[AUDIO] ATP Roma: il direttore Scanagatta: “Prima del grande show di Djokovic ieri sera il mio favorito era il vincente di Tsitsipas-Zverev. Ora però…

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[AUDIO] ATP Roma: il direttore Scanagatta: “Prima del grande show di Djokovic ieri sera il mio favorito era il vincente di Tsitsipas-Zverev. Ora però…

L’intervento integrale di Ubaldo Scanagatta a Radio Sportiva

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Novak Djokovic - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

Il direttore Ubaldo Scanagatta interviene a Radio Sportiva ed esprime le sue impressioni sul match del serbo, e sulla semifinale in programma tra Tsitsipas e Zverev. Senza tralasciare uno sguardo generale a questa edizione degli Internazionali BNL d’Italia.

 

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Roland Garros: Kolar fa vedere i fantasmi a Tsitsipas ma crolla sul più bello. Avanti anche Rublev

Il 25enne ceco ha set point in tre dei quattro set disputati, ma riesce a vincere solo il terzo. Il greco fa valere l’esperienza a questi livelli e approda al terzo turno

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[4] S. Tsitsipas b. [Q] Z. Kolar 6-3 7-6 (8) 6-7 (3) 7-6 (7)

La partita del giorno è stata senza dubbio quella fra Stefanos Tsitsipas e Zdenek Kolar. Chi si aspettava una facile affermazione del greco dopo le fatiche di martedì contro Lorenzo Musetti sarà sicuramente rimasto deluso, sentimento questo che è probabilmente lo specchio dello stato d’animo anche della testa di serie numero quattro. Che ha vinto, certo, ma faticando molto più del dovuto. Grandi meriti vanno comunque riconosciuti al ceco, numero 134 del mondo (best ranking per lui) che, prima di questo torneo, non aveva mai vinto neppure un set a livello ATP. Nel circuito maggiore, infatti, Kolar aveva disputato solamente un incontro, quando a luglio 2018 venne sconfitto 6-2 7-5 da David Ferrer sulla terra di Båstad. Per il resto, tutte le sue recite sono state principalmente tra Challenger e circuito ITF (rispettivamente tre e quattro titoli in carriera, tutti sulla terra rossa). L’unica, grane differenza con il campione ellenico si è vista soltanto nei momenti importanti (comunque non giocati male da Kolar, anzi), nei tiebreak che hanno deciso il match. Il ceco ha avuto almeno tre set point in ogni set ad esclusione del primo, ma è riuscito a vincerne soltanto uno.

IL MATCH – A differenza della partenza a rilento contro Musetti, in questa occasione Tsitsipas parte anche bene. Con un break in avvio di match, infatti, il greco si porta rapidamente sul 4-1 e, sfruttando tanti vincenti e pochi gratuiti (13-6), oltre ad una buona percentuale di prime, chiude senza troppi problemi 6-3. Kolar si dimostra concentrato e con la testa ben salda dentro alla partita, aspetto assolutamente da non dare per scontato, crescendo punto dopo punto sia a livello tennistico che, soprattutto, mentale. Nel secondo set, infatti, si verifica la stessa situazione del primo parziale, ma a parti invertite: è il qualificato ceco a prendersi il break nel quarto game e ad allungare sul 4-1. La veemente reazione di Tsitsipas non si fa attendere, con la testa di serie numero quattro che infila a sua volta tre giochi di fila e impatta sul 4-4. Il set si prolunga e, sotto 5-6, il 23enne di Atene si ritrova costretto a salvare due set point, sventati entrambi con coraggio. Kolar non può nulla e, giunto al tiebreak, prima annulla a sua volta un set point e poi si porta nuovamente ad un punto da conquistare il secondo parziale. Qui però Tsitsipas è ancora fenomenale con il servizio e, dall’8-8, estrae dal cilindro due altri dritti impressionanti per chiudere 7-6 e portarsi in vantaggio di due set. Nel quinto game della terza frazione Kolar cancella una pericolosissima palla break in favore del suo avversario, riuscendo a mantenersi sempre avanti nel punteggio e a portare Tsitsipas nuovamente al tiebreak. Tutto il Suzanne Lenglen si schiera con il ceco, che questa volta riesce ad arginare l’esuberanza greca e a dimezzare lo svantaggio con un nuovo 7-6.

 

L’apoteosi del match arriva però in un quarto set carico di pathos. Le statistiche sono praticamente tutte alla pari, a dimostrazione di quanto l’incontro sia equilibrato e di come, diversamente da quello che si potrebbe credere, Tsitsipas sia effettivamente in partita. È evidente che la testa di serie numero 4 non sia al top della forma, ma non riconoscere gli enormi meriti di Kolar sarebbe un peccato capitale. Il numero 134 ATP dimostra di crederci fino in fondo, insistendo con le armi che lo hanno portato a giocarsi alla pari un match così importante: la smorzata e il rovescio incrociato. Tsitsipas, infatti, fa molta fatica sulla diagonale sinistra, andando quasi sempre fuori giri per primo. È forse per questo motivo che il vincitore di Montecarlo inizia, a partire dal quinto gioco, a chiamare a raccolta il pubblico quasi ad ogni punto vinto. Il tifo sugli spalti a quel punto si spacca, con la bilancia che pare però pendere un po’ di più dalla parte di Kolar. Che, per la prima volta da metà secondo set, subisce un break che dal sapore di resa. Invece lui, come se niente fosse e con la tranquillità che lo ha distinto fino a quel momento, in men che non si dica strappa subito il servizio a Tsitsipas, collocando nuovamente il match in parità. Nel settimo game cancella (sempre con grande coraggio) l’ennesima chance per il greco di tornare avanti, e la stessa situazione si ripete nell’undicesimo gioco. Si gioca ormai punto a punto, con il finalista della scorsa edizione che sembra piuttosto provato e, infatti, giunti al tiebreak è il primo a concedere. E concede tanto: sul 2-3 commette un grave errore di dritto e un doppio fallo, mandando Kolar a servire per il quinto sul 5-2. Il profumo del set decisivo si fa ancora più intenso sul 6-2, con il ceco che ha quattro possibilità consecutive rimandare ogni verdetto. Tsitsipas lascia andare il braccio e, con un po’ di fortuna, trova una riga esterna con cui salva il primo set point, poi con altri due dritti vincenti risale fino al 5-6. La fiamma di Kolar si spegne sul più bello, con il 25enne di Bystrice Nad Pernstejnem che accorcia troppo con il dritto e viene rimontato fino al 6-3 7-6 (8) 6-7 (3) 7-6 (7) finale, con il suo avversario che scaglia a terra la racchetta subito dopo aver concretizzato il secondo match point. Con ben più eleganza, Kolar esce dal campo comunque con il sorriso e tra gli applausi scroscianti del Lenglen.

Se ancora non fosse chiara la bontà della partita di Tsitsipas, forse i 67 vincenti (25 dei quali sono ace) a fronte di 43 gratuiti lo spiegano meglio, così come il 74% di punti vinti con la prima. 57 winners (9 dal servizio) e 44 non forzati invece per un Kolar davvero positivo, che se continua su questi livelli ben presto sfonderà il muro della top100, ottenendo qualche vittoria in più nel circuito maggiore. Il ceco ha poi ricevuto anche i particolari complimenti del finalista dello scorso torneo nell’intervista a fine partita, a cui è giunto particolarmente provato dal punto di vista fisico (già quasi otto ore in campo nei primi due match). Mi ha fatto impazzire, è stato un match molto frustrante perché lui arrivava su tutte le palle – ha dichiarato Tsitsipas – Voglio congratularmi con Mr. Kolar per la sua grande prestazione, ha messo ogni parte del suo corpo dietro ogni singola palla. Forse ho avuto un po’ di fortuna nel tiebreak del quarto, ma va bene così”.

VINCE IN QUATTRO ANCHE RUBLEV – Stessi set vinti e persi per Andrej Rublev, che però siamo abbastanza certi abbia faticato decisamente meno rispetto al greco contro Federico Delbonis. Il russo è stato estremamente cinico nel primo set, dove ha avuto la prima palla break nell’ottavo game e l’ha immediatamente sfruttata. Al servizio per il set, per la testa di serie numero sette è stata solo una formalità chiudere 6-3 il primo parziale, tenendo bene anche nel secondo. Nella fase finale del set, tuttavia, si è verificata la scena opposta, con l’argentino bravo a sfruttare il primo break point della partita in suo favore per salire 5-3 e servizio. Anche per lui nessun problema a restituire il 6-3, ma da quel momento Rublev perderà solo più cinque game. Un break in apertura nel terzo gli garantisce un comodo vantaggio, certificato in un lungo quinto game al servizio e sublimato con un secondo break nell’ottavo gioco. Anche nel quarto parziale è un solo allungo a fare la differenza, ancora di marchio russo, grazie al quale pochi minuti dopo chiuderà 6-3 3-6 6-2 6-3. Al prossimo turno per Rublev si presenta l’ostacolo Garin, vincitore anche lui in quattro set su Ivashka, in una partita che ci interessa molto da vicino. Chi trionferà in questo incontro, infatti, se la vedrà agli ottavi con il vincente di Sinner-McDonald, con l’italiano bravo a gestire le difficoltà e a superare Carballes Baena.

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Roland Garros, un brutto Sinner vince a fatica

Prestazione negativa di Jannik Sinner che riesce comunque a vincere in quattro set contro lo spagnolo Carballes Baena e avanza al terzo turno dove affronterà Mcdonald

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Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Da Parigi, il nostro inviato

[11] J. Sinner b. R. Carballes Baena 3-6 6-4 6-4 6-3

Non tutte le partite sono uguali e non tutte le giornate negli Slam sono di luna buona, ma la versione odierna di Sinner è stata davvero troppo brutta per essere vera. Per sua fortuna di fronte c’era Roberto Carbelles Baena, un onesto pedalatore della racchetta numero 89 di un ranking costruito soprattutto nelle dure battaglie dei challenger e il nostro campioncino è riuscito a portare il risultato a casa, sebbene dopo tre ore e quarantaquattro di lotta.

 

Al terzo turno affronterà l’americano Mackenzie Mcdonald numero 60 del mondo, battuto da Jannik 7-5 al terzo nell’unico precedente, la finale di Washington dello scorso anno. Decisamente un tabellone abbordabile sin qui, ma servirà tutt’altra continuità e attitudine per sperare di andare avanti nel torneo. Oggi per lunghi tratti Jannik è apparso tatticamente confuso, incerto tra lo spingere come di consueto o giocare un tennis più ragionato con alcune varianti.

La partita

Per un’ora e dieci c’è una versione sconcertante di Sinner in campo. Fallosissimo, lento e stranamente anche poco esplosivo nei colpi.

Nonostante Carballes Baena non faccia nulla di particolarmente rilevante oltre a rimandare di là della rete ogni cosa e alzare la traiettoria il più possibile, Jannik riesce nella difficile impresa di perdere per ben tre volte il servizio nel primo set, nonostante provi a scuotersi invocando l’aiuto del pubblico del campo 14 (il match era stato programmato inizialmente sul 7), che è tutto dalla sua parte. Il primo parziale si chiude con numeri inquietanti ed eloquenti : 19 errori gratuiti  e 45% di prime in campo.

Le due pericolose palle break  salvate con coraggio  nel secondo gioco del secondo set danno respiro a Jannik che esulta quasi a volersi scuotere e riesce finalmente, sempre tra alti e bassi, ad essere più incisivo e a portarsi in vantaggio (4-2).

Jannik Sinner – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Il pubblico fa la “Ola” trascinata da numerose bandiere spagnole sugli spalti e la nostra giovane stella al momento di chiudere il set sul 5-4 si caccia di nuovo nei pasticci con tre brutti errori. Una prima vincente, un vincente di diritto lungolinea e uno dei rarissimi errori dello spagnolo lo fanno risalire dalla buca. Dopo un’ora e 54 di patimenti, Jannik rivede la luce e lo urla al cielo plumbeo di Parigi.

Lo spagnolo, che la scorsa settimana vinceva il challenger di Tunisi, accusa il colpo e cede subito il servizio in avvio di terzo set. Jannik finalmente rinfrancato, inizia a sciogliere il braccio (con due ore di ritardo) ritrovando anche il servizio fin qui assente ingiustificato.

Come insegna il grande Rino Tommasi, non siamo qui a vendere tappeti e dunque ci tocca dire che il match è oggettivamente orribile.

Due ragazze tedesche che siedono un paio di file sotto di noi decidono che è ora che i rispettivi fidanzati vadano a comprare delle birre per ristorarle dello spettacolo non godibilissimo. Torneranno dopo un’oretta abbondante (le file agli stand sono allucinanti) e le troveranno addormentate, accasciate sugli spalti: non riusciamo a biasimarle.

Jannik prosegue nella sua giornata mediocre, alternando qualche buona accelerazione a troppi errori da fondo. Per fortuna sul finale di set si ricorda della palla corta e ne gioca un paio notevoli che trovano il gradimento di quel che resta del pubblico che lentamente ha preso coscienza che è ora di cena (beati loro): 6-4 e due set a uno avanti.

Le regole non scritte del tennis vorrebbero che ora il giocatore più forte prenda l’abbrivio per una rapida conclusione di partita e invece Jannik continua la sua galleria degli orrori e va subito sotto di un break (0-2). Reagisce subito, almeno il carattere e la tigna sono quelle di sempre, e riesce a ribaltare il parziale portarsi avanti 4-2, approfittando anche di un Carballes che appare in debito di ossigeno. Ma è un’illusione, perché lo spagnolo è un cagnaccio e nel turno di battuta successivo salva ben 5 palle del doppio break  che porterebbero l’azzurro a servire per il match, aggiudicandosi il game fiume da 22 punti e 13 minuti. La sofferenza dura ancora due game poi finalmente Sinner può esultare per lo scampato pericolo, anche se le quasi quattro ore di gioco rischiano di pesare sul prosieguo del torneo.

L’applauso finale del pubblico avrà svegliato anche le due ragazze tedesche: non se ne abbiano a male, ma il tennis è anche sudore e sofferenza.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros: continua la favola di Gilles Simon, ora sfida a Cilic. Avanti Gaston e Garin

Il giocatore di Nizza, all’ultimo ballo, batte anche Steve Johnson e si qualifica per il terzo round. Marin rimonta Fucsovics, Hugo e il cileno facili su Cachin e Ivashka

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Sono belle le favole, specie quelle provviste di lieto fine, anche se, almeno per il momento, di fine è ancora prematuro parlare. Gilles Simon, all’ultimo ballo sui campi del Bois-de-Boulogne in quella che in ogni caso sarà l’ultima stagione della sua carriera, ha inteso fare un altro passettino verso la gloria: l’atto finale della sua epopea sulla terra battuta di casa non è ancora stato scritto. Giocherà il terzo round, Gillou, e con ogni probabilità non sarà una partita chiusa quella contro Marin Cilic. Intanto, dopo la vittoria da brividi strappata al quinto set contro Carreno Busta nel delirio della notte parigina di ieri l’altro, è arrivato un altro successo, stavolta contro Steve Johnason. Un avversario dal pedigree meno pregiato, specie sul rosso, ma pur sempre favorito da bookmakers che nonostante i venti e più anni trascorsi sui campi di tutto il mondo non hanno ancora capito l’essenza del soldato Simon.

Gli sono bastati tre set, ma tre set alla Gillou, dipanatisi in più di due ore e mezza di lotta e conditi da un finale da colpetto apoplettico. Subito costretto a rimontare il break di svantaggio incassato nel primo gioco dell’incontro, il tennista nizzardo si è messo paziente con i piedi incollati sulla linea di fondocampo a rimandare di là il possibile e l’impossibile, raccogliendo notevoli ovazioni quando ha scelto di ribaltare l’inerzia degli scambi con il proverbiale rovescio lungolinea. Rimontato e vinto il primo set per 7-5, Gilles ha giocato una seconda frazione memorabile, pur agevolato dai molti errori commessi nel frangente dallo sventato californiano.

Il terzo è proseguito sulla falsariga dei primi due set, ma stavolta Simon, due volte avanti di un break, ha offerto al rivale altrettanti appigli per rientrare. Gillou non si è tuttavia disunito quando ha sprecato l’opportunità di servire per l’incontro e, riparato al tie break, ha comunque chiuso la partita al secondo set point. L’ultimo viaggio a Parigi non è ancora dunque concluso. Ci sarà ad attenderlo almeno un’altra sfida con Marin Cilic, già affrontato sette volte in carriera. Il croato, dopo aver buttato il primo set contro Marton Fucsovics, ha giocato bene gli altri tre, e infine vinto con agio. I precedenti parlano nettamente francese, con sei vittorie di Simon a fronte della sola ottenuta da Cilic: match aperto, come dicevamo.

 

Nella parte bassa del tabellone via libera anche per Cristian Garin e Hugo Gaston, quest’ultimo felice di regalare altre gioie al pubblico di casa. Il genietto da Tolosa ha battuto senza difficoltà alcuna l’argentino Pedro Cachin, ma al prossimo turno avrà un incontro molto complesso al cospetto del caldissimo Holger Rune. Il Tanque di Arica ha invece avuto la meglio su Ilya Ivashka in quattro set, e al terzo round dovrà incrociare la racchetta con Andrey Rublev.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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