Next Gen Finals, Musetti: "Bloccato dalla tensione, non ho espresso il mio tennis"

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Next Gen Finals, Musetti: “Bloccato dalla tensione, non ho espresso il mio tennis”

Il giovane toscano analizza con lucidità la sconfitta subita da Baez nella prima giornata delle Intesa Sanpaolo ATP Next Gen Finals. Sul format dice: “È tutto molto veloce, ma mi piace il fatto di poter parlare con il mio team”

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Lorenzo Musetti - ATP Sofia 2021 (ph. Ivan Mrankov)
 
 

È stato l’ultimo match in programma e probabilmente il più atteso nella prima giornata della Intesa Sanpaolo ATP Next Gen Finals. Dopo la vittoria tra le mura amiche del 2019 di Jannik Sinner, un altro italiano a giocarsi il torneo delle giovani promesse o future speranza. Fate voi, il risultato non cambia. Lorenzo Musetti, tradito però dall’eccessiva emozione e forse un po’ dal peso di questo passaggio di consegne, come rappresentante del tricolore tennistico, non ha giocato un gran match: è di 3-1 in favore dell’argentino Sebastien Baez il risultato finale.

A fine match è lo stesso Lorenzo, in sala stampa, a spiegare chiaramente il perché di questa sconfitta: “Non mi aspettavo questa tensione e questo blocco che ho avuto nei primi due set. Ho fatto molta fatica stasera, sono dispiaciuto per com’è andata e per aver deluso un pubblico che mi incitava costantemente nonostante avesse davanti il peggior Lorenzo. Fortunatamente però questo non è un torneo ad eliminazione diretta e ho altre possibilità per mettermi in gioco e dimostrare quanto valgo. Adesso dobbiamo pensare alle gare di domani (oggi per chi legge n.d.c.), analizzando questa partita per capire quello che ho sbagliato, vedere le cose positive e negative”.

Ed è appunto su questo blocco che si concentrano le maggiori curiosità, soprattutto in relazione al medical time out richiesto alla fine del secondo set dal toscano: “Ho chiesto il medical time out perché ero molto contratto sul diaframma e non riuscivo a rilassarmi. Andavo molto di fretta e non aveva nessuna sensibilità sulla racchetta e le idee di gioco erano molto confuse. Ho cercato di prendere tempo e rilassarmi per respirare meglio. Infatti per poco non portavo la partita al quinto set. Ho comunque espresso un brutto tennis ma questa sera era il massimo che potessi fare con quello che avevo a disposizione. Ad inizio match venivo a rete per togliermi dallo scambio e andavo a rete per chiudere punto ma molte volte l’ho fatto senza alcun senso pur avendo conquistato degli ottimi punti proprio entrando con i piedi dentro il campo. Il campo è abbastanza veloce rispetto agli altri indoor come per esempio Anversa e Vienna ma non vuole e non deve essere una scusante rispetto alla mia prestazione”.

 

Aldilà del campo comunque un contesto nuovo, quello sperimentato per la prima volta da tutti i tennisti presenti al torneo e ovviamente anche per Lorenzo che si è espresso chiaramente su questa formula e su quanto e cosa gli sia piaciuto o meno: “I set oggi volavano e sono durati pochissimo, soprattutto i primi due. Pregi e difetti di questa formula a 4 game, che oggi non mi ha sicuramente aiutato. Probabilmente se avessi vinto avrei detto il contrario. In generale devo dire che non mi dispiace e stasera non era adatto alle mie condizioni portandomi verso la fretta e la confusione. Detto questo quello che mi piace di più di questo format è il fatto che io possa parlare direttamente con il mio team ed è una cosa che, secondo me, andrebbe portata anche sul circuito ATP mentre la cosa che stasera non mi ha aiutato è il warm up di solo un minuto. È tutto molto veloce e questa fretta non mi ha aiutato, anzi mi ha buttato giù”.

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Wimbledon, Djokovic è in gran giornata e passeggia contro Kokkinakis

Novak ha già ingranato dopo le incertezze dell’esordio contro Kwon e non lascia alcuna chance all’australiano

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

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[1] N. Djokovic b. T. Kokkinakis 6-1 6-4 6-2

Dopo l’esordio un po’ balbettante, Novak Djokovic torna sul Centrale sfoderando una prestazione pressoché perfetta, certo favorito da un avversario che sbagliava parecchio di suo, ma “aiutato” in ciò dalla frustrazione per le troppe prime di servizio che gli tornavano indietro pesanti. L’avversario in questione è Thanasi Kokkinakis, campione in doppio dell’ultimo Australian Open insieme al connazionale Nick Kyrgios, un potenziale “bel tennista” dalla carriera martoriata dagli infortuni che non si è fatto mancare nemmeno la mononucleosi un paio di anni fa.

 

Thanasi è un 1996, l’anno dei primi nextgen, come Medvedev, insomma, e come Daniil ha conquistato il primo punto ATP nell’aprile 2011, anticipandolo invece di quasi due anni nella tappa della prima vittoria nel Tour, ma le lunghe assenze hanno fatto sì che quello del mercoledì londinese sia appena il suo match ATP numero 100. Visto l’avversario, non c’erano quindi grandi possibilità di poter festeggiare appieno il numero tondo, ma di sicuro contava su una prestazione migliore. Prestazione, lo ripetiamo, molto condizionata dalla resa in ribattuta del 6 volte campione in Church Road che troppo spesso ha risposto come quello che a un esame sa in anticipo tutte le domande e dallo scoramento per la difficoltà di prendersi un punto e la simmetrica facilità con cui lo restituiva. Alla fine, il risultato è stato quello che ci si aspetta quando un 20 volte campione Slam in una giornata dalle particolarmente buone sensazioni affronta il n. 79 alzatosi storto.

IL MATCH – Djokovic si rivela subito estremamente reattivo su qualche palla aggressiva piazzata da Kokkinakis che non lo è altrettanto e anzi regala gratuiti a sufficienza perché l’altro salga comodamente 3-0. Thanasi muove il punteggio grazie a un paio di ace, ma quando parte lo scambio non pare ancora in grado di opporre una resistenza adeguata, le sue armi diventano spuntate trovandosi spesso in ritardo già a inizio scambio e finisce con lo sbagliare di parecchio anche colpi tutt’altro che impossibili. Di nuovo nei guai in battuta, Kokk tira un sospiro di sollievo quando Nole fallisce e pure male un rovescio lungolinea che valeva il doppio break – forse l’unico vero errore non contando un paio di smorzate che non c’entravano. Si resta però nel game e il 5-1 arriva con un drop-shot serbo quasi a fil di rete che Thanasi raggiunge tentando però di rimandarlo in lungolinea, segno di scarsa lucidità (o forse no, come poi mostrerà, perché ricorre sempre a quella soluzione). Un paio di minuti dopo, il primo set è in archivio.

Si riparte con Kokkinakis che tiene la battuta: è la prima volta che si ritrova in vantaggio e (spoiler alert) sarà l’unica. Il terzo gioco, infatti, oltre a registrare un altro errore di rovescio di Nole su una palla break (si fanno notare per rarità), strizza l’occhio al fenomeno di Belgrado che torna avanti anche con un pizzico di fortuna. Occasionalmente, il ventiseienne di Adelaide riesce anche a giocare gli scambi che vorrebbe, anche se poi, tra le volte che si vede ritornare sempre la palla e quelle in cui fallisce colpi semplici, l’impressione è che gli esiti positivi si contino sulle dita di una mano di Topolino e ne avanzino pure. Djokovic sente bene la palla, l’avversario no e – ormai non ci sono più dubbi – non costituisce un problema, il punteggio è quello e allora lascia partire vincenti in scioltezza. Non trova però il doppio break nonostante i quattro set point giocati da sinistra e allora si fa bastare quello che ha per salire due set a zero.

Al netto delle gran difese serbe, l’uomo con 4 K perde campo dopo colpi su cui dovrebbe incendiare l’erba e con esso perde pure il primo turno di battuta. La partita è ormai segnata, Kokkinakis finisce per terra ma almeno stavolta non si rompe, ma Novak è in vena di regalare emozioni e, dopo aver fatto arrivare per la prima volta il ribattitore a “40” al quinto gioco, servendo per il match concede addirittura una palla break che annulla sulla spinta dell’ottima seconda alla T. Un altro paio di punti e Djokovic avanza al terzo turno dove troverà Miomir Kecmanovic, battuto due volte su due sempre a Belgrado.

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Wimbledon, il programma di giovedì 30 giugno: Nadal sul Centre Court, Swiatek sul Court 1

Ecco cosa proporrà il Day 4 dei Championships: il programma sul campo più importante sarà aperto dall’inglese Boulter contro Pliskova

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Nadal Wimbledon 2022

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Wimbledon ha diramato, come fatto tutti i giorni fin qui, il programma parziale per giovedì 30 giugno, limitato a quanto accadrà sui primi due campi. Il primo match sul Centre Court a partire dalle 14.30 vedrà protagonista una giocatrice di casa non compresa tra le teste di serie, la n.118 WTA Katie Boulter, contro Karolina Pliskova. Poi toccherà a Rafael Nadal cercare di proseguire la sua striscia di imbattibilità di quest’anno negli Slam: partirà sicuramente favorito contro il lituano Ricardas Berankis, già affrontato e sconfitto negli ottavi di quest’anno dell’ATP di Melbourne. Il terzo e ultimo match sarà quello tra Cori Gauff, la finalista del Roland Garros, e la romena Mihaela Buzarnescu.

Sul Court 1, alle 14 italiane apriranno Jordan Thompson e Stefanos Tsitsipas. Poi ecco la numero uno del mondo Iga Swiatek impegnata contro Lesley Pattinama Kerkhove: la polacca cercherà la vittoria consecutiva numero 37. Infine, la speranza di casa Jack Draper proverà ad avere la meglio di Alex de Minaur. Solo nelle prossime ore si avranno informazioni sull’orario di gioco del match tra Lorenzo Sonego e Hugo Gaston.

 

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[VIDEO] Wimbledon, Scanagatta commenta il day 2: “Berrettini out, ora forza Sinner e Sonego”

Da Londra, il direttore Scanagatta racconta il tennis giocato e non: “Matteo onesto a sottoporsi al tampone e a ritirarsi”

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Il direttore Ubaldo Scanagatta, dopo l’editoriale, commenta in questo video il tanto tennis andato in scena nella seconda giornata di Wimbledon, partendo però da chi purtroppo non è potuto scendere in campo, cioè il n.1 italiano Berrettini.

“Giornata purtroppo caratterizzata dal ritiro di Matteo Berrettini, quello riassumeva tutte le speranze del pubblico italiano nonché secondo favorito dai bookmakers. È stato “btattuto” dal covid… un vero peccato. Lui onesto a sottoporsi al tampone e poi a decidere di non giocare”.

La situazione azzurra: “Solo Sinner, Cocciaretto e Sonego gli italiani rimasti degli undici al via”.

 

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EDITORIALEMi manca Berrettini. E manca anche a Sinner. Nadal dritto in finale? 15 le “vittime” di primo turno. Serena Williams out ma non per sempre

QUOTE DEL GIORNO

PROGRAMAM COMPLETO DI OGGI

Conferenza Rafa Nadal

Conferenza Serena Williams

Conferenza Sonego

Cronaca Paolini-Kvitova

Cronaca Musetti-Fritz

Cronaca Giorgi-Frech

Cronaca Sonego-Kudla

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