Alex Corretja: "A Sinner serve solo altro tempo, Swiatek più favorita di Djokovic" [ESCLUSIVA]

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Alex Corretja: “A Sinner serve solo altro tempo, Swiatek più favorita di Djokovic” [ESCLUSIVA]

L’ex finalista del Roland Garros ed esperto di Eurosport alla vigilia dello Slam parigino: “Mai escludere Nadal dai favoriti sul Philippe Chatrier”

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In occasione della presentazione della copertura TV e streaming del gruppo Warner. Discovery per il Roland Garros 2022, Ubitennis ha avuto l’occasione di intervistare uno dei principali volti di Eurosport: l’ex finalista del torneo Alex Corretja che ha risposto alle nostre domande in perfetto italiano (che potete ascoltare qui sopra).

Comincio con il chiederti come stai e un’opinione sulle finali di Roma.

Sto bene, grazie. Sono contento di andare a Parigi la settimana prossima lavorando per Eurosport. Penso che Djokovic abbia fatto un lavoro molto buono; non a Roma, ma a Belgrado dove ha raggiunto la finale. Anche se ha perso, per lui era importante giocare delle partite, dopo Madrid ha fatto un altro salto e penso che a Roma sia arrivato al suo meglio in questa stagione. Penso che in finale Tsitsipas sia stato un po’ lento all’inzio, con qualche dubbio, era affaticato dal match precedente con Zverev e poi Nole ha utilizzato molto bene l’esperienza per finire il match al tie-break. Ha giocato solido, un bel servizio; il campo era veloce perché era un po’ più secco alle quattro del pomeriggio, e ha giocato molto aggressivo.

 

Ti aspettavi di più da Tsitsipas, soprattutto all’inizio, un 6-0…

Non è facile perché ha fatto semifinale a Madrid, è arrivato a Roma, ha giocato partite dure contro Dimitrov e Zverev. Allora non è facile arrivare in finale e trovare uno che ti gioca così veloce come Djokovic. Nel primo set non ha giocato il suo miglior tennis, però poi molto bene. Il problema non è stato il primo set, ma perdere il secondo. Se lui vince 6-3 il secondo [ha servito sul 5-3], la partita è aperta.

A proposito di questo, guardando verso Parigi, abbiamo visto un torneo stradominato da Iga Swiatek e Djokovic: sono loro i due da battere al Roland Garros?

Swiatek merita questa etichetta di favorita perché non ha perso set. Parigi è un altro torneo e lei l’ha vinto due anni fa e le dà una motivazione extra sapere di poterlo vincere ancora. Djokovic è in una buona posizione, ma aspettiamo di vedere come recupera Rafa. E Alcaraz è uno difficile da battere. Poi, Tsitsipas, Ruud, dipende da chi incontra nei quarti e da come si accumula la fatica. Non penso che Djokovic sia un chiarissimo favorito come lo era Rafa cinque anni, quando dicevamo “vediamo chi gioca la finale contro Nadal”.

Da spagnolo, tra Nadal che ha pochi giorni per rimettersi al meglio e Alcaraz, chi vedi meglio?

Arriva meglio Alcaraz, non c’è dubbio, ha vinto Barcellona e Madrid. Però non si può mai lasciare fuori Rafa dal Roland Garros perché, se sta bene, non sono in tanti capaci di batterlo su quel campo. Tutto dipenderà dal suo piede. La prima settimana sarà importante per prendere il ritmo che non ho trovato a Roma.

Da quello che ha detto Nadal, sembra che il problema al piede non si possa risolvere, ci deve convivere. Ci sono possibilità che sia al 100%?

Non ne ho parlato con lui perché in queste situazioni non mi piace disturbare nessuno. Dipende se avrà male o meno perché lui non gioca camminando, deve essere al massimo con tutta la forza. Come tutti i giocatori ha bisogno di muoversi bene, di fare forza sul terreno per colpire forte.

Quali sono i giocatori che potrebbero fare molto bene a Parigi e che nessuno sta considerando?

Non mi è chiarissimo. Ci sono tanti giocatori che non sai mai perché in un momento giocano bene… per esempio Norrie, nessuno parla di lui ma è molto difficile da battere. De Minaur lo stesso. Non li puoi considerare per il titolo, ma possono arrivare ai quarti anche se nessuno se lo aspetta.

Se dovessi scommettere oggi su chi sarà il numero 1 a fine anno, chi diresti?

Difficile dirlo. Djokovic ha dimostrato di essere ancora in buona posizione. Per lui arriva un periodo buono, Parigi, Wimbledon, l’estate americana, la stagione indoor. Medvedev adesso non è al meglio ma recupererà. Alcaraz finirà sicuramente tra i primi cinque. Tsitsipas, Zverev e Rafa se sta bene.

In Italia siamo un po’ tristi perché Berrettini non potrà difendere i quarti a Parigi, poi ha tanti punti in scadenza sull’erba, Sinner sembra sempre che arrivi lì, poi manca qualcosa per fare il salto definitivo tra i primissimi. Cosa gli manca?

Tempo: è giovane, un giocatore che sta lì, numero 11, 12, 10. Penso sia molto professionale, si allena molto, con un dritto molto preciso, buon rovescio, buon servizio, buona risposta. Vediamo come fa la sua transizione per essere un po’ meglio sul circuito. Aggiungerà qualcosa di diverso, la smorzata, un po’ di variazioni. Berrettini manca molto anche a me, per è un giocatore speciale. Mi piacciono tanto il suo servizio, il dritto, il carattere, lo amo davvero.

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Wimbledon, Maria: “Mi piace che si parli di me come madre. Cambiare il rovescio non è stato semplice”

La veterana tedesca raggiunge la prima semifinale Slam della carriera. Dopo i 34 anni, solo altre cinque campionesse sono riuscite nell’impresa a Wimbledon

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Tatjana Maria - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)
Tatjana Maria - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)

Non si ferma l’incredibile corsa di Tatjana Maria, che a quasi 35 anni (li compirà l’8 agosto) ottiene la prima semifinale Slam della carriera. La tedesca fa suo il derby contro la connazionale Jule Niemeier, che al secondo turno aveva eliminato la testa di serie numero due Anett Kontaveit. “È fantastico, ho cercato di mantenere la calma nello spogliatoio e capire quello che avessi fatto, ma è ancora difficile da realizzare!”. Queste sono state le primissime parole della numero 103 del mondo all’esordio in conferenza stampa, lei che è soltanto la quarta giocatrice dal 1984 a raggiungere le semifinali a Wimbledon nonostante fosse fuori dalla top100 ad inizio torneo (le altre sono Mirjana Lucic, n°134 nel 1999; Jie Zheng, n°133 nel 2008 e Serena Williams, n°181 nel 2018).

D: Ti sei attenuta alla tua solita routine questa mattina, con la solita lezione di tennis con tua figlia? E oltre a ciò, ci racconti che cosa vuol dire vivere queste emozioni insieme alla tua famiglia?

Tatjana Maria: “Sì, era tutto uguale. Questo mattina siamo arrivati ​​alle 8:30 e Charlotte (sua figlia, ndr) aveva una lezione. Continuiamo alla stessa maniera: fuori dal campo per me non cambia nulla, quindi cerco di continuare così. Anche se giocherò le semifinali (sorride)!”

 

D: Si parla molto del fatto che sei madre di due bambine e quanto tutto ciò sia incredibile. Ti piace essere descritta così o preferiresti, semplicemente, che si parlasse di te come una tennista?

Tatjana Maria: Mi piace assolutamente che si parli di me come madre. Penso che questa sia la cosa più importante della mia vita. Sono in semifinale di Wimbledon ed è incredibile, ma sono pur sempre una mamma. Dopo questo torneo vedrò i miei figli e farò le stesse cose che vedo e faccio ogni singolo giorno”.

D: Hai appena detto che è incredibile quello che hai raggiunto. Come mai?

Tatjana Maria: “Sicuramente perché questo è il miglior Grande Slam della mia carriera. In passato avevo soltanto raggiunto una volta il terzo turno qui, mentre negli altri Major non ero mai andata oltre il secondo turno: ora sono in semifinale a Wimbledon. Ho sempre creduto di avere qualcosa dentro, però essere arrivata a questo punto, specialmente dopo che un anno fa ho dato alla luce la mia secondogenita, è qualcosa di incredibile.

D: Che cos’ha detto Charlotte della tua vittoria?

Tatjana Maria: Charlotte è felice di poter stare altri due giorni qui! Ha capito che è qualcosa di davvero speciale, è molto orgogliosa di me e questo è fantastico”.

D: Posso chiederti qualcosa sul cambiamento del tuo rovescio? Dev’essere molto rischioso cambiarlo ad un punto già avanzato della tua carriera: quanto è stato difficile? Ha funzionato fin dall’inizio oppure no?

Tatjana Maria: “È stato molto complicato, perché dalla parte del rovescio giocavo soltanto lo slice. Non avevo mai giocato un rovescio a due mani, nemmeno quando la mia avversaria veniva a rete. Mio marito mi ha detto di voler provare a cambiare il mio rovescio e farmelo giocare a una mano: è stato rischioso, certo, ma mi sono totalmente fidata di lui. Ora mi sembra di non aver mai giocato un colpo diverso da questo. Ovviamente all’inizio non era facile, avevo bisogno di fiducia e di giocarlo quante più volte possibile. Con il tempo è sempre andato meglio.

D: La lista delle donne che sono riuscite ad approdare in semifinale a Wimbledon dopo i 34 anni comprende Billie Jean King, Martina Navratilova, Chrissie Evert, Venus Williams, Serena Williams e ora Tatjana Maria. Che effetto fa far parte di questo gruppo?

Tatjana Maria: È incredibile, davvero. Non riesco ancora a credere che il mio nome appartenga a questo gruppo, senza dubbio mi rende orgogliosa.

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Wimbledon, quote 6 luglio: Fritz a 3,10 contro Nadal

Kyrgios favoritissimo su Garin. Partono avanti Rybakina e Halep

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Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)
Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)

Secondo mercoledì di tennis a Church Road, con in programma la seconda parte dei quarti di finale. Match clou quello fra Rafa Nadal e un caldissimo Taylor Fritz, in striscia di otto successi consecutivi su erba, preceduto sul Centrale dalla bella sfida che vede opposte Simona Halep e Amanda Anisimova. 

Parità nei precedenti fra Rafa Nadal e Taylor Fritz, con il californiano che si è imposto in due set nella finale di Indian Wells a marzo, mentre il maiorchino si impose due anni fa ad Acapulco sempre in due set. Avversario ostico per Rafa, che dopo i primi due turni balbettanti sembra aver trovato la quadra, come dimostrato nelle comode vittorie su Lorenzo Sonego e Botic Van De Zandschulp, E’ infatti un Fritz in forma smagliante quello giunto per la prima volta ai quarti in uno Slam, senza concedere set ai propri avversari, a tratti ingiocabile nei suoi turni di battuta e sull’onda dell’entusiasmo del trofeo di Eastbourne (vinto senza mai perdere il servizio). Per Betpoint paga 3,15 un exploit di Taylor, che riporterebbe uno statunitense in semifinale a Wimbledon dopo quattro anni (l’ultimo John Isner, sconfitto in un interminabile quinto set da Kevin Anderson). Vale invece 2,81 un risultato di 3 a 0 per lo spagnolo, sempre in corsa per il Grande Slam. 

Nell’altro quarto di finale si sfidano due tennisti reduci da vittorie in cinque set: Nick Kyrgios (1,25) ha sofferto contro Brandon Nakashima, mentre Cristian Garin (3,90) ha ribaltato un match incredibile con Alex De Minaur, annullando anche due match point nel quarto set all’australiano. Primi quarti in assoluto in un Major in carriera per il cileno, che ha sfruttato benissimo il buco di tabellone lasciato da Matteo Berrettini e che ora si gioca un’eventuale semifinale con pochissimo da perdere. Tutta la pressione sarà infatti su Nick, che contro Nakashima ha comunque dimostrato insolita calma e maturità, e che ora pregusta la prima semifinale Slam (molto probabilmente, come detto, contro Rafa). Per Bwin vale 3,90 che anche questo incontro si risolva al quinto set, dove tra l’altro Kyrgios a Wimbledon ha un invidiabile record di 6 vittorie e 0 sconfitte. 

 

Ha raccolto solo tre game Amanda Anisimova nell’ultimo scontro con Simona Halep un paio di settimane fa sull’erba di Bad Homburg, addirittura solo uno al Roland Garros 2020; si era invece imposta in due set nel primo dei loro tre confronti diretti, sempre a Parigi, in quell’edizione 2019 in cui Amanda si spinse fino alla semifinale. Halep, campionessa ai Championships tre anni fa, non perde da 11 incontri a Wimbledon (considerando che due anni or sono non si è giocato, e l’anno scorso non ha partecipato), compreso l’ultimo nel quale ha demolito Paula Badosa. Anisimova si è confermata a buoni livelli contro Harmony Tan dopo la bella vittoria, in rimonta e da sfavorita, su Coco Gauff, mettendo nel mirino la seconda semifinale Major in carriera, che per i bookies vale in media 2,90.  

Secondo quarto di finale Slam per Elena Rybakina, secondo consecutivo a Wimbledon per Alja Tomljanovic. Unico precedente a Madrid lo scorso anno, portato a casa agevolmente dalla kazaka, che finora ha vinto tutti i suoi match per 2 set a 0, servendo benissimo ed eliminando per ultima Petra Martic, e prima ancora Bianca Andreescu. Alja ha invece rimontato Alize Cornet, così come aveva fatto in precedenza con Barbora Krejicikova, dimostrando una nuova solidità mentale e una rinnovata confidenza con la superficie. Per Sisal vale 1,52 una vittoria di Rybakina, mentre è data a 2,50 un’affermazione di Tomljanovic. Un ennesimo 2 a 0 firmato Elena pagherebbe 2,10, un’altra vittoria al terzo set dell’australiana 5,50. 

      BETPOINT BWIN SISAL 
R. NADAL  T. FRITZ 1,36 – 3,15  1,35 – 3,10  1,40 – 3  
N. KYRGIOS C. GARIN 1,23 – 4,25  1,25 – 3,90  1,25 – 4  
S. HALEP A. ANISIMOVA 1,43 – 2,85  1,42 – 2,85  1,40 – 3  
E. RYBAKINA A. TOMLJANOVIC 1,52 – 2,55  1,50 – 2,55  1,52 – 2,50  

***Le quote sono aggiornate alle 20 di martedì 5 luglio e sono soggette a variazione

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John Lloyd, intervistato da Scanagatta, presenta l’autobiografia “Dear John” [ESCLUSIVA]

Intervistato in esclusiva per Ubitennis, l’ex-tennista britannico Lloyd si racconta tra aneddoti e ricordi. “Avrei dovuto vincere quel match” a proposito della finale all’Australian Open con Gerulaitis

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L’ex tennista britannico John Lloyd, presentando la sua autobiografia “Dear John”, viene intervistato in esclusiva dal direttore Ubaldo Scanagatta e racconta tanti aneddoti relativi alla sua carriera, inclusi i faccia a faccia con l’Italia in Coppa Davis. Le principali fortune di Lloyd arrivarono in Australia dove raggiunse la finale dello Slam nel 1977: “All’epoca era un grande torneo ma non come adesso” ricorda il 67enne Lloyd. “Mancavano molti tennisti perché si disputava a dicembre attorno a Natale, ma ad ogni modo sono arrivato in finale. Avrei dovuto vincerlo quel match– ammette con franchezza e una punta di rammarico –ho perso in cinque set dal mio amico Vitas (Gerulaitis). Fu una grande delusione ma se dovevo perdere da qualcuno, lui era quello giusto. Era una persona fantastica”.

Respirando aria di Wimbledon, era impossibile tralasciare l’argomento. Lo Slam di casa fu tuttavia quello che diede meno soddisfazioni a Lloyd, infatti il miglior risultato è il terzo turno raggiunto tre volte.Sentivo la pressione ma era davvero auto inflitta, da me stesso, perché giocavo bene in Davis e lì la pressione è la stessa che giocare per il tuo paese” ha spiegato l’ex marito di Chris Evert. “Ho vinto in doppio misto (con Wendy Turnbull, nel biennio ’83-’84) ed è fantastico ma sono sempre rimasto deluso dalle mie prestazioni lì. Ho ottenuto qualche bella vittoria: battei Roscoe Tunner (nel 1977) quando era testa di serie n.4 e tutti si aspettavano che avrebbe vinto il torneo. Giocammo sul campo 1. Ma era una caratteristica tipica delle mie prestazioni a Wimbledon, fare un grande exlpoit e poi perdere il giorno dopo. In quell’occasione persi contro un tennista tedesco, Karl Meiler”. In quel match di secondo turno tra i due, Lloyd si trovò due set a zero prima di perdere 2-6 3-6 6-2 6-4 9-7. Insomma cambieranno anche le tecnologie, gli stili di gioco, i nomi dei protagonisti… ma certe dinamiche nel tennis non cambieranno mai.

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