Roland Garros: si gira la caviglia di Zverev, Nadal avanza alla finale [VIDEO]

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Roland Garros: si gira la caviglia di Zverev, Nadal avanza alla finale [VIDEO]

Durante un match tesissimo, Alexander Zverev appoggia male la caviglia destra su una rincorsa ed esce in sedia a rotelle. Quattordicesima finale al Roland Garros per Rafael Nadal

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 

[5] R. Nadal b. [3] A. Zverev 7-6(8) 6-6 rit.

 

È molto difficile parlare di questa partita da un punto di vista tecnico senza considerare quello che è successo alla fine. L’infortunio alla caviglia che ha tolto di mezzo Alexander Zverev poco prima del tie-break del secondo set, di cui al momento non si conosce ancora la gravità, ha lasciato tutti gli spettatori, a Parigi e in giro per il mondo, con l’amaro in bocca. I quasi sette minuti che ha impiegato Eurosport per mostrare il replay dell’incidente hanno fatto temere che fosse successo qualcosa di terribile, che poi alla fine non si è verificato.

Prima dell’incidente si era assistito a un’altra partita che Zverev avrebbe dovuto condurre per due set a zero, considerando i quattro set point consecutivi nel primo set e la situazione di 5-3 30-15 nel secondo, ma che rischiava fortemente di vederlo sotto per due set a zero, senza sapere tanto il perché. Il motivo però era il solito: Rafael Nadal è probabilmente il miglior agonista che abbia mai preso una racchetta in mano, con una capacità di giocare bene i punti importanti che non si è riscontrata in nessun altro tennista (e forse non solo tennista) di ogni epoca.

L’approccio al match di Zverev era stato coraggioso, aveva continuato con la sua strategia nonostante il devastante naufragio nel tie-break del primo set e nonostante qualche balbettamento di troppo da parte del sempre traballante servizio. Ma il match era ancora apertissimo, e la Sfortuna ci ha impedito di vederne la fine.

Tre ore e quattro minuti di partita per arrivare 6-6 al secondo set: la qualità non è stata eccelsa, ma crediamo che tutti coloro che stavano seguendo la partita si stessero divertendo.

Alexander Zverev (sinistra) e Rafael Nadal (destra) – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

IL MATCH – Già dal palleggio di riscaldamento si era visto che c’era qualcosa di diverso in questa partita: i primi scambi dopo le foto di rito erano partiti a un ritmo decisamente superiore a quello solito per questa fase di gioco, con i due protagonisti a cercare il vincente dopo qualche colpo. Probabile che nessuno dei due avesse avuto la possibilità di adattarsi a sufficienza alle condizioni indoor, dato che in questo torneo il tetto non è mai stato usato prima delle semifinali, e quindi volevano avere una sensazione più precisa di quanto potesse camminare la palla attraverso l’aria più “sottile” del campo con il tetto chiuso.

Tuttavia quello che dava seguito con maggiore continuità alle “prove tecniche di trasmissione” tentate in riscaldamento era certamente Zverev: ottenuto il break in apertura di match anche grazie a due gratuiti di Nadal sul 30-30, il tedesco appariva risoluto più che mai a prendere il destino nelle proprie mani, anche a costo di commettere parecchi errori anche molto evidenti. Uno di questi, nell’ottavo gioco, lo ha visto sbagliare un diritto a campo aperto dal centro del campo con la racchetta che gli è sfuggita di mano finendo quasi sulla riga di fondo, una scena davvero molto insolita.

E proprio in quel gioco Zverev è stato costretto a concedere il controbreak dai suoi errori gratuiti: cinque, compreso un doppio fallo con la seconda servita a 209 chilometri orari.

Dopo un set quasi dominato sul piano del gioco, sul 4-5 Zverev si è trovato ad affrontare tre set point, tutti annullati con colpi vincenti, così come nel game seguente le sue due palle break sono state cancellate da due curve mancine di Nadal che avrebbero fatto invidia a McEnroe.

Il tie-break del primo set è di quelli che si ricorderanno per un pezzo: Zverev spinge e piega la resistenza di Nadal sotto i suoi colpi, arriva sul 6-2 e poi non riesce a fare l’ultimo passo. Quando serve sul 6-3 prima mette lunga una volée di rovescio a campo quasi spalancato, poi si fa indovinare la direzione dell’affondo incrociato di rovescio su cui Nadal confeziona un passante di diritto in corsa da cineteca.

Dopo i quattro set point consecutivi di Zverev ce ne sono due di Nadal (sul 7-6 e 8-7), annullati bene dal tedesco, ma sul 9-8 la risposta di Nadal che cade a meno di un metro dalla rete non viene chiusa da Zverev che invece viene infilato da un passante di rovescio in lungolinea che manda in delirio tutto il Philippe Chatrier.

Dopo quei 91 minuti di primo set che avrebbero steso un rinoceronte, Nadal ha raccolto la sua sacca ed è andato a cambiarsi, lasciando il suo avversario a riflettere sulle occasioni mancate, e il giudice di sedia Liechtenstein a ignorare le regole sul cronometro come ha fatto dall’inizio del match. Ciò che è seguito alla pausa è stato un inizio di secondo set totalmente favorevole a Nadal su un ancora tramortito Zverev, il quale però ha avuto il merito, sull’1-0 40-15 dell’avversario di rimanere a rigiocare il punto che metà del pubblico aveva già chiamato ace e raccogliere tre gratuiti di Nadal costruendosi il controbreak per l’1-1. Il concetto di break, in realtà, in questo set avrebbe perso molto del suo significato, perché nessuno dei due protagonisti è riuscito a prendere il comando dei propri turni di battuta, perdendoli a ripetizione. Nadal, esaurito velocemente l’overdrive di fine primo set, ha iniziato a commettere diversi errori nel palleggio da fondo dopo aver inserito con grande successo nei propri schemi le palle corte con dritto e rovescio per stanare Zverev dalla trincea di fondocampo. Il tedesco, dal canto suo, iniziava a insistere maggiormente sul rovescio lungolinea con alterne fortune, ma soprattutto si incartava con un errore di diritto e un doppio fallo quando era sul 4-2 e apparentemente in controllo del set.

Curiosamente, però, questo set proveniente da una dimensione parallela (o qualche maligno potrebbe dire dal tabellone femminile) proseguiva con Nadal che perdeva un altro servizio da 30-15 sbagliando uno smash che non mancava dai giorni della SAT, Zverev che non chiudeva il set servendo tre doppi falli sul 5-3, e Nadal che infine teneva il primo servizio del set (al quinto tentativo) rimontando da 0-30 anche grazie a uno smash buttato alle ortiche da Zverev.

Un’apparentemente casuale breccia interdimensionale consentiva di portare questo set a una parvenza di normalità con due turni di battuta tenuti a 30, giusto pochi decimi prima che la Sfortuna si abbattesse su questo match.

Nella rincorsa per un passante di diritto sul 40-30 (passante che poi è finito fuori), Sascha Zverev ha appoggiato male la caviglia destra, rotolando al suolo in un grido di dolore. Fatto uscire dal campo in lacrime sulla sedia a rotelle, è ritornato circa 9 minuti dopo in stampelle, solo per dare la mano a Nadal e mettere ufficialmente fine al match.

Sarà dunque Nadal a giocare la sua quattordicesima finale al Roland Garros domenica prossima, candidandosi alla vittoria del suo secondo torneo dello Slam stagionale, anche se probabilmente nella più triste delle maniere possibili.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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WTA Ostrava: Parks, tempesta di vincenti su Sakkari. Si ritirano Bencic e Kontaveit

Si allinea ai quarti di finale il tabellone dell’AGEL Open 2022 con le vittorie di Parks, Alexandrova e McNally. Avanti anche Krejcikova senza giocare e Martincova a cui basta un set

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Alycia Parks – WTA Ostrava 2022 (foto via Twitter @WTAOstravaOpen)

Una vittoria che era nell’aria dopo quella al primo turno contro Pliskova. Perché, se ottieni il primo scalpo top 20, avere una top 10 al round successivo sembra quasi fatto apposta. Ma anche la parte in cui sei nei giorni in cui tiri fortissimo primo e secondo servizio, dritto e rovescio, e te ne stanno dentro (molti) più che a sufficienza conta qualcosa. È così, allora, che Alycia Parks, God’s Warrior e professional tennis player secondo il suo profilo Instagram, batte la n. 7 del mondo Maria Sakkari 5-7 7-5 7-5 in due ore e tre quarti, un match chiuso sfoderando un drittone che è il vincente numero 59. Sì, cinquantanove, che fa anche più impressione rapportato al 26 degli unforced.

“Mi sono allenata molto duramente quest’anno ed è stato davvero un anno difficile per me” ha spiegato dopo la vittoria che la porta al suo primo quarto di finale nel Tour. “Alla fine ce l’ho fatta, ma so che anche stavolta è stato Dio”. E, in effetti, dopo ogni punto volge l’inequivocabile sguardo verso l’alto. Però, se è stato Lui a tenerle dentro anche solo l’ultimo dritto, qualcuno potrebbe considerarlo un vantaggio non molto sportivo nei confronti dell’avversaria: strano che il regolamento WTA non dica nulla al riguardo.

 

In ogni caso, senza nulla togliere alla fantastica prestazione di Alycia o al suo angolo che un osservatore casuale vedrebbe erroneamente vuoto, Sakkari non ha sorpreso né nel finale di secondo set con due evidenti errori di rovescio in palleggio, né sulla stessa situazione di punteggio del terzo, con gli ultimi tre punti (da quello per andare al tie-break) giocati senza prima, mentre la statunitense in risposta faceva un passo dentro il campo, salvo tornare indietro sulla linea mentre l’altra si lanciava la seconda palla. Sul primo punto, brava Parks a prendere in mano il gioco con il bimane in parallelo, anche di più nell’ultimo punto di cui abbiamo detto e, in mezzo, nonostante la risposta buona ma non irresistibile, un dritto greco scomposto, altro segnale che fa supporre una tensione che uccide la tecnica. D’altronde, Sakkari è top 10 e la classifica non mente, ma è anche vero che in carriera finora ha vinto solamente un “250” e non in questo decennio. Tornando ad Alycia, per un posto in semifinale dovrà vedersela con Barbora Krejcikova che ha approfittato del forfait di Belinda Bencic per un infortunio al piede sinistro.

Primi quarti, ma a livello WTA 500, anche per la qualificata Caty McNally che supera Karolina Muchova 6-1 3-6 6-1. La ventenne di Cincinnati è ora attesa da Iga Swiatek ed è ancora in gara anche nel doppio dove, insieme proprio a Parks, deve disputare la semifinale.

Si ritira all’inizio dopo un gioco del secondo set, Anett Kontaveit, lasciando via libera alla ceca Tereza Martincova, n. 78, che aveva vinto il primo parziale 7-6(3). Un parziale che aveva offerto parecchi scambi tirati e certamente piacevoli, con il tie-break in cui è stata determinante la difesa-offesa in uscita dal servizio di Martincova che le è valsa il 5-3 e in pratica il set, visto che Anett ha poi affossato un dritto e messo fuori bersaglio due battute. MTO per lei, forse un problema alla parte bassa della schiena e, tempo di perdere il servizio alla ripresa, ha detto che così poteva bastare ed è andata a stringere la mano all’avversaria.

Con una saldo vincenti gratuiti di 45-35, Ekaterina Alexandrova batte Daria Kasatkina 6-1 7-6(1), portando così in parità il bilancio dei quattro confronti diretti. Un primo parziale pressoché perfetto di Alexandrova, dotata di una palla più pesante, mentre Daria la lavora di più, cercando di forzare qualche errore e contando di ottenerne di gratuiti. L’altra però è attenta, non tira a tutta e a caso e allora non c’è storia. Ekaterina sbaglia invece qualcosa alla ripresa andando sotto 0-2, ma riporta il punteggio in parità nella fase centrale del set. Finale al tie-break, dove a fare la differenza sono gli errori di Kasatkina, costretta a prendersi dei rischi di fronte alla solidità di Alexandrova che ai quarti se la vedrà con Martincova.

IL TABELLONE DEL WTA 500 DI OSTRAVA

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WTA Monastir: Jabeur passeggia su Rodina. Ai quarti anche Kudermetova

Ancora senza problemi le prime due del seeding. Cadono invece Martic e Potatova per mano di Uchijima e Zidansek

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Foto di Mathias Schulz/WTA

È una giornata ricca di sorprese al Jasmin Open in scena a Monastir. In attesa del match di Ons Jabeur, numero uno del seeding che chiuderà il programma odierno, solo una delle tre teste di serie impegnate è riuscita ad approdare ai quarti di finale. Si tratta della numero 2 Veronika Kudermetova, abile che ha gestito in due set la polacca Magdalena Frech. Cadono agli ottavi, invece, Anastasia Potapova (n°6) e Petra Martic (n°4), rispettivamente sconfitte da Tamara Zidansek e Moyuka Uchijima.

Il primo match di giornata è iniziato con cinque break consecutivi, striscia interrotta quando Zidansek è riuscita per prima a tenere il servizio, portandosi sul 4-2. Un altro break in chiusura di set regala alla slovacca il sorprendente 6-3 nel primo parziale. Il secondo parte sulla falsariga del primo, con quattro break di fila: anche in questo caso la prima a tenere la battuta è la numero 101 WTA, ma sul 3-3 è proprio lei a subire ancora un break. Potapova – dopo aver annullato comunque una chance di contro-break – per la prima volta nel riesce a confermare lo strappo, allungando sul 5-3 e trovando poi un altro buon game in risposta, che vale il 6-3 che equilibra i conti.

Il set appena conquistato dovrebbe essere un vantaggio per la russa, che invece rischia addirittura di subire un bagel nel parziale decisivo. Zidansek, infatti, parte a razzo e va a servire per il match sul 5-0, cede uno dei tre break di vantaggio ma non ha comunque problemi a finalizzare la sua gran partita – vinta 6-3 3-6 6-2 – che le permette di raggiungere Alizé Cornet ai quarti di finale.

 

Approda ai quarti anche Moyuka Uchijima, uscita trionfante dalla battaglia contro Petra Martic. Alla giapponese sono servite due ore per imporsi in altrettanti set. Nel primo parziale le palle break sono una rarità: la giapponese deve sventarne una nel terzo gioco, mentre la croata deve difendersi due volte, nel secondo e nell’ottavo game. Quando tutto sembra avviato verso il tie-break, tuttavia, la numero 124 del mondo accelera e si porta sullo 0-40, strappando 7-5 la prima frazione.

L’incontro rimane estremamente combattuto anche nel secondo set, seppur con qualche break in più. Dopo uno scambio di favori tra secondo e terzo gioco, Uchijima vola sul 5-2, ma la numero 4 del seeding non molla. Martic recupera infatti il break di svantaggio e, annullando anche un match point nel nono game, questa volta riesce a trascinare la frazione al tie-break. La prima ad allungare è ancora la giapponese, che dal 4-1 non si volta più indietro e, al quarto match point complessivo, si impone 7-5 7-6 (5). Ai quarti per lei ci sarà Elise Mertens.

Unica supersite del pomeriggio tra le teste di serie è Veronika Kudermetova, che continua nel suo buon momento di forma domando in due set combattuti Magdalena Frech. Decisivi in negativo, per la polacca, i due turni di battuta (persi) in chiusura di entrambi i set. La numero 2 del tabellone è straripante (ma senza far rumore) nel primo parziale di fronte a un’avversaria che commette un solo gratuito. Poi Frech chiede l’intervento della fisio che le applica un cerottone sul polpaccio sinistro, mentre Veronika prova qualche battuta e alcuni colpi a rimbalzo facendosi lanciare la palla dai ragazzi addetti a raccoglierle. Sarà il cerotto, sarà che i ball boys non sono stati bravi o, più probabilmente, nessuna delle due, ma Kudermetova cede il servizio in apertura. In un modo o nell’altro, il punteggio rimane in equilibrio anche se il gioco di Veronika non funziona più così bene. Lo ritrova nel finale, partendo con un bel rovescio a uscire dal centro, c’è pure il nastro dalla sua e approda ai quarti di finale senza sprecare troppe energie. Qui troverà la francese Diane Parry, che ieri ha approfittato del ritiro di Lucrezia Stefanini in avvio di secondo set.

Inizia ancora al calare delle tenebre, Ons Jabeur. Tenebre che calano più che altro sulla sua avversaria, Evgeniya Rodina, sconfitta 6-1 6-3 in 55 minuti. Rodina era rientrata allo US Open con ranking protetto dopo tre anni di assenza battendo l’azzurra Trevisan. Anche in Tunisia è riuscita a passare un turno, ma contro la numero 2 del mondo non c’è stato molto da fare. Ai quarti, Jabeur affronterà in una sfida inedita la statunitense Claire Liu, n. 73.

(ha collaborato Michelangelo Sottili)

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI MONASTIR

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ATP

ATP/WTA Montreal, cambia il direttore del torneo: Eugene Lapierre cede il passo

A prendere le redini del National Bank Open sarà Valerie Tetrault. Lo storico direttore: “Farò il consigliere, voglio aiutare a promuovere il torneo”

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IGA Stadium - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

Cambio della guardia al torneo di Montreal, dove lo storico direttore del torneo Eugene Lapierre ha lasciato il suo posto da guida del National Bank Open. A sostituirlo sarà Valerie Tetrault, precedentemente direttrice della comunicazione di Tennis Canada, nonché commentatrice tv ed ex giocatrice professionista. Sotto la guida di Lapierre, il torneo ha conosciuto una enorme crescita. Lapierre, in una conferenza stampa tenutasi oggi a Montreal, ha fatto sapere di rimanere all’interno di Tennis Canada come consigliere. “Voglio focalizzare la mia attenzione sulla promozione del tennis – ha detto Lapierre -. Tennis Canada è stata molto brava a far crescere il movimento dal basso, sino a produrre i grandi giocatori attuali. Ora vogliamo sfruttare il loro aiuto per diffondere il tennis tra i giovani”. Lapierre lascia un ruolo che esercitava dal 2001 (era arrivato nel 1999 come assistente direttore). “Eugene ha dato un contributo fondamentale nel far conoscere il Quebec come fucina di talenti tennistici – ha detto Peter Kruyt di Tennis Canada -. Lo ringraziamo per la sua decisione di rimanere con noi per continuare a promuovere il torneo”. Quello di Montreal non è l’unico grande torneo ad aver salutato una storica guida quest’anno. A Montecarlo, infatti, Zeljko Franulovic ha lasciato il posto a David Massey.

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