Roland Garros, qualificazioni: un grande Nardi, Caruso vince il derby. Cade Stefanini

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Roland Garros, qualificazioni: un grande Nardi, Caruso vince il derby. Cade Stefanini

Luca Nardi supera in una battaglia Martin, è di Salvo Caruso il derby con Arnaboldi. Lucrezia lotta ma cede a Zavatska. Avanti anche Vavassori, Moroni e Cocciaretto

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Luca Nardi - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

A quanto pare, specie per quanto riguarda la parte maschile, la truppa italiana si sta ben comportando in territorio francese. Dopo i prestigiosi numeri del primo giorno di qualificazioni, anche il secondo (finora) può dirsi soddisfacente: due italiani su due avanti, con qualche rimpianto sul lato WTA. Un grande inizio e un piacevole ritorno: Luca Nardi alla prima vittoria nelle qualificazioni di uno Slam, e Salvatore Caruso dopo un periodo un po’ appannato cerca di rilanciare una carriera che lo ha visto arrivare anche al terzo turno qui a Parigi nel 2019. Sull’altra sponda, peccato per Lucrezia Stefanini, che cede ad un’avversaria certamente alla sua portata, in quasi 3 ore di partita e di emozioni.

Il tabellone maschile delle qualificazioni

Il tabellone femminile delle qualificazioni

 

NARDI, IL FUTURO COME UN TRENO IN CORSA – Il più giovane della truppa italiana, dopo la buona partita (seppur persa) giocata a Roma contro Cameron Norrie, mette le cose in chiaro e fa capire che le tappe le vuole bruciare il più velocemente possibile. 19 anni ancora da compiere, il n.200 al mondo esordisce alla grande nelle qualificazioni di un torneo dello Slam, battendo 7-6(3) 5-7 6-3 un giocatore certamente più esperto come lo slovacco Andrej Martin, tds n.31 del tabellone di qualificazione. Una partita intensissima e anche molto dura, con tanti break e tanti game tirati fino all’ultimo punto, proprio da terra battuta, superficie sulla quale Luca ha certamente una buona confidenza(tanti risultati di rilievo nei Challenger sulla mattonella in questa primavera) e lo ha dimostrato riuscendo sempre a restare nel match, giocando con incisività e decisione, e vincendo prima dal punto di vista mentale. Dopo un bel primo set vinto al tie-break infatti, il ragazzo di Pesaro ha perso un secondo set dove era praticamente in vantaggio chi rispondeva(ben 7 break), e subito si è trovato sotto 0-2 nel terzo: bravissimo a infilare allora un parziale di 6 giochi a 1, sfruttando tante prime e tanti errori dello slovacco. Vittoria bella e convincente dunque per Nardi, che al prossimo turno affronterà l’inglese Paul Jubb, n.231 al mondo.

SALVO, E COME TORNARE A STUPIRSI E STUPIRE- non viveva, dopo un biennio 2019-20(e una parte di 2021) ad alti livelli, certamente un buon periodo Salvatore Caruso, un giocatore forse non particolarmente dotato tecnicamente, ma sempre generoso e capace di sopperire con il cuore dove non arrivava il braccio. Oggi, da n.207 al mondo(è stato nei primi 70), ha ritrovato vittoria e sorriso sulla sua superficie preferita e sognando il palcoscenico principale. Ha battuto il connazionale Andrea Arnaboldi, in un altro derby italiano in queste qualificazioni, per 6-4 7-5 in 1h e 44. Primo set gestito tranquillamente, con un solo break a creare distacco e non tante emozioni, che si concentrano tutte nel secondo parziale: per due volte avanti Salvo, all’inizio e verso la metà, per due volte contro-break di Andrea, che non molla e ci crede fino alla fine, ma perde il servizio nell’undicesimo game, che si rivelerà poi decisivo. Comunque meriti a entrambi, complimenti a Caruso, che nella rincorsa verso il tabellone principale affronterà il cileno Nicolas Jarry, tds n.25 delle qualificazioni, amante del rosso.

STEFANINI, NON BASTA IL CUORE- unico dispiacere è per ora la sconfitta di Lucrezia Stefanini, n.157 al mondo, contro l’ucraina Katarina Zavatska, n.210 del ranking, più di 50 posizioni più giù. La tennista dell’Est ha vinto 6-3 5-7 7-5 in 2h e 53 minuti, una battaglia in piena regola. Dopo i primi due set equilibrati, l’ucraina aveva preso ampiamente il largo: avanti 4-0 e servizio, ma Stefanini di cuore è rientrata ed ha impattato il set sul 5-5. E qui restano rimpianti, perché con la partita apparentemente svoltata a suo favore da un punto di vista emotivo, l’azzurra non ha saputo sfruttare l’inerzia e si è arresa per 7-5, dovendo quindi dire subito addio al sogno Roland Garros.

PER FINIRE IN BELLEZZA – La seconda parte della giornata regala tre vittorie azzurre su altrettanti incontri. Nel tabellone maschile, avanzano al secondo turno Andrea Vavassori e Gian Marco Moroni. Il ventisettenne di Torino ha superato Antoine Hoang con il punteggio di 6-3 3-6 6-4 e mercoledì pomeriggio affronterà il croato Nino Serdarusic, battuto in tre set nelle qualificazioni di Stoccolma alcuni mesi fa.
Moroni si è imposto nientemeno che su Feliciano Lopez, interrompendo così una striscia di partecipazioni Slam che durava dal Roland Garros 2002. 6-1 7-6(4) per Gian Marco che ora dovrà vedersela con l’argentino Pedro Cachin, contro il quale ha perso nei due precedenti a livello Challenger.
Bene anche Elisabetta Cocciaretto, 6-2 6-4 sull’olandese Arianne Hartono. Volata sul 4-0 e servizio, Coccia si è un po’ distratta; il dritto sbagliato di un soffio dopo essersi aperta il campo con l’incrociato ha dato il via al tentativo di rimonta di Hartono che ha avuto due palle consecutive per il secondo contro-break. Ai vantaggi di quel game, il passante azzurro sullo smash finisce con il fare la differenza e il parziale finisce come previsto. Nel secondo set, aggressiva fin dalla risposta, Cocciaretto piazza lo strappo irrimediabile al decimo gioco. Prossimo turno contro Oksana Selekhmeteva, n. 162 WTA, che l’ha sconfitta allo US Open junior nel 2018.

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Wimbledon, Nadal: “Mia sorella e mio padre mi hanno chiesto di ritirarmi, ma io odio farlo. Farò degli esami”

“Sono onesto, non ho ancora deciso niente”: si chiude così la criptica conferenza stampa di Rafa Nadal, che non ha ancora deciso se scenderà in campo per le semifinali oppure no

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Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)
Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)

Dopo la clamorosa vittoria al super-tiebreak del quinto set contro Taylor Fritz, Rafael Nadal ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa. C’era ovviamente molta curiosità nel chiedere al 22 volte campione Slam non solo come avesse fatto a vincere la partita, ma anche alcune delucidazioni sulle sue condizioni fisiche. “È stato un match molto emotivo” – ha esordito lo spagnolo. “Sono molto contento, è una vittoria importante”. Da decifrare, però, lo stato dei suoi addominali.

D: Nel secondo set tuo padre e tua sorella ti hanno fatto ampi gesti, invitandoti ad uscire dal Centre Court. Ti hanno chiesto di ritirarti?

Rafael Nadal: Sì, mi hanno chiesto di ritirarmi. Io però ci ho provato. Sarebbe stato difficile ritirarsi nel bel mezzo della partita, anche se ho avuto quell’idea per così tanto tempo. Dall’altra parte, però, sono stato costretto al ritiro un paio di volte in carriera, ma è qualcosa che odio. Così ho soltanto continuato a provare a restare nel match”.

 

D: Puoi parlare dell’infortunio? Speri di recuperare al meglio in vista del prossimo incontro? Credi sia possibile?

Rafael Nadal: “Non lo so. Domani mi sottoporrò ad alcuni test, è difficile saperlo ora. È chiaro che sono un giocatore che ha attraversato molte situazioni simili in passato, quindi sono abituato a combattere contro il dolore e a giocare con alcuni problemi. Non è niente di nuovo oggi, è un problema agli addominali. Ho avuto queste sensazioni per un paio di giorni, ma senza subbio oggi è stato il peggiore: c’è stata una crescita importante del dolore, che mi ha spesso limitato. Sono riuscito a vincere la partita, vedremo che cosa accadrà domani.

D: Il fatto di tornare a giocare sull’erba dopo tre anni di assenza ti penalizza in qualche modo? Potrebbe magari essere la causa di uno shock nel tuo corpo, comportando infortuni simili?

Rafael Nadal: “No, non direi. In ogni caso, sto giocando molto bene. Se mettiamo da parte tutti i problemi, credo comunque che il mio livello di tennis sia ottimo. Ho delle grandi sensazioni quando colpisco la palla, penso di star esprimendo un ottimo tennis. Però sono ovviamente preoccupato. Con tutti gli sforzi che ho fatto per giocare a Wimbledon, il problema agli addominali non è un qualcosa che può emergere solo sull’erba. Può emergere ovunque“.

D: Quale tipo di trattamento hai subito? Hai giocato soltanto per adrenalina e l’emozione di finire la partita?

Rafael Nadal: “Non è che i dottori possano fare molto in realtà. Mi hanno dato alcuni antiinfiammatori e analgesici. Hanno provato ad a rilassare il muscolo, ma è difficile. Non c’è molto da sistemare quando hai un problema simile. Come ho detto prima, volevo soltanto concedermi una possibilità. Non è facile abbandonare un torneo, né tantomeno farlo a Wimbledon, anche se il dolore è molto forte. Volevo finire, non importa come. Chiaramente preferivo vincere e ci sono riuscito, ma l’importante era combattere. Sono orgoglioso del mio spirito combattivo e di come sono riuscito a rimanere in partita”.

D: Quali e quante sono le possibilità che ti vedremo nuovamente in campo contro Nick Kyrgios in semifinale?

Rafael Nadal: Non lo so, davvero. Non posso dare una risposta esaustiva, perché se vi dicessi qualcosa di chiaro e domani dovessero succedere altre cose, vi mentirei (sorride). Se avessi già deciso che cosa fare, non sarei certo qui a fare uno show e dire qualcosa che il giorno dopo sarebbe il contrario. Se sono qui è perché sono onesto e non ho ancora deciso niente. Alla fine è un argomento persino più importante di Wimbledon, riguarda la salute. Vedremo come andrà”.

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Wimbledon, Kyrgios: “Con Rafa sarà il match più visto di sempre”

Nick Kyrgios parla della strada che l’ha portato alla sua prima semifinale Slam, della ritrovata voglia di giocare e di molto altro. E assicura: “ Mentalmente sto alla grande”

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Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @atptour)

Superato come da pronostico Cristian Garin, il “terraiolo” dei last eight, Nick Kyrgios può festeggiare la sua prima semifinale Slam che lo vedrà fronteggiare Rafa Nadal. Davanti ai giornalisti, esordisce ripetendo quello che ha già detto sul campo: “Non pensavo che sarei ci arrivato. Credevo che la nave fosse salpata, specialmente per come stavo due anni fa… Sono orgoglioso di me stesso e della mia squadra”.

Com’era prevedibile, la prima domanda riguarda la notizia del giorno prima, vale a dire l’ordine a comparire in tribunale tra meno di un mese, quando sarà messo di fronte alle accuse.

D. Prima di parlare di tennis, Nick, sento che vorremmo chiederti se vuoi replicare alla convocazione in tribunale, come la situazione ti ha influenzato.

 

Nick Kyrgios: “Ovviamente avevo tanti pensieri, vorrei dare la mia versione, ma i miei avvocati mi hanno informato che non posso dire nulla a questo punto. Onestamente, non mi ha influenzato. Ne ho letto, tutti mi facevano domande, è stata dura concentrarsi sulla missione a portata di mano. Erano i quarti di Wimbledon.”

D. Dopo la vittoria, sei rimasto seduto per un paio di minuti. Hai detto che avevi un milione di cose per la testa. Quali cose?

NK: “Solo come le cose possano cambiare. C’è stato un momento in cui l’avevo quasi finita con il tennis, Ho scritto quest’anno sul mio stato mentale nel 2019, con i pensieri suicidi e tutto quanto. Oggi sono qui, semifinalista a Wimbledon, un risultato speciale per chiunque, ma credo soprattutto per me. Nessuno lo avrebbe detto due anni fa. No, non ha la tenuta mentale, la forma fisica, la disciplina. Ho quasi cominciato a dubitare di me stesso con tutte queste cose che mi entravano in testa.”

D. Dato ciò che hai descritto, oltre queste due settimane a Wimbledon, come descriveresti la strada verso la tua prima semifinale Slam?

NK: “Burrascosa (ride). A inizio anno, nemmeno sapevo se volessi giocare secondo una vera programmazione. Non la seguo in realtà. Nell’ultimo anno e mezzo avevo perso l’amore, il fuoco, la scintilla. Poi alcune cose della mia vita sono cambiate. Ho riscoperto di avere tante persone che vogliono che giochi. Ho ancora qualcosa nel serbatoio, mentalmente mi sento alla grande. Otto anni di vuoto dal mio primo quarto. È stata una cavolo di cavalcata.”

D. Mate, non sappiamo il risultato dell’altro quarto, ma ci puoi parlare delle caratteristiche dell’eventuale sfida con Rafa? Hai giocato un paio di fantastici incontri qui contro di lui. Potenzialemnte dovresti giocare con i due migliori del mondo, con Medvedev assente, per vincere il titolo.

NK: “Sarebbe speciale sfidare Rafa qui. Due personalità totalmente differenti. Però sento che ci rispettiamo tantissimo l’un l’altro. Sento che sarebbe un incontro da acquolina in bocca per chiunque nel mondo. Probabilmente il più visto di tutti i tempi. Ma c’è tanto lavoro da fare tra adesso e domani. Devo essere sicuro che il mio corpo sia a posto.”

D. Hai descritto come una buona prestazione dal punto di vista mentale la vittoria contro Nakashima. Penso che tu possa dire lo stesso oggi. In confronto o al contrario di quanto accaduto con Tsitsipas?

NK: “Penso che, mentalmente, la mia prestazione contro Tsitsipas sia stata fantastica con tutto quello che è successo. Tante cose avrebbero potuto farmi perdere la concentrazione. Oggi non mi aspettavo che Garin avesse quel livello di tennis sull’erba. Sappiamo quanto vale sulle altre superfici ma, mio Dio, quella risposta di dritto mi farà venire gli incubi.”

D. ‘Dai a un uomo una maschera e diventerò il vero sé stesso’. Cosa significa per te?

NK: “Penso che oggi le persone abbiano paura di aprirsi. Per me è stata la salute mentale. Se non fossi Nick Kygios, mi sarei aperto molto prima. Sento che, se le persone potessero dirti in modo anonimo come si sentono, lo farebbero, si aprirebbero di più.”

D. Contro Nakashima hai giocato un paio di tweener, di servizi da sotto. Oggi non hai giocato un solo colpo del genere, Riflette il punto in cui sei arrivato nel torneo?

NK: “Certamente sentivo più pressione oggi. Avanzare in semi in uno Slam è un territorio inesplorato. La superficie meno preferita da Garin, tutti a pensare che avrei vinto. Il punteggio non riflette quanto è stata difficile. Oggi mi sentivo spesso sulla difensiva, non potevo permettermi certi colpi.”

D. Tua madre non riesce a guardare i tuoi incontri, aspetta un tuo messaggio. Le hai dato la notizia? Ovviamente vi parlate molto.

NK: “Le condizioni di salute di mia mamma sono un po’ difficili ultimamente. Non può viaggiare, ha un pacemaker, non viene neanche all’Australian Open, sarebbe troppo stressante. Cerco di parlarle. Si alza la mattina, ho appena visto il live score, dice, pare che tu abbia avuto un match tosto. E io, non ne hai idea. Sono felice che possa tenermi d’occhio da casa. Sarebbe fantastico se potesse venire qui, ma ha un sacco di cose da fare. Anche assicurarsi che i miei cani siano nutriti. Mio fratello ha avuto un figlio cinque giorni fa, George. Giorni pieni di avvenimenti questi per mister Kyrgios.”

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Wimbledon, il programma di giovedì 7 luglio: semifinali femminili, apre Jabeur

Si comincia alle 14.30 con Jabeur-Maria. A seguire Rybakina-Halep e finale del misto

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Ons Jabeur – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @WTA)

Eccoci arrivati al penultimo atto del torneo femminile. Esauriti mercoledì i restanti due quarti di finale, è il momento di decidere chi saranno le due finaliste dell’edizione 2022 di Wimbledon. Fra le tre ragazze impegnate giovedì che non erano mai arrivate così avanti in un torneo dello Slam, spicca la trentaquattrenne Tatjana Maria, n. 103 WTA, che fino alla settimana scorsa vantava un solo terzo turno, proprio su questi prati, come miglior risultato in un Major. Le altre due sono Elena Rybakina e la favorita, nonché da quasi tutti preferita, Ons Jabeur. E poi c’è Simona Halep, che qui ha vinto nel 2019 e, senza fare troppo rumore, sembra intenzionata a prendersi l’onore dell’apertura di martedì sul Centrale il prossimo anno, possibilità negatale prima dal Covid, poi da un infortunio e infine dagli organizzatori – campo che è tornata a calpestare solo agli ottavi e solo perché giocava con la n. 4 del seeding Badosa.

Fermi i maschietti, il Centrale è riservato alle signore e alla finale del doppio misto. Si parte alle 14.30 ora italiana con Jabeur che affronta Maria. 2-1 per la tunisina i precedenti, l’ultimo dei quali risale al 2018 e quindi ben poco indicativi, certamente meno del livello che sta attualmente esprimendo Ons, la quale, tuttavia, non dovrà sottovalutare l’amica Tatjana, uscita indenne, tra gli altri, dai match con Cirstea, Sakkari e Ostapenko. A seguire, Halep opposta alla kazaka Rybakina. 2-1 per Simona i confronti diretti, l’ultimo allo scorso US Open vinto in tre set dalla rumena.

Per quanto riguarda il doppio misto, Samantha Stosur e Matthew Ebden si giocheranno il titolo contro la coppia vincitrice dello scontro fra Mirza/Pavic e Krawczyk/Skupski.

 

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