ATP Indian Wells: Sinner senza problemi, Sonego ancora stop

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ATP Indian Wells: Sinner senza problemi, Sonego ancora stop

Jannik supera Djere in scioltezza, Lorenzo stanco e in giornata no cede a Bonzi

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Jannik Sinner, Indian Wells 2022 (foto Ubitennis)
 

[10]J.Sinner b. L.Djere 6-3 6-3 (da Indian Wells, Luca Baldissera)

Just another day at the office“, dicono da queste parti quando una prestazione agonistica viene portata a termine in modo tranquillo e autoritario. Jannik Sinner aveva perso i precedenti due confronti con il combattivo serbo Laslo Djere (219 Budapest, 2020 Kitzbuhel), ma dopo un anno e mezzo abbondante dall’ultima partita, era decisamente ora di una rivincita.

Sinner, ora come ora, è semplicemente più forte di Djere più o meno in ogni comparto di gioco, a partire da una pesantezza di palla di categoria superiore. Un game combattuto in avvio, con l’italiano al servizio che cancella due palle break, poi una bella striscia vincente che lo porta sul 5-1, strappando la battuta due volte a Laslo. Un sussulto del serbo che recupera un break, e poi chiusura 6-3.

Solito buonissimo tennis di pressione da fondo per Jannik, in particolare col rovescio lungolinea, e ottimi angoli aperti dal lato del dritto. Djere ce la mette tutta, ma la maggiore profondità del palleggio di Sinner non gli consente di incidere più di tanto. Serve bene diverse volte, Laslo, ed è quello che gli consente di rimanere almeno in scia nel punteggio, salvandosi nel quinto game del secondo set da una palla break. Ma l’allungo di Jannik è solo rimandato, e si concretizza due game dopo, con l’italiano che brekka per la terza volta, per poi andare a chiudere 6-3 con la quarta battuta tolta all’avversario.

 

Un ingresso nel torneo molto incoraggiante, ora per Sinner la missione è vendicare sportivamente la sconfitta di Lorenzo Sonego: affronterà Benjamin Bonzi al terzo turno, un precedente in favore di Jannik, tre set a zero al Roland Garros “autunnale” del 2020.

B. Bonzi b. [21] L. Sonego 6-3 6-4 (da Indian Wells, Vanni Gibertini)

Davvero una brutta sconfitta quella di Lorenzo Sonego al secondo turno del BNP Paribas Open di Indian Wells. Nel suo match d’esordio contro il francese Benjamin Bonzi (n. 62 ATP), il torinese ha ceduto per 6-3, 6-4 in un’ora e 36 minuti in un match che l’ha visto incapace di trovare la sufficiente continuità contro un avversario che non ha fatto cose straordinarie, ma che ha comunque mantenuto grande disciplina durante tutta la partita ed ha approfittato delle occasioni che gli si sono presentate.

Il parziale di cinque giochi consecutivi vinti da Bonzi tra la fine del primo set e l’inizio del secondo è stato sicuramente decisivo, ma è stato molto più equilibrato di quanto non suggerisca il semplice dato dei cinque games vinti dallo stesso giocatore: Sonego ha concesso il break sul 3-4 per colpa di due brutti diritti inside in mancati, vedendo sfumare in un attimo un set che fino a quel momento era stato molto equilibrato. Lorenzo ha preso una pausa fisiologica alla fine del primo parziale per riordinare le idee ed è rientrato trovandosi a servire nel game più complicato del match, un game di 22 punti durante il quale Sonego ha avuto tre palle-gioco nonostante abbia commesso tre doppi falli, ma ha anche dovuto affrontare sette palle break, l’ultima della quale è stata fatale.

Le urla di incoraggiamento, i pugnetti verso il suo angolo e anche la pausa per cambiare il grip al cambio di campo dopo quel primo game (per il quale è stato punito con due warning per “time violation” senza tuttavia subire la penalizzazione di un punto) non sono servite a scuoterlo per fargli ritrovare il solito spirito guerriero. “Oggi le sensazioni non erano quelle giuste – ha detto Sonego dopo il match – purtroppo non sono riuscito a giocare come volevo contro un avversario che ha fatto una partita perfetta e sbagliando molto poco”.

La parziale rimonta del secondo set, nel quale ha recuperato il break subito in apertura per andare dall’1-3 and 3-3 è stata effimera: Sonego ha subito ri-perso il servizio nel game seguente tenendo solo un punto, consentendo a Bonzi di tornare al comando nel punteggio e far leva sulla fiducia nel suo tennis che gli ha consentito di vincere 11 delle ultime 12 partite giocate.

C’è stata un po’ di stanchezza oggi, dovuta agli spostamenti delle ultime settimane – ha continuato Lorenzo – il rapido passaggio dalla terra al cemento da Rio ad Acapulco, la sconfitta con match point a favore contro J. J. Wolf, il lungo trasferimento fino a Bratislava per la Davis, cui tengo moltissimo, e poi il ritorno in America per i Masters 1000. Ora c’è una settimana per recuperare prima di Miami: per il momento rimarrò qui ancora un po’, dal momento che tutti i giocatori sono qui, poi andrò a Miami”.

Il tabellone maschile completo di Indian Wells 20

Il tabellone femminile aggiornato con tutti i risultati

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ATP Ranking: Djokovic di nuovo sul trono. Alcaraz e Tsitsipas completano il podio

Berrettini esce dai primi venti del mondo, Musetti sale al best ranking di n.18 e diventa il secondo miglior azzurro

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

In attesa che l’Arcivescovo di Canterbury il prossimo 6 maggio a Londra ponga la corona in capo a  Re Carlo III e consorte, il tennis maschile a Melbourne ha incoronato il proprio re, che non è certo un volto nuovo. Novak 374: tante sono le settimane passate in testa alla classifica ATP da Djokovic inclusa la presente, ancora quattro settimane e anche il record assoluto detenuto da un bipede terrestre – Steffi Graf – sarà superato. E complimenti a Enzo Couacaud, l’unico in grado di strappargli un set nel corso della sua trionfale campagna australiana. Il primo slam della stagione ha determinato un terremoto nelle prime venti posizioni, anche per quanto riguarda i principali tennisti italiani.

La classifica ATP aggiornata e commentata, con le prime 20 posizioni, la situazione degli italiani e la Race to Torino, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata!

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Challenger: Goffin vince a Ottignies, Barrere a Quimper, Coria a Concepcion

Il belga torna al successo nel Challenger di casa mentre gli italiani deludono e Benoit Paire sembra sempre più avvitato nella sua spirale di negatività

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David Goffin, United Cup 2023 - Credit: Tennis Australia/Trevor Collens

Al Challenger 125 di Ottignies (Belgio, cemento indoor) finale di rango tra la prima testa di serie, il belga David Goffin (n.41 ATP) e lo svedese Mikael Ymer (n.69 ATP) che hanno giocato davanti ad un foltissimo pubblico, davvero inusuale a questi livelli. Ha vinto il primo in maniera fin troppo netta per 6-4 6-1 e per lui è l’ottavo successo Challenger, circuito in cui non vinceva dal lontano 2014, avendo nel frattempo frequentato ben altri palcoscenici. Il 32enne ex n.7 ATP continua così, dopo un paio di anni di buio, la sua rincorsa ai bei tempi andati. Tempi che difficilmente torneranno ma comunque vederlo giocare è sempre un piacere e poi può sempre capitare che tiri fuori dal cilindro un bel coniglio come successe lo scorso luglio sui prati di Wimbledon con quegli inaspettati quarti di finale. Per lo svedese nuovo best alla posizione n.60 ATP.

Nell’altro Challenger 125 che si giocava a Quimper (Bretagna, cemento indoor) finale tra due francesi, forse non i più attesi: Gregoire Barrere e Arthur Fils. Il vecchio contro il nuovo, volendo fare una sommaria sintesi giornalistica. Ed è il vecchio a prevalere in maniera molto netta col punteggio di 6-1 6-4. Il 28enne Barrere (n.83 ATP e seconda testa di serie del torneo) conferma così di essere in chiara ripresa dopo che il 2022 non gli aveva regalato molte gioie, se non in autunno con le due vittorie di Orleans e Brest. Un po’ di delusione invece per Arthur Fils, di 10 anni più giovane, che sembrava navigare col vento in poppa sulle ali della recentissima vittoria al Challenger di Oeiras 2 che l’aveva proiettato in top 200. Per il vincitore è il sesto successo Challenger e il nuovo best ranking alla posizione n.76 ATP, ottavo miglior giocatore francese. Nuovo best anche per Fils che sale al n.164. Comunque, nonostante la partita abbia regalato poche emozioni, è stata la miglior finale possibile, persi prematuramente per strada gli italiani, ed eliminato a sorpresa Luca Van Assche che, dopo aver battuto il nostro Nardi, è inciampato nel connazionale Geoffrey Blancaneaux. Tra quelli che si sono persi per strada una citazione la merita di diritto Benoit Paire, il disperso per antonomasia, che all’esordio ha raggranellato solo cinque giochi contro l’ucraino Illya Marchenko e sembra ben avviato al quarto anno consecutivo di saldo negativo vittorie/sconfitte.

Si giocava anche in Cile a Concepcion (Challenger 100, terra battuta outdoor) dove in finale sono arrivati Federico Coria (n.76 ATP) e il kazako Timofey Skatov (n.144 ATP). E nemmeno in questo caso l’ultimo atto ha dispensato grandi emozioni. Facile infatti la vittoria dell’argentino che porta a casa il titolo 6-4 6-3 in poco meno di due ore di gioco. E non c’è bisogno che vi spieghi perché sono servite quasi due ore per definire un punteggio in fin dei conti piuttosto netto. Il combinato disposto giocatore argentino più terra battuta ha imposto la sua legge anche questa volta. Per l’ormai 30enne Coria è il quinto Challenger in bacheca mentre il kazako si consola con il nuovo best ranking al n.129 ATP, secondo miglior giocatore del suo paese dopo Alexander Bublik.

 

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Pagelle Australian Open: Nole 10 e gode

Novak Djokovic torna in Australia e torna a vincere. Primo trionfo per Sabalenka mentre Berrettini si consola

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (foto: twitter @AustralianOpen)

Diciamo la verità, è stato un Australian Open agghiacciante che non ha offerto alcuno spunto interessante, se non fosse stato per le imprese di Srdjan Djokovic, un uomo che ha un livello di autocontrollo, eleganza e opportunità nei comportamenti pari al numero di vocali nel nome. 
È stato un torneo povero, nel quale non c’era il numero 1 Carlos Alcaraz,  non c’era di fatto Rafa Nadal e chissà se ci sarà più, non c’era Roger Federer e qui mi sa che bisognerà arrendersi all’idea di vederlo sfilare alla Fashion Week di Parigi, non c’era praticamente Danil Medvedev (4) rimasto ai primi due set della finale dell’anno scorso. Per fortuna ci ha pensato Andy Murray (8) a riscaldare i cuori degli aficionados nottambuli ma capirete che se per emozionarci dobbiamo affidarci ad un quasi ex con un’anca di metallo, siamo messi malaccio. 


Quindi che cosa poteva accadere di diverso da quello che accade di solito? Novak Djokovic (10), una volta sicuro di poter tornare ad entrare in Australia, ha ripreso a fare quello che ha sempre fatto da queste parti, e non solo: dominare. Al punto che ai suoi avversari e detrattori non resterà che augurarsi l’esplosione di una nuova pandemia.


Stefanos Tsitsipas (8,5) sognava il primo slam ed il numero 1 del mondo: “sarà per la prossima volta”, ovvero la frase che i giovani , i quasi giovani e gli ex giovani del circuito degli ultimi 20 anni si sono sentiti ripetere in continuazione. Comunque Stefanos l’ha presa con filosofia e con la consueta dose di umiltà: “È scritto, sono nato campione, sono andato a soli tre set dall’essere campione slam,  numero 1 del mondo, Papa, Presidente degli Stati Uniti e presentatore del Festival di Sanremo”.

 

A proposito, per evitare le polemiche legate all’invito al presidente ucraino Zelensky, pare che Amadeus abbia deciso di mandare un forte messaggio di pace ospitando nella serata dei duetti Srdjan Djokovic e Apostolos Tsitsipas che si esibiranno prima in “Sei forte papà” e poi, tenendosi per mano in “Allora ti chiamerò trottolino amoroso dududadadà”


E lo so, dovremmo essere politically correct e tessere le lodi dei semifinalisti Tommy Paul (8), emblema del rinascimento del tennis a stelle e strisce, e Karen Khachanov (8), che ha tenuto alta la bandiera invisibile dell’armata russa…ma insomma i russi i russi gli americani, no lacrime non fermarti fino a domani…e invece diciamo che un torneo dello slam con Paul e Khachanov in semifinale non possiamo sopportarlo. Lo sappiamo, direte,  intanto loro fin lì ci sono arrivati (e infatti gli abbiamo dato dei bei voti, che volete, anche se Struff, Davidovich Fokina, Brooksby, Bautista Agut e Shelton  per arrivare in semifinale non è male come percorso eh?) e invece i membri dello squadrone italico che fine hanno fatto? 


Beh, da questo punto di vista il torneo è stato pressoché drammatico. Jannik Sinner (6,5) ha almeno piantato la bandierina nella seconda settimana, ha peggiorato di un turno il risultato dello scorso anno, ma in compenso ha portato al quinto il finalista del torneo ed è tornato a casa in buona salute e non ha rivoluzionato il suo box: insomma si cresce.


Matteo Berrettini (4,5) in realtà non ha tradito le attese: l’obiettivo era occupare le pagine dei quotidiani italiani durante la seconda settimana del torneo grazie alle imprese realizzate verso le 04.30 del mattino ora italiana. Ebbene, game, Satta and match, Matteo! Sei tutti noi! Applausi!

Lorenzo Musetti (4) invece ha perso male al primo turno, tradendo le attese degli esteti del tennis. Per fortuna ci sono le donne (a prescindere, come direbbe Totó). Rybakina (9)  e Sabalenka  (10) hanno dato vita ad una grande finale e il timore che Iga Swiatek (5) potesse soggiogare l’intero circuito femminile è stato subito fugato. Certo a vedere Aryna Sabalenka campionessa slam e ricordandoci di quando appena otto mesi fa veniva presa a pallate da Camila Giorgi (6) al Roland Garros, viene un po’ di magone.


Suvvia tifosi, la stagione è appena iniziata, grandi novità si intravedono all’orizzonte, non avete idea di quante sorprese ci sono in…serbo!

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