ATP Roma, Djokovic: "Casper grande avversario, spero di giocare bene come nei quarti". Ruud: "Vorrei ispirare i giovani scandinavi"

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ATP Roma, Djokovic: “Casper grande avversario, spero di giocare bene come nei quarti”. Ruud: “Vorrei ispirare i giovani scandinavi”

Il serbo si complimenta con Casper e Auger, Ruud pone l’accento sui Paesi nordici. Zverev : “L’Italia è uno dei Paesi dove ho più supporto”

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Novak Djokovic - Roma 2022 (foto Francesca Micheli)
 
 

Una giornata di quarti di finale piena, per quanto le partite siano finite tutte in due set, che lascia un messaggio di gran tennis ed emozioni, confermato anche dalle dichiarazioni in sala stampa di Djokovic, Zverev e Ruud. Il norvegese in particolare non si è limitato a parlare di tennis, ma ha anche aperto un bell’excursus, una volta pizzicato sulla situazione tennistica nei Paesi scandinavi: “È bello vedere che tutti i paesi scandinavi abbiano un giocatore o un profilo che stia andando bene e sia nei primi cento al mondo. Con me, c’è Rune che ha avuto un anno fantastico, ha vinto il suo primo torneo. Ruusuvori ha giocato una finale. Anche Ymer è stato nella finale di un Torneo ATP. È divertente vedere che tutti abbiamo un giocatore.. So che in Norvegia forse ci vorrà del tempo prima di avere un nuovo giocatore nell’ATP Tour dopo di me. Fiduciosamente può succedere in futuro, di cui posso far parte per motivare i giocatori più giovani in Norvegia, forse anche in Svezia, Danimarca e Finlandia“. Siamo sempre portati ad identificare Ruud come “terraiolo”, eppure il n.10 al mondo ha qualcosina da sottolineare in proposito: “Penso di provare sempre a sviluppare il mio gioco, se è terra battuta o cemento o anche erba, su cui non giochiamo tanto. Ma il cemento è sempre la superficie su cui giochiamo di più nel tour, mi piace giocarci, anche se ovviamente un po’ la gente dirà che sono uno specialista della terra battuta; penso che il cemento porti un’altra sfida al gioco. Gli ultimi mesi, prima della terra battuta, abbiamo giocato sul cemento a lungo. Penso che in un certo senso mi stia aiutando a migliorare il gioco“.

Ma anche Nole, parlando della semifinale di oggi contro di lui, ne sottolinea le qualità e l’attitudine alla terra: “Ancora una volta un avversario di grande qualità, specialista della terra, è migliorato su tutte le superfici. Ha fatto finale a Miami quest’anno. Gran lavoratore e bravo ragazzo, ci vai d’accordo fuori dal campo. Ho giocato con lui qui due anni fa in semifinale. Pensa che domani si farà notte, e spero di poter giocare bene come ho fatto stasera“. Già, perché non è stata una passeggiata quella del n.1 contro Auger-Aliassime: “Pensavo fosse di alto livello il suo tennis. Le condizioni erano difficili giocando di notte, più lento, la pallina rimbalza più in basso. Conosco bene Felix, è sul circuito maschile da qualche anno, ma mai abbiamo avuto la possibilità di affrontarci. Ha il servizio letale onestamente, una cosa è esercitarsi e l’altra cosa è giocare contro qualcuno in un partita ufficiale, non è stato affatto facile per me rispondere. Lui anche risponde e si muove bene, è molto completo come giocatore. Ho dovuto alzare il livello, e pensavo di aver chiuso prima: ero un set e 5-2, servendo per la partita,match point, ma complimenti a lui per aver reagito. Atmosfera fantastica anche stasera“.

 

PREVIEW SEMIFINALI MASCHILI

Atmosfera che, come ben sappiamo, è molto gradita a Sascha Zverev, sempre ben visto qui dal pubblico: “Penso che l’Italia sia uno dei Paesi dove ho più supporto della folla, è sempre bello giocare con la folla alle mie spalle“, esordisce il tedesco, sollecitato poi su cosa ne pensi del Grandstand, il secondo campo del Foro” penso che le strutture siano molto buone, i campi sono abbastanza buoni. Ma questo in particolare è un campo che devono ricostruire ogni anno, non è sempre lì, e credo non sia facile da fare. C’è un bel po’ di terra su di esso, e penso si possa vedere quando abbiamo giocato che i rimbalzi non erano grandi a volte, ma per entrambi i giocatori“. Chiaramente, con il Roland Garros alle porte, era impossibile non tirare in ballo i problemi fisici di Nadal, e come possa incidere sullo Slam parigino: “Mi dispiace per Rafa, speriamo che possa essere in forma. Ha 10 giorni di tempo per poter farcela a giocare a Parigi. Penso che Alcaraz sia uno dei favoriti, come anche Novak, Tsitsipas. Se mi metto in forma, posso fare bene là. Ci sono molti ragazzi che possono giocare bene su questa superficie“.

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C’è Holger Rune in Danimarca (e questa sera anche a Parigi)

Il giovane danese, che stasera giocherà il terzo turno del Roland Garros contro Gaston, sarà in futuro il grande rivale di Alcaraz? Nell’attesa, una digressione sul tennis danese

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Holger Rune - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Secondo Shakespeare c’è del marcio in Danimarca, o almeno c’era quando scrisse “Amleto”.

A oltre 400 anni di distanza da quei giorni possiamo dire che nel presente e soprattutto nel futuro del regno di Danimarca c’è anche il tennis grazie a un ragazzo di 19 anni che fisicamente assomiglia così tanto al protagonista di Titanic, che se non avessimo visto più volte il film saremmo inclini a credere che Jack Crawford sia riemerso incolume dai fondali dell’Atlantico.

Ci riferiamo a Holger Vitus Nodskov Rune, numero 40 della classifica mondiale che questa sera scenderà in campo a Parigi per affrontare al terzo turno Hugo Gaston.

 

Sarà Rune il giocatore in grado di lanciare il guanto della sfida a Carlos Alcaraz e a dare vita nei prossimi lustri – magari in compagnia di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti – a una saga all’altezza di quella a cui hanno dato vita Federer, Nadal, Djokovic e Murray negli ultimi 15 anni?

Ce lo auguriamo per il bene del tennis, ma per il momento a suo proposito ci sentiamo solo di dire che ci sembra un buon giocatore, dotato di notevole temperamento, che studia per diventare un campione.

E dove studia il giovane Holger? Studia nella piccola, civilissima nazione citata in apertura di articolo e abitata da sei milioni di anime, che nei secoli scorsi ha dato i natali a illustri letterati e filosofi, ma che è sempre stata parca di tennisti. 

Caroline Wozniacki – numero 1 del tennis femminile tra il 2010 e il 2012 – rappresenta la classica eccezione alla regola.

Ma cosa risponderebbe Rune a un novello Farinata degli Uberti che gli chiedesse: “chi fuor li maggiori tuoi?” o, per dirla in prosa, “chi furono i tuoi predecessori?”

Nonostante Rune non ce lo abbia chiesto ci prendiamo la libertà di rispondere in sua vece.

Holger Rune è il giocatore danese arrivato più in alto nella classifica del singolare da quando l’ATP la introdusse nel 1973.

Scorrendo a ritroso l’album di famiglia del tennis danese, subito dietro di lui ci imbattiamo in un nome che non ci suona nuovo, ovvero quello di Kenneth Carlsen (ma forse ci confondiamo con il Diavolo, al secolo Kent Carlsson) che nel giugno del 1993 sull’onda degli ottavi di finale raggiunti in Australia toccò la posizione numero 41.

Carlsen è il solo danese insieme a Rune –  a maggio vincitore a Monaco del suo primo torneo –  ad avere vinto tornei ATP e quello che sino ad oggi ne ha conquistati di più: 3.

Oltre a Rune e Carlsen gli unici tennisti danesi ad essere riusciti ad entrare tra le prime 100 posizioni mondiali in singolare sono stati Kristian Pless (65), Frederik Fetterlein (75) e un giocatore di cui parleremo in chiusura di articolo.

La Danimarca vanta però un giocatore che nella specialità del doppio nel 2012 vinse il torneo di Wimbledon, ovvero Frederick Nielsen.

Al trionfo di Frederick non poté assistere suo zio Kurt poiché era  morto l’anno precedente. E chissà quante emozioni e quanti ricordi avrebbero attraversato quel giorno il cuore di Kurt Nielsen nel vedere il nipote giocare sullo stesso campo in cui aveva disputato e perduto la finale del singolare nel 1953 e nel 1955, prima contro Vic Seixas e poi contro Tony Trabert.

Kurt Nielsen alla luce dei risultati è il tennista più forte che la Danimarca abbia mai avuto. Per restare ai quattro major, oltre alle finali di Wimbledon già citate, Nielsen arrivò una volta ai quarti dello US Open e 5 volte agli ottavi del Roland Garros.

Non disputò mai l’Australian Open e non volle mai unirsi al circuito dei professionisti.

Quasi altrettanto forte fu il mancino Jan Leschly che nel 1967 fu sconfitto da Clark Graebner nella semifinale dello US Open .

Avevamo promesso di citare in chiusura di articolo il nome del quinto danese capace di raggiungere la top 100 nell’era Open.

Fedeli alla promessa  sveliamo il suo nome: Torben Ulrich, che insieme al fratello Jorgen nei ricordi del nostro Direttore costituiva una coppia di hippy ante litteram.

Ulrich fu un campione di longevità tennistica; nel 1968 a 40 anni arrivò sino agli ottavi di finale degli US Open e a 45 suonati al numero 96 della classifica ATP.

Non è però questa la ragione per la quale lo abbiamo tenuto a guisa di dulcis in fundo, bensì perché è il padre di Lars Ulrich; Lars Ulrich è il fondatore e batterista di uno dei più importanti gruppi della scena rock mondiale degli ultimi 40 anni,  i “Metallica” e concittadino di Holger Rune: entrambi sono infatti nativi di Gentofte. 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, day 7 LIVE: Sinner con un ginocchio dolorante salva 11 set point e sale 2-0 contro McDonald

La diretta del sabato parigino, dedicato ai terzi turni dei tabelloni del singolare maschile e femminile: tre italiani cercano gli ottavi

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Schermo Roland Garros - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
https://twitter.com/Ubitennis/lists/tennis-news-93659

IL PROGRAMMA DI SABATO 28 MAGGIO

13.30 – Grande risposta di Sinner e Jannik sale 2-0 e servizio nel terzo set.

13.21 – Ha iniziato Medvedev sul Lenglen: 4-2 avanti con Kecmanovic. Garin avanti di un break (2-0) al quarto con Rublev. Swiatek è 4-3 e servizio nel secondo set dopo aver vinto il primo contro Kovinic.

 

13.18 – SET SINNER – Grande Jannik Sinner che in un tie-break a fasi alterne ma condotto sin dall’inizio chiude 8-6 dopo un’ora e mezza di secondo parziale: sale due set a zero contro Mackenzie McDonald. Jannik era 5-2 0-40.

13.10 – SET RUBLEV – Rublev fa suo il terzo set: 6-2 contro Garin. Un momento di spavento: il russo ha scagliato per rabbia in precedenza una pallina contro la sedia e per poco non colpiva un raccattapalle.

13.06 – Sinner e McDonald sono al tie-break del secondo set; Jannik ha salvato in totale undici set point per il suo avversario e si è trovato a far fronte a un fastidio al ginocchio sinistro

12.52 – Fisioterapista ora da Sinner. Ma non c’è medical time-out. Sul centrale, Swiatek-Kovinic 6-3. Rublev-Garin 2-2 nel terzo set

12.50 – Un game fiume di 26 punti porta Sinner al controbreak! L’azzurro sembra stare meglio, ha annullato in tutto dieci set point a McDonald tra questo game e quello precedente e alla fine è riuscito a rientrare nel set. Servirà dopo il cambio campo sul 5-4. Grande cuore per Jannik, decisamente troppo indeciso al momento di chiudere l’americano.

12.40 – SET GARIN – Un set pari sul campo 14, Garin vince il secondo contro Rublev 6-3

12.39 – MATCH BEGU – Non c’è stata storia sul Lenglen, Begu ha battuto 6-1 6-4 la francese Jeanjean che termina la sua corsa

12.35 – Sinner tiene la battuta da 0-40 salvando cinque set point; McDonald servirà per il secondo set sul 5-3

12.29 – Il gioco riprende ma sono evidenti i problemi per Sinner che verso destra fatica a muoversi

12.27 – Fisioterapista da Jannik Sinner. Problema al ginocchio sinistro: è entrato in campo con una fasciatura, probabile problema al tendine rotuleo.

12.26 – Rublev serve indietro 4-3 nel primo set con Garin; Begu è 6-1 5-3 con Jeanjean; ha iniziato Iga Swiatek sul centrale contro Danka Kovinic rubando subito il servizio

12.25 – Ha avuto palle break Sinner, ma non le ha sfruttate e poi ha ceduto il servizio. 4-2 McDonald nel secondo set

12.07 – Sinner e McDonald sono sul 2-2 nel primo set. Begu senza problemi: 6-1 4-1 contro Jeanjean

11.52 – SET RUBLEV – Primo set Rublev contro Garin: 6-4

11.46 – Sinner chiude il primo parziale con l’81% di punti vinti con la prima di servizio. Sugli altri campi: Rublev serve per il primo set, 5-4 contro Garin. Begu è 6-1 1-0 e servizio sul Lenglen contro la francese Jeanjean.

11.46 – SET SINNER – Sinner si prende il primo set: 6-3

11.41 – Sinner salva palla del contro-break e tiene il servizio, poi fa altrettanto McDonald. Ora l’azzurro serve per il primo set

11.31 – McDonald segue a rete la seconda, Sinner trova la risposta vincente col rovescio: break per l’azzurro, che sale 4-2 e servizio nel primo set.

11.27 – Si continua seguendo i servizi; 3-2 Sinner, serve l’americano.

11.15 – Sono partiti Sinner-McDonald. 1-1 nel primo set

11.05 – Sono in campo Sinner e McDonald per il riscaldamento sul Simonne Mathieu. Intanto, il programma del Lenglen si apre con Begu-Jeanjean.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

10.45 – Buongiorno amici di Ubitennis, e benvenuti alla diretta scritta del Roland Garros nel giorno di sabato 28 maggio 2022. Oggi termineranno i terzi turni dei tabelloni maschile e femminile e sarà una giornata di passione per il tennis italiano con Jannik Sinner subito in campo alle 11 contro Mackenzie McDonald sul Simonne Mathieu. A seguire, sullo stesso campo, Camila Giorgi sfida Aryna Sabalenka. Nel pomeriggio, sul Court 14, Lorenzo Sonego prova a mettere i bastoni tra le ruote di Casper Ruud.

Gli articoli da non perdere

EDITORIALE DEL DIRETTORE – 28 MAGGIO: Roland Garros: anche Sasha Zverev mi ha risposto su Sinner e Musetti. Intanto Jannik, Giorgi e Sonego sognano di ripetere l’exploit di Martina Trevisan

ROLAND GARROS, LE QUOTE DEL 28 MAGGIO: l’accoppiata Giorgi-Sonego paga 15 volte la posta

ALCARAZ: “Ferrero mi ha reso il giocatore che sono”

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Djokovic: “Felice perché i rifugiati di Melbourne sono stati rilasciati. Tornare in Australia? Lo farei subito”

Il numero uno del mondo spiega: “Non porto rancore nei confronti dell’Australia, mi piacerebbe molto giocare di nuovo l’Australian Open”

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Novak Djokovic - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Novak Djokovic non spreca energie per passare alla seconda settimana del Roland Garros 2022: la vittoria in tre set contro Aljaz Bedene è facile e così in conferenza stampa, più che della partita in sé, si è parlato di argomenti collaterali (come anche il capitolo Boris Becker, che riportiamo a parte). Ecco cosa ha detto Nole Djokovic.

D: Sei passato ancora una volta agli ottavi. Cosa pensi del tuo prossimo avversario, Diego Schwartzman?

Djokovic: “Si tratta di uno dei giocatori più rapidi che abbiamo sul circuito, e i suoi migliori risultati in carriera sono arrivati sulla terra; quindi, senza dubbio è un avversario tosto. Lo conosco bene. Abbiamo giocato contro diverse ottime partite su superfici diverse. Quando giochi contro di lui devi sempre aspettarti che la pallina torni indietro. Sono pronto per una battaglia molto fisica. Non ho speso molto tempo fin qui in campo. E sto colpendo la palla molto bene, quindi non vedo l’ora di giocare”.

 

D: Arsene Wenger stava guardando la tua partita oggi, non so se lo sai, così come Zidane e Woody Harrelson. Hai avuto la possibilità di parlare con qualcuno di loro? Cosa pensi del fatto che queste persone vengono a vederti?

Djokovic: “Ho visto Arsene e Seedorf. E’ un onore che queste leggende del calcio vengano a guardare le mie partite. La maggior parte di noi giocatori di tennis è tifoso di calcio, guardiamo i club, le nazionali, tutte le competizioni. Quindi è un bel feeling vedere gente del loro livello e del loro palmares venire al campo. Ti dà ulteriori motivazioni. Ho visto Arsene a inizio match oggi. Questo ha avuto un buon impatto su di me, avevo ancor più motivazioni nel fare bene”.

D: Una domanda su Bedene. Ha iniziato con la Slovenia, poi ha rappresentato la Gran Bretagna, ma ha avuto problemi nel cambio di nazionalità e dunque è tornato indietro. Sono curioso di sapere come la pensi tu su queste regole.

Djokovic: “Non so bene i dettagli della sua vicenda, ma è una buona domanda. Non ho una chiara opinione in merito, perché da un lato mi piace vedere un giocatore rimanere della sua nazionalità, ma dall’altro non mi sento di giudicare se qualcuno vuole cambiare nazionalità, perché ci sono un sacco di motivi per cui uno lo può fare. Non si tratta solo di soldi, a volte ci sono ragioni familiari o di vita. Quindi, se un giocatore decide di cambiare paese, può avere le sue ragioni per farlo e dovrebbe avere la possibilità di riuscirci. Ora, parlando di questa regola, non sono sicuro di come funzioni nei dettagli; quindi, non so dire se è troppo severa o no. So che se giochi la Davis Cup o la Fed Cup per un paese allora è più difficile cambiare, ci vuole più tempo. Difficile per me dire ora cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Io mi sono trovato in una situazione simile quando avevo 14 anni. C’è stato un dialogo con la Gran Bretagna ma insieme ai miei genitori ho deciso di stare in Serbia e sono felice che abbiamo preso questa decisione. Ma ci sono molti giocatori in tutto il mondo che cercano migliori opportunità e non posso giudicarli. Tutti cercano di ottenere le migliori condizioni possibili per sé stessi e la famiglia”.

D: I rifugiati che erano nel centro di detenzione con te a Melbourne sono stati tutti rilasciati nelle ultime settimane. Mi chiedo cosa pensi di questo e se pensi che la tua esperienza abbia a che fare qualcosa con questo. E inoltre in Australia abbiamo un nuovo governo. Secondo te questo avrà qualche effetto sul tuo ritorno a Melbourne nel 2023?

Djokovic: “Tutti i rifugiati hanno lasciato il centro?”

D: “A quanto mi risulta sì”

Djokovic: “Se questo è vero sono ovviamente molto felice, perché so quanto le condizioni fossero difficili per loro. Particolarmente per coloro che erano lì da nove anni. Sono rimasto lì per una settimana, e non posso immaginare cosa voglia dire starci per nove anni. Non hanno fatto nulla di sbagliato, cercavano asilo e basta. Questo è qualcosa che non ho mai capito, ma se ho portato un po’ di attenzione sulla questione in un modo positivo per loro ne sono molto felice. Ho visto una foto di Ali, un ragazzo con cui parlavo, so che è andato negli Stati Uniti. Sono molto felice di sapere che è vivo e libero. A volte sottovalutiamo la libertà. Finchè non vivi una situazione così, non sai quanto sia importante. Per quanto riguarda il governo australiano, sì, ho sentito la news, ma non so dire se il mio visto sarà restituito e se sarò autorizzato ad entrare in Australia. Mi piacerebbe. Vorrei andarci e giocare l’Australian Open. Non porto rancore. E’ successo quel che è successo. Se avessi l’opportunità di tornare in Australia per giocare in un posto dove ho ottenuto i miei migliori risultati, sarei felice di farlo”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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