ATP Dubai: Rublev ferma Vesely. Secondo titolo consecutivo per il russo

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ATP Dubai: Rublev ferma Vesely. Secondo titolo consecutivo per il russo

Si interrompe sul più bello la favolosa cavalcata di Jiry Vesely. Troppo solido Andrey Rublev, “l’uomo dei 500”

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Andrej Rublev- Dubai 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 

[2] A. Rublev b. [Q] J. Vesely 6-3 6-4

Era stata una settimana da sogno finora, quella di Jiri Vesely. Ha eliminato, nell’ordine, per arrivare in finale: Cilic (ex n.3), Bautista Agut (ex n.9), Djokovic (n.1, che ha perso il trono a causa sua) e in tre tie-break degni di un thriller Shapovalov (n.12 ed ex n.10); sembrava tutto apparecchiato per una delle più belle imprese viste negli ultimi anni del circuito, una di quelle sorprese che arricchiscono il nostro sport. Peccato che Andrey Rublev, dall’altra parte, non la pensasse esattamente così. Anche il russo aveva sofferto, seppur con avversari certamente meno probanti, nel corso della settimana, dovendo rimontare ben tre volte da un set di svantaggio; ma veniva dal titolo di domenica scorsa a Marsiglia, e sembrava finalmente aver trovato il suo miglior tennis, quello che gli ha permesso di essere il miglior giocatore negli ATP 500 tra il 2020 e il 2021. Infatti ha vinto ben quattro tornei, tutti diversi, appartenenti a questa categoria, e ha un record di 36-4 (ben 11 vittorie in più del secondo migliore nello spazio di tempo considerato, Tsitsipas).

Oggi ha portato a casa il quinto 500 diverso, ma soprattutto il secondo torneo in una settimana e il decimo della carriera, raggiungendo quindi la doppia cifra di vittorie e diventando il secondo giocatore con questi numeri dai nati dal 1997 in giù, insieme ai 19 di Zverev. Dall’altra parte esce senza troppi rimpianti Jiri Vesely, che ha già fatto ben più del dovuto arrivando fin qui e che oggi, come si evince dal punteggio, salvo un breve blackout a metà del secondo set, niente ha potuto contro la costanza e l’incisività del russo, in solido controllo dall’inizio alla fine. Scala in ogni caso quasi 50 posizioni in classifica il ceco, da lunedì passerà da numero 123 a numero 74 rientrando nella top 100 dopo la triste discesa; Rublev invece risorpassa Berrettini, seppur di poco, al numero 6.

 

IL MATCH – dall’inizio subito Rublev si dimostra solidissimo al servizio, con tanti ace e tante prime (chiuderà con un buon 72% di punti vinti al servizio e soprattutto concedendo un solo break in tutto il match), lasciando meno delle briciole all’avversario. Da parte sua Vesely doveva sfruttare quantomeno al meglio la sua arma più importante: il servizio, cercando di variare il più possibile così da togliere riferimenti al russo, e non permettergli di incidere con il suo super dritto da fondo. Ma nella pratica non riesce ad applicare il tutto, e già nel quarto game (in cui commette anche due doppi falli) regala due palle break a Rublev, che capitalizza di classe la seconda, con una bella risposta bloccata e forzando poi all’errore Vesely. Ottenuto il break, il primo set si conclude velocemente e senza nessuno squillo, né di ritrovato equilibrio né di qualche giocata degna di nota; uno spartito eseguito unicamente da un Rublev tra i migliori visti negli ultimi mesi, privo di sbavature e spaventosamente calmo; Vesely non può fare altro che cercare di arginare il fiume che lo sta travolgendo.

Il secondo parziale sembra seguire a specchio il copione del primo, con un Vesely totalmente in balia di Rublev, incapace di entrare veramente in partita ed esprimere il suo tennis d’attacco, da erbivori vecchia scuola. Addirittura il break arriva nel game di apertura, con un po’ di fortuna per il russo (un nastro frena il suo dritto e una risposta giudicata out viene salvata dal challenge) che sembrano aprire le porte a un cammino tranquillo alla vittoria del numero 7 al mondo. A maggior ragione se consideriamo le due palle break che ha Rublev sull’1-3 e che avevano il sapore di match point; a questo punto, per la prima volta nel match, sembra scattare finalmente qualcosa in Jiri Vesely, che ritrova il servizio e si salva d’orgoglio a un passo dal baratro. Rientra del tutto ottenendo un insperato break nel game successivo, sul primo (e unico) passo falso di Rublev: sul secondo punto del game, avanti 15-0, il russo lamenta con veemenza una distrazione e riesce anche a beccarsi un warning, prendendo a giocare in maniera decisamente nervosa e frustrata, perdendo la prima e regalando tanto, troppo al ceco, che è bravissimo a buttarsi nella prima piccola crepa offerta dall’avversario. Riesce così a recuperare il break e prendersi un bel vantaggio emotivo. Il livello del tennis si alza sensibilmente in questo game e in quello immediatamente successivo, strappando finalmente qualche applauso convinto a un pubblico che solo poco prima era ormai pronto ad andare a casa.

Ma, purtroppo per Vesely, questo effetto si esaurisce subito: torna a commettere errori grossolani e doppi falli, lasciando troppo campo e facendo recuperare fiducia a Rublev, che subito ritrova il break (omaggiato gentilmente da un doppio fallo del ceco) e da lì si avvia con disinvoltura alla vittoria del torneo. Chiude 6-3 6-4 sul secondo match point, con Vesely che, con onore fino alla fine, prova a battersi, ma nulla ha potuto quest’oggi contro un Rublev sublime in ogni aspetto del gioco: debordante al servizio, incisivo al massimo da fondo (specie col suo drittone), calmo nelle fasi calde. Crolla in ginocchio alla fine Andrey, in lacrime: un titolo che vale molto di più del semplice trofeo e dei punti in classifica, in un periodo così delicato anche per tutti i russi, specie per lui che si è esposto pubblicamente contro la guerra. Ha ritrovato il suo miglior tennis nel momento forse più difficile, e non resta che alzarsi in piedi ed applaudire un grande giocatore, troppo spesso sottovalutato e non celebrato abbastanza.

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Nadal e Alcaraz insieme per un’esibizione di lusso a Las Vegas

Il 5 marzo, nel Nevada, il maiorchino Rafa Nadal affronterà il giovane connazionale Carlos Alcaraz in un match da leccarsi i baffi

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nadal alcaraz

I grandi campioni, le leggende come Rafa Nadal, anche quando non giocano partite ufficiali o grandi tornei, sono un enorme richiamo per i tifosi, e uno spettacolo assicurato. Lo ha dimostrato la recente tournée sudamericana dpve il maiorchino, assieme a Casper Ruud, ha giocato alcune partite di esibizione tra Cile, Argentina, Colombia ed Ecuador, attirando un gran carico di appassionati e giornalisti ad ammirarne le loro prodezze. E, per quanto ancora debba cominciare la nuova stagione, l’attuale n.2 del mondo ha già annunciato un’esibizione programmata per il 5 marzo 2023.

Quella domenica, infatti, alla vigilia del torneo di Indian Wells, primo 1000 dell’anno, tra i tornei più amati dagli aficionados, Nadal scenderà in campo per un’esibizione di livello altissimo all’MGM Grand Garden Arena di Las Vegas, Nevada. Il calibro è così alto anche per il nome del suo avversario, che sarà il giovane connazionale Carlos Alcaraz, attuale n.1 del mondo. Dunque, in una delle città più prestigiose d’America, nota per il divertimento e i momenti indimenticabili che regala,- nonché città natale di Andre Agassi – gli attuali primi due giocatori della classifica ATP, giocheranno una ricca esibizione. Una notte da sogno, certamente per i due contendenti, che potranno divertirsi (oltre a staccare lauti assegni), ma anche per i fortunati che potranno assistere dal vivo a una spettacolare “amichevole”, degno antipasto del Sunshine Double che inizierà subito dopo.

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Chi ha guadagnato di più nel 2022? Alcaraz davanti a Djokovic e Nadal, Sinner primo italiano: la classifica

Carlos Alcaraz è l’unico giocatore in grado di sfondare quota 10 milioni di dollari nel 2022. Sinner sfiora i 3 milioni, Berrettini i 2,2 milioni

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Carlos Alcaraz - Bercy 2022 (Twitter @atptour)
Carlos Alcaraz - Bercy 2022 (Twitter @atptour)

A fine stagione è tempo di bilanci, non soltanto tennistici ma anche economici. L’ATP ha comunicato, sul proprio sito, la classifica dei giocatori che hanno guadagnato di più nel 2022. Per stilare questa graduatoria sono stati tenuti in considerazione unicamente i prize-money intascati dai tornei disputati, senza quindi guardare ai vari introiti legati a sponsor e partnership varie.

Esattamente come nel ranking ATP, a guidare la classifica dei “paperoni 2022” c’è Carlos Alcaraz. Il n°1 del mondo ha infatti ottenuto 10.102.330 dollari quest’anno, risultando essere l’unico giocatore in grado di spingersi oltre la soglia dei 10 milioni (è il quinto nella storia a sfondare questo tetto in un’unica stagione dopo i Fab4). Lo seguono a ruota Novak Djokovic, con 9.934.582 dollari – ne ha ottenuti quasi la metà soltanto dalle Finals di Torino – e Rafael Nadal, che chiude il podio con 9.368.326 dollari incassati.

In top10, a ruota, troviamo anche Casper Ruud, Stefanos Tsitsipas, Félix Auger-Aliassime, Andey Rublev, Taylor Fritz, Daniil Medvedev e Hubert Hurkacz. Il primo italiano in graduatoria è Jannik Sinner, che da questo 2022 porta a casa 2.855.466 dollari. In top100 ci sono anche Matteo Berrettini (18°, 2.193.774 dollari), Lorenzo Musetti (29°, 1.661.181 dollari), Lorenzo Sonego (42°, 1.210.391 dollari) e Fabio Fognini (43°, 1.199.767 dollari). Di seguito i giocatori che hanno guadagnato più di 2 milioni di dollari:

 
  1. Carlos Alcaraz, 10.102.330 dollari
  2. Novak Djokovic, 9.934.582 dollari
  3. Rafael Nadal, 9.368.326 dollari
  4. Casper Ruud, 8.126.816 dollari
  5. Stefanos Tsitsipas, 6.614.416 dollari
  6. Félix Auger-Aliassime, 4.801.292 dollari
  7. Andrey Rublev, 4.666.954 dollari
  8. Taylor Fritz, 4.570.481 dollari
  9. Daniil Medvedev, 4.178.524 dollari
  10. Hubert Hurkacz, 3.764.164 dollari
  11. Nick Kyrgios, 3.490.464 dollari
  12. Cameron Norrie, 2.928.356 dollari
  13. Pablo Carreño Busta, 2.885.865 dollari
  14. Jannik Sinner, 2.855.466 dollari
  15. Alexander Zverev, 2.678.178 dollari
  16. Holger Rune, 2.623.289 dollari
  17. Denis Shapovalov, 2.595.551 dollari 
  18. Matteo Berrettini, 2.193.774 dollari
  19. Francis Tiafoe, 2.106.104 dollari
  20. Alex De Minaur, 2.057.316 dollari
  21. Diego Schwartzman, 2.004.231 dollari

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Torna la Hopman Cup! Si terrà a Nizza, la settimana dopo Wimbledon

Nonostante la decisione di inaugurare il 2023 con la neonata United Cup, in estate (e per i prossimi 5 anni) si disputerà anche la Hopman Cup

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Roger Federer/Belinda Bencic, Hopman Cup 2019 (foto via Twitter @hopmancup)

Nel 2023 ritorna l’Hopman Cup. La notizia del giorno è certamente inaspettata, dato che il torneo d’esibizione che fino al 2019 era solito aprire la stagione era stato rimpiazzato prima dall’ATP Cup, quindi dalla neonata United Cup. Considerando anche che, quest’ultima, sostanzialmente altro non sarà che una Hopman Cup in cui verranno assegnati punti ATP e WTA.

Più di qualche dubbio intorno a questo inatteso ritorno c’è, pensando ad esempio anche alla sua collocazione in calendario. Si terrà, infatti, la settimana dopo Wimbledon (in programma dal 3 al 16 luglio 2023), vale a dire da mercoledì 19 a domenica 23 luglio, sovrapponendosi ad alcuni eventi ATP e WTA già in programma. In quella settimana, infatti, a livello maschile si terranno i ‘250’ di Båstad, Gstaad e Newport, mentre in campo femminile si giocherà anche a Budapest e a Palermo (così come a Iasi, in Romania, ma sarà un torneo di categoria ‘125’, non ‘250’). Un altro aspetto diverso dalla solita Hopman Cup sarà la superficie: non sarà il cemento australiano a cui eravamo abituati, né l’erba su cui molti top avranno appena finito di competere.

Si giocherà infatti sulla terra rossa di Nizza, in Francia, come si apprende dal comunicato ufficiale pubblicato sul sito dell’ITF. Sarà il presigioso Lawn Tennis Club ad ospitare – almeno fino al 2027 – questa nuova Hopman Cup, che in realtà di diverso da prima avrà quasi soltanto la location. L’unica altra discrepanza rispetto alla competizione tenutasi per 30 anni ininterrotti a Perth sarà il format, che per i primi due anni vedrà soltanto sei nazioni (anziché le otto a cui eravamo abituati). Una di queste, in quanto paese ospitante, sarà la Francia.

 

A partire dal 2025 il torneo verrà esteso ad otto nazioni, per tornare magari alla sua struttura originale, in cui c’erano due gironi all’italiana da quattro squadre, con le vincitrici dei due gruppi che si affrontavano in una finale. Le squadre saranno sempre formate da un giocatore e una giocatrice, con tre incontri da disputare (un singolare femminile, un singolare maschile ed un eventuale doppio misto).

Il presidente dell’ITF David Haggerty ha commentato così il ritorno dell’Hopman Cup:

“Siamo molto felici che questo torneo ritorni nel 2023. Non vediamo l’ora di visitare una città bellissima come Nizza il prossimo luglio. L’Hopman Cup, un torneo misto unico nel suo genere, ha sempre avuto un ruolo di primo piano nel cuore degli appassionati e sono sicuro che gli spettatori di Nizza coglieranno al volo l’opportunità di vedere all’opera alcuni dei tennisti e delle tenniste più forti del mondo. Voglio ringraziare il nostro event partner Tennium, che ci ha aiutato a reinserire questa competizione in calendario.

Kristoff Puelinckx, CEO di Tennium, ha ricambiato i ringraziamenti:

“Vogliamo ringraziare l’ITF per la fiducia riposta in Tennium per riportare l’Hopman Cup in calendario. Lavoreremo vicino a loro per far sì che questo evento continui ad essere una parte fondamentale della stagione tennistica. Crediamo che Nizza sia il posto perfetto”.

Infine, è intervenuto anche Christian Estrosi, sindaco della città transalpina:

“Questo torneo conferma ancora una volta che Nizza è una città privilegiata per i più grandi eventi sportivi internazionali. In questa città il tennis è uno degli sport principali, con una forte storia alle spalle e con un club ultracentenario”.

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