato Olimpico Internazionale ha emesso un comunicato che si pone come un punto di riferimento per tutte le federazioni e che parrebbe anche una dichiarazione d’intenti verso i Giochi del 2024: “Occorre esaminare un percorso per la partecipazione degli atleti [russi e bielorussi] alle competizioni a rigide condizioni”. Alle istituzioni ucraine, dal Presidente Zelensky in giù, questa presa di posizione del CIO non è piaciuta. E nemmeno a Elina Svitolina.

L’ex numero 3 del mondo, attualmente fuori dal circuito dopo la maternità e un periodo di pausa legato allo shock emotivo causatole dalla guerra nel suo Paese, si è espressa così sul suo profilo Instagram: “Le Olimpiadi sono il sogno più grande e il privilegio più grande per gli atleti. Sono la più grande piattaforma per l’inclusione e la diversità nello sport, in grado di catturare l’attenzione di tutto il mondo. Per questo motivo dobbiamo continuare a escludere gli atleti russi e bielorussi, inviando un messaggio forte in tutto il mondo, ovvero che siamo uniti nelle sanzioni imposte contro la Russia e la Bielorussia e che ci sono conseguenze per gli atti atroci dei loro governi”. Le sue parole non stupiscono in quanto in linea con alcune dichiarazioni rilasciate a The Age la scorsa estate, quando affermò di aver apprezzato le decisioni prese da Wimbledon e di non aver condiviso quelle della WTA.

 

Elina ha poi continuato facendo riferimento alla morte di un giovane decatleta suo connazionale: “Volodymyr Androshchuk, una delle stelle nascenti dell’atletica leggera ucraina, è stato purtroppo ucciso sul campo di battaglia. Non realizzerà mai il suo potenziale o i suoi sogni ai Giochi, quindi perché gli atleti russi e bielorussi dovrebbero avere la loro occasione quando i loro governi stanno privando persone e atleti innocenti delle loro possibilità?!”

La presa di posizione di Svitolina fa eco alla reazione di Zelensky al comunicato del CIO. Il Presidente ucraino aveva infatti contestato le intenzioni di Bach, accusandolo di voler “aprire lo sport all’influenza propagandistica di uno stato terrorista” e ripetere così l’errore fatto nel 1936 con le Olimpiadi di Berlino sotto il regime di Hilter. Zelensky aveva poi concluso il suo discorso minacciando il boicottaggio dei Giochi da parte dell’Ucraina nel caso in cui dovessero essere ammessi atleti di nazionalità russa e bielorussa. Seppur con toni meno duri, anche il governo britannico si è dichiarato contrario al progetto del CIO e sono diversi i Paesi che sarebbero pronti ad aderire al boicottaggio, su cui il Comitato olimpico ucraino esprimerà un voto nella giornata di venerdì.

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WTA Hua Hin: Zidansek piega Fruhvirtova dopo tre ore di lotta. Bene Wang e Zhu

La diciassettenne Linda Fruhvirtova si arrende alla semifinalista del Roland Garros 2021. Nell’ultimo match di giornata Tsurenko elimina a sorpresa la testa di serie numero quattro Kalinskaya

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Tamara Zidansek – WTA Hua Hin 2023 (Image Credit: 2023 Thailand Open presented by E@)

Si è conclusa nella tarda serata locale la terza giornata del WTA 250 di Hua Hin. Il programma odierno del Thailand Open prevedeva solo quattro match di ottavi di finale, ma tre di questi si sono protratti ben oltre le due ore, con la sfida tra Linda Fruhvirtova e Tamara Zidansek che si è fermata a soli tre minuti dall’ingresso nella quarta ora di gioco. Ad uscire vincente da quello che era il match di cartello di oggi – per le alte aspettative che ruotano attorno alla 17enne ceca, già numero 51 del mondo, e per il valore dell’avversaria cui non fa giustizia la posizione 132 occupata nel ranking – è stata la slovena Zidansek (6-3 4-6 6-4), abile a sfruttare le difficoltà di Fruhvirtova con la seconda di servizio. Ai quarti di finale Tamara troverà la cinese Zhu che, dopo aver eliminato la connazionale e terza favorita secondo il seeding Xiyu Wang, ha superato la coreana Jang con il punteggio di 6-4 7-6.

Anche nell’altro quarto di finale della parte bassa del tabellone ci sarà una giocatrice cinese: la settima testa di serie Xinyu Wang ha infatti sconfitto con un doppio 6-3 la svedese Bjorklund e attende ora la vincitrice del match tra Han e Watson. L’ultimo incontro di giornata è stato quello tra la 24enne russa Kalinskaya e l’esperta ucraina Tsurenko. Quest’ultima ha contraddetto i pronostici, eliminando la numero 4 del seeding per 6-0 6-7 6-4. Ai quarti potrebbe quindi andare in scena un derby con Yastremska che però dovrà prima vedersela con la semifinalista di Wimbledon 2022 Tatjana Maria.

E’ stata semifinalista in uno Slam anche Tamara Zidansek (al Roland Garros nel 2021) che, dopo una stagione negativa, sta provando a scalare nuovamente la classifica. “Sono davvero felice perché l’anno scorso non è stato il migliore per me dopo la trasferta australiana, mentre ora sono in forma, in salute e sto finalmente giocando come voglio. Devo solo ottenere qualche vittoria ma sono molto contenta di come mi sono gestita in campo” – ha detto la slovena dopo la vittoria su Fruhvirtova, che ha provato a rimanere in partita fino all’ultimo. Le condizioni di gioco, però, non hanno agevolato la giovane ceca: l’elevata percentuale di umidità ha infatti reso più lento il campo, dando a Zidansek la possibilità di assorbire con più facilità i colpi offensivi dell’avversaria.

 

Nella giornata di giovedì tornerà in campo, contro la russa Zakharova, la favorita numero 1 del torneo Bianca Andreescu, a caccia di un titolo WTA che le manca dal 2019.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI HUA HIN

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