Roland Garros: Fritz e Basilashvili rischiano grosso, cadono Wawrinka e Opelka

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Roland Garros: Fritz e Basilashvili rischiano grosso, cadono Wawrinka e Opelka

Nella giornata degli esordi di Nadal e Djokovic esce subito di scena il campione del 2015. Costretto a fare le valigie anche il big server americano

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Il secondo giorno del Roland Garros porta con sé un po’ di tutto: qualche sorpresa, qualche quinto set inaspettato e altre facili affermazioni. Tra queste rientrano senz’altro la comoda vittoria di Nadal e i successi in tre set di Cameron Norrie e Daniel Evans. Più complicate le affermazioni di Taylor Fritz e Nikoloz Basilashvili (entrambe al quinto), mentre salutano subito Parigi Stanislas Wawrinka e Reilly Opelka.

Il fresco campione di Lione, testa di serie numero 10, vince il suo quinto match consecutivo, lasciando appena sette game alla wild card francese Manuel Guinard. Il numero 146 del mondo riesce a lottare soltanto nel primo set, durato ben oltre l’ora di gioco anche per via di alcuni game lottatissimi (come il quarto, da 28 punti totali). L’unico passaggio a vuoto di Norrie arriva sul 4-3 e servizio nel primo set, quando perde la battuta a zero e finisce sotto 4-5. Da quel momento, però, il britannico vince 15 degli ultimi 17 game: prima strappa il servizio a Guinard nell’undicesimo gioco, chiudendo 7-5 la prima frazione, quindi dilaga nel secondo e nel terzo. Finisce 7-5 6-2 6-0 in favore del numero 11 del mondo, che ringrazia il francese per i 51 gratuiti (a fronte di soli 14 vincenti) e approda al secondo turno, dove troverà il qualificato Jason Kubler. La spedizione britannica sorride anche grazie a Daniel Evans, che in un match sulla carta ben più complicato fa valere la sua maggior esperienza contro Francisco Cerundolo. Una partita dalle diverse sfaccettature, con momenti in cui i game filavano via lisci per entrambi e altri in cui i due giocatori facevano molta fatica al servizio. La bravura di Evans, sostanzialmente, è quella di essere stato praticamente sempre avanti nel punteggio. Dopo un primo set archiviato al tiebreak e un secondo parziale vinto già in apertura (dove si era portato avanti 3-0 e servizio), è stato il terzo quello più combattuto, caratterizzato da 75 punti totali e sette break. L’argentino ci ha provato, ma tenere solo un turno di battuta su cinque non poteva essere sufficiente. La testa di serie numero 29 ringrazia e stacca il pass per il secondo turno con il 7-6 (3) 6-4 6-4 finale, dove troverà uno tra Mikael Ymer e
James Duckworth.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

 

Ben più sudata la vittoria di Taylor Fritz, che ha bisogno di cinque lunghi set per avere la meglio del qualificato argentino Santiago Fa Rodriguez Taverna, numero 201 ATP. Un match opaco al servizio per la testa di serie numero 13, che riesce a salvare solamente due palle break su nove al suo avversario e non trova la continuità necessaria per prendere il largo. Dopo la conquista del primo e del terzo set, infatti, lo statunitense non riesce mai a mettere la testa avanti nel secondo e nel quarto, persi entrambi. Il quinto è l’unico set in cui Fritz non concede opportunità di break all’argentino, strappandogli il servizio nel terzo game e amministrando il prezioso vantaggio fino alla fine. Finisce dunque 7-6 (2) 3-6 6-3 4-6 6-4 per il campione di Indian Wells, che raggiunge Bernabe Zapata Miralles al secondo turno. Ad aver rischiato ancora di più, tuttavia, è Nikoloz Basilashvili, addirittura costretto ad annullare un match point a Maxime Cressy. Dopo due set da incubo, in cui il georgiano racimola in totale cinque game, anche nel terzo la testa di serie numero 22 va più volte vicino alla sconfitta. Sul 4-4 riesce ad annullare una pericolosa palla break, che avrebbe spedito lo statunitense a servire per il match, poi spreca due set point al tiebreak e si ritrova ad un solo punto dalla sconfitta sul 7-8. Con tre punti di fila Basilashvili si salva, rimane in partita e sale di livello al servizio, non concedendo più una singola possibilità di break né nel quarto né nel quinto set, chiusi entrambi 6-4. Grazie al 3-6 2-6 7-6 (8) 6-4 6-4, il georgiano trova Mackenzie McDonald, che ha sconfitto in quattro set il nostro Franco Agamenone, con lo sguardo proiettato ad un possibile terzo turno contro Jannik Sinner.

Dopo la batosta di Dominic Thiem, un’altra vecchia gloria del Roland Garros saluta Parigi: si tratta di Stan the Man, scivolato alla 264esima posizione del ranking, che manca la possibilità della riedizione della finale del 2017 contro Rafael Nadal. Wawrinka non inizia male, vincendo 6-2 il primo set, ma poco a poco è costretto a lasciare spazio all’estro di Corentin Moutet. La wildcard francese ha un unico passaggio a vuoto nel terzo set, quando prima non sfrutta due set point in risposta e poi, al servizio per il set sul 5-3, subisce il contro break. Raggiunto sul 5-5, il numero 139 ATP salva un’ulteriore break point nell’undicesimo gioco (che avrebbe mandato Wawrinka a servire per salire due set a uno) e domina il tiebreak. Nel quarto set non concede più nulla e si regala Nadal con il definitivo 2-6 6-3 7-6 (2) 6-3. Anche peggio, se possibile, è andata a Reilly Opelka, eliminato in tre set da Filip Krajinovic. La testa di serie numero 17 diventa così la più alta (al momento) ad abbandonare il torneo, restando di fatto in partita per un solo parziale, il primo. Un set scivolato via velocissimo, senza nemmeno una palla break né un game ai vantaggi, che ha nel tiebreak la sua più logica conclusione. Anche qui si procede punto a punto e il primo a cedere un minibreak è lo statunitense, recuperato ma poi subito riperso negli ultimi due punti. La bassa percentuale di prime in campo (63%) e l’incapacità di procurarsi un singolo break point durante tutto il match definiscono al meglio la giornata no di Opelka, che cede il passo al serbo per 7-6 (5) 6-3 6-2, autore di appena 10 non forzati in tre set. Per Krajinovic si prospetta un secondo turno comodo contro Borna Gojo, reduce dalle cinque ore di fuoco contro Alessandro Giannessi.

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Wimbledon, Nadal: “Mia sorella e mio padre mi hanno chiesto di ritirarmi, ma io odio farlo. Farò degli esami”

“Sono onesto, non ho ancora deciso niente”: si chiude così la criptica conferenza stampa di Rafa Nadal, che non ha ancora deciso se scenderà in campo per le semifinali oppure no

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Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)
Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)

Dopo la clamorosa vittoria al super-tiebreak del quinto set contro Taylor Fritz, Rafael Nadal ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa. C’era ovviamente molta curiosità nel chiedere al 22 volte campione Slam non solo come avesse fatto a vincere la partita, ma anche alcune delucidazioni sulle sue condizioni fisiche. “È stato un match molto emotivo” – ha esordito lo spagnolo. “Sono molto contento, è una vittoria importante”. Da decifrare, però, lo stato dei suoi addominali.

D: Nel secondo set tuo padre e tua sorella ti hanno fatto ampi gesti, invitandoti ad uscire dal Centre Court. Ti hanno chiesto di ritirarti?

Rafael Nadal: Sì, mi hanno chiesto di ritirarmi. Io però ci ho provato. Sarebbe stato difficile ritirarsi nel bel mezzo della partita, anche se ho avuto quell’idea per così tanto tempo. Dall’altra parte, però, sono stato costretto al ritiro un paio di volte in carriera, ma è qualcosa che odio. Così ho soltanto continuato a provare a restare nel match”.

 

D: Puoi parlare dell’infortunio? Speri di recuperare al meglio in vista del prossimo incontro? Credi sia possibile?

Rafael Nadal: “Non lo so. Domani mi sottoporrò ad alcuni test, è difficile saperlo ora. È chiaro che sono un giocatore che ha attraversato molte situazioni simili in passato, quindi sono abituato a combattere contro il dolore e a giocare con alcuni problemi. Non è niente di nuovo oggi, è un problema agli addominali. Ho avuto queste sensazioni per un paio di giorni, ma senza subbio oggi è stato il peggiore: c’è stata una crescita importante del dolore, che mi ha spesso limitato. Sono riuscito a vincere la partita, vedremo che cosa accadrà domani.

D: Il fatto di tornare a giocare sull’erba dopo tre anni di assenza ti penalizza in qualche modo? Potrebbe magari essere la causa di uno shock nel tuo corpo, comportando infortuni simili?

Rafael Nadal: “No, non direi. In ogni caso, sto giocando molto bene. Se mettiamo da parte tutti i problemi, credo comunque che il mio livello di tennis sia ottimo. Ho delle grandi sensazioni quando colpisco la palla, penso di star esprimendo un ottimo tennis. Però sono ovviamente preoccupato. Con tutti gli sforzi che ho fatto per giocare a Wimbledon, il problema agli addominali non è un qualcosa che può emergere solo sull’erba. Può emergere ovunque“.

D: Quale tipo di trattamento hai subito? Hai giocato soltanto per adrenalina e l’emozione di finire la partita?

Rafael Nadal: “Non è che i dottori possano fare molto in realtà. Mi hanno dato alcuni antiinfiammatori e analgesici. Hanno provato ad a rilassare il muscolo, ma è difficile. Non c’è molto da sistemare quando hai un problema simile. Come ho detto prima, volevo soltanto concedermi una possibilità. Non è facile abbandonare un torneo, né tantomeno farlo a Wimbledon, anche se il dolore è molto forte. Volevo finire, non importa come. Chiaramente preferivo vincere e ci sono riuscito, ma l’importante era combattere. Sono orgoglioso del mio spirito combattivo e di come sono riuscito a rimanere in partita”.

D: Quali e quante sono le possibilità che ti vedremo nuovamente in campo contro Nick Kyrgios in semifinale?

Rafael Nadal: Non lo so, davvero. Non posso dare una risposta esaustiva, perché se vi dicessi qualcosa di chiaro e domani dovessero succedere altre cose, vi mentirei (sorride). Se avessi già deciso che cosa fare, non sarei certo qui a fare uno show e dire qualcosa che il giorno dopo sarebbe il contrario. Se sono qui è perché sono onesto e non ho ancora deciso niente. Alla fine è un argomento persino più importante di Wimbledon, riguarda la salute. Vedremo come andrà”.

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Wimbledon, Kyrgios: “Con Rafa sarà il match più visto di sempre”

Nick Kyrgios parla della strada che l’ha portato alla sua prima semifinale Slam, della ritrovata voglia di giocare e di molto altro. E assicura: “ Mentalmente sto alla grande”

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Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @atptour)

Superato come da pronostico Cristian Garin, il “terraiolo” dei last eight, Nick Kyrgios può festeggiare la sua prima semifinale Slam che lo vedrà fronteggiare Rafa Nadal. Davanti ai giornalisti, esordisce ripetendo quello che ha già detto sul campo: “Non pensavo che sarei ci arrivato. Credevo che la nave fosse salpata, specialmente per come stavo due anni fa… Sono orgoglioso di me stesso e della mia squadra”.

Com’era prevedibile, la prima domanda riguarda la notizia del giorno prima, vale a dire l’ordine a comparire in tribunale tra meno di un mese, quando sarà messo di fronte alle accuse.

D. Prima di parlare di tennis, Nick, sento che vorremmo chiederti se vuoi replicare alla convocazione in tribunale, come la situazione ti ha influenzato.

 

Nick Kyrgios: “Ovviamente avevo tanti pensieri, vorrei dare la mia versione, ma i miei avvocati mi hanno informato che non posso dire nulla a questo punto. Onestamente, non mi ha influenzato. Ne ho letto, tutti mi facevano domande, è stata dura concentrarsi sulla missione a portata di mano. Erano i quarti di Wimbledon.”

D. Dopo la vittoria, sei rimasto seduto per un paio di minuti. Hai detto che avevi un milione di cose per la testa. Quali cose?

NK: “Solo come le cose possano cambiare. C’è stato un momento in cui l’avevo quasi finita con il tennis, Ho scritto quest’anno sul mio stato mentale nel 2019, con i pensieri suicidi e tutto quanto. Oggi sono qui, semifinalista a Wimbledon, un risultato speciale per chiunque, ma credo soprattutto per me. Nessuno lo avrebbe detto due anni fa. No, non ha la tenuta mentale, la forma fisica, la disciplina. Ho quasi cominciato a dubitare di me stesso con tutte queste cose che mi entravano in testa.”

D. Dato ciò che hai descritto, oltre queste due settimane a Wimbledon, come descriveresti la strada verso la tua prima semifinale Slam?

NK: “Burrascosa (ride). A inizio anno, nemmeno sapevo se volessi giocare secondo una vera programmazione. Non la seguo in realtà. Nell’ultimo anno e mezzo avevo perso l’amore, il fuoco, la scintilla. Poi alcune cose della mia vita sono cambiate. Ho riscoperto di avere tante persone che vogliono che giochi. Ho ancora qualcosa nel serbatoio, mentalmente mi sento alla grande. Otto anni di vuoto dal mio primo quarto. È stata una cavolo di cavalcata.”

D. Mate, non sappiamo il risultato dell’altro quarto, ma ci puoi parlare delle caratteristiche dell’eventuale sfida con Rafa? Hai giocato un paio di fantastici incontri qui contro di lui. Potenzialemnte dovresti giocare con i due migliori del mondo, con Medvedev assente, per vincere il titolo.

NK: “Sarebbe speciale sfidare Rafa qui. Due personalità totalmente differenti. Però sento che ci rispettiamo tantissimo l’un l’altro. Sento che sarebbe un incontro da acquolina in bocca per chiunque nel mondo. Probabilmente il più visto di tutti i tempi. Ma c’è tanto lavoro da fare tra adesso e domani. Devo essere sicuro che il mio corpo sia a posto.”

D. Hai descritto come una buona prestazione dal punto di vista mentale la vittoria contro Nakashima. Penso che tu possa dire lo stesso oggi. In confronto o al contrario di quanto accaduto con Tsitsipas?

NK: “Penso che, mentalmente, la mia prestazione contro Tsitsipas sia stata fantastica con tutto quello che è successo. Tante cose avrebbero potuto farmi perdere la concentrazione. Oggi non mi aspettavo che Garin avesse quel livello di tennis sull’erba. Sappiamo quanto vale sulle altre superfici ma, mio Dio, quella risposta di dritto mi farà venire gli incubi.”

D. ‘Dai a un uomo una maschera e diventerò il vero sé stesso’. Cosa significa per te?

NK: “Penso che oggi le persone abbiano paura di aprirsi. Per me è stata la salute mentale. Se non fossi Nick Kygios, mi sarei aperto molto prima. Sento che, se le persone potessero dirti in modo anonimo come si sentono, lo farebbero, si aprirebbero di più.”

D. Contro Nakashima hai giocato un paio di tweener, di servizi da sotto. Oggi non hai giocato un solo colpo del genere, Riflette il punto in cui sei arrivato nel torneo?

NK: “Certamente sentivo più pressione oggi. Avanzare in semi in uno Slam è un territorio inesplorato. La superficie meno preferita da Garin, tutti a pensare che avrei vinto. Il punteggio non riflette quanto è stata difficile. Oggi mi sentivo spesso sulla difensiva, non potevo permettermi certi colpi.”

D. Tua madre non riesce a guardare i tuoi incontri, aspetta un tuo messaggio. Le hai dato la notizia? Ovviamente vi parlate molto.

NK: “Le condizioni di salute di mia mamma sono un po’ difficili ultimamente. Non può viaggiare, ha un pacemaker, non viene neanche all’Australian Open, sarebbe troppo stressante. Cerco di parlarle. Si alza la mattina, ho appena visto il live score, dice, pare che tu abbia avuto un match tosto. E io, non ne hai idea. Sono felice che possa tenermi d’occhio da casa. Sarebbe fantastico se potesse venire qui, ma ha un sacco di cose da fare. Anche assicurarsi che i miei cani siano nutriti. Mio fratello ha avuto un figlio cinque giorni fa, George. Giorni pieni di avvenimenti questi per mister Kyrgios.”

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Wimbledon, il programma di giovedì 7 luglio: semifinali femminili, apre Jabeur

Si comincia alle 14.30 con Jabeur-Maria. A seguire Rybakina-Halep e finale del misto

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Ons Jabeur – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @WTA)

Eccoci arrivati al penultimo atto del torneo femminile. Esauriti mercoledì i restanti due quarti di finale, è il momento di decidere chi saranno le due finaliste dell’edizione 2022 di Wimbledon. Fra le tre ragazze impegnate giovedì che non erano mai arrivate così avanti in un torneo dello Slam, spicca la trentaquattrenne Tatjana Maria, n. 103 WTA, che fino alla settimana scorsa vantava un solo terzo turno, proprio su questi prati, come miglior risultato in un Major. Le altre due sono Elena Rybakina e la favorita, nonché da quasi tutti preferita, Ons Jabeur. E poi c’è Simona Halep, che qui ha vinto nel 2019 e, senza fare troppo rumore, sembra intenzionata a prendersi l’onore dell’apertura di martedì sul Centrale il prossimo anno, possibilità negatale prima dal Covid, poi da un infortunio e infine dagli organizzatori – campo che è tornata a calpestare solo agli ottavi e solo perché giocava con la n. 4 del seeding Badosa.

Fermi i maschietti, il Centrale è riservato alle signore e alla finale del doppio misto. Si parte alle 14.30 ora italiana con Jabeur che affronta Maria. 2-1 per la tunisina i precedenti, l’ultimo dei quali risale al 2018 e quindi ben poco indicativi, certamente meno del livello che sta attualmente esprimendo Ons, la quale, tuttavia, non dovrà sottovalutare l’amica Tatjana, uscita indenne, tra gli altri, dai match con Cirstea, Sakkari e Ostapenko. A seguire, Halep opposta alla kazaka Rybakina. 2-1 per Simona i confronti diretti, l’ultimo allo scorso US Open vinto in tre set dalla rumena.

Per quanto riguarda il doppio misto, Samantha Stosur e Matthew Ebden si giocheranno il titolo contro la coppia vincitrice dello scontro fra Mirza/Pavic e Krawczyk/Skupski.

 

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