"Chi l'ha visto?" Hyeon Chung e il sogno proibito - Pagina 2 di 2

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“Chi l’ha visto?” Hyeon Chung e il sogno proibito

Con l’Australian Open ormai alle porte dedichiamo questa puntata di “chi l’ha visto?” a Hyeon Chung, protagonista nel 2018 di una delle cavalcate più sorprendenti nella storia del torneo

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Hyeon Chung - US Open 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)
 

Si riscrive la storia 

L’Australian Open del 2018 è il torneo della consacrazione per Chung. I risultati più importanti a livello ATP erano arrivati sulla terra battuta ma è sui campi in cemento di Melbourne Park che il talento di Suwon gioca il miglior tennis di sempre. Al secondo turno demolisce il coetaneo Daniil Medvedev che dopo un buon primo set perso al tie-break si scioglie davanti alla solidità del coreano che pare, rispetto alla stagione precedente, aver migliorato il servizio e il dritto. È una vittoria che, rivalutata oggi, colpisce molto dal momento che un anno e mezzo dopo quella tremenda sconfitta il russo avrebbe raggiunto la sua prima finale allo US Open. Al terzo turno Chung affronta la testa di serie numero quattro Zverev che l’anno precedente, vincendo Roma e Montreal, si era affermato come il giocatore più forte della nuova generazione. I due si conoscono molto bene dal momento che il coreano si è aggiudicato il loro unico precedente, nel 2017, a Barcellona. La partita in partenza non è affatto chiusa, si sa che il giovane di Amburgo è forte due set su tre quando riesce a “nascondere” meglio le sue lacune ma più la partita si allunga più il suo gioco perde in efficacia. Quando il tedesco si aggiudica il terzo parziale 6-2 andando in vantaggio due set a uno Chung sembra spalle al muro. Il coreano però non cede di un millimetro, accetta il braccio di ferro da fondo campo e Zverev non riesce più a sfondare. Il servizio diventa leggibile, il rovescio è poco penetrante e il dritto troppo passivo.  Gli ultimi due parziali sono un autentico assolo di Chung che vince il quinto addirittura 6-0. La vittoria di Hyeon fa rumore. Ha appena sconfitto il numero quattro del mondo mostrando non solo una condizione fisica straripante ma anche una solidità che ricorda molto da vicino quella del suo successivo avversario, Novak Djokovic. Il serbo è lontano dai tempi migliori, è appena tornato dopo sei mesi di pausa per recuperare da un serio problema al gomito e per ricaricare le energie a livello mentale dopo anni estenuanti. Il gioco del coreano però sembra troppo simile al suo per dargli davvero fastidio ma Nole sta convivendo ancora con i problemi al gomito. I ruoli si capovolgono, è Chung che detta legge da fondo campo e aggredisce il serbo non appena ne ha l’occasione. La partita è equilibrata ma Novak nei momenti decisivi commette troppi errori gratuiti, soprattutto con il dritto. Chung vince la partita in tre set diventando il primo giocatore dai tempi di Federer nel 2007 a sconfiggere Djokovic in soli tre set in Australia. “Il dolore non era tale da ritirarmi ma sicuramente ha influenzato il mio servizio” dichiara Djokovic dopo la sconfitta “Hyeon ha giocato da top 10, quanta strada farà nella sua carriera dipenderà da lui però” aggiunge Nole.  Per quanto la vittoria con Zverev da un certo punto di vista fosse ancora più significativa di quella sul serbo è la vittoria contro l’ex numero uno del mondo a dare a Chung visibilità mondiale.

Ai quarti di finale lo aspetta l’altra sorpresa del torneo, Tennys Sandgren. Chung non fallisce la cosiddetta prova del nove contro l’americano e si guadagna in semifinale la sfida contro Roger Federer. Nonostante la differenza d’esperienza a questi livelli Hyeon non parte battuto dal momento che con la sua solidità potrebbe mettere in seria difficoltà Roger che, soprattutto in questo momento della carriera, non ama scambiare troppo da fondo campo.  Sin dall’inizio si vede che purtroppo il coreano non riesce a giocare al meglio delle sue possibilità e dopo un set e mezzo di sofferenza si deve ritirare a causa di fastidiose vesciche al piede.

Hyeon Chung – Australian Open 2018 (@RDO foto)

Il calvario continua

La stagione continua molto positivamente per Hyeon che a Indian Wells e Miami raggiunge i quarti di finale perdendo rispettivamente da Federer in California e dal futuro campione del torneo Isner in Florida. I tornei sulla terra battuta sono deludenti per Hyeon che deve rinunciare al Roland Garros a causa di un infortunio alla caviglia destra che lo ha tormentato per tutto il periodo sul mattone tritato. L’infortunio si rivela più fastidioso del previsto e lo costringe a una piccola operazione che non gli permette di giocare nemmeno a Wimbledon. Come l’anno precedente torna ad Atlanta ma la forma d’inizio anno è molto lontana. Ciò nonostante finisce l’anno al numero 25 del mondo. Nonostante sia dotato di una stazza importante le sue articolazioni sembrano piuttosto fragili.

 

Il giovane coreano si presenta in Australia a inizio 2019 ma il suo livello è molto lontano dall’anno precedente. Al secondo turno a Melbourne le variazioni di Pierre Hugues Herbert lo fanno capitolare in quattro set perdendo così in un solo torneo più di 600 punti. Purtroppo per Chung i problemi fisici non ne vogliono sapere di dargli tregua e così, a febbraio, deve prendersi una pausa dal circuito per problemi alla schiena. Torna in tempo per lo US Open dove, dopo aver superato le qualificazioni, si spinge fino al terzo turno dove si arrende in tre set a Nadal.Onestamente sono solo felice di aver avuto la possibilità di giocare senza dolore in un torneo così importante” ammette il coreano dopo la sconfitta dopo quasi due anni costellati di problemi fisici. L’incubo però non è finito dal momento che deve rinunciare a inizio 2020 all’Australian Open a causa di una tendinite alla mano destra.  La sospensione del tour per la pandemia non lo aiuta e quando torna a giocare deve ripartire dai challenger. La schiena che lo aveva tormentato nel 2019 fa ancora male, i risultati sono pessimi e dopo la sconfitta al secondo turno delle qualificazioni del Roland Garros decide di chiudere anzitempo il suo 2020. Ad oggi la sconfitta a Parigi è l’ultima volta che è sceso in campo.

Carriera a rischio?

 A inizio 2021 è andato sotto i ferri per provare a risolvere una volta per tutte i problemi alla schiena ma l’operazione non sembra aver dato i risultati sperati dal momento che non riesce nemmeno ad allenarsi. L’idea è che gli sta succedendo esattamente quello che è capitato a Jared Donaldson, dopo l’operazione anche Chung non ha ottenuto i risultati sperati e sicuramente il fatto che dopo un lungo anno non ci siano stati alcuni progressi fa pensare al peggio. Intanto non solo è finito nel dimenticatoio ma la maggior parte degli appassionati non ricorda che il giovane coreano conduce negli scontri diretti con Zverev, Medvedev e Rublev coloro che a oggi occupano rispettivamente la seconda, la terza e la quinta posizione nel ranking. Per quanto è vero che tutti e tre sono migliorati negli ultimi quattro anni è anche vero che Chung, senza alcun infortunio, sarebbe potuto tranquillamente arrivare a ridosso dei primi dieci. Il suo gioco mancava di un colpo particolarmente incisivo ma la sua solidità da fondo campo costituiva una base molto importante. Non è dato sapere la gravità del suo problema alla schiena ma ad oggi un suo ritorno ad alti livelli pare improbabile.

 
 
 
 
 
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Coppa Davis

Coppa Davis, dall’inferno al paradiso: il Canada eliminato e poi campione per la prima volta

A inizio marzo, senza Shapovalov e Auger-Aliassime, il Canada veniva annichilito 4-0 dall’Olanda. Poi l’invasione della Russia ha stravolto tutto. Il ruolo di Raonic nella crescita del movimento

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Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Il 24 febbraio 2022 è probabilmente la data più drammatica di quest’anno, quella che rappresenta il giorno in cui la Russia ha invaso militarmente l’Ucraina. Come ben sappiamo tutti, purtroppo il conflitto è ancora lontano dalla sua conclusione. È una guerra che ha stravolto tutto ciò che poteva stravolgere, andando ad influenzare pesantemente anche il mondo del tennis, che è stato investito da provvedimenti più o meno discutibili. Giocatori e giocatrici russi/e e bielorussi/e sono stati costretti a competere senza la rispettiva bandiera, venendo anche bannati dal torneo di Wimbledon. Inoltre, le due federazioni sono state escluse dalla Davis Cup by Rakuten e dalla Billie Jean King Cup. In campo maschile, la Russia di Andrey Rublev e Daniil Medvedev era campione in carica, avendo sconfitto in finale la Croazia di Gojo e Cilic (carnefice dell’Italia a Torino). Già qualificata di diritto alla fase a gironi 2022, di conseguenza, l’esclusione di Medvedev&co. ha lasciato un vuoto da colmare necessariamente.

4-5 marzo 2022: Olanda-Canada 4-0

Il 4 e il 5 marzo scorsi si sono disputate le fasi di qualificazioni, che avrebbero portato i vincitori alla successiva fase a gironi di settembre. L’Italia si è imposta a fatica sulla Slovacchia (3-2), così come la finalista Australia, che al singolare decisivo è riuscita a regolare, con lo stesso punteggio, l’Ungheria.

Solo due teste di serie su 12 sono state eliminate: l’Austria (#12), battuta 3-1 dalla Corea del Sud, e proprio il Canada, spazzato via 4-0 dall’Olanda. Orfano dei suoi gioielli infatti, con Auger-Aliassime e Shapovalov che non avevano troppa intenzione di tornare in Europa solo per qualche giorno alla vigilia del Masters 1000 di Indian Wells, i canadesi non poterono contare neanche su Pospisil. Schierando così Galarneau e Diez in singolare, con Polansky e Schnur in doppio, i nordamericani non avevano speranze di battere l’Olanda di Van De Zandschulp, Griekspoor, Koolhof e Middelkoop. Che, per l’appunto, non ha fatto sconti.

 

Il Canada è stato così eliminato dalla Coppa Davis 2022, dovendo disputare i play-off per rimanere nel World Group. In una decina di giorni, però, è cambiato tutto.

In seguito all’invasione della Russia in Ucraina l’ITF ha deciso, come detto precedentemente, di escludere le federazioni russe e bielorusse. Al posto di Medvedev e compagni avrebbe dovuto esserci la Serbia, in quanto semifinalista 2021 con il ranking migliore. Tuttavia, la squadra di Djokovic aveva già ricevuto una wild card per la fase a gironi, proprio come accaduto oggi ad Italia e Spagna. Era dunque necessario assegnare nuovamente il posto lasciato libero dalla Russia, e la scelta ricadde proprio sul Canada, poiché era la federazione con il miglior ranking tra quelle eliminate nel turno di qualificazione.

Se la Serbia non avesse ricevuto una wild card – e ovviamente senza l’invasione russa – i nordamericani non avrebbero preso parte alle fasi finali della Coppa Davis 2022. Eppure, le cose migliori accadono sempre quando meno ce lo si aspetta.

Rinato dalle proprie ceneri, il Canada è così chiamato a disputare la fase a gironi, in programma dal 13 al 18 settembre contro Spagna, Corea del Sud e proprio la Serbia, orfana di Novak Djokovic. È il girone più combattuto per distacco – l’unico tra l’altro a finire con tre squadre appaiate a due vittorie – deciso da pochi dettagli. Con la Corea del Sud eliminata, tra le altre tre nazionali rimane fuori la Serbia, per via della peggior differenza tra singoli match vinti e persi (4-5, contro i 7-2 della Spagna e i 5-4 del Canada).

Sono sempre pochi dettagli a decidere le sorti dei ragazzi di Frank Dancevic, che anche alle final eight di questa settimana hanno rischiato grosso in più di un’occasione, andando a cinque game dall’eliminazione contro la Germania. Ai quarti, infatti, dopo l’1-1 dei singolari Krawietz e Puetz avevano strappato 6-2 il primo parziale a Pospisil e Shapovalov, bravi però a reagire ad inizio secondo e terzo set, strappando il servizio in avvio in entrambe le occasioni e portando a casa un’insperata vittoria.

Denis Shapovalov Canada Coppa Davis
Canada, Denis Shapovalov

Shapovalov stesso, però, non può certo essere considerato una certezza in Coppa Davis e il suo bilancio di 13/9 in questa competizione – 10/7 in singolare e 3/2 in doppio – ne è la conferma. Dopo la sconfitta ai quarti contro Jack Sock è arrivata anche quella in semifinale contro uno spettacolare Lorenzo Sonego, che ha nuovamente inguaiato i suoi compagni. Per sua fortuna, però, il Canada può contare anche su Félix Auger-Aliassime, MVP indiscusso di queste Finals.

In tre match a Malaga (quattro considerando anche il doppio decisivo contro l’Italia) il n°6 del mondo non ha mai perso il servizio, salvando tutte le 11 palle break concesse, di cui otto oggi contro De Minaur. Non solo, non ha nemmeno mai subito un mini-break nei due tie-break disputati. Una sicurezza.

Dall’esempio di Raonic alla Coppa Davis Junior 2015

Il 2022 è stato senza dubbio un anno magico per il tennis canadese. Oltre alla prima vittoria assoluta in Coppa Davis – il miglior risultato era stata la finale raggiunta nel 2019, persa contro la Spagna – ad inizio anno era arrivata anche la vittoria alla già defunta ATP Cup. Era successo anche lo scorso anno, con il successo della Russia in entrambe le competizioni. In questa stagione, ça va sans dire, i migliori risultati sono arrivati quanto erano presenti sia Shapovalov che Auger-Aliassime.

Il loro, in realtà, è un connubio vincente che parte da lontano. Nel 2015, infatti, i due nordamericani trascinavano la loro nazione al trionfo nella Coppa Davis juniores: dopo che Denis aveva vinto il suo singolare e Félix non era riuscito ad emularlo, i due si imposero sulla Germania al doppio decisivo.

Raonic Canada Coppa Davis
Milos Raonic – Bercy 2020

A fare da apripista alla generazione d’oro del tennis con la foglia d’acero è certamente stato Milos Raonic. Vincitore di 8 titoli ATP, capace di raggiungere il numero 3 del ranking a fine 2016 e finalista a Wimbledon (oltre che in altri 4 Masters 1000), il big server canadese è stato un esempio per i tennisti della generazione successiva alla sua, mostrando loro la via per vette altissime e fino a quel momento inesplorate da suoi connazionali.

Fino a prima di lui, infatti, il tennis in Canada non occupava certo una fetta di rilievo nella torta sportiva nazionale. Nonostante fosse stata una delle prime federazioni a partecipare alla Coppa Davis (l’esordio è datato 1913), prima di questa stagione non era mai arrivata una vittoria, con ben pochi risultati degni di nota negli oltre 100 anni trascorsi.

Pur non avendo ancora annunciato il ritiro dal tennis, Milos Raonic è ormai fermo da più di un anno, ma ha voluto comunque complimentarsi sui social con i ragazzi di Dancevic, definendo il loro successo come il più importante di tutti.

Vista la giovanissima età dei due terribili gemelli diversi, non è poi un azzardo pensare come questa possa essere soltanto il primo di tanti successi, in un futuro che, per il tennis canadese, è sempre più splendente.

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Enric Rojas, Kosmos: “Siamo molto contenti del lavoro svolto per questo torneo. Tutti sono molto soddisfatti”

Enric Rojas, CEO di Kosmos Tennis, società che gestisce la Coppa Davis risponde a qualche domanda del nostro direttore Ubaldo Scanagatta

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Prima della finale della 110° edizione del torneo internazionale a squadre, il nostro direttore Ubaldo Scanagatta parla con Enric Rojas, CEO di Kosmos Tennis, la società che dal 2019 ha acquistato i diritti dell’evento e ne ha modificato il format. Nelle parole del dirigente spagnolo c’è grande soddisfazione per il lavoro svolto in questa edizione e resta convinto della bontà del nuovo format adottato.   

Ubaldo: Sei soddisfatto di come sta andando questo torneo?

R. Non potrei essere più felice di quello che sono. come ho detto in una recente intervista, siamo davvero molto felice di come sta funzionando tutto. Le squadre, i giocatori, i partner, le istituzioni sono tutti molto soddisfatti quindi non posso che essere fiero di tutto il lavoro che abbiamo fatto.

 

Ci sono stati diverse sfide all’inizio del torneo che non hanno visto scendere in campo i doppisti perché, dopo la vittoria di due singolari, il doppio è inutile. C’è qualcosa che si può fare riguardo a questo?

R. è davvero molto difficile. Come ho detto in conferenza stampa, è molto difficile perché questo format funziona, e dovrebbero rimanere questo. Quindi sì, è molto difficile.

Come si può invogliare la stampa internazionale, extra-europea a venire qui per seguire il torneo? Non ci sono giornalisti americani, né inglese. Non credi che si dovrebbe organizzare qualcosa in modo che i giocatori siano più disposti a parlare con la stampa? Perché questo è stato uno dei più grandi problemi

R. Sì, penso tu abbia ragione. Abbiamo diversi ambasciatori in tutto il mondo e vogliamo avere più rappresentanti da tutte le nazioni per cercare di portare i giornalisti americani qui, almeno nelle fasi finali in modo che anche i giocatori siano più propensi a parlare con la stampa. È uno dei nostri obiettivi su cui stiamo lavorando.

Sappiamo tutti che questo evento è sponsorizzato da Rakuten ma non abbiamo mai visto nessuno di Rakuten. Dove sono? Non sono qui o non parlano con la stampa? Perché non li mandi a parlare con noi giornalisti?

R. Sì sì, ci sono. Passano molto tempo nell’hospitality e a fare attività nella fan zone. Sarò lieto di mandarteli perché ci sono.

Sarò felice di incontrarli! Grazie

Traduzione di Viola Tamani

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Coppa Davis

Coppa Davis, Italia direttamente alle Finals 2023: ci rivediamo a Bologna. Tutti gli accoppiamenti delle qualificazioni

Italia e Spagna si uniscono alle finaliste Australia e Canada, di diritto già alla fase finale, ed evitano lo spauracchio delle qualificazioni. Sorteggiati gli accoppiamenti di febbraio, spicca la Norvegia di Casper Ruud che ospita la Serbia di Novak Djokovic

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David Haggerty e Enric Rojas – Davis Cup Finals 2022 (foto Ubitennis)

L’International Tennis Federation assieme a Kosmos – la società fondata da Gerard Piqué, che gestisce oramai da quattro anni a questa parte le sorti della Coppa Davis – ha annunciato le due nazioni che beneficeranno di una wild card per le Davis Cup Finals By Rakuten 2023: a ricevere un invito per la fase finale della competizione, nella prossima stagione, sono state l’Italia e la Spagna. Dunque a poche ore dalla dolorosa sconfitta in semifinale arrivata solamente al doppio decisivo contro il Canada, arriva una buona novella per i colori azzurri che così potranno evitare lo scoglio del turno di qualificazione, i qualifiers. E non è roba da poco, ricordando quando fummo costretti a soffrire a Bratislava, dove ci trovammo ad un solo set da abbandonare i nostri sogni di gloria e non qualificarci neppure per la fase a giorni di Casalecchio di Reno. A proposito della Unipol Arena bolognese, avendo quindi la certezza di prendere parte alle Finals, l’Italia potrà nuovamente ospitare nella città emiliana uno dei gironi, nel quale verranno inseriti tre team tra quelli che usciranno vittoriosi dalle qualificazioni di febbraio.

Le squadre capitanate da Filippo Volandri e da Sergi Bruguera si uniranno quindi ad Australia e Canada che in quanto finaliste sono già qualificate di diritto alla prima fase delle Finals – quella a raggruppamenti – evitando di dover passare sotto l’otto volante dei qualifiers. Le wild-card sono state assegnate dal comitato direttivo della Coppa Davis, il quale è composto da due membri dell’ITF e altrettanti di Kosmos Tennis.

Saranno in totale 24 le nazionali che si contenderanno un posto per la prima fase delle Davis Cup Finals 2023 nei turni preliminari, i quali di svolgeranno nel weekend tra il 3 e il 5 febbraio. 12 di queste sono quelle che hanno chiuso la loro campagna del 2022 tra la terza e la sedicesima posizione, e quindi o ai gironi eliminatori oppure alla fase finale spingendosi al massino sino alla semifinale. Le altre 12, invece, sono le squadre nazionali che hanno vinto – a settembre – gli spareggi del Word Group 1 per accedere ai preliminari, ovvero i qualifiers. Il sorteggio delle qualificazioni si è tenuto domenica 27 novembre, a Malaga prima dell’inizio della finale ed è stato trasmesso in diretta in streaming sui canali social della competizione.

 

I 12 ties di qualificazione si giocheranno con il formato casa e trasferta, con due match di singolare da disputare il venerdì, l’incontro di doppio da giocare di sabato e dulcis in fundo altre due sfide di singolare a completamento della tre giorni di gare. Le teste di serie per il sorteggio sono state decise basandosi sul ranking ITF che tiene conto anche dei risultati nella Coppa Davis 2022. Mentre la nuova la classifica, quella di fine anno, verrà pubblicata nella giornata di lunedì 28 novembre.

Angelo Binaghi, Presidente della Federazione Italiana Tennis:

La wild card ricevuta oggi è un riconoscimento della bontà dei risultati ottenuti dall’Italia in Coppa Davis in questa stagione, dell’impegno e della determinazione dei nostri giocatori e della passione dei tifosi italiani. Questa wild card, infatti, automaticamente porta alla conferma di Bologna come sede di uno dei quattro gironi della fase finale dell’edizione 2023. Lo scorso settembre il calore del pubblico di casa ha dato una grossa spinta alla squadra azzurra e sono sicuro che si farà sentire ancora di più il prossimo anno. Ieri avevamo detto che la Federazione farà di tutto per mettere il gruppo capitanato da Filippo Volandri nelle condizioni migliori per riportare la Coppa Davis in Italia: poter ospitare il girone finale in casa è parte di questo piano”.

Sorteggio delle Qualificazioni alle Davis Cup Finals 2023

Nazioni Teste di serie: Nazioni non Teste di serie:

1. Croazia c. – Austria

2. Francia – Ungheria c.

3. Stati Uniti – Uzbekistan c.

4. Germania c. – Svizzera

5. Gran Bretagna – Colombia c. *

6. Serbia – Norvegia c.

7. Kazakistan – Cile c. *

8. Belgio – Repubblica di Corea c.

9. Svezia c. * – Bosnia Erzegovina

10. Paesi Bassi c. – Slovacchia

11. Argentina – Finlandia c. *

12. Repubblica Ceca – Portogallo c. *

c. – chi delle due nazionali giocherà in casa * – il fattore campo è stato deciso tramite sorteggio

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