ATP Madrid, la preview dei quarti di finale

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ATP Madrid, la preview dei quarti di finale

Hurkacz cerca il primo successo con Djokovic, Alcaraz con Nadal. Equilibrio tra Rublev e Tsitsipas. Zverev alla prova Auger-Aliassime

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Stefanos Tsitsipas - Barcellona 2022 (Twitter - @bcnopenbs)
Stefanos Tsitsipas - Barcellona 2022 (Twitter - @bcnopenbs)
 

Quarti di finale di altissimo livello al Mutua Madrid Open con sette delle prime otto teste di serie che sono arrivate tra i migliori 8, con l’unico intruso rappresentato da un vincitore di un Masters 1000 ossia Hubert Hurkacz. L’ultima volta che sette delle otto teste di serie giunsero ai quarti furono gli Internazionali BNL d’Italia del 2015.

Ad aprire il programma sul campo Manolo Santana sarà la sfida tra Novak Djokovic e Hubert Hurkacz. Il numero 1 serbo arriva ai quarti beneficiando del walkover di Murray nel turno precedente giocherà il quarto di finale numero 88 in un torneo del Masters 1000 andando alla caccia della semifinale numero 72. Madrid rimane un terreno di caccia per il serbo che sulla terra spagnola ha conquistato tre titoli (2011, 2016 e 2019) e ha raggiunto le semifinali per ben 7 volte. Solo l’ottava volta ai quarti in un torneo Masters 1000 per Hubert Hurkacz, che sul rosso non ha brillato nella passata stagione. Emblematiche le eliminazioni al primo turno a Madrid, Roma e al Roland Garros. Al contrario quest’anno il polacco si era spinto fino ai quarti anche a Montecarlo ma sarà chiamato, tuttavia, ad una grande impresa visti i precedenti. Infatti, tre sfide e tre sconfitte contro Djokovic, una per superficie (erba, duro e terra). La più recente la semifinale di Bercy dello scorso anno vinta al tie-break del terzo set.

A seguire il derby che tutto il pubblico spagnolo sognava, ovvero la sfida tra Rafael Nadal e Carlos Alcaraz che per il secondo anno consecutivo andrà in scena sul Campo Manolo Santana. Se lo scorso anno Alcaraz conquistò solo due games, quest’anno ad Indian Wells la sfida si concluse al terzo set con la vittoria di Nadal. Quarto di finale numero 99 in un torneo Masters 1000, il numero 16 a Madrid, 5 titoli conquistati nella capitale spagnola, sono solo alcuni dei numeri che certificano la grandezza di Nadal. Il più forte di tutti sulla terra rossa con 62 dei 91 titoli conquistati sul mattone tritato. La prova tuttavia non sarà semplice. Al rientro dall’infortunio è chiamato ad affrontare la nuova stella del tennis spagnolo e non solo. Carlitos, come preferisci farsi chiamare, è alla terza apparizione in un quarto finale di un Masters 1000, e non ha ancora conosciuto la sconfitta (titolo a Miami e semifinale ad Indian Wells). Alcaraz con il successo contro Norrie è diventato il più giovane a raggiungere i quarti a Madrid e i 16 anni e 11 mesi di differenza di età tra Nadal e Alcaraz rendono la sfida il quarto di finale di un Masters 1000 con il maggior divario di età tra i due tennisti.

 

Sarà un match equilibrato quello tra il russo Andrey Rublev e il greco Stefanos Tsitsipas. Otto precedenti e quattro successi per parte. Il più recente quello delle Nitto ATP Finals vinto in due set da Rublev. Su terra battuta il bilancio è 2-1 per Tsitsipas, che si è aggiudicato con un doppio 6-3 la sfida lo scorso anno a Montecarlo. Due successi con il medesimo score per il greco (6-3 6-4) nei due match in terra madrilena, passando complessivamente poco più di due ore in campo. Rublev, dal canto suo, è giunto ai quarti vincendo due battaglie di durata superiore alle due ore con due britannici Draper ed Evans. La sfida vedrà due dei tennisti che hanno vinto di più nella stagione. 26 successi per il greco, 25 per il russo che condivide questo numero di successi con Alcaraz.

A chiudere il programma ci sarà la sfida tra Alexander Zverev e Felix Auger Aliassime. Il canadese è giunto ai quarti con un percorso di tutto rispetto, solo sei games lasciati per strada (3 a Garin e 3 a Jannik Sinner) mentre il tedesco ha prima dovuto rimontare il croato Cilic e poi ha beneficiato del ritiro nel corso del secondo set di Musetti. Sei i precedenti tra i due con Zverev che conduce per 4-2, nonostante l’ultima sfida giocata quest’anno in ATP Cup sia stata conquistata dal canadese. Per Aliassime finora la migliore campagna in terra spagnola per quello che sarà solo la terza apparizione nei quarti di finale in un torneo Masters 1000. D’altra parte Zverev ha un bilancio di 17-2 a Madrid, torneo che ha già conquistato due volte e di cui è il campione in carica.

Il tabellone maschile del torneo di Madrid

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Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

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Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

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Bollettieri, da Todd Martin a Mouratoglou e Shapovalov: il saluto del mondo del tennis

Così il tennista canadese: “Ricorderò per sempre i tuoi insegnamenti”. E Mouratoglou: “Grazie a te ho sognato di costruire una mia accademia”

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Il mondo del tennis piange Nick Bollettieri: il noto coach americano è morto domenica 4 dicembre 2022 all’età di 91 anni dopo una vita dedicata a questo sport e alla crescita di campioni della racchetta. E mentre la notizia fa il giro del mondo, sono tante le reazioni di giocatori, coach e addetti ai lavori. Di seguito una breve raccolta dei pensieri di chi ha conosciuto e apprezzato Bollettieri durante la sua lunghissima attività nel tennis.

“Nick è stato uno dei più grandi ambasciatori del tennis – sono le parole di Todd Martin, ex giocatore statunitense -. La sua passione e la sua enorme energia sono state di ispirazione per chi lo ha conosciuto. Aver allenato più di dieci numeri uno del mondo è stato solo uno dei traguardi raggiunti da Nick. Ha lasciato un impatto duraturo a tutti i livelli di questo sport”.

Ecco il ricordo di un altro coach molto noto, Patrick Mouratoglou: “Nick, sei stato un pioniere e un visionario. Grazie a te ho sognato di avere una mia Accademia, per aiutare le giovani generazioni a diventare adulti inseguendo un sogno. Chi ti ha incontrato può testimoniare che avevi un’energia unica ed eri in grado di trasferire la tua potenza ai tuoi giocatori. Bollettieri ha fatto crescere l’industria del tennis e ha aperto opportunità per coach e giocatori. Ricorderemo tutti lo speciale essere umano che era”.

 

Telegrafico il ricordo su Twitter del coach e commentatore Brad Gilbert: “Nick, sei stato un gigante che ha aiutato intere generazioni di giocatori”. Un altro cinguettio è quello di Denis Shapovalov, che racconta: “E’ stato un onore conoscerti, Nick. Ricorderò e apprezzerò per sempre i tuoi consigli. Hai dato molto a questo sport, sarei sempre ricordato e amato come uno dei più gentili”. Infine, il ricordo della Hall of Fame del tennis è nelle parole dello storico Joel Drucker: “Nick Bollettieri è stato un carismatico allenatore in grado di lavorare con dieci numeri uno del mondo, uno dei soli cinque coach inseriti nella Hall of Fame. Un’infinita passione, unita a uno stile di vita da star dei film e un’etica votata al lavoro sette giorni su sette, è ciò che ha reso unico Bollettieri. […] E’ stato un innovatore, creando a fine anni Settanta quella che è diventata la prima accademia pienamente dedicata al tennis”.

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Lorenzo Sonego: “Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire”

“Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, come in Coppa Davis. “. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica di Torino, Lorenzo Sonego racconta le sue abitudini e gli obiettivi per l’anno prossimo

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Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Che Lorenzo Sonego sia un ragazzo umile e alla mano l’hanno capito tutti gli appassionati di tennis. Un’ulteriore conferma la si ha leggendo l’intervista rilasciata a Fabrizio Turco, collega che scrive per La Repubblica di Torino. In questa off-season, Lorenzo è nella sua Torino e si allena allo Sporting “perché qui mi sento a casa”.

Per lui che vive a poche centinaia di metri dal circolo, la sveglia è alle 7:30 ogni mattina e poi 4 ore di allenamento in campo e preparazione atletica al mattino e altrettante al pomeriggio, sempre sotto la guida attenta del suo inseparabile coach Gipo Arbino (intervistato in esclusiva pochi giorni fa) che l’ha scoperto e condotto nel mondo dello sport di racchetta quando ancora alternava il tennis al calcio nel Toro.

Classe 1995, Lorenzo non è ancora arrivato al suo meglio “Ho iniziato tardi e non sono mai stato un predestinato”. La passione per il tennis ha affiancato per tanti anni l’amore per il calcio, mai sopito che ancora agita il cuore del giovane torinese Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, proprio come in Coppa Davis. Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire, anche sul campo da tennis”.

 

Già, la Coppa Davis. In due giornate straordinarie, Lorenzo è stato l’eroe della spedizione azzurra. Prima la vittoria contro Frances Tiafoe, n. 19 del ranking, poi contro il mancino Denis Shapovalov, n. 18 “Però la partita della vita resta il 6-2 6-1 contro Djokovic, un paio d’anni da a Vienna. L’obiettivo per il 2023 è ritoccare il best ranking, mentre ora resta al n. 45. “Un pensierino alle Finals lo faccio e nel frattempo alzo l’asticella: l’obiettivo per il 2023 è migliorare la mia miglior posizione raggiunta in carriera, la n.21. La Coppa Davis purtroppo non assegna punti in classifica, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E chissà che quel sogno Finals di fine anno non possa concretizzarsi anche in doppio con il suo amico Andrea VavasSori. QUI INTERVISTATI IN ESCLUSIVA

Tra i suoi colleghi, il più simpatico è Berrettini, e non solo perché mi ha presentato Alice” cui Lorenzo riserva parole al miele sebbene non si parli ancora di matrimonio; Nadal “fuori dal campo è molto disponibile pur restando uno che daÀpoca confidenza” mentre Djokovic “è molto aperto”.

Gli Internazionali a Roma e Wimbledon sono per Lorenzo i tornei più belli ed emozionanti per l’atmosfera sugli spalti del primo e l’eleganza e la storia che si respira nel secondo ma i grandi spazi infiniti dei tornei americani come Miami e Indian Weels esercitano sempre un grande fascino. La stagione 2023 di Lorenzo Sonego inizierà il 2 gennaio al torneo di Adelaide e subito dopo il primo Slam dell’anno, gli Australian Open.

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