ATP Cup, Tsitsipas cede alla fatica: un gran Schwartzman porta l'Argentina al successo

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ATP Cup, Tsitsipas cede alla fatica: un gran Schwartzman porta l’Argentina al successo

Esordio stagionale complicato per il greco che perde una dura battaglia contro El Peque. Spareggio Argentina-Polonia per un posto in semifinale

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Diego Schwartzman alla ATP Cup 2022 (Credit: @ATPCup on Twitter)

ARGENTINA-GRECIA 2-0
F. Delbonis b. M. Pervolarakis 7-6(5) 6-1
D. Schwartzman
b. S. Tsitsipas 6-7(5) 6-3 6-3

Il match più atteso di giornata era sicuramente quello tra Stefanos Tsitsipas, al suo esordio stagionale in singolare, contro Diego Schwartzman, e il pubblico della Ken Rosewall Arena non è stato deluso. Giocato con il tetto coperto, l’incontro è stato vinto con merito per 6-7(5) 6-3 6-3 dall’argentino, che ha approfittato dell’evidente calo mentale e fisico del suo avversario nella fase finale dell’incontro. Per oltre un’ora e 40 minuti comunque i due hanno giocato alla pari dando vita a grandi scambi spesso terminati con vincenti. Tsitsipas aveva l’obbligo di portare a casa il punto per la sua nazionale, visto che in precedenza era stato l’albiceleste Federico Delbonis a sconfiggere il greco Michail Pervolarakis per 7-6(5) 6-1, ma purtroppo per i greci il N.4 del mondo non ce l’ha fatta. Mercoledì 5 gennaio l’Argentina darà quindi vita ad un vero e proprio spareggio per il passaggio del turno contro la Polonia.

Nel primo set la prestazione del servizio di Tsitsipas va in crescendo, con le velocità e le percentuali di punti che aumentano col passare dei game. Schwartzman invece da fondo appare maggiormente a suo agio e disinvolto; grazie anche al suo tocco delicato, è lui che riesce a trovare le soluzioni più spettacolari – in particolare due pallonetti vincenti fantastici. Tuttavia, quando lo scambio si allunga è il greco che fa valere la maggior potenza e sembra sempre in grado di poter effettuare il cambio di marcia per passare in vantaggio.

 

Dal punto di vista tattico Diego ha mirato con insistenza il rovescio di Stefanos, e per gran parte del tempo la strategia è sembrata funzionare; anche il greco però dispone di grande tecnica e dunque ha risposto agli attacchi usando più spesso il back (sebbene l’accuratezza di questo colpo sia via via scemata). Il match, mantenutosi ad alto livello sin dall’inizio, è ulteriormente esploso a livello di spettacolo nel dodicesimo game, quando si sono viste le prime palle break nonché set point per Tsitsipas. L’argentino ha tremato un po’ commettendo due doppi falli nel game, ma alla fine si è guadagnato il tie-break annullando tre set point con grandissimo coraggio, suggellando la difesa del proprio turno di servizio con un rovescio lungolinea magistrale.

Nel tie-break, a differenza dell’intero set, non sono mancati ribaltamenti di fronte, ma è sempre stato il N.4 del mondo a mantenere la testa avanti; alla fine è stato lui a conquistare il set alla quinta chance, a sua volta con un bellissimo rovescio lungolinea. L’andamento incerto del tie-break prosegue anche nei primi due game del secondo set dove i due tennisti, con errori su errori, si concedono vicendevolmente un break: il tennista di Buenos Aires è il primo a fare il regalo, subito seguito dal collega. Tsitsipas si trova a vivere un altro momento di passaggio a vuoto nell’ottavo game, quando manda a palla break nuovamente il suo avversario. Uno dei principali punti di forza di Diego è la sua imperterrita abnegazione, e se è pure vero che il greco gli ha concesso parecchio con i suoi errori, è stato merito suo andarsi a prendere tutto con gli interessi. Il secondo set l’ha chiuso 6-3 con un game impeccabile.

Ricordiamo che questo è il primo match in singolare di Tsitsipas dopo l’intervento chirurgico al gomito destro effettuato a novembre (si era dovuto ritirare sia dal Rolex Paris Masters che dalle Nitto ATP Finals), e dunque la tenuta fisica era tutta da verificare. Il N.13 ATP, conscio di tutto ciò (come ha confermato nell’intervista di fine partita), ha continuato ad accelerare passando in vantaggio anche in apertura di terzo set contro un avversario dal linguaggio del corpo piuttosto arrendevole.

Sotto nel punteggio e quasi a corto di energie, Stefanos ha tentato le accelerazioni con ancor maggior frequenza, ma ciò ha comportato un drastico aumento di errori. L’esito sembrava ormai scritto, ma la mancanza di cinismo di Diego (che non ha sfruttato altre sei palle breck e ha chiuso solamente al quarto match point) ha prolungato lo spettacolo: infine, però, dopo due ore e 44 minuti Diego Schwartzman ha potuto festeggiare la terza vittoria in carriera contro un Top 5, regalando all’Argentina il secondo successo in questa edizione dell’ATP Cup dopo quello per 3-0 con la Georgia. Ora si giocherà tutto mercoledì con la Polonia (Schwartzman, in particolare, è atteso da un altro Top 10 come Hubi Hurkacz), mentre sono definitivamente tramontante le chance per la Grecia di superare il girone.

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Ubaldo a 90° minuto: “Caso Djokovic? Espulsione non sorprendente”

Il Direttore di Ubitennis ospite dello storico programma RAI commenta l’ultimo episodio della telenovela legata al N.1 del mondo che non potrà difendere il titolo a Melbourne

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Australian Open

Australian Open: dieci azzurri in tabellone, è record. Senza Djokovic, le chance di Berrettini e Sonego

Non solo Caruso si avvantaggia dell’assenza di Novak Djokovic, ci sono anche Berrettini e Sonego in quella zona di tabellone.

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Matteo Berrettini - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

E venne il giorno… in cui si ricominciò a parlare di tennis. Ci affidiamo al titolo di un film non memorabile per ricordare che si è finalmente concluso il caso Djokovic (o, almeno, è arrivata la decisione definitiva sul suo visto) e tra poche ore andrà in scena l’Australian Open. Sì, proprio il primo torneo del Grande Slam della stagione, l’evento sul quale dovrebbero essere puntate le più intense luci dei riflettori e le principali attenzioni tennistiche di gennaio. Riposte dunque nel cassetto le competenze giuridiche con tanto di Master in Immigrazione Australiana, si può tornare sul rettangolo di gioco, quello azzurro dell’Happy Slam, una denominazione che ultimamente traballa. A scanso di equivoci, ci riferiamo all’aggettivo, dopo il facilmente evitabile “episodio” di quest’anno, la quarantena (anzi, i tre diversi regimi di quarantena) del 2021 e gli incendi dell’edizione 2020.

Poco felice lo è però sempre stato per i nostri rappresentanti: dopo i quarti di finale nel tabellone da 32 partecipanti raggiunti da Giorgio De Stefani nel 1935 e Nicola Pietrangeli nel 1957, nell’era open il solo Cristiano Caratti è riuscito ad arrivare negli ultimi otto, quando Patrick McEnroe gli negò la semifinale battendolo in cinque set. Era il 1991 e l’anno successivo veniva stabilito il record di nove presenze azzurre, poi eguagliato nel 2020 e nel 2021. Un record di nuovo superato grazie all’ingresso di Salvatore Caruso, primo nella lista dei lucky loser e appunto decimo italiano pronto a dare battaglia. E sarà certamente battaglia per Sabbo che, suo malgrado, entrerà in campo a malapena visibile dietro quell’enorme bersaglio che, immaginiamo, gli ha incollato addosso Miomir Kecmanovic, il suo prossimo avversario che un anno fa lo ha battuto in tre set tirati all’ATP 250 di Melbourne 1. Il ventiduenne concittadino di Djokovic, n. 78 ATP, ne ha commentato l’esclusione con un post su Instagram:

“L’amara pillola è stata presa addirittura prima che il torneo iniziasse! Non riesco neanche a immaginare come si senta Novak, cosa abbia passato negli ultimi dieci giorni. Ero felicissimo di avere l’onore di aprire il torneo di quest’anno con il numero uno del mondo sulla Rod Laver Arena.
Purtroppo, ciò che ho pensato negli ultimi sette giorni, da quando è stato compilato il tabellone, ora non ha più senso. La nostra piccola squadra serba qui a Melbourne è indignata e delusa e penso che dovrebbe fare un’ulteriore sforzo e in qualche modo vendicare con il nostro gioco il nostro miglior rappresentante che non può essere qui. Credo che vincerai altri Slam e che questo non ti impedirà di creare un successo storico. Siamo tutti con te.”

 

Impressionato il giusto (“non sarà un match facile, ma in uno Slam non ci sono partite facili”), Caruso ha commentato con queste parole alla Gazzetta dello Sport il suo ingresso nel main draw: “Sono diventato il lucky loser più famoso di sempre. Mi dispiace per tutto quello che è successo, mi dispiace anche per Nole, ma sono qui per giocare e darò tutto. Fa uno strano effetto, ma io penso solo a me stesso perché per me è una grande chance. Un’occasione che non devo sprecare”. Ricapitoliamo quindi i nomi dei nostri dieci alfieri, partendo dalla prima riga in alto del tabellone: Salvatore Caruso, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini, Matteo Berrettini, Andreas Seppi, Lorenzo Musetti, Jannik Sinner, Stefano Travaglia, Marco Cecchinato e Gianluca Mager. Quattro di loro, insieme ad altrettante tenniste italiche, saranno impegnati nella prima giornata.

In ogni caso, non solo Salvo approfitta dell’uscita di Nole. A prescindere dalle opinioni di ognuno dei partecipanti riguardo alla vicenda, l’assenza del nove volte vincitore, senza dimenticare la tempistica della sentenza rispetto alla pubblicazione dell’ordine di gioco che non ha permesso l’aggiustamento delle teste di serie, offre opportunità a tutti coloro che potenzialmente lo avrebbero trovato lungo il percorso. Concentriamoci però sugli italiani – due, per la precisione –, chiaramente partendo dal presupposto che i risultati sul campo siano in linea con i rispettivi ranking.

Lorenzo Sonego, 25° del seeding, avrebbe dovuto scontrarsi con Djokovic al terzo turno, mentre ora rimane l’unica testa di serie in quello spicchio di tabellone. Il ventiseienne torinese è atteso all’esordio da Querrey, poi si prospetta un secondo round con Otte o la WC Tseng; per quanto un derby ai sedicesimi di finale non sarebbe disprezzabile, l’avversario con classifica più alta che potrebbe trovarsi davanti è il n. 41 ATP Tommy Paul, affrontato due vole lo scorso anno: dopo la sconfitta di Rotterdam, Lorenzo si è preso la rivincita al Masters 1000 di Cincinnati. A quel punto, toccherebbe a Garin o Monfils mettersi di traverso sulla strada di Sonego.

Sempre confidando sottovoce in una zampata di Fabio Fognini, è Matteo Berrettini colui che in teoria può maggiormente approfittare della situazione. Per arrivare all’appuntamento in quel quarto di finale, si va da Nakashima fino a Norrie passando anche per Alcaraz. Un viaggio non privo di scossoni che mai come in questo caso vale la pena di intraprendere. Rammentiamo infatti che, dopo il forfait di Melbourne per infortunio prima dell’ottavo contro Tsitsipas, la scorsa stagione ha visto il nostro sempre fermato da Djokovic negli Slam: quarti a Parigi, finale a Wimbledon, di nuovo quarti a New York; da una certa angolazione, insomma, possiamo affermare che Berretto si è guadagnato sul campo il diritto di farsi scappare un “finalmente” senza sentirsi troppo in colpa.

Qui il tabellone aggiornato dell’Australian Open 2022

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Il direttore Ubaldo Scanagatta ospite di 90° Minuto su Rai 2 oggi alle 19:25 (alle 15 su Radio Sportiva)

Nel giorno dell’espulsione di Djokovic, il Direttore ospite di Radio Sportiva e poi del programma calcistico. Commenterà la clamorosa decisione e il percorso più favorevole per Sonego e Berrettini

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Novak Djokovic - Olimpiadi Tokyo 2021 (via Twitter, @ITFTennis)

La domenica che precede l’inizio del primo slam della stagione è stata caratterizzata dall’esclusione di Novak Djokovic dal tabellone degli Australian Open. Mancano meno di ventiquattro ore dai primi match dello slam australiano con quattordici italiani al via (dieci uomini e quattro donne). Il direttore di Ubitennis.com, Ubaldo Scanagatta, sarà ospite alle 19:20 del famoso programma di Rai Due, 90° Minuto, condotto da Marco Lollobrigida.

Il direttore ritorna sui canali Rai, dopo essere stato ospite durante le ATP Finals a fianco di Omar Camporese e Nicola Sangiorgio per commentare i match giocati al PalaAlpitour.

Ubaldo, nel corso del suo intervento, commenterà l’esito della controversa vicenda che ha visto coinvolto il numero 1 del ranking ATP per poi focalizzarsi sulle speranze italiane nel primo torneo del Grande Slam stagionale. Senza più Djokovic nella parte alta del tabellone, con Salvatore Caruso n.150 al suo posto contro Kecmanovic, potrebbero avvantaggiarsene altri due azzurri. Infatti Lorenzo Sonego che esordirà nella notte contro l’ostico Querrey avrebbe teoricamente potuto incontrare Djokovic al terzo turno e ora è lui la testa di serie più alta nel suo settore fino ai sedicesimi. Al secondo avrebbe eventualmente Tseng o Otte e al terzo chi esce dal quartetto Kecmanovic-Caruso, Paul-Kukushkin. Insomma al momento Sonego sarebbe favorito per raggiungere un posto in ottavi di finale, forse contro Monfils o magari Bublik. La nuova situazione potrebbe alla lunga favorire anche Berrettini che nei quarti avrebbe potuto scontrarsi con Djokovic, ma invece adesso se superasse Nakashima, poi o Vesely o Kozlov, quindi forse il giovane portento Alcaraz con il quale Matteo ha perso l’ultimo match e poi o Norrie (Korda?) o Carreno Busta, nei quarti potrebbe scontrarsi con Monfils o Sonego….Magari!!!

 

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