Serie A1 maschile: la favola del Rungg Sudtirol si interrompe in semifinale

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Serie A1 maschile: la favola del Rungg Sudtirol si interrompe in semifinale

La bellissima cavalcata del team altoatesino termina a Torre del Greco ad un passo dalla finale

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Salvatore Caruso - Buenos Aires 2021 (courtesy of Argentina Open 2021)
 
 

Semifinali play-off: Dopo il 3-3 dell’andata che aveva rimandato tutto alla sfida di ritorno, la New Tennis Torre del Greco sfrutta il fattore campo e si impone su Rungg Sudtirol per 4-1, staccando così il pass per la finale-scudetto del prossimo weekend, dove il giovane circolo campano proverà a scrivere la storia. In una giornata piovosa alle pendici del Vesuvio, che ha visto diverse interruzioni di gioco ed addirittura il cambio di campo in pieno svolgimento di match (Gaio-Moroni hanno infatti giocato pochi game prima di essere costretti a spostarsi in un campo provvisto di copertura), i padroni di casa hanno tenuto i nervi saldi, concedendo ben poco ai rivali. Il solito trio composto da Raul Brancaccio, Andrea Pellegrino e Giovanni Cozzolino ha portato i primi tre punti a Torre del Greco, mettendo da subito una grande pressione sui bolzanini: per fortuna loro, le spalle di Federico Gaio (N.153 ATP) sono abbastanza larghe da annullare il primo match-point contro Jimbo Moroni. Il doppio però arride ai partenopei, che con la coppia Martinez/Pellegrino chiude i conti sul 4-1, per la gioia del presidente Filippo Palumbo che parla di “realizzazione di un sogno”.

Il New Tennis Poseidon sfiderà nella finalissima di Cesena, in campo neutro (su sintetico indoor), il CT Vela Messina, che ribalta il risultato dell’andata tra le proprie mura, vincendo 5-2 sul TC Pistoia: la partenza per i siciliani non è delle migliori, visto il 6-4 6-0 che Andrea Vavassori rifila a Julian Ocleppo. Messina a questo punto cambia marcia e fa sue le seguenti quattro sfide, grazie ai fratelli Giorgio e Fausto Tabacco (vittoriosi rispettivamente su Lorenzo Vatteroni e Leonardo Rossi) ed il suo leader Salvatore Caruso, che prima supera in tre set Matteo Viola, e poi in coppia con Julian Ocleppo batte il doppio Rossi/Vatteroni. Pistoia con un ultimo colpo di coda riesce ad annullare il match-point per Messina, ma la pratica è soltanto rimandata al doppio di spareggio, dove Giorgio Tabacco ed ancora Caruso regalano ai peloritani la possibilità di rifarsi della finale persa nel 2019 contro il Selva Alta Vigevano.

Risultati in dettaglio:

 

New Tennis Torre del Greco – Tc Rungg Sudtirol 4-1 (andata 3-3) 

Raul Brancaccio (T) b. Horst Rieder (R) 61 60

Andrea Pellegrino (T) b. Elmar Ejupovic (R) 76(5) 61

Giovanni Cozzolino (T) b. Moritz Trocker (R) 61 63

Federico Gaio (R) b. Gian Marco Moroni (T) 76(3) 76(2)

Pedro Martinez/Andrea Pellegrino (T) b. Marco Bortolotti/Horst Rieder (R) 63 76(5)

Raul Brancaccio/Giovanni Cozzolino (T) c. Krzysztof Sebastian Brzezinsky/Federico Gaio (R) non disputato

Ct Vela Messina – Tc Pistoia 5-2 (andata 2-4) 4-2

Andrea Vavassori (P) b. Julian Ocleppo (M) 64 60

Giorgio Tabacco (M) b. Lorenzo Vatteroni (P) 60 64

Salvatore Caruso (M) b. Matteo Viola (P) 36 62 75

Fausto Tabacco (M) b. Leonardo Rossi (P) 64 76(4)

Salvatore Caruso/Julian Ocleppo (M) b. Leonardo Rossi/Lorenzo Vatteroni (P) 63 61

Matteo Viola/Andrea Vavassori (P) b. Fausto Tabacco/Giorgio Tabacco (M) 62 61

Giorgio Tabacco/Salvatore Caruso (M) b. Andrea Vavassori/Leonardo Rossi (P) 76(3) 63

Semifinali play-out: Giornata di verdetti anche per quanto riguarda le squadre impegnate nel tabellone di play-out: le quattro squadre a salutare il campionato sono Vicenza, Massa Lombarda, Siracusa e Santa Margherita Ligure. Proprio quest’ultima si è resa protagonista della sfida più appassionante di giornata, contro una Junior Perugia che, a dispetto dei pronostici sfavorevoli, dopo una fase a gironi che l’aveva vista in grande difficoltà, tira fuori le unghie e strappa il punto decisivo nel doppio di spareggio: gli ospiti erano infatti sotto per 4-2, risultato identico a quello dell’andata, e si è dovuti ricorrere allo spareggio finale per decidere le sorti del match. Qui Francesco Passaro ha vinto il suo secondo doppio di giornata, stavolta in coppia con Skander Mansouri, ed ha regalato ai suoi la tanto agognata salvezza. Nulla ha potuto il TC Vicenza in trasferta a Crema, che ha rifilato un sonoro 5-1 agli avversari mai realmente in partita: di Tobias Kamke l’unico punto messo a segno dai veneti, piegati dal titolare a sorpresa Gabriele Datei, classe 2003 e protagonista anche in un doppio particolare con Paolo Lorenzi, di 22 anni più grande.

Sugli altri campi, il TC Italia Forte dei Marmi condanna Massa Lombarda e si ripete in maniera convincente anche nella sfida di ritorno, vinta 4-0, mentre il Selva Alta Vigevano, con lo stesso risultato finale, si guadagna la permanenza in serie A1 ai danni del Match Ball Siracusa, che nella sfida d’andata, un po’ a sorpresa, aveva creato più di un grattacapo ai campioni dell’edizione 2019.

Risultati in dettaglio:

TC Crema – Tennis Comunali Vicenza 5-1 (andata 3-3) 

Adrian Ungur (C) b. Tommaso Dal Santo (V) 1-0 rit.

Samuel Vincent Ruggeri (C) b. Gabriele Bosio (V) 63 62

Gabriele Datei (C) b. Giovanni Peruffo (V) 63 61

Tobias Kamke (V) b. Paolo Lorenzi (C) 61 63

Adrian Ungur/Samuel Vincent Ruggeri (C) b. Tobias Kamke/Gabriele Bosio (V) 62 36 10-6

Paolo Lorenzi/Gabriele Datei (C) b. Enrico Zen/Giovanni Peruffo (V) 62 62

TC Italia Forte dei Marmi – CTD Massa Lombarda (andata 4-2) 4-0

Marco Furlanetto (I) b.Marco Cinotti (M) 61 60

Walter Trusendi (I) b. Alessio De Bernardis (M) 61 62

Manfredi Graziani (I) b. Jacopo Bilardo (M) 1-0 rit.

Stefano Travaglia (I) b. Francesco Forti (M) 62 63

Selva Alta Vigevano – Match Ball Siracusa (andata 3-3) 4-0 

Roberto Marcora (S) b. Antonio Massara (M) 63 61

Filippo Baldi (S) b. Alessandro Ingarao (M) 62 62

Simone Camposeo (S) b. Ettore Zito (M) 61 62

Antoine Benjamin Hoang (S) b. Yannick Philippe Maden (M) 63 64

Tc Santa Margherita Ligure – Junior Perugia 4-3 (andata 2-4)

Lorenzo Giustino (S) c. Francesco Passaro (J) 36 76(2) 64

Tomas Gerini (J) b. Luca Castagnola (S) 64 64

Thomas Fabbiano (S) b. Skander Mansouri (J) 63 75

Filippo Romano (S) b. Gilberto Casucci (J) 46 62 62

Francesco Passaro/Gilberto Casucci (J) b. Luca Castagnola/Filippo Romano (S) 63 63

Andrea Basso/Frederik Nielsen (S) b. Andrea Ribaldi Militi/Skander Mansouri (J) 64 46 11-9

Francesco Passaro/Skander Mansouri (J) b. Frederik Nielsen/Filippo Romano (S) 62 64

Nei play-off di A2, validi a stabilire le formazioni che prenderanno il posto delle retrocesse, spicca la convincente vittoria del TC Prato in trasferta contro il CT Mario Stasi di Lecce, orfano di Franco Agamenone: 5-1 il punteggio, grazie al quale Prato mette una seria ipoteca sulla promozione in A1, ormai ad un passo.  L’unico punto per Lecce arriva dal doppio De Jong/Micolani, ma sono i toscani a confermarsi anche nei play-off dopo una stagione regolare dominata, trascinati da Filip Horansky e Mattia Bellucci.

Il campionato tornerà nel prossimo weekend per l’ultimo atto, con la finalissima scudetto tra Messina e Torre del Greco.

Link utili:

http://www.tennisclubprato.com
http://www.rungg.info
http://www.parktennisclub.com

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“Un genitore ha già vinto quando il figlio scende in campo”. Parola di Fabio Chiappini, direttore tecnico di MXP Tennis Academy

Quattro chiacchiere con Fabio e con Mattia Bellucci, giovane prospetto del tennis azzurro. Quanto può durare la carriera di un giocatore senza sponsor alle spalle?

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Mattia Bellucci e Fabio Chiappini (Photo Courtesy of Fabio Chiappini)

La città ha cento storie da raccontare. Questa è una delle tante” (dal film “Giungla d’asfalto” )

Non solo il cinema americano ha delle storie interessanti da raccontare; ne ha anche il tennis. La storia che vi racconteremo in questo articolo si riallaccia idealmente a quattro interviste che realizzammo nell’estate del 2020 con altrettanti coach italiani (Massimo SartoriGianluca NasoUgo Pigato e Francesco Cinà); riguarda un’accademia che sorge alle porte di Varese che nel nome si ispira all’aeroporto Malpensa, vale a dire la MXP Tennis Academy, che ci è stata raccontata dal suo direttore tecnico, Fabio Chiappini.

Fabio, come si diventa coach di giocatori professionisti?

 

FC: Nel mio caso con il tempo, la passione e la pazienza. Ho sempre amato il tennis, sport che ho praticato in gioventù senza raggiungere risultati di particolare rilievo. Dopo essermi diplomato all’ISEF [Scienze Motorie per i nati post anni ’90, ndr] iniziai a dare lezioni di tennis presso circoli tennistici dell’hinterland milanese. Lì ho avuto la fortuna di incontrare ottimi maestri che mi hanno aiutato a costruire le fondamenta tecniche sulle quali ancora mi baso nel mio lavoro di coach, a quasi trent’anni di distanza da quei giorni. Sono quindi partito con ragazzi di quarta categoria e – salendo un gradino alla volta – sono arrivato ai professionisti.

Come nasce MXP Tennis Academy, e come è strutturata?

FC: MXP Academy nasce dall’iniziativa di due soci: il sottoscritto e Marco Brigo, maestro nazionale FIT e mio ex allievo, il primo che riuscii a portare sino alla seconda categoria. Gestiamo otto campi – sei in terra battuta e due in sintetico –  distribuiti su tre località: Gallarate, Castano e Casorate Sempione. Oltre che da me e Marco, lo staff tecnico è formato da sei maestri a cui si aggiungono due fisioterapisti. Ci avvaliamo inoltre dell’aiuto di consulenti esterni. Uno di questi è Danilo Pizzorno, il massimo esperto italiano di video-analisi applicata al tennis che da anni collabora con i migliori coach italiani e con tennisti di vertice come Lorenzo Sonego. L’accademia offre programmi per bambini a partire dai 6 anni di età; attualmente è frequentata da circa 160 ragazzi che vanno dall’avviamento sino all’agonistica. Abbiamo anche programmi specifici per adulti.

Chi sono in questo momento gli atleti di punta dell’accademia?

FC: Tra i maschi Remy Bertola, uno svizzero di 23 anni e numero 538 ATP; poi Federico Iannaccone, 22 anni, con il quale abbiamo iniziato a lavorare da circa due mesi. Federico ha un best ranking intorno alla posizione numero 600, ma a mio avviso ha il potenziale per arrivare molto più in alto; Erik Crepaldi, il giocatore più maturo del gruppo e con un best ranking di 282 ATP; Erik a settembre è rimasto vittima di un terribile incidente in cui ha rischiato di perdere la vita ma si sta rimettendo in sesto velocemente e contiamo di riaverlo con noi tra un mese circa. Infine c’è Mattia Bellucci, ventenne numero 682 ATP. Tra le ragazze spiccano Federica Prati e Nadine Keller, entrambe con best ranking WTA intorno alla posizione numero 700.

A questo punto della conversazione veniamo raggiunti dal sopracitato Mattia Bellucci.

Mattia, quando e perchè hai iniziato a giocare a tennis?

MB: Ho cominciato a giocare a 4 anni. Mio padre è un maestro di tennis e fu lui a mettermi in mano la prima racchetta; è stato il mio coach da allora sino a pochi mesi fa, quando ho iniziato a lavorare con Fabio.

A che età hai capito che il tennis poteva diventare il tuo lavoro?

MB: Sin da piccolo ho dato tutto me stesso al tennis, perché mi piaceva tantissimo giocare e perché oggettivamente mi riusciva molto bene; mio padre ha impostato per me una politica di crescita basata su obiettivi chiari, precisi e graduali che ho sempre raggiunto. Intorno ai 13/14 anni abbiamo deciso insieme di tentare la carta del professionismo.

Quanto tempo dedichi alla settimana al tennis?

MB: 33 ore alla settimana divise tra preparazione fisica e lavoro sul campo. Mi dedico al tennis a tempo pieno da circa un anno, ovvero da quando ho finito gli studi superiori che frequentavo in presenza e che mi impedivano di farlo; gli altri ragazzi dell’agonistica che come me si dedicano al tennis a tempo pieno frequentano Istituti che danno loro la possibilità di studiare a distanza.

Hai parlato degli obiettivi che avevi da bambino. Quali sono quelli attuali?

MB: Per poter vivere e non sopravvivere con il tennis si deve entrare tra i primi 100 giocatori del mondo, ed è a quel risultato che io e Fabio puntiamo. Per riuscirci – d’accordo con la mia famiglia – ho deciso di darmi 3 o 4 anni di tempo.

Fabio, ho avuto la possibilità di vederti in campo con i tuoi ragazzi e ti ho sentito ripetutamente citare una parola: ordine. Cos’è per te l’ordine nel gioco di un tennista professionista?

FC: Ordine significa avere un piano tattico preciso e riuscire ad attenervisi; significa fare le scelte giuste al momento giusto in campo; significa eseguire i colpi in modo tecnicamente e meccanicamente corretto. La durata media della carriera di un professionista si sta sempre più allungando rispetto al passato, e a questo fatto non è estranea la sempre migliore qualità tecnica dei giocatori; eseguire bene un colpo non solo spesso ti fa fare il punto, ma preserva anche il tuo corpo dal logoramento e quindi dagli infortuni. Aiutare i giovani aspiranti pro a diventare tecnicamente impeccabili è uno dei miei principali compiti, ed è qui che la collaborazione con un esperto come Danilo Pizzorno che ho citato prima diventa fondamentale.

A gennaio Mattia disputerà dei tornei Challenger. Oltre all’ammontare dei premi, che differenze ci sono tra i tornei di questo livello ed i Futures?

FC: I Futures costituiscono una palestra importante per i giovani ma – ciò premesso – le differenze con i Challenger sono enormi sotto più punti di vista. Oltre alla maggior consistenza dei premi e al rimborso delle spese di soggiorno, ci sono differenze di natura tecnica non banali. Ne cito una su tutte: la gestione del cambio palle durante i match; nei Challenger come nei tornei maggiori le palline vengono cambiate per la prima volta dopo 7 game e poi ogni 9; nei Futures il cambio avviene per la prima volta dopo 11 giochi e poi ogni 13. Per un giocatore di club questo può sembrare un dettaglio, ma a livello professionistico non lo è affatto; il maggior logoramento delle palline costituisce un grave handicap per i giocatori che “spingono” maggiormente e appiattisce le differenze tecniche esistenti, andando così a discapito dei più bravi. Nei Challenger hai poi la possibilità di allenarti molto più facilmente che non nei Futures, dove in sintesi la capacità di arrangiarsi è elevata ad arte.

Hai accennato costi legati alle spese di soggiorno. Più in generale, come fa un ragazzo a tenere vivo il sogno del professionismo dati i costi che comporta?

FC: Ti rispondo portandoti un esempio che ho vissuto in prima persona. Per cinque anni sino al 2018 ho allenato  una giocatrice greca, Eleni Kordolaimi, che non aveva alle spalle una famiglia in grado di sostenerla economicamente. Io credevo nelle sue possibilità e quando abbiamo iniziato a lavorare insieme potevo contare su un fondo messomi a disposizione da uno sponsor. Questa ragazza è arrivata sino al numero 440 della classifica WTA, ma poi si è infortunata e non è più riuscita a riprendersi ed è precipitata in classifica; lo sponsor di conseguenza non ha rinnovato il fondo spese e la sua carriera è finita. Conclusione: se non sei un giocatore di interesse nazionale a cui la federazione dà un contributo importante – come per esempio nel caso di Mattia – puoi contare solo sui tuoi genitori.

E gli sponsor quando entrano in scena?

FC: Di norma a telecamere accese, ovvero quando l’atleta raggiunge una classifica tale da consentirgli di disputare tornei trasmessi dalle televisioni.

A proposito di sponsor: Mattia, ho notato che indossi maglia e pantaloncini della Yoxoi. Mesi fa intervistammo i due soci fondatori della società, Diego Mandara e Giacomo Ruzza, che ci illustrarono i vantaggi derivanti ai giocatori dal particolare processo tecnologico con il quale realizzano i loro indumenti. Come ti trovi?

MB: Premetto che li sto usando solo da pochi giorni, però mi sono già accorto di una cosa: se prima iniziavo la seduta di allenamento con la tuta e rimanevo in maglietta solo dopo essermi scaldato a dovere, da quando indosso Yoxoi non ho più bisogno della tuta. Sono curioso di scoprire se avrò gli stessi benefici anche in estate.

Fabio, hai citato l’aiuto economico che la federazione dà ai giovani di punta. Dal punto di vista tecnico che contributo fornisce la FIT?

FC: La FIT monitora costantemente i progressi dei miei giocatori di punta. Il mio tramite con la federazione è rappresentato da Giancarlo Palumbo, responsabile del settore tecnico Under 18 del centro di preparazione olimpica di Tirrenia, con il quale ho un proficuo rapporto dialettico. Penso che la Federazione stia facendo un grande lavoro e mi inorgoglisce vedere come il modello Italia sia ammirato e rispettato a livello internazionale.

“Father and son” non è solo una splendida canzone di Cat Stevens ma anche uno schema tipico del tennis: padre coach e figlio tennista. Mattia ha avuto il padre come coach per 15 anni. Secondo te quale è il miglior modo di porsi di un genitore nei confronti di un bambino o un adolescente che gioca a tennis?

FC: A tale proposito ho un motto: un genitore ha già vinto quando il figlio scende in campo. E questo vale per ogni sport, non solo il tennis. Perché riuscire a far sì che i propri figli pratichino uno sport penso sia in sé stesso un valore importante, indipendentemente dai risultati che poi si raggiungono. Non è un concetto semplice da fare entrare nella mente di una mamma e di un papà; anche loro come i loro figli devono allenarsi tanto, perché essere i genitori di un ragazzo che pratica sport, soprattutto se lo fa livello agonistico, non è un ruolo facile.

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Serie A1 femminile: Parioli si laurea campione battendo di un soffio Rungg

Le capitoline devono ricorrere al doppio di spareggio per conquistare l’agognato tricolore: decisive Beatrice Lombardo e Camilla Rosatello

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Non poteva finire diversamente la finale di Serie A1 femminile tra Parioli e Rungg, ossia al doppio di spareggio che avrebbe deciso in che direzione sarebbe andato lo scudetto; ancora una volta la sfida tra queste due formazioni è stata in perfetto equilibrio, come già avvenuto nel doppio scontro durante la fase a gironi (in entrambi i casi il punteggio finale era stato 2-2). Dal Carisport di Cesena doveva pur uscire una vincitrice, e quindi l’ennesimo pareggio tra le due squadre non è stato definitivo: a spuntarla al fotofinish è stata la coppia capitolina formata da Beatrice Lombardo e Camilla Rosatello, che si impongono sul duo altoatesino Bandecchi/Meliss in due set. Parioli nella giornata di sabato prova subito a mettere le cose in chiaro con Nastassja Burnett, che nella sfida “vivaio” contro Verena Meliss domina lasciandole due soli giochi; è Susan Bandecchi (n.175 WTA, suo miglior ranking) a togliere le castagne dal fuoco per Rungg, come più volte capitato durante la stagione. La ragazza ticinese di origini toscane supera abbastanza agilmente la croata Tena Lukas (n.331 WTA) e chiude la giornata di sabato sull’1 pari. Il leitmotiv non cambia nella giornata di domenica, quando Martina Di Giuseppe (n.282 WTA) rimonta di carattere (ed anche grazie ad un servizio molto solido) l’oriunda Paula Ormaechea (n.209 WTA, ma in passato tra le migliori 60 al mondo) e consegna il primo match-point a Parioli; è la stessa Ormaechea però, in coppia con Verena Meliss a riportare la situazione in parità, dopo un match di doppio altamente emozionante, con frequenti cambi di inerzia e che lascia in lacrime Camilla Rosatello. La piemontese, che in passato ha anche difeso i colori azzurri in Fed Cup, come abbiamo già avuto modo di raccontare saprà riscattarsi a dovere nel doppio di spareggio conclusivo, riportando per la decima volta lo scudetto nella bacheca del Tc Parioli, tornato a festeggiare una vittoria finale a dieci anni esatti di distanza dall’ultima volta. Molto emozionata alla premiazione Beatrice Lombardo, che ricorda “c’ero anche dieci anni fa, ma con un ruolo diverso.. allora portavo l’acqua. Vincere il titolo da protagonista in campo ha un sapore davvero speciale”. Dieci anni fa c’era anche Nastassja Burnett, quando ancora era una promessa del tennis e non poteva certo immaginare che la sua carriera sarebbe stata condizionata dagli infortuni, tanto da costringerla a prendere una sofferta decisione riguardo il tennis ad alti livelli; nonostante tutto però, la ritroviamo sorridente festeggiare il tricolore e chissà che non ci ripensi. Un vero peccato per Rungg, che ha visto sfumare la vittoria finale all’ultimo, al termine di una cavalcata comunque memorabile e che dà grosse speranze alla matricola altoatesina in vista della prossima stagione.

Risultati in dettaglio:

Tc Parioli Roma – Tc Rungg Appiano 3-2

 

Sabato:

Nastassja Burnett (P) b. Verena Meliss (R) 61 61

Susan Bandecchi (R) b. Tena Lukas (P) 62 63;

Domenica:

Martina Di Giuseppe (P) b. Paula Ormaechea (R) 46 61 62

doppio:

Paula Ormaechea/Verena Meliss (R) b. Beatrice Lombardo/Camilla Rosatello (P) 76(5) 36 10-8

doppio di spareggio

Beatrice Lombardo/Camilla Rosatello (P) b. Susan Bandecchi/Verena Meliss (R) 61 76(5)

Si chiude così il campionato femminile, che l’anno prossimo vedrà protagonista anche il Bal Lumezzane, che rientra in massima serie alla prima occasione disponibile, e l’AT Verona, autore di una grande rimonta in trasferta a Ceriano, dove riesce a ribaltare il risultato dell’andata e conquistare la promozione.

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Serie A1 maschile: Torre del Greco festeggia il primo tricolore della sua storia

Il giovane circolo campano trionfa nella finalissima-scudetto contro Messina, trascinato dallo spagnolo Pedro Martinez

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Pedro Martinez - ATP Challenger Marbella 2020 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Al Carisport di Cesena è andata in scena la finalissima che assegnava il tricolore dell’edizione 2021 del campionato di Serie A1 maschile: a succedere al Park Tennis Genova è la compagine del New Tennis Torre del Greco, che riporta lo scudetto in Campania dopo 12 anni (ricordiamo nel 2009 il trionfo finale della Capri Sports Academy). Grande emozione per il circolo campano, a partire dal presidente del club nonché giocatore di doppio, Filippo Palumbo, che ci tiene a precisare che “siamo un gruppo di amici, prima che compagni di squadra”. La stella della squadra è senz’altro lo spagnolo Pedro Martinez Portero (n.60 ATP), che anche nella finalissima traccia la strada da seguire per i compagni con due vittorie, prima in singolare contro il connazionale Bernabe Zapata Miralles (n.124 ATP), regolato con un netto 6-0 6-4 (il punteggio avrebbe anche potuto essere più severo per Zapata, se Martinez non si fosse un po’ distratto prima di chiudere sul 5-2) e dominato sotto ogni punto di vista, quindi nel doppio decisivo in coppia con Andrea Pellegrino (n.215 ATP) contro il duo composto da Salvatore Caruso e Julian Ocleppo. E dire che era stato il Vela Messina a partire meglio nella giornata di sabato, conquistando da subito il primo punto, che si rivelerà in seguito l’unico, grazie all’affermazione di Fausto Tabacco su Giovanni Cozzolino per 6-2 6-0 in meno di 50 minuti. Giorgio Tabacco, di un anno più giovane del fratello (classe 2003), non riesce a ripetersi nel secondo match di giornata che lo vedeva opposto al più quotato Raul Brancaccio (n.301 ATP), e depone le armi dopo poco più di un’ora. A chiudere i match di sabato è stata la sfida tra numeri 2, Andrea Pellegrino e Salvatore Caruso (n.158 ATP): risultato un po’ a sorpresa, visto che il portacolori di Torre del Greco regola con un doppio 6-4 il siciliano, con una grande prestazione al servizio che non concede mai a Caruso la possibilità di un break.

Domenica è stata invece la giornata di Pedro Martinez Portero, che, come già anticipato, vince entrambi i suoi match e regala alla sua squadra la vittoria finale per 4-1, per la gioia del trio di allenatori Giancarlo Petrazzuolo, Ciro Cardone ed Alessio Concilio e degli oltre cento tifosi campani che hanno seguito con entusiasmo la squadra nella trasferta romagnola, sfidando le condizioni climatiche avverse. Tutta la delusione del team siciliano si riflette nelle parole di patron Antonio Barbera a margine della premiazione, dove pone l’accento sulla seconda sconfitta in finale negli ultimi tre anni, ma allo stesso tempo riconosce la superiorità degli avversari.

Alle due squadre adesso non resta far altro che attrezzarsi al meglio per la prossima stagione, magari rafforzando i roster con nuovi innesti, con l’auspicio che il campionato possa riscuotere un maggiore successo, come gli sforzi dei circoli che vi partecipano meriterebbero. Una soluzione potrebbe essere quella di ritardare l’inizio della stagione regolare di qualche settimana, in modo da consentire alle squadre di avere una scelta maggiore tra i giocatori a disposizione, altrimenti impegnati in quel periodo in giro per il mondo a disputare i più redditizi incontri del circuito ATP (i primi due nomi che saltano all’occhio scorrendo le rose sono Fabio Fognini e Lorenzo Musetti, praticamente mai schierati dal Park Tennis Genova perché impossibilitati a partecipare). Ma non siamo certo noi a dover prendere le decisioni.

 

Risultati in dettaglio:

New Tennis Torre del Greco – Ct Vela Messina 4-1

Sabato:

Fausto Tabacco (M) b. Giovanni Cozzolino (T) 62 60

Raul Brancaccio (T) b. Giorgio Tabacco (M) 63 61

Andrea Pellegrino (T) b. Salvatore Caruso (M) 64 64;

Domenica

Pedro Martinez Portero (T) b. Bernabè Zapata Miralles (M) 60 64

doppio

Pedro Martinez Portero/Andrea Pellegrino (T) b. Salvatore Caruso/Julian Ocleppo

(M) 63 62

Cala il sipario sul campionato dunque, e nel darci appuntamento alla prossima stagione, ricordiamo i nomi delle squadre che si sono guadagnate la promozione in serie A1 tramite i play-off appena trascorsi di A2: in primis, il Tc Prato, autore di una stagione impressionante fatta di sole vittorie, ultima delle quali il 3-0 sul CT Mario Stasi Lecce, già sconfitto all’andata per 5-1, a coronamento di un’annata che non poteva non concludersi con il meritato salto di categoria. Soddisfazione importante per il capitano Antonio Cotugno, che mostra anche una certa ambizione, dichiarando che “il nostro è un team che può pensare in grande, e se riusciremo a trovare un innesto giusto possiamo davvero pensare allo scudetto”. A far compagnia al Tc Prato ci saranno il Tc Sinalunga, che dopo un solo anno di purgatorio ritorna nella massima serie, il Ct Palermo e la Sc Casale, tutti vincitori dei rispettivi match di play-off.

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