Jiri Vesely tra COVID e incidente d'auto: "Stavo perdendo la fiducia. L'uscita dalla top 100 un momento triste"

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Jiri Vesely tra COVID e incidente d’auto: “Stavo perdendo la fiducia. L’uscita dalla top 100 un momento triste”

La rinascita del tennista ceco: “Non riuscivo a vincere quando ero favorito. Questa vittoria può aiutarmi più di quella di Monte Carlo”

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Jiri Vesely- Dubai 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

I due protagonisti principali della giornata di ieri sono stati Novak Djokovic, sconfitto nei quarti a Dubai, e Medvedev, che prima ancora di scendere in campo ad Acapulco era già certo di diventare nuovo n. 1 del mondo. Ma affinché tutto questo accadesse era necessaria una forza esterna che estromettesse il serbo dal torneo, e lo zampino decisivo ce lo ha messo appunto Jiri Vesely. Il tennista ceco ha superato Novak per la seconda volta in altrettanti confronti, e la vittoria assume un sapore ancora più grande perché arrivata davanti alla sua famiglia dopo una lunga convalescenza causata dal covid. “Mi merito solo di godermi un po’ la vittoria stasera” ha esordito Jiri in conferenza stampa.

“Ho battute tre, in realtà ho giocato cinque partite [proviene dalle qualificazioni, ndr] ma ora nel tabellone principale ho battuto tre giocatori fantastici [Cilic, Bautista, Djokovic]. Ha avuto un sorteggio molto difficile. Non avrei mai pensato di andare davvero così lontano. Ne sono davvero molto felice, soprattutto dopo gli ultimi 12 mesi; è stata una grande lotta. Stavo perdendo un po’ anche la mia fiducia. Non è stato davvero facile. Questo torneo in particolare mi darà molto di positivo per le prossime settimane e mesi. Spero di essere sulla strada giusta. Spero di raggiungere gli miei obiettivi che ho”.

Il 28enne ceco ha poi approfondito il discorso relativo alla famiglia: Una volta che hai una famiglia, cambia completamente le tue priorità. Certo, averli qui è un grande supporto, è un grande aiuto. Sai che tutti sono al sicuro a casa o qui in realtà. Non devi pensare a cosa sta succedendo a casa. Va tutto bene. Sono davvero felice di averli qui, così come la mia squadra. Penso che tutti stiano facendo del loro meglio per aiutarmi a raggiungere i miei obiettivi e per rendermi un giocatore migliore ogni giorno. Ovviamente anche gli ultimi due mesi non sono stati facili per tutti noi. Se le cose non vanno bene, perdi la pazienza, perdi un po’ di fede. Sei lunatico, sì. A volte è difficile, ovviamente”.

 

Non tutti sanno che Vesely ha avuto il covid lo scorso anno e il recupero è stato molto più difficile del previsto. “L’anno scorso a fine febbraio, dopo essere tornato dall’Australia, poco prima del torneo a Doha, ho avuto il COVID e non è stato molto brutto. Stavo abbastanza bene. Una volta che ho iniziato a esercitarmi, è stato davvero molto difficile respirare, lavorare, essere in grado di allenarmi per un’ora, due ore. Ho avuto questi fastidi per forse due mesi, tre. Ti rende davvero frustrato, depresso a volte perché non sai davvero cosa fare. Stavo facendo tutti i controlli sanitari, ho parlato con molti, molti medici. Nessuno sapeva davvero quanto tempo ci sarebbe voluto. Naturalmente, una volta che non ti alleni abbastanza, una volta che non giochi abbastanza, una volta che non vinci le partite, tutto si unisce. Poi, dopo tre mesi, ho finalmente trovato più energia per lavorare di nuovo di più”.

Ma a questo punto c’è stato un altro intoppo lungo la via del recupero: Improvvisamente abbiamo avuto un incidente d’auto. Ho passato di nuovo un mese senza tennis; è stato solo un anno molto, molto difficile con tutti i problemi in giro. L’uscita dalla top cento è stato un altro momento triste della mia carriera perché cerco sempre di andare effettivamente dall’altra parte, salire. Non stava andando molto bene per me l’anno scorso. Ho davvero combattuto con la mia salute molte volte. Spero davvero che questo torneo sia davvero il primo passo nella giusta direzione. Farò davvero del mio meglio con tutte le persone intorno a me per rimanere davvero in salute e cercare di migliorare”.

Sceso ora alla posizione n. 123, Jiri riflette ora sui suoi successi giovanili: “Ovviamente è bello avere successo da giovane. Ma penso anche che devi essere preparato per questo. Penso di non essere stato davvero preparato per quello. Ero il giocatore più giovane della top cento a 19 anni. Ho avuto ottimi risultati fin dall’inizio. Ho finito Juniores, e credo di essere stato tra i primi cento per 16 mesi. È stato davvero un enorme progresso. Improvvisamente la gente ha iniziato a seguirmi, sponsor, manager. Tutti si prendevano cura di me. Penso di non essere stato in grado di fare il passo successivo solo per entrare tra i primi 30, forse i primi 20. Avevo 35 anni all’età di 21, poi qualcosa si è rotto un po’. Ho iniziato a combattere più con me stesso che con l’avversario. Penso che devi davvero essere pronto per questo. Forse ora sono in un’altra età, ho molte più esperienze. So giocare contro i bravi ragazzi. Certo, è più difficile giocare contro ragazzi di classifica inferiore dove io sono il favorito. Ma sto ancora imparando, cercando di portare tutte le esperienze che ho avuto negli ultimi sette, otto anni, portarle con me. Sì, sono ancora in una buona età, penso di fare cose buone”.

Uno degli eventi memorabili della sua carriera è stata la precedente vittoria su Djokovic a Monte Carlo nel 2016. “Penso che forse anche quella vittoria sia arrivata troppo presto. Ancora una volta, è stata una grande vittoria. In quel momento era imbattuto in quell’anno. Aveva vinto l’Australia, Indian Wells, Miami. Avevo 22 anni. Ho pensato forse di essere sulla strada giusta, che sarei andato avanti. Sempre quando dovevo giocare contro ragazzi di classifica inferiore, stavo sempre lottando con me stesso. Non sono riuscito a batterli. Mi sono sempre preso cura di ciò che la gente pensa di me dopo le sconfitte, forse. Non è stato davvero facile. Dopo un po’ ti abitui a tutte le cose. Vincere e perdere è solo una parte dello sport. Penso che sia molto più importante essere in grado di non preoccuparsi così tanto delle sconfitte, basta andare passo dopo passo sempre più avanti. Ogni singola settimana hai una nuova possibilità. Ma tutto questo arriva con l’età credo, con l’esperienza, magari anche con le persone intorno a te. È difficile da dire. Penso che ognuno faccia a modo suo. È stato fantastico avere davvero successo in quella tenera età, ma penso di non essere stato preparato per quello. Forse adesso questa vittoria può aiutarmi molto di più di quanto non abbia fatto a Monte Carlo.”

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Gipo Arbino (coach Sonego): “Ecco come Lorenzo ha costruito la vittoria di Metz” [ESCLUSIVO]

Il coach del tennista torinese a Ubitennis: “Questo successo conferma che Lorenzo può competere contro chiunque. Probabilmente non andremo ad Astana”

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Lorenzo Sonego e coach Gipo Arbino a Wimbledon

La vittoria di Metz rilancia in grande stile Lorenzo Sonego, che alza il suo terzo titolo di sempre migliorando sensibilmente il bilancio di una stagione complicata sotto il punto di vista dei risultati e rilanciandosi nel ranking ATP. Ne abbiamo parlato con lo storico coach del giocatore torinese, Gipo Arbino, che a Ubitennis rilascia queste dichiarazioni all’indomani della bella vittoria in terra francese.

Cinque grandi partite di Lorenzo, cosa è stato determinante per presentarsi a Metz in questo stato di forma?

“La cosa fondamentale è stata la preparazione di 12 giorni precedente; abbiamo lavorato molto sia fisicamente che tennisticamente. Abbiamo lavorato sui colpi che dovevano crescere, la risposta e il rovescio, ma anche potenziato i colpi già forti, il dritto e il servizio. Di conseguenza, Lorenzo è arrivato a Metz molto preparato. E abbiamo lavorato moltissimo anche sul piano dell’atteggiamento tattico da tenere in campo: bisogna giocare più aggressivi quando si è avanti ed essere più solidi nelle situazioni di punteggio più rischiose, come 15-30, 30-30, 30-40. Questo è stato un lavoro su cui ci siamo concentrati tanto in allenamento, un concetto fondamentale per tenere il servizio e per prendere i rischi giusti quando si andava a rispondere. E, relativamente alla risposta, il lavoro è stato fatto principalmente sull’idea di rispondere sempre in avanzamento, salvo che in situazioni particolari. Lorenzo è stato bravissimo a gestire ogni situazione in campo”.

 

La non convocazione in Coppa Davis ha costituito un’ulteriore motivazione?

“No, perché sono convinto che si debbano accettare le scelte del capitano. Era lampante che Lorenzo abbia avuto una stagione difficile e la scelta di Volandri si è rivolta verso Sinner, Berrettini e Musetti che hanno una classifica superiore alla sua”.

Cosa rappresenta per Lorenzo questa vittoria nel contesto di questa stagione?

“Questa vittoria dà grandissima fiducia e per noi è una conferma del fatto che il livello di Lorenzo è salito, che si è completato e che può competere ai massimi livelli contro chiunque. Qualcosa che servirà per i prossimi tornei, anche se siamo consci che, essendo alto il livello generale, ci può stare perdere delle partite. Però siamo anche consapevoli della nostra forza”.

Ora Sofia, poi il programma cosa prevede? Quali sono gli obiettivi in termini di ranking da qui a fine anno?

“Ci sono ancora cinque tornei in programma, a partire da Sofia, ed escludendo Astana; probabilmente fermerò Lorenzo per quanto riguarda questo torneo, anche se è un 500. Vorrei che si ricaricasse bene in vista di Firenze, Napoli, Vienna e Bercy, sperando di entrare direttamente in tabellone a Parigi. L’obiettivo è quello di giocare bene: se il livello di gioco c’è, il ranking sarà una conseguenza”.  

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ATP: Thiem lotta e rimonta Djere a Tel Aviv. La sorpresa Lazarov raggiunge Musetti a Sofia in memoria del nonno

Dominic fatica ma si guadagna la sfida con Cilic. Prima storica vittoria del bulgaro classe 1997, che dedica il successo al nonno-allenatore, scomparso quest’anno

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Dominic Thiem - Challenger, Rennes 2022 (Instagram @domithiem)

Solo cinque partite giocate in questo lunedì tra Sofia e Tel Aviv, i due ATP250 della settimana da seguire attentamente per la presenza di quattro italiani in Bulgaria (con Sinner prima testa di serie), oltre al tanto atteso ritorno di Novak Djokovic in Israele. Da segnalare la vittoria di carattere di Dominic Thiem al Tel Aviv Open, che settimana dopo settimana cerca di tornare al top, oltre al grande successo della wild card bulgara Alexander Lazarov, alla prima vittoria in carriera contro un top100. Troverà al secondo turno Lorenzo Musetti.

[WC] D. Thiem b. L. Djere 5-7 7-6 (3) 6-4

IL MATCH – Thiem mostra subito qualche difficoltà al servizio, risalendo da 0-30 nel primo game ma dovendo cedere la battuta nel terzo. Djere parte meglio, infila tre giochi consecutivi e si porta sul 3-1, mantenendo si in vantaggio. Pian piano l’austriaco si scioglie ed inizia ad entrare in partita e, dal 2-4, è lui a firmare una striscia importante di tre game di fila, che gli consente di rientrare prepotentemente nel set. Alla seconda opportunità, infatti, il vincitore dello US Open 2020 trova il contro-break, tenendo successivamente il proprio servizio ai vantaggi. Dal 5-4 in suo favore, tuttavia, l’attuale numero 173 del mondo conquisterà soltanto 4 punti. Prima viene agganciato sul 5-5, quindi perde una seconda volta la battuta, con il serbo che sul 30-40 trova una risposta vincente molto stretta con lo sventaglio di dritto e poco dopo chiude 7-5, con un parziale di 12 punti vinti negli ultimi 16 disputati nel set.

 

Thiem non sembra particolarmente centrato e paga certamente la grande differenza tra vincenti ed errori non forzati rispetto al suo avversario (-6 contro +8). Djere sembra in controllo del match, eppure nel quarto game fa registrare un clamoroso passaggio a vuoto. Si fa riprendere da 40-15 e commette tre doppi falli, incluso uno sulla prima palla break del set: il suo rivale ringrazia e consolida il vantaggio sul 4-1. Va detto che il livello di tennis espressonon è così elevato e il contro-regalo di Thiem nontarda ad arrivare. Nel settimo gioco, infatti, l’austriaco incappa in ben quattro errori gratuiti, restituendo il break: 4-4. I due provano ad accendersi con qualche fiammata, ma la strada per il tie-break è ormai tracciata. Si procede on serve fino al 3-3, quando il primo a concedere un mini-break è Djere. L’ex numero 3 del mondo ringrazia, tiene i suoi due turni di servizio con altrettante prime corpose e si procura tre set point. Basta il primo – senza neanche doverlo giocare – perché il serbo commette doppio fallo, consegnandogli 7-6 (3) il secondo parziale.

Il numero 72 ATP sembra in totale confusione e nel terzo gioco è costretto a fronteggiare cinque palle break, salvate con un ace e tre ottimi dritti, oltre ad un gratuito di Thiem, che proprio non riesce ad allungare. Djere allora, senza neanche costruirsi una chance per conquistare il game, decide di fare tutto da solo, mettendo in fila altri due gratuiti e regalando il break al suo avversario, che si porta poi sul 3-1. Il serbo pare ormai totalmente scollegato dalla partita, rischiando di capitolare nel settimo gioco (in cui salva un’altra palla break), ma accorciando comunque sul 3-4. In risposta non riesce però a costruirsi alcuna chance per rientrare in partita e, al secondo match point, Thiem chiude con un ace per 5-7 7-6 (3) 6-4. Un match tutt’altro che brillante, che però può senz’altro contibuire, passo dopo passo, alla ricerca della miglior condizione.

Al secondo turno viene così stabilita la battaglia tra campioni dello US Open. L’ex numero tre del mondo, infatti, affronterà la testa di serie numero due Marin Cilic, beneficiario di un bye all’esordio, contro cui ha vinto tutti i 4 precedenti. Nella giornata di oggi a Tel Aviv – oltre alle qualificazioni in cui, purtroppo, Luca Nardi ha perso al turno decisivo – si è disputato un altro match a livello di main draw, anche in questo caso vinto in rimonta. Roman Safiullin, infatti, ha sconfitto 3-6 6-4 6-2 Hugo Grenier, raggiungendo il secondo turno: qui attende il vincente tra Karatsev, numero 6 del seeding, e l’argentino Etcheverry.

ATP SOFIA: LAZAROV TROVA MUSETTI – Anche al Garanti Koza Sofia Open si è giocato poco a livello di main draw, con appena tre partite disputate. Ad aprire le danze sono stati Ricardas Berankis e Kamil Majchrzak, con quest’ultimo che si è imposto per 7-5 6-2. Un incontro decisamente ben condotto dal polacco, forte anche di 11 ace, 78% di punti vinti con la prima e un fantastico 26-3 nel bilancio tra vincenti ed errori gratuiti. La partita più emozionante del giorno è però, senza dubbio, la storica vittoria di Alexander Lazarov. Il bulgaro, numero 334 del mondo in gara grazie ad una wild card, ottiene il suo primo successo in un torneo ATP in carriera, battendo 7-5 6-3 il ben più favorito Jiri Lehecka, che paga i 31 errori non forzati.

Davvero emozionanti le sue parole a fine partita, con la dedica al nonno scomparso: “Mio nonno era anche il mio coach e quest’anno purtroppo è venuto a mancare. Questa vittoria è tutta per lui. Al secondo turno il sorprendente bulgaro incontrerà Lorenzo Musetti, testa di serie numero 4 del tabellone e quasi 300 posizioni in classifica più avanti di lui. Dotato di un gran servizio (ha toccato anche i 217km/h oggi), Lazarov non avrà comunque niente da perdere e farà di tutto per regalarsi un altro sogno.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI SOFIA

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI TEL AVIV

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ATP

Sonego e l’ottantesimo torneo ATP azzurro. Ecco i trionfi italiani nell’era Open

Con la vittoria di Lorenzo Sonego a Metz salgono a 80 i trofei azzurri. 1977 e 2021 le stagioni finora più prolifiche

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Lorenzo Sonego – ATP Metz 2022 (foto via Twitter @MoselleOpen)

Prima del Moselle Open era stato un anno da dimenticare per Lorenzo Sonego. La poca continuità di risultati lo avevano fatto sprofondare fino alla posizione n.65 del ranking. Poi domenica arriva la vittoria su Bublik in finale a Metz e Lorenzo compie un balzo in avanti di 20 posizioni, tornando così in top 50.

Con il successo del Moselle Open Sonego diventa il primo italiano di sempre a vincere questo torneo garantendogli un posto privilegiato tra i grandi azzurri della racchetta. Per Lorenzo si tratta della terza vittoria a livello ATP, tutte e tre sono tornei 250 – Antalya Open; Sardegna Open; Moselle Open. A livello generale l’albo d’oro azzurro conta 80 vittorie e fronte di 112 sconfitte in era Open. Tra queste si contano una vittoria slam (Panatta Roland Garros 1976) tre vittorie master 1000 (Panatta Stoccolma 1975, Panatta Roma 1976; Fognini Monte Carlo 2019) e sei vittorie 500 (Bertolucci Amburgo 1977; Fognini Amburgo 2013; Berrettini Queen’s 2021-22; Sinner Washington 2021; Musetti Amburgo 2022).

 

Ogni annata è una storia a sé, ma se scendiamo nel dettaglio ci sono annate più speciali di altre: ad esempio la stagione 2021 è quella con il maggior numero di tornei vinti da giocatori italiani, ben 7 a fronte di 13 finali. Anche nel 1977 ci furono 7 trionfi azzurri ma con 9 finali disputate. Il 1976, anno d’oro per l’Italia di Panatta, ha visto 6 successi su 9 finali. Sei vittorie anche nel 2018 in 7 finali e così via. A livello singolare Adriano Panatta vanta il record sia di tornei vinti che di finali disputate: 26 finali, 10 vittorie. Fabio Fognini segue a ruota, 19 finali con 9 trionfi. Poi ci sono Barazzuti (13 finali, 5 vittorie) Bertolucci (12 finali, 6 vittorie) e Berrettini (11 finali, 7 vittorie). Jannik Sinner invece detiene la miglior percentuale di vittorie/sconfitte tra chi ha almeno disputato 5 finali (7 finali, 6 vittorie, 86%).

A proposito di Sinner: l’altoatesino è il più giovane vincente di sempre in un torneo ATP nella storia azzurra, 19 anni e 2 mesi a Sofia. Seguono Claudio Pistolesi, 19 anni e 7 mesi; e Lorenzo Musetti che quest’anno ad Amburgo ha vinto all’età di 20 anni e 4 mesi. Sinner è anche il giocatore italiano ad aver vinto più tornei in una singola annata: 4 nel 2021. A quota 3 seguono Corrado Barazzuti (1977) Paolo Bertolucci (1977) e Fabio Fognini (2018). Volete sapere su quale superficie sono stati vinti più tornei tra gli ottanta conquistati? Be’, la risposta è presto detta: 52 vittorie portano il segno della terra rossa, in assoluto la superficie prediletta dagli italiani. Al secondo posto, molto distante, ci sono le 8 vittorie sul cemento indoor.

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