Sinner e Giorgi, avanti agli ottavi (Crivelli, Giammò, Azzolini, Bertellino)

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Sinner e Giorgi, avanti agli ottavi (Crivelli, Giammò, Azzolini, Bertellino)

La rassegna stampa di domenica 29 maggio 2022

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Sinner, che cuore. Giorgi, che spettacolo (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

C’è il cuore. C’è il braccio. C’è l’Italia . La seconda settimana di uno Slam è da sempre la porta che separa l’ordinarietà dal paradiso, e nostro tennis l’ha attaversata piantando tre preziose bandierine tricolori. Che sia la ritrovata Martina Trevisan, oggi in campo contro la Sasnovich e non da sfavorita, oppure l’abbacinante esplosività della Giorgi o ancora l’orgoglio ferito ma impermeabile alla sconfitta di Sinner, siamo ancora nel cuore del torneo con autorevolezza e argomenti convincenti. E la giornata avrebbe potuto trasformarsi in uno scintillante fuoco d’artificio tricolore se il formidabile Sonego dei set centrali contro Ruud avesse tenuto quel ritmo, quell’aggressività e quelle percentuali al servizio anche nel quarto e quinto parziale, fermandosi Invece a un passo dall’impresa, confermandosi però guerriero per tutte le stagioni completamente percuperato dopo qualche mese in altalena tecnica. Certo, quando Jannik esce dal tunnel del Simonne -Mathieu mostrando una fasciatura bianca appena sotto il ginocchio sinistro, brividi malevoli percorrono la schiena dei tanti appassionati. «Mi sono svegliato con questo dolore, senza che lo avessi mai avvertito prima. Abbiamo comunque trovato un modo per giocare, perché a un certo punto la partita è stata in dubbio». All’inizio del secondo set, però, la situazione si complica. Jan comincia a muoversi male, manifesta una leggera zoppia, perde spesso la misura del dritto e in un quinto game da 26 punti cede per la prima volta il servizio. Ne consegue un piccolo calvario, McDonald si procura cinque set point sul 5-2 e altri cinque sul 5-3, ma deve fare i conti con lo smisurato coraggio del Rosso e con la sua innata avversione a non mollare mai su qualsiasi punto. McDonald avrà un altro set point sul 6-5, ma poi con tre regali nel tie break omaggerà Jannik del secondo parziale e in pratica della partita: «Come sí è visto – dirà il numero 12 del mondo – non mi sono mosso benissimo. Dopo la partita ho fatto un’ecografia e non è niente di grave ma non voglio scendere nei dettagli. Sicuramente ho imparato a lottare, anche se un po’ ce l’ho già dentro perché comunque non mi è mai piaciuto lasciare le cose facili agli avversari. Ho giocato bene i punti importanti, alla fine nel tennis conta questo. Ora ho due giorni per recuperare e credo andrà tutto bene. Con Rublev mi aspetto una partita dura e lunga». La sofferenza fortifica, e lo sa pure Camila Giorgi che, parole di papà Sergio, «dopo lo strappo al polpaccio destro di Roma era sotto un treno, i medici ci avevano detto che avrebbe recuperato in dieci giorni ma grazie ai miei rimedi naturali e al carbone attivo l’ho rimessa In piedi in tre». Dai dubbi se giocare a Parigi a due set spettacolari, il secondo e il terzo, contro la numero 7 del mondo Sabalenka, annichilita dagli uno-due dell’azzurra scaturiti soprattutto dalla ritrovata aggressività in risposta. È la 14′ vittoria in carriera contro una top ten: «Penso di aver giocato alla grande, il mio miglior tennis credo, soprattutto dopo quest’anno in cui ho meso insieme poche partite. Posso vincere il torneo». Un pronostico che Sergio Giorgi accoglie con un sorriso e un avvertimento: «la prossima avversaria, la Kasatkina, sarà molto più difficile da battere perché si muove bene e non ti dà mai una palla uguale a un’altra. Camita dovrà stare un po’ più indietro, non potrà sempre anticipare i colpi. Però non l’ho mai vista così brillante: già l’anno scorso aveva alzato il livello, ma si concedeva ancora troppi alti e bassi. Abbiamo lavorato molto duramente, le ho insegnato a usare di più le rotazioni, perché prima giocava troppo piatto. E così può muoversi meglio verso gli angoli. E poi la risposta: ha imparato che a volte bisogna mettere di là la palla e poi essere aggressiva con il colpo successivo. La Swiatek? È forte, ma se Camila sta bene e gioca così non ci fa paura».

Una Giorgi mai vista: «Funziona tutto» (Ronald Giammò, Corriere dello Sport)

 

Dopo Martina Trevisan, anche Camila Giorgi raggiunge gli ottavi del Roland Garros. L’azzurra ha battuto in tre set (4-6 6-1 6-0) la numero 7 del mondo Aryna Sabalenka, regalando al torneo la più grande sorpresa della giornata. Parigi è città dalle mille suggestioni, ma sulle tenniste azzurre sembra esercitarne una in più: se da un lato riesce infatti a sciogliere i nodi in cui erano intrappolati i rispettivi giochi, dall’altro – immediatamente – sa rivelarsi anche una sorta di eccitante in grado di esaltarne le qualità. In questo senso assistere al match vinto ieri da Camila Giorgi è stato come ricevere una continua scarica elettrica, la sensazione che il suo tennis tutto istinto avesse trovato d’un tratto misura, precisione e tutto quel che l’istinto spesso tende ad offuscare. impossibile restare indifferenti. Come testimoniato dal pubblico: applausi in avvio, e poi boati e cenni d’incredulità. Un match, quello della n.30 del mondo, giocato nel pieno della maturità tennistica, e in cui tutte le sue qualità son riuscite a manifestarsi al pieno delle loro potenzialità. Non un lampo, ma una tempesta perfetta. Giocatrici aggressive, nel primo set Giorgi e Sabalenka hanno fatto capire di non esser interpreti votate alla pazienza, prediligendo scambi veloci alla tattica. In vantaggio di un break, Sabalenka è stata brava a chiudere i suoi due successivi turni di battuta aggiudicandosi il parziale. Da quel momento in poi è iniziata un’altra partita. Abbandonata ogni velleità tattica, l’italiana ha giocato come immersa in una sorta di trance agonistica: impossibile capire come e quando vi sia entrata, così come è impossibile rintracciare una ratio nelle statistiche degli ultimi due set, durati mezz’ora ciascuno, e da lei chiusi con un parziale di 12 game a 1. L’aveva detto, Camila, dopo la vittoria contro Putintseva: «Oggi ha funzionato ogni fondamentale, è stata questa la chiave». Domani giocherà suoi primi ottavi al Roland Garros: «E’ magico per me giocare a Parigi, è la mia città preferita e sono molto felice – ha confidato Giorgi – Mi piacerebbe avanzare ancora e restare qui il più a lungo possibile».

Sinner resta solo (Daniele Azzolini, Tuttosport)

Mackenzie McDonald farebbe la sua figura tra i protagnnicti di Outlander, la saga televisiva tratta dai libri della scrittrice americana Diana Gabaldon. Viaggiatori del tempo, spinti verso l’impossibile dalla forza emotiva di una vita da cambiare, di un amore da ritrovare, o da salvare. Mackenzie è un ragazzo educato al silenzio, alle buone maniere. Agli studi. Una famiglia radicata a Piedmont in Florida, che non ha mai rinunciato alle tradizioni scozzesi, sebbene anche loro, come nella saga, siano stati costretti a cambiare vita, a ricostruirla senza dimenticare le Highlands dalle quali si sono mossi. Sinner l’ha conosciuto l’anno scorso, ed era un’occasione speciale per entrambi: la finale di Washington. Prevalse Semola, in tre set tirati. Conoscere chi si ha di fronte aggiunge tattica alle scelte che si fanno sul campo, dove la velocità del tennis moderno impedisce di studiare gli avversari con accuratezza. Il dritto di McDonald, per esempio, è un colpo eseguito sempre con grande accuratezza, capace di pescare angoli lontani, e di tradursi in improvvisi contropiede che saccheggiano energie fisiche e mentali a coloro che sono costretti a subirli. Sganciarsi da quei pericoli era un obbligo e finché Sinner ha potuto è riuscito a disinnescare quel colpo, e il match non ha presentato problemi di sorta. Nel secondo set, però, il dolore al ginocchio che l’italiano aveva avvertito già la mattina, ha preteso la sua parte da protagonista nella vicenda in atto. D’improvviso frenato negli slanci, e fallite tre palle break nel quarto game, Sinner si è trovato sotto 5-2 40-0 e McDonald ha avuto cinque set point per allungare il match. Situazione di grave pericolo, come si può intuire. Con quel ginocchio, ad andare per le lunghe, c’era il rischio serio di un ritiro. Jannik l’ha evitato con intelligenza, è andato sul 5-3, e qui McDonald l’ha costretto a misurarsi con altri cinque set point. L’ultimo è giunto sul 5-4. Sinner ha avuto la meglio, alla fine. Ha tenuto duro in una situazione quasi impossibile, lungo un set durato 98 minuti Net terzo, invece, il dolore si è placato, tranquillizzandolo, e il match ha ripreso il suo corso: «Non so bene di che cosa si tratti, ma dai primi esami non sembra niente di grave. Spero di non avere brutte sorprese». Agli ottavi c’è Roblev. «Lo sapete, è uno tosto. Ha grandi colpi. Ci conosciamo. Sarà un match più che duro». Resta da solo, Jannik, a rappresentare l’Italia nel tabellone maschile. […]

Camila bellissima, scopre gli ottavi (Roberto Bertellino, Tuttosport)

Non era mai andata così avanti a Parigi, Camila Giorgi. Ieri ha raggiunto gli ottavi grazie al successo, in rimonta, contro la n° 7 del seeding Aryna Sabalenka. Grande prestazione dell’azzurra, n° 28 del draw, che ha saputo cambiare marcia dopo aver perso il primo set al decimo gioco. E’ ripartita come se nulla fosse accaduto, ha ridotto gli errori e indotto con un tennis solido e fatto di accelerazioni vincenti la rivale a cercare soluzoni affrettate, spesso tramutatesi in colpi fuori misura. In due set Camila ha lasciato un solo game alla bielorussa, che è uscita dal campo piuttosto scorata. La marchigiana è stata brava anche nelle incursioni a rete, con 9 punti vinceni su 12 tentativi, ha messo a referto 23 colpi vincenti e commesso 22 errori non forzati. Al termine si è concessa all’intervista in campo parlando in francese: «E’ bellissimo essere qui e giocare così bene, nella città che più amo. Ringrazio il pubblico per il sostegno. Nel secondo e nel terzo set ho cambiato atteggiamento facendomi più aggressiva e questo ha pagato. Spero di rimanere a Parigi il più a lungo possibile». Nel prossimo turno, domani, Camila Giorgi affronterà la russa Daria Kasalkina. Ottavi raggiunti anche dalla numero 1 del mondo, Iga Swiatek, che ha colto il 31° successo consecutivo anche se ha concesso più game del previsto alla montenegrina Kovinic, tennista potente che in alcune occasioni l’ha messa in difficoltà. Brava la polacca, che nella fase calda del secondo match ha alzato il livello e chiuso al 12°gioco. Un po’ di lotta può anche esserle stata utile per non sedersi troppo sugli allori pensando alle prossime sfide parigine.

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Wimbledon, Nadal: “Mia sorella e mio padre mi hanno chiesto di ritirarmi, ma io odio farlo. Farò degli esami”

“Sono onesto, non ho ancora deciso niente”: si chiude così la criptica conferenza stampa di Rafa Nadal, che non ha ancora deciso se scenderà in campo per le semifinali oppure no

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Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)
Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)

Dopo la clamorosa vittoria al super-tiebreak del quinto set contro Taylor Fritz, Rafael Nadal ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa. C’era ovviamente molta curiosità nel chiedere al 22 volte campione Slam non solo come avesse fatto a vincere la partita, ma anche alcune delucidazioni sulle sue condizioni fisiche. “È stato un match molto emotivo” – ha esordito lo spagnolo. “Sono molto contento, è una vittoria importante”. Da decifrare, però, lo stato dei suoi addominali.

D: Nel secondo set tuo padre e tua sorella ti hanno fatto ampi gesti, invitandoti ad uscire dal Centre Court. Ti hanno chiesto di ritirarti?

Rafael Nadal: Sì, mi hanno chiesto di ritirarmi. Io però ci ho provato. Sarebbe stato difficile ritirarsi nel bel mezzo della partita, anche se ho avuto quell’idea per così tanto tempo. Dall’altra parte, però, sono stato costretto al ritiro un paio di volte in carriera, ma è qualcosa che odio. Così ho soltanto continuato a provare a restare nel match”.

 

D: Puoi parlare dell’infortunio? Speri di recuperare al meglio in vista del prossimo incontro? Credi sia possibile?

Rafael Nadal: “Non lo so. Domani mi sottoporrò ad alcuni test, è difficile saperlo ora. È chiaro che sono un giocatore che ha attraversato molte situazioni simili in passato, quindi sono abituato a combattere contro il dolore e a giocare con alcuni problemi. Non è niente di nuovo oggi, è un problema agli addominali. Ho avuto queste sensazioni per un paio di giorni, ma senza subbio oggi è stato il peggiore: c’è stata una crescita importante del dolore, che mi ha spesso limitato. Sono riuscito a vincere la partita, vedremo che cosa accadrà domani.

D: Il fatto di tornare a giocare sull’erba dopo tre anni di assenza ti penalizza in qualche modo? Potrebbe magari essere la causa di uno shock nel tuo corpo, comportando infortuni simili?

Rafael Nadal: “No, non direi. In ogni caso, sto giocando molto bene. Se mettiamo da parte tutti i problemi, credo comunque che il mio livello di tennis sia ottimo. Ho delle grandi sensazioni quando colpisco la palla, penso di star esprimendo un ottimo tennis. Però sono ovviamente preoccupato. Con tutti gli sforzi che ho fatto per giocare a Wimbledon, il problema agli addominali non è un qualcosa che può emergere solo sull’erba. Può emergere ovunque“.

D: Quale tipo di trattamento hai subito? Hai giocato soltanto per adrenalina e l’emozione di finire la partita?

Rafael Nadal: “Non è che i dottori possano fare molto in realtà. Mi hanno dato alcuni antiinfiammatori e analgesici. Hanno provato ad a rilassare il muscolo, ma è difficile. Non c’è molto da sistemare quando hai un problema simile. Come ho detto prima, volevo soltanto concedermi una possibilità. Non è facile abbandonare un torneo, né tantomeno farlo a Wimbledon, anche se il dolore è molto forte. Volevo finire, non importa come. Chiaramente preferivo vincere e ci sono riuscito, ma l’importante era combattere. Sono orgoglioso del mio spirito combattivo e di come sono riuscito a rimanere in partita”.

D: Quali e quante sono le possibilità che ti vedremo nuovamente in campo contro Nick Kyrgios in semifinale?

Rafael Nadal: Non lo so, davvero. Non posso dare una risposta esaustiva, perché se vi dicessi qualcosa di chiaro e domani dovessero succedere altre cose, vi mentirei (sorride). Se avessi già deciso che cosa fare, non sarei certo qui a fare uno show e dire qualcosa che il giorno dopo sarebbe il contrario. Se sono qui è perché sono onesto e non ho ancora deciso niente. Alla fine è un argomento persino più importante di Wimbledon, riguarda la salute. Vedremo come andrà”.

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Wimbledon, Kyrgios: “Con Rafa sarà il match più visto di sempre”

Nick Kyrgios parla della strada che l’ha portato alla sua prima semifinale Slam, della ritrovata voglia di giocare e di molto altro. E assicura: “ Mentalmente sto alla grande”

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Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @atptour)

Superato come da pronostico Cristian Garin, il “terraiolo” dei last eight, Nick Kyrgios può festeggiare la sua prima semifinale Slam che lo vedrà fronteggiare Rafa Nadal. Davanti ai giornalisti, esordisce ripetendo quello che ha già detto sul campo: “Non pensavo che sarei ci arrivato. Credevo che la nave fosse salpata, specialmente per come stavo due anni fa… Sono orgoglioso di me stesso e della mia squadra”.

Com’era prevedibile, la prima domanda riguarda la notizia del giorno prima, vale a dire l’ordine a comparire in tribunale tra meno di un mese, quando sarà messo di fronte alle accuse.

D. Prima di parlare di tennis, Nick, sento che vorremmo chiederti se vuoi replicare alla convocazione in tribunale, come la situazione ti ha influenzato.

 

Nick Kyrgios: “Ovviamente avevo tanti pensieri, vorrei dare la mia versione, ma i miei avvocati mi hanno informato che non posso dire nulla a questo punto. Onestamente, non mi ha influenzato. Ne ho letto, tutti mi facevano domande, è stata dura concentrarsi sulla missione a portata di mano. Erano i quarti di Wimbledon.”

D. Dopo la vittoria, sei rimasto seduto per un paio di minuti. Hai detto che avevi un milione di cose per la testa. Quali cose?

NK: “Solo come le cose possano cambiare. C’è stato un momento in cui l’avevo quasi finita con il tennis, Ho scritto quest’anno sul mio stato mentale nel 2019, con i pensieri suicidi e tutto quanto. Oggi sono qui, semifinalista a Wimbledon, un risultato speciale per chiunque, ma credo soprattutto per me. Nessuno lo avrebbe detto due anni fa. No, non ha la tenuta mentale, la forma fisica, la disciplina. Ho quasi cominciato a dubitare di me stesso con tutte queste cose che mi entravano in testa.”

D. Dato ciò che hai descritto, oltre queste due settimane a Wimbledon, come descriveresti la strada verso la tua prima semifinale Slam?

NK: “Burrascosa (ride). A inizio anno, nemmeno sapevo se volessi giocare secondo una vera programmazione. Non la seguo in realtà. Nell’ultimo anno e mezzo avevo perso l’amore, il fuoco, la scintilla. Poi alcune cose della mia vita sono cambiate. Ho riscoperto di avere tante persone che vogliono che giochi. Ho ancora qualcosa nel serbatoio, mentalmente mi sento alla grande. Otto anni di vuoto dal mio primo quarto. È stata una cavolo di cavalcata.”

D. Mate, non sappiamo il risultato dell’altro quarto, ma ci puoi parlare delle caratteristiche dell’eventuale sfida con Rafa? Hai giocato un paio di fantastici incontri qui contro di lui. Potenzialemnte dovresti giocare con i due migliori del mondo, con Medvedev assente, per vincere il titolo.

NK: “Sarebbe speciale sfidare Rafa qui. Due personalità totalmente differenti. Però sento che ci rispettiamo tantissimo l’un l’altro. Sento che sarebbe un incontro da acquolina in bocca per chiunque nel mondo. Probabilmente il più visto di tutti i tempi. Ma c’è tanto lavoro da fare tra adesso e domani. Devo essere sicuro che il mio corpo sia a posto.”

D. Hai descritto come una buona prestazione dal punto di vista mentale la vittoria contro Nakashima. Penso che tu possa dire lo stesso oggi. In confronto o al contrario di quanto accaduto con Tsitsipas?

NK: “Penso che, mentalmente, la mia prestazione contro Tsitsipas sia stata fantastica con tutto quello che è successo. Tante cose avrebbero potuto farmi perdere la concentrazione. Oggi non mi aspettavo che Garin avesse quel livello di tennis sull’erba. Sappiamo quanto vale sulle altre superfici ma, mio Dio, quella risposta di dritto mi farà venire gli incubi.”

D. ‘Dai a un uomo una maschera e diventerò il vero sé stesso’. Cosa significa per te?

NK: “Penso che oggi le persone abbiano paura di aprirsi. Per me è stata la salute mentale. Se non fossi Nick Kygios, mi sarei aperto molto prima. Sento che, se le persone potessero dirti in modo anonimo come si sentono, lo farebbero, si aprirebbero di più.”

D. Contro Nakashima hai giocato un paio di tweener, di servizi da sotto. Oggi non hai giocato un solo colpo del genere, Riflette il punto in cui sei arrivato nel torneo?

NK: “Certamente sentivo più pressione oggi. Avanzare in semi in uno Slam è un territorio inesplorato. La superficie meno preferita da Garin, tutti a pensare che avrei vinto. Il punteggio non riflette quanto è stata difficile. Oggi mi sentivo spesso sulla difensiva, non potevo permettermi certi colpi.”

D. Tua madre non riesce a guardare i tuoi incontri, aspetta un tuo messaggio. Le hai dato la notizia? Ovviamente vi parlate molto.

NK: “Le condizioni di salute di mia mamma sono un po’ difficili ultimamente. Non può viaggiare, ha un pacemaker, non viene neanche all’Australian Open, sarebbe troppo stressante. Cerco di parlarle. Si alza la mattina, ho appena visto il live score, dice, pare che tu abbia avuto un match tosto. E io, non ne hai idea. Sono felice che possa tenermi d’occhio da casa. Sarebbe fantastico se potesse venire qui, ma ha un sacco di cose da fare. Anche assicurarsi che i miei cani siano nutriti. Mio fratello ha avuto un figlio cinque giorni fa, George. Giorni pieni di avvenimenti questi per mister Kyrgios.”

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Wimbledon, il programma di giovedì 7 luglio: semifinali femminili, apre Jabeur

Si comincia alle 14.30 con Jabeur-Maria. A seguire Rybakina-Halep e finale del misto

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Ons Jabeur – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @WTA)

Eccoci arrivati al penultimo atto del torneo femminile. Esauriti mercoledì i restanti due quarti di finale, è il momento di decidere chi saranno le due finaliste dell’edizione 2022 di Wimbledon. Fra le tre ragazze impegnate giovedì che non erano mai arrivate così avanti in un torneo dello Slam, spicca la trentaquattrenne Tatjana Maria, n. 103 WTA, che fino alla settimana scorsa vantava un solo terzo turno, proprio su questi prati, come miglior risultato in un Major. Le altre due sono Elena Rybakina e la favorita, nonché da quasi tutti preferita, Ons Jabeur. E poi c’è Simona Halep, che qui ha vinto nel 2019 e, senza fare troppo rumore, sembra intenzionata a prendersi l’onore dell’apertura di martedì sul Centrale il prossimo anno, possibilità negatale prima dal Covid, poi da un infortunio e infine dagli organizzatori – campo che è tornata a calpestare solo agli ottavi e solo perché giocava con la n. 4 del seeding Badosa.

Fermi i maschietti, il Centrale è riservato alle signore e alla finale del doppio misto. Si parte alle 14.30 ora italiana con Jabeur che affronta Maria. 2-1 per la tunisina i precedenti, l’ultimo dei quali risale al 2018 e quindi ben poco indicativi, certamente meno del livello che sta attualmente esprimendo Ons, la quale, tuttavia, non dovrà sottovalutare l’amica Tatjana, uscita indenne, tra gli altri, dai match con Cirstea, Sakkari e Ostapenko. A seguire, Halep opposta alla kazaka Rybakina. 2-1 per Simona i confronti diretti, l’ultimo allo scorso US Open vinto in tre set dalla rumena.

Per quanto riguarda il doppio misto, Samantha Stosur e Matthew Ebden si giocheranno il titolo contro la coppia vincitrice dello scontro fra Mirza/Pavic e Krawczyk/Skupski.

 

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