WTA Linz: Paolini gioca alla pari con Halep ma cede alla distanza

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WTA Linz: Paolini gioca alla pari con Halep ma cede alla distanza

L’azzurra chiude il suo 2021 sul circuito giocando un ottimo tennis per un’ora e mezza, ma alla fine vince la giocatrice più forte

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Jasmine Paolini - Courmayeur 2021 (foto Francesco Peluso)

[2] S. Halep b. [7] J. Paolini 4-6 7-5 6-0

Jasmine Paolini mette in seria difficoltà Simona Halep, ma alla fine cede in tre set nei quarti di finale dell’Upper Austria Ladies, WTA 250 che si sta disputando a Linz. È stato un match dalla dinamica piuttosto classica, nel quale la giocatrice più forte è partita in sordina per poi imporsi alla distanza; ma Halep ha dovuto davvero alzare il suo livello per avere la meglio su Paolini, che termina il suo 2021 in WTA confermando di essere una giocatrice in crescita. Lo dimostra il borsino finale dell’ex campionessa di Roland Garros e Wimbledon (32 vincenti e 21 errori, contro i 23 errori e vincenti dell’azzurra). Ora per Simona c’è la semifinale contro la vincente di Cristian-Kudermetova.

La partenza del match è subito favorevole all’azzurra, attuale numero 55 del mondo, che strappa il servizio a Simona nel secondo game. È un primo set in cui sicuramente non si nota la miglior versione della due volte campionessa Slam, spesso lenta ad arrivare sulla palla, mentre dall’altra parte Paolini è aggressiva e molto puntuale al servizio (a fine parziale la percentuale di prime palle in campo sarà dell’86%). Si arriva così a un ottavo game lungo più di nove minuti, ma senza set point per l’italiana, che vede alla fine tenere Halep la battuta (5-3). Jasmine va dunque a servire per il primo set. Qui Halep sembra ridestarsi: si difende bene e alla fine ottiene un errore col rovescio lungolinea di Paolini per arrivare a due palle break, poi sul 15-40 piazza la zampata del controbreak con una risposta vincente di diritto. Ma la luce per Simona si spegne subito dopo e con un rovescio affossato in rete la romena concede a Jasmine il primo parziale (6-4), sostanzialmente meritato per l’italiana, che è stata di certo la giocatrice più continua.

Ad inizio secondo set Halep sembra volersi scrollarsi la negatività di dosso e parte subito decisa, intascando il break dell’1-0 e servizio con un doppio fallo di Jasmine. Ma la reazione dell’azzurra arriva nel game successivo, quando porta a casa un controbreak a zero. Galvanizzata, Jasmine tiene un servizio a zero grazie a un paio di ottime prime palle (2-1). Non solo: dopo due errori della romena riesce a realizzare il secondo break consecutivo, volando sul 3-1 e servizio. Simona tenta una reazione e va a due palle break nel quinto gioco, ma prima sparacchia malamente una risposta a una seconda palla e poi incassa un rovescio vincente lungolinea giocato da distanza siderale dall’italiana. Ce n’è una terza, che Paolini annulla con una prima vincente, ma alla quarta l’attuale 22 WTA riesce a realizzare il contro-break dopo essere stata “costretta” a giocare un paio di punti da Halep, in particolare quando coglie in contropiede la giocatrice toscana con una palla corta di rovescio dopo aver condotto il punto. Simona ora controlla gli scambi dal fondo, variando angoli e rotazioni, e fa capire di essere entrata appieno in partita, ma Paolini conferma lo spessore della sua prestazione. Il match diventa una vera battaglia, nella fase centrale del secondo parziale: nel nono game Halep arriva a palla break, ma Jasmine conduce ottimamente il punto e lo conquista. Le due giocatrici se le danno di santa ragione finchè Jasmine, soprattutto per stanchezza, non effettua una palla corta sulla quale Simona si avventa per andare a seconda palla break, salvo poi sparacchiare la risposta in rete. Halep alza il livello, ma l’italiana regge l’urto, gioca alla pari e sale sul 5-4. Simona, però, ora non sbaglia più, sale 5-5 e mette in difficoltà l’avversaria andando 0-40 con uno strepitoso rovescio incrociato per poi incassare il break del 6-5 dopo un errore dell’azzurra. Halep, così, vince il secondo set 7-5 in 52’ tenendo il servizio a zero; per riuscirci le è servito spostare verso l’alto l’asticella del suo livello (13 vincenti e 8 errori).

Ad inizio terzo set la partita sembra scivolare dalla parte di Halep, che ottiene un break da uno svantaggio di 40-0 grazie a un calo di Jasmine (errore di diritto a punto ormai fatto e doppio fallo sulla palla break). La sensazione si conferma quando Halep sale sul 3-0 pesante, concretizzando il terzo break point: la romena prende il largo vincendo i punti importanti, ma l’italiana non molla, tant’è vero che quasi tutti i giochi arrivano a parità. Come accade nel quarto gioco, ma Halep tira due prime vincenti e sale 4-0; nel quinto, quando Simona lascia andare il braccio in un paio di occasioni prendendosi anche il terzo break (5-0); e nel sesto game, quando Paolini arriva a palla break ma poi Simona, senza pietà, si prende il 6-0. “Sono molto sollevata, è stata davvero dura, lei all’inizio giocava molto bene, era molto aggressiva e non mi lasciava tempo di entrare nello scambio, poi ho cercato di variare il ritmo con qualche slice per avere più tempo di ragionare e sono riuscita a vincere – ha detto Halep nell’intervista in campo post-match -. Il mio outfit? Nel primo set avevo freddo, per questo ho tenuto la maglia a maniche lunghe… Poi mi sono scaldata col passare del tempo”.

Gli altri risultati di mercoledì 10 novembre del WTA 250 di Linz
[8] A. Riske b. X. Wang 6-3 7-5
[3] D. Collins b. A. Van Uytvanck 7-5 6-3
[4] V. Kudermetova c. J. A. Cristian

Il tabellone completo aggiornato di Linz e degli altri tornei della settimana

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Pietrangeli: “Dwight Davis si sta rivoltando nella tomba, questa coppa mi fa schifo!”

Nicola Pietangeli senza peli sulla lingua sulla nuova Coppa Davis. Ma ha fiducia nell’Italia e stravede per Sinner

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Prima della sfida Italia-Colombia il Direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato Nicola Pietrangeli, capitano della vittoria in Davis nel 1976 e recordman di ogni epoca della manifestazione.

Cosa pensi di questa Coppa Davis?

“ A me fa proprio schifo, è vergognosa, il signor Dwight Davis si sta girando nella tomba. Veramente, è diventata la Coppa del nonno, più di così non posso dire.

 

Con il fattore campo era un’altra cosa?

“ Prima bastava guardare come altri componenti delle squadre accoglievano il compagno dopo le vittorie, facevano delle feste, ora non c’è più atmosfera, si gioca solo per i soldi”

Ieri però con Sonego c’è stata una bella festa?

“Era la prima Coppa Davis della sua vita, però, senza volergli togliere meriti, l’ha persa Opelka, non ho mai visto un americano giocare così male in Coppa Davis. Anche Isner che prende 6-2 6-0…”.

 Isner ha detto che nessuno gli ha mai risposto come Sinner e che è uno da primi 3 del mondo,  che ne pensi?

“ Io l’ho detto ad inizio anno che Sinner sarebbe arrivato trai primi 10 del mondo. L’anno prossimo non sarei sorpreso di trovarlo almeno trai primi cinque. E’ un fenomeno, ha ragione Isner. Non basta guardarlo Jannik, bisogna sentire il rumore che la palla fa sulla sua racchetta, è diverso da tutti gli altri. Questo ragazzo può battere chiunque, Djokovic compreso”.

E’ una Coppa Davis diversa ma l’Italia ha una squadra che non aveva negli ultimi 40 anni. Pensi che l’Italia possa vincerla nei prossimi anni?

“Secondo me l’Italia sulla carta è inferiore solo alla Russia. Può arrivare in finale e non dimentichiamo che con Medvedev Jannik ha avuto due match point alle Finals. Forse abbiamo un doppio incerto, ma non si sa mai”.

Secondo te Berrettini riuscirà a rimanere trai primi 10 del mondo o con quel rovescio un po’debole soffrirà per mantenere quella posizione?

“Deve sperare che il servizio vada bene perché dipende molto da quel colpo. Il pericolo è che se un giorno serve male, sono guai. Servendo così forte forse ha problemi anche fisici. Il rovescio non è male ma non è all’altezza del servizio e diritto”.

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Coppa Davis

Coppa Davis: l’Australia rimonta l’Ungheria dopo una lotta ma è quasi fuori (e il pubblico pure…)

L’Australia di Hewitt vince un tie molto equilibrato ma ha poche chance di qualificazione. Piros sorprende Milmann , De Minaur la spunta su Fucsovics poi decide il doppio australiano.

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da Torino, il nostro inviato

Mancava l’atmosfera della vecchia Davis? Eccovi accontentati, Australia-Ungheria ha offerto un mix di tutti gli elementi che hanno reso speciale la storia di questa competizione, l’anomalia di un torneo per nazioni nello sport più individuale che possa esistere.

Ci sono volute quasi nove ore di battaglia per decretare il vincitore, l’Australia, con inevitabili ripercussioni sulla programmazione e l’inizio della sfida Italia-Colombia, inizialmente programmata per le 16.00.

 

Molti spettatori ci hanno segnalato lunghe code all’esterno del PalaAlpitour, con disagi dovuti alla mancanza di stand, ristorazione e bar. Per fortuna non piove, ma i 5 gradi di temperatura non aiutano l’attesa.

Nwl primo tie di giornata c’è stato il giovane semisconosciuto che ha sorpreso il più quotato avversario, il drammone trai due numero uno, tra recuperi, rimonte, match point e oltre tre ore di gioco. Ed infine, il doppio-combattutissimo a decidere le sorti della contesa.

A Gabor Koves non è riuscito il bis. Il capitano ungherese era in campo nel 1995 quando l’Ungheria a Budapest soprese l’Australia nei play-off ed oggi dalla panchina ha portato i suoi ragazzi ad un passo da una sorprendente vittoria. L’ha spuntata L’Australia alla fine, ma lo 0-3 del match con la Croazia è un macigno per le speranze di ripescaggio. L’Ungheria domani si giocherà con Cilic e compagni il passaggio del turno, ma bisognerà vedere se Fucsovics sarà in grado di giocare.

L’eroe di giornata (alla fine non decisivo) è senza dubbio il ventiduenne magiaro Zsombor Piros, numero 282 del ranking, campione junior dell’Australian Open cinque anni fa e poi impaludatosi a livello challenger, dove quest’anno ha perso contro i nostri Giovanni Fonio e Francesco Forti ( ma recentemente è stato finalista a Bratislava, sconfitto dal Re del circuito minore Griekspoor). Piros ha battuto in tre set John Millman, numero 72 del mondo, preferito a Popyrin dopo la brutta prestazione di giovedì. “Non ho dormito molto la notte scorsa, non avevo mai giocato a questi livelli ed ero molto eccitato. Dopo i successi da junior le cose non sono andate come mi aspettavo, pensavo che il percorso fosse più breve ma penso adesso di essere sulla strada giusta”.

È stata poi la volta dei due numeri uno, Alex De Minaur, chiamato a riscattarsi dopo il ko con Cilic, e Marton Fucsovics. Il match è stato avvincente, a tratti molto ben giocato con la trama chiara sin dal primo quindici: l’ungherese a spingere e l’australiano a fare da muro.

Lo spettacolo nello spettacolo è stato garantito da Lleyton Hewitt, tarantolato ed incapace di stare fermo sulla sua panchina, quasi volesse entrare in campo al posto del suo numero 1.

Alla fine l’ha spuntata De Minaur al tiebrek del terzo set, dopo che aveva servito per il match sul 6-5, fallendo anche un match point in un game lunghissimo che ha condensato tutte le emozioni di questa manifestazione, con la claque ungherese a sgolarsi per Marton.

Fucsovics ha lottato strenuamente con grande coraggio, ma nel tiebreak era quasi fermo a causa di un problema alla caviglia. E difatti Koves lo ha prontamente sostituito con Piros nella formazione del decisivo doppio.

E qui è cominciata la parte più emozionante della sfida, per la disperazione degli spettatori italiani in attesa in lunghe code all’esterno del PalaAlpitour (e dei cronisti rassegnatisi via via ad una lunga serata…), con il doppio che ha visto i due ragazzi ungheresi tenere testa alla grande al più collaudato doppio aussie condotto da Peers, campione slam nella specialità.

Dopo aver vinto il primo set gli australiani hanno sprecato due match point nel tiebreak del secondo, prima di arrendersi 12-10 agli scatenati ungheresi alla quinta palla set. Nel terzo parziale Peers ha fatto valere la sua classe di doppista esperto, ma ci sono voluti altri due match point per avere la meglio sui giovani ma indomiti avversari.

Z. Piros (HUN) – J. Milmann 4-6 6-4 6-3

A. De minaur (AUS) – M. Fucsovics 7-5 2-6 7-6(2)

A. Bolt/J. Peers (AUS) – F. Marozsan/Z. Piros 6-3 6-7(10) 6-3

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Coppa Davis

Coppa Davis: Alexander Bublik guida la rimonta del Kazakistan sulla Svezia

Elias Ymer batte Kukushkin, ma Sasha rinviene su suo fratello Mikael in tre set. Golubev e Nedovyesov vincono facilmente il doppio. Domani i kazaki dovranno battere il Canada per accedere ai quarti

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MADRID, SPAIN - NOVEMBER 27: Davis Cup by Rakuten Finals 2021 at Madrid Arena on November 27, 2021 in Madrid, Spain. (Photo by Mateo Villalba/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

KAZAKISTAN b. SVEZIA 2-1

E. Ymer b. M. Kukushkin 6-3 7-6(4)
A. Bublik b. M. Ymer 3-6 6-4 6-0
A. Golubev/A. Nedovyesov b. A. Goransson/R. Lindstedt 6-3 6-3

Il Kazakistan batte la Svezia 2-1 nel secondo tie del Gruppo B e sogna i quarti di finale. La nazionale asiatica – che ha anche un pezzettino di Italia nel suo team, rappresentato dall’incordatore torinese Andrea Candusso – ha superato gli scandinavi in rimonta.

 

Nel primo singolare, quello tra i numeri due delle formazioni, Elias Ymer ha superato Mikhail Kukushkin in due set (6-3 7-6): il maggiore dei due fratelli ha operato il break nel secondo gioco del primo set, mentre nel secondo si è fatto trascinare al tie-break dopo aver sprecato per ben tre volte un break di vantaggio; nel game di spareggio ha trovato l’allungo decisivo sul 3-1, vincendo gli ultimi quattro punti al servizio per dare alla sua nazionale il punto.

Nel secondo singolare, tuttavia, Alexander Bublik ha piegato alla distanza il più quotato dei fratelli Ymer, vale a dire Mikael, reagendo dopo il primo set perso e finendo per imporsi addirittura 6-0 al terzo. Il doppio decisivo è stato vinto senza troppa fatica da Golubev e Nedovyesov, che hanno superato gli scandinavi Goransson e Lindstedt in due comodi set.

La situazione di classifica vede ora la Svezia ferma a una vittoria – quella nel tie inaugurale contro il Canada – e una sconfitta. Il Kazakistan, dunque, avrà l’opportunità di qualificarsi ai quarti di finale battendo domani un Canada privo di Shapovalov e Auger-Aliassime. Un obiettivo che sembra alla portata dei kazaki. La Svezia sembra comunque in ottima posizione per il ripescaggio, avendo riportato una vittoria per 3-0 e una sconfitta per 1-2.

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