ATP Miami: continua la crisi di Sonego. Il torinese soccombe contro un Kudla in fiducia

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ATP Miami: continua la crisi di Sonego. Il torinese soccombe contro un Kudla in fiducia

Il n.21 ATP non riesce a dare seguito ad un ottimo primo set, solido e chirurgico. Smarrisce il servizio e cade a suon di variazioni dello statunitense. Molto bravo Kudla ad approfittare del calo di rendimento in battuta di Lorenzo e a prendere in mano le redini del gioco

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Lorenzo Sonego - Buenos Aires 2022
 
 

[Q] D. Kudla b. [19] L. Sonego 3-6 7-6(5) 6-4

Il campo numero 7 del Hard Rock Stadium del Miami Gardens, in questo Day 5 di gare in Florida, si presentava fortemente a tinte azzurre. Se però il primo incontro con un nostro alfiere in campo si è concluso positivamente con il successo di Sinner, non si può dire lo stesso del secondo. Lorenzo Sonego infatti, manca la tripletta italica, (oltre a Jannik, ha trionfato in apertura di giornata Fognini) e non riesce a porre fine alla crisi nera nella quale è sprofondato. Con la sconfitta odierna, il filotto di match persi consecutivamente è salito a quota cinque – ultima vittoria a Rio contro Djere; ma se valutiamo il momento di forma del suo avversario ci si rende conto che questo esito era assolutamente plausibile. Dall’altra parte della rete infatti, Denis Kudla (n. 84 ATP), il quale era reduce da una striscia positiva di ben 8 vittorie, che la settimana scorsa gli hanno permesso anche di trionfare nel prestigioso Challenger di Phoenix. Nonostante ciò, analizzando l’andamento dell’incontro, l’amaro in bocca per il risultato è molto presente. Lorenzo ci aveva fatto ben sperare nel primo set, giocando in maniera molto solida e coadiuvato da un ottimo rendimento del servizio che gli ha permesso di mantenere un costante atteggiamento offensivo. Purtroppo però tutto si è capovolto a partire dal secondo set; il servizio ha smesso di essere continuo e conseguentemente Lorenzo è stato costretto ad assumere una posizione difensiva in campo; che ha giovato alla pressione a tutto campo di Kudla, soprattutto la diagonale sinistra in questo senso è stata determinante. Bravissimo l’americano, da questo frangente della sfida in poi, a mostrare il tutto il suo arsenale di soluzioni. Specialmente un ricorrente utilizzo delle discese a rete in controtempo con magistrali esecuzioni al volo (ricordiamo che Denis si è sempre espresso molto bene sui campi in erba, non a caso il suo miglior risultato negli Slam sono gli ottavi a Wimbledon 2015). Era il primo head to head tra i due protagonisti.

IL MATCH – Il primo acuto dell’incontro si ha nell’ottavo gioco, e si rivela già decisivo per le sorti del primo parziale. Sevizio Kudla, si arriva al 30-40 ed ecco materializzarsi la prima palla break del match, a marca azzurra. Sonego, non si fa pregare e cinicamente sfrutta la prima occasione utile della partita, che lo porta a servire per mettere in ghiaccio il set nel game successivo. Lorenzo, infatti con grandissima autorità si porta rapidamente sul 40-0 e pone fine alla frazione al primo set ball. Siamo 6-3 per la tds n. 19 del torneo dopo trentasei minuti di gioco. Il 26enne torinese, non ha concesso alcuna possibilità in risposta in questo primo set e anche le statistiche testimoniano il grande rendimento con il fondamentale d’inizio gioco. 8 ace scagliati, accompagnati da un ottimo 70% di prime in campo e da un meraviglioso 94% di concretizzazione. Ma ciò che soprattutto impressiona, a livello di numeri con il sevizio, del n. 3 d’Italia nel parziale è la trasformazione con la seconda palla: un chirurgico 71%.

 

Lo statunitense alla ripresa delle ostilità vuole subito provare ad invertire la rotta, e il suo approccio alla frazione promette molto bene. Infatti, il n. 84 ATP alza il proprio livello e riesce a breakkare immediatamente in apertura di set, addirittura a 0. Nel gioco che segue, però Lorenzo mette in campo tutte le sue doti da combattente puro sangue; rimontando dal 40-15 e procurandosi un preziosissimo contro-break point. Ma il giocatore di origini ucraine, con grande personalità e freddezza cancella l’opportunità di rientrare per l’italiano e s’issa sul 3-0. Ma finalmente dopo tanto tempo, e molte partite in cui si era vista una versione assolutamente opaca di Sonego; la partita di oggi ci sta restituendo il miglior Sonny. E così, attraverso il carattere d’acciaio, che ci ha sempre dimostrato, controbatte al parziale di tre game consecutivi del suo avversario, con la medesima striscia di giochi vinti di seguito; pareggiando i conti sul 3-3. A questo punto si procede spediti on-serve, come era già accaduto nel primo set fino al 4-3 per Sonego – quando poi il n. 21 del mondo aveva piazzato la zampata decisiva – sino al 5-4 per Lorenzo. Anche in questo caso, il nostro alfiere avrebbe la possibilità di ripercorrere le orme che lo avevano portato a concludere la prima frazione; ma questa volta la palla break sfuma e ai vantaggi Kudla riesce a salvarsi e a prolungare l’incontro. A parte questo piccolissimo spiraglio per il piemontese, da metà secondo set in avanti i servizi sono tornati a farla da padrone con i turni alla battuta tenuti sempre con molta tranquillità. Inevitabile finale di questo secondo set, è il tie-break. Il gioco decisivo si apre sotto un cattivo presagio per la tds n. 19 del seeeding; un velenosissimo back di rovescio incrociato di Denis si stampa sulla riga e gli garantisce l’1-0. Sonego risponde presente, con una prima esterna vincente; mentre approfitta nel punto successivo (in cui serve una seconda) di un sanguinoso gratuito di rovescio dell’allievo di Robert Lindestdt (perso in lunghezza). Purtroppo però il rovescio dell’americano, è proprio il colpo con il quale ottiene il primo mini-break sul 3-3, dopo che Lorenzo non ha trovato profondità. Kudla, non sazio, ancoracon un pazzesco rovescio lungoriga all’incrocio sale 5-3. Nel punto che segue, però getta alle ortiche il vantaggio con un brutto dritto a sventaglio atterrato ben oltre la linea di fondo campo. Sul 5-4, però accade quello che non ti aspetti da un giocatore solido come Sonego. La scarsa fiducia dell’ultimo periodo, condita dalle partite in lotta che lo hanno visto uscire sconfitto, abbinata di conseguenza al mancato entusiasmo e alla volatilizzata energia positiva che bisognerebbe avere in queste situazioni; porta Sonego ad eseguire un’inspiegabile smorzata (tra l’altro la prima del match) in uscita dal servizio che si ferma in rete. 6-4, due set point Kudla. Lorenzo, annulla molto bene il primo con la combinazione servizio- dritto; ma deve soccombere sul secondo che Kudla potendosi giocare con la battuta non spreca. Ottima prima, dritto inside-out seguito da un tempestivo attacco in contro tempo della rete e chiusura del set con una magistrale stop-volley di dritto. Tutto da rifare per Lorenzo, si va al parziale finale.

Il n. 21 del ranking prova a riordinare le idee, andando negli spogliatoi, per cercare di ritrovare l’ordine e la solidità del primo set. Primo game che si rivela già una chimera per il nostro tennista, gli ululati di Sonego si moltiplicano e anche i decibel aumentano sensibilmente, ma alla fine nonostante si faccia recuperare dal 40-15, ai vantaggi riesce a sbloccare positivamente il set vincendo un pesantissimo primo gioco. Nell’angolo di Sonny ad incoraggiarlo su ogni punto c’è il coach di Matteo Berrettini: Vincenzo Santopadre (a riprova del bel rapporto tra il romano e il torinese e dei rispettivi team); visto anche che Gipo Arbino non ha seguito il suo giocatore nella trasferta nord-americana. L’importanza di questo primo game, si evince in tutta la sua totalizzante capacità d’inerzia, in quello successivo. Sonego, infatti breakka (a 15) per la terza volta nel match Kudla e vola 2-0. Sciaguratamente, però il tennista italico ha perso una parte di quel cinismo chirurgico che gli aveva permesso di dominare il primo set e invece di confermare l’allungo si fa stappare il servizio rimettendo in partita Denis. Quest’ultimo dal secondo set in poi è riuscito a far girare il match su piani a lui maggiormente favorevoli; dove è la calata la solidità del torinese e contestualmente è cresciuta la presenza a rete di Kudla, che ha impiegato esponenzialmente a livello di soluzioni a disposizione, le proprie discese in controtempo in avanti. Inoltre la parte sinistra del 29enne americano continua a fare sfracelli; un’esecuzione al fulmicotone – che mostra una velocità di braccio impressionante – gli vale il 3-3. La descrizione tattica presentata, porta i suoi frutti più maturi per Kudla nel settimo game che rompe gli equilibri del parziale decisivo. Lorenzo, oltre alle difficoltà incontrate a causa del più ampio bagaglio tecnico del proprio avversario, ha visto anche scemare il rendimento del servizio da inizio secondo set e tutto ciò si manifesta nel peggior modo possibile. Da 30-0 si fa rimontare e subisce il break soccombendo sotto i colpi della pressione robusta dell’avversario e manda Denis 4-3 e servizio. A questo punto il baffuto americano gioca sul velluto, regalando agli spettatori anche dei punti spettacolari: prima sul 30-15 del settimo game strettino dal lato destro da far girar la testa; poi nel game che segue in cui Sonego serve per prolungare la partita tira fuori dal cilindro altre due soluzioni pazzesche con il dritto, vincendo uno scambio a suon di pallate e trovando un angolo che più stretto non si può con il solo ausilio del polso. Ma il margine con il quale si sta esprimendo Denis è sottilissimo, il confine tra un gratuito ed un vincente è labilissimo; il rovescio all’incrocio delle righe che gli aveva regalato il break, questa volta lo costringe ad affrontare un pericolosissimo break-point. Ma Kudla, forte del momento di fiducia, gioca con grande coraggio frantuma la chance e chiude al primo match ball dopo poco più di due ore e trentuno.

Queste le parole di Sonego a caldo raccolte dal nostro inviato sul posto Vanni Gibertini: “Purtroppo non riuscito a chiudere il match in due set, sono stato sempre in controllo della partita tranne un piccolo passaggio vuoto ad inizio secondo. Poi dopo che è sfumata la palla break sul 4-4, al tie-break ho sbagliato quella smorzata che mi è costata il set. Nonostante questo sono riuscito a partire bene nel terzo set, ma lui è salito tanto di livello. In generale è stato un incontro che si è giocato su pochi punti, molto equilibrato; forse lui ha avuto più coraggio di me anche perché viene da un momento molto positivo e questo sicuramente gli ha dato la forza per venirsi a prendere i punti in avanti. Adesso è un momento in cui faccio fatica a trovare quella continuità necessaria per portare a casa queste partite che si decidono su pochi punti; bisogna solo continuare a lavorare e prima o poi le soddisfazioni arriveranno. Adesso mi allenerò per la terra. Giocherò Montecarlo, Barcellona, Madrid e Roma; ma cercherò anche di riposare perché per noi europei non è facile questa fase della stagione in nord-america, visto che arriviamo dall’Australia. Inoltre io sono passato anche dal sud-america; tanti viaggi, quindi c’è bisogno di recuperare da queste fatiche che a volte possono anche influenzare i risultati”.

Il tabellone maschile completo di Miami

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Marion Bartoli sta con Kyrgios: “C’è bisogno di gente come lui nel tennis. Tsitsipas si doveva aspettare certe cose”

In esclusiva a Ubitennis.net, la campionessa di Wimbledon 2013 si è schierata dalla parte dell’australiano: “Porta qualcosa di diverso nel nostro mondo”

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Marion Bartoli - Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Per Marion Bartoli non ci sono dubbi: “Nikc Kyrgios fa bene al tennis”. Sono passati ormai quattro giorni dal match forse più entusiasmante – almeno fin qui – di questo Wimbledon, quello tra Kyrgios e Tsitsipas. Negli ultimi giorni di torneo potrebbero esserci incontri in grado di superare in bellezza e intensità la partita di sabato scorso, ma è piuttosto probabile che quest’ultima rimanga la più discussa di questa edizione dei Championships. Se ne parla e se ne parlerà ancora, a proposito dell’esigenza di nuove regole, della poca intraprendenza degli arbitri nel richiamare i giocatori e infine della domanda da un milione di dollari: Kyrgios è un bene o un male per il tennis?

Per il torneo che sta disputando, è onestamente difficile sostenere che si starebbe meglio senza l’australiano. È anche vero che la sua carriera è spesso stata più all’insegna della sregolatezza che del genio e che altrettanto di frequente Nick ha valicato i limiti della buona educazione e del buon senso, ma almeno secondo la Campionessa di Wimbledon 2013, intervistata in esclusiva da Adam Addicott per Ubitennis.net, giocatori come Kyrgios portano una ventata di novità, “un qualcosa che fa crescere l’entusiasmo per il gioco.

“Non credo sia un bene avere tutti che si comportano alla stessa maniera. C’è bisogno di elementi dirompenti con un carattere diverso”, dice Marion che ha comunque sottolineato che sarebbe preferibile non superare il limite che per lei consiste nel non “andare sistematicamente al faccia a faccia con l’arbitro”. Bartoli ha anche parlato di come ha reagito Tsitsipas ai comportamenti dell’australiano nel corso del match e, a parole, in conferenza stampa: “Ha riferito quello che ha provato ed è giusto così, va rispettato. Tuttavia, in fondo tutti sappiamo cosa può fare Kyrgios in campo, non è stato sorprendente. Mentre è sembrato che Stefanos fosse sorpreso e non me lo sarei aspettato”. Insomma, il greco doveva essere pronto e invece si è fatto distrarre e trascinare nei mental games dell’avversario.

 

La francese ha anche evidenziato la capacità di Nick di riuscire a controllarsi e di rimanere concentrato nell’arco di un intero match: è quanto successo con Nakashima. “È girato tutto attorno al tennis: non è stato estremo come al solito. Si vede che tiene molto a questo torneo.

Marion, infine, è stata anche interpellata a proposito del tabellone femminile. Per lei le favorite sono Jabeur, che ieri ha rimontato senza troppi problemi un set di svantaggio con Bouzkova, e Halep che ha dimostrato di essere in gran forma anche oggi contro Anisimova, battuta in due set: “Ma in questo torneo ci sono state tante sorprese, mai dire mai.

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Wimbledon: Halep travolge Anisimova, resta imbattuta ai Championships dal 2019

Prestazione pressoché perfetta della ex n. 1 del mondo che raggiunge la semifinale senza aver mai perso un set. Ora se la vedrà con Rybakina

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Simona Halep - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

[16] S. Halep b [20] A. Anisimova 6-2 6-4

Una granitica Simona Halep non lascia scampo alla 20enne americana Amanda Anisimova, n. 21 del mondo, e va alle semifinali di Wimbledon 2022 dominandola 6-2 6-4 in poco più di un’ora. Dopo il primo parziale perso in un baleno, nel secondo Anisimova recupera da 1-5 a 4-5 ma la rumena è estremamente solida nel momento cruciale, mentre l’americana commette sul più bello gratuiti sanguinosi. L’ex n. 1 del mondo finora è imbattuta ai Championships dall’edizione 2019, anno in cui ha sollevato il trofeo (il torneo è stato annullato nel 2020 causa Covid e l’anno successivo Simona era assente per infortunio). Un rullo compressore la romena, che conferma una grande forma atletica e solidità mentale, raggiungendo la sua nona semifinale in un major senza aver mai concesso un set.

IL MATCH – La campionessa del 2019 ed ex n. 1 del mondo (ora 18 WTA) si scontra con una delle stelline della nuova generazione del tennis mondiale, anche se Amanda Anisimova calca i palcoscenici del tour già dall’età di 15 anni. A 20 anni, l’americana (oggi 21 WTA) ha già disputato una semifinale slam nel 2019 al Roland Garros; quest’anno, all’All England Club, ha estromesso la finalista dell’anno scorso Karolina Pliskova e, a parte nel match contro la Boulter, vinto in tre set, ha sempre superato il turno in due parziali. Presenti nel Royal Box, ad assistere al quarto di finale di Simona e Amanda,  nientemeno che Stefan Edberg, Rod Laver, Stan Smith e David Beckham.

 

Parte di gran carriera Anisimova che si aggiudica il primo game a zero,  scaricando bei fendenti profondi: anche Halep gestisce bene il proprio turno di servizio, nonostante un doppio fallo. Punto dopo punto, la romena però si rivela più concreta e ordinata, senza tralasciare l’aggressività. Induce così a diversi errori Amanda che perde il proprio game al servizio.

Halep è solida da fondo, manovra gli scambi da maestra, anche se l’avversaria non esita a spingere, cercando di sfondare con il dritto. I colpi della tennista della Florida sono tesi, fulminei e sempre alla ricerca del punto, tipici del tennis contemporaneo delle Academy americane e, infatti, nei quattro match precedenti, ha superato il centinaio di vincenti, mettendone a segno ben 108 (ma incappando anche in 109 gratuiti, tipico effetto collaterale del tennis sempre in spinta).

La rumena argina molto bene le martellate da fondo e si allontana sul 4-1. Perfettamente in controllo, la ex n. 1 del mondo spreca pochissimo, commettendo solo un gratuito. Ora però sbaglia malamente un colpo al volo semplicissimo, concedendo una palla break all’avversaria la quale, tuttavia, la spreca a sua volta.

Nel gioco monocorde dei lunghi scambi dalla linea di fondo ha ancora la meglio Simona, abile nel gestire il palleggio profondo; Amanda persiste con i colpi piatti provocando alcuni errori in più da parte della Halep. Ma non basta, in 30 minuti esatti, la rumena chiude il primo parziale per 6-2.

Nel game di apertura del secondo set, Anisimova parte decisa, come in avvio di match. Continua però a sparacchiare consentendo così alla Halep di vincere a zero anche il proprio turno di servizio. Ora Amanda prova ancora con la smorzata (una era stata perfetta nel primo set), ma questa volta è troppo alta e offre un calcio di rigore all’avversaria che corre rapida sul 2-1. Niente da fare. Halep è granitica nel testa a testa, si muove alla perfezione e l’americana non ha il piano B per scardinare la regolarità della rumena, che prende il largo sul 5-1. Ma attenzione, perché Amanda gioca il tutto per tutto, spinge all’impazzata sorprendendo l’avversaria che comincia a controllare di meno i suoi fendenti. L’americana accorcia le distanze sul 3-5 e poi fino al 5-4. Negli ultimi 16 punti ne conquista 13, lasciandone solo 3 alla Halep. Ma è un fuoco di paglia perché Anisimova le “regala” ancora due palle facili e, aiutata nuovamente dal servizio (leggermente in calo nel corso del set), Halep chiude l’incontro per 6-2 6-4. Tanti, troppi gratuiti per la statunitense che ne commette ben 28, a fronte dei 6 di Simona.

Una notevole prova di solidità fisica e mentale da parte della rumena che rimane imbattuta a Wimbledon dal 2019, anno in cui ha conquistato il trofeo. Nella sua nona semifinale slam, affronterà la 23enne kazaka Elena Rybakina che ha estromesso in tre set Ajla Tomljanovic. Simona è avanti 2-1 nei precedenti ma le due si sono incontrate solo sul duro.

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Wimbledon: Rybakina spegne il sogno di Tomljanovic e vola in semifinale

La tennista kazaka (ma nata in Russia) raggiunge la prima semifinale Slam della carriera rimontando Ajla Tomljanovic

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Elena Rybakina - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

[17] E. Rybakina b. A. Tomljanovic 4-6 6-2 6-3

La seconda volta è quella buona per Elena Rybakina, che dopo il quarto di finale del Roland Garros 2021 perso contro Pavlyuchenkova raggiunge per la prima volta la semifinale di uno Slam battendo Alja Tomljanovic in rimonta. La tennista australiana si è persa progressivamente dopo un ottimo primo set in cui era stata per larghi tratti la tennista migliore, perdendo man mano il contatto con il match e con Rybakina sempre più in palla. Pensare che con il ban dei russi a Wimbledon sulla carta Rybakina nemmeno avrebbe potuto partecipare, essendo nativa di Mosca, ma è passata a rappresentare il Kazakistan dal 2018. Rybakina ora se la vedrà con la campionessa del 2019 Simona Halep, vittoriosa sull’americana Amanda Anisimova.

IL MATCH – L’inizio del match è nel segno di Tomljanovic, e i suoi attacchi costanti danno i loro frutti nel terzo game, con la prima palla break della partita. La tennista australiana però spreca una grossa chance, con Rybakina che spreca due chiusure comode nei pressi della rete e lascia un’autostrada per il passante di Tomljanovic che termina fuori. Molte meno responsabilità sulla seconda palla break, la tennista kazaka sfrutta una bella palla corta per scacciare il pericolo. La quartofinalista del 2021 non si perde d’animo e con due splendidi lob ribalta degli scambi che sembravano persi e si prende il primo break della partita. Per entrambe resta l’unico game combattuto del primo set. Tomljanovic non riesce più a farsi sotto nei game di risposta e Rybakina non va oltre il 30-30 nel game che consegna ad Ajla il primo set di questi quarti di finale.

 

La Rybakina che però si presenta ad inizio secondo set è tutt’altra giocatrice e la tennista australiana comincia a concedere qualcosa da fondo campo. Il risultato sono le tre palle break di inizio secondo set, con Tomljanovic che salva la prima con l’aiuto del servizio ma che deve capitolare sulla seconda per la scelta scellerata di una palla corta troppo comoda per Rybakina che riesce a passare con facilità. La numero 71 del mondo rimedia nel game successivo, salendo a tre palle break e sfruttando l’errore di rovescio di Rybakina sulla seconda per rimettere in pari il conto dei break. La kazaka mantiene però l’inerzia negli scambi da fondocampo e attaccando sul rovescio di Tomljanovic tira fuori altre due palle break. Basta la prima, grazie ad una splendida palla corta in diagonale che vale il secondo break. La rottura prolungata della tennista australiana continua anche al momento di servire per restare nel set, con Rybakina che sale ancora una volta sullo 0-40 e breakka con l’ennesimo errore di dritto di Tomljanovic, chiaramente travolta dalla pressione nel secondo set.

Il baratro per Tomljanovic torna vicino ad inizio terzo set, con i tanti errori che riportano Rybakina ancora una volta sullo 0-40. La nativa di Zagabria salva la prima con un servizio vincente, ma sulla seconda il tentativo di dritto in topspin termina lontano dalla riga e consegna il 2-0 alla tennista kazaka. I turni di servizio di Rybakina ormai sono formalità, e permettono alla numero diciassette del tabellone di presentarsi con tranquillità sul servizio di Tomljanovic. L’australiana ormai è nel pallone e concede l’ennesima palla break con un errore di rovescio, riuscendo però ai vantaggi a chiudere il game con i primi errori non forzati di Rybakina nel set.

Poco da fare però nel sesto game, la kazaka salva tre palle game e sull’unica palla break, che sa molto di palla match anticipata, costringe Tomljanovic ad un dritto in uscita dal servizio che termina fuori di molto. La tensione gioca bruttissimi scherzi a Rybakina, che, se è praticamente un’ora che sta dominando il match, comincia a sbagliare tantissimo e complice un errore di dritto si trova a dover salvare tre palle break. Il servizio torna a dare una mano alla kazaka e risale ai vantaggi, ma due errori marchiani di dritto danno ancora ossigeno alla sua avversaria che va a servire per restare nel match. Per fortuna di Rybakina lo psicodramma sembra non essere dietro l’angolo, e un errore forzato di rovescio in uscita dal servizio dà il match point alla kazaka, che però affonda il dritto a metà rete e così l’australiana riesce a rimandare il destino della contesa al game di servizio di Rybakina. Questa volta la numero 23 del mondo riesce a chiudere la pratica, sfruttando due servizi vincenti consecutivi per portarsi per la prima volta in carriera in una semifinale dello Slam.

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