Gianni Clerici e quel bar sospeso tra tennis e tempo

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Gianni Clerici e quel bar sospeso tra tennis e tempo

Omaggio al più grande scrittore che il tennis abbia mai avuto, e che mai avrà

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Clicca qui per i commenti di Ubaldo Scanagatta alle finali del Roland Garros 2022

Gianni Clerici è morto ed io l’ho cercato a lungo quel foglietto di carta. Non l’ho trovato. Non è sopravvissuto ad almeno tre traslochi: quelli che, scatolone dopo scatolone, mi hanno separato dalla gioventù. Lo conservavo in un foglio di plastica insieme al biglietto di un concerto degli Emerson Lake & Palmer. Era l’estate del 1996: bizzarro a dirlo, ma quel concerto si svolse al Foro Italico.

È andato perduto e ne ricordo solo alcune frasi, le più ispirate. Lo avrò letto decine di volte, ma non l’ho mai studiato né mai mandato a memoria. Quando hai vent’anni, i tuoi vent’anni sembra che non ti possano mai sfuggire: figurati se ne prendi un pezzo e lo metti sotto cellophane perché duri ancor di più.

 

Quel foglietto era un ritaglio di giornale, de La Repubblica. Un articolo delle pagine sportive, un fianco destro di una pagina attorno al numero 30. Il pezzo dell’inviato al Roland Garros che raccontava di un incontro tra Stefan Edberg e Michael Chang, svoltosi il 1 giugno del 1996, sette anni dopo un’incredibile finale e pochi mesi prima del ritiro del leggendario svedese. Il mio svedese, quello che ha avuto le chiavi della mia felicità da adolescente prima di passarle a una lei che non le avrebbe mai usate.

Ma quel foglietto, oltre a riportare il risultato della sorprendente vittoria di Edberg, portava anche la firma di Gianni Clerici, ed io non lo conservavo per il tennista, dei due quello ancora in attività. In fin dei conti cos’era quel match? Un terzo turno di un torneo in cui il mio beniamino avrebbe perso due giorni dopo. Perché conservare le gioie andate così presto a male?

Perché leggendo e rileggendo quelle parole non contemplavo più il capolavoro tennistico e contemplavo uno, dei tanti, capolavori del celebre dott. Divago. Quello che ho amato di più, più persino dei suoi libri. Quando avevo tra le mani quel ritaglio, smettevo di contemplare una partita che era già passata e mi fermavo a contemplare la descrizione di un amore. Anzi di due amori: uno per il tennis ed uno per il tempo, che lento o celere, ci porta fino in fondo.

Lo conservavo per Clerici, il quale oltre a passare anche lui quel terzo turno, avrebbe superato ogni tipo di finale, fino ad issarsi in una Hall of Fame cui dedicò l’unico momento di imbarazzo e timidezza che ho mai potuto scorgere sul suo viso. Conservavo quell’articolo perché capivo che anche parlando di caucciù, di mattone, grafite e sudore, si può e si deve parlare di storie. Le storie le fanno gli uomini, e le raccontano gli uomini. Senza eroi non ci sono storie, e senza bardi non ci sono eroi.

Ora che Clerici non c’è più, e che probabilmente riposa insieme a quel ritaglio di giornale, mi sembra di aver smarrito la sua unica eredità.

Siamo però nei tempi di internet. Con due click e pochi passi di tastiera, in cinque minuti quell’articolo è sotto i miei occhi. Vorrei tanto che fosse anche sotto gli occhi di chi mi legge.

Vederlo online, tratto da un archivio, non ha nulla del grigio di giornale che va ingiallendosi. Manca la foto di Edberg che sollevava un mezzo pugno in trionfo. Ma il 2 giugno del 1996, tra l’Italia che preparava gli europei di calcio e la mucca pazza che apriva la strada al coronavirus, Gianni Clerici scriveva queste parole.

 “Nella sua lunga e sentimentale tournée che precede un annunciatissimo ritiro, Stefan Edberg è riuscito nell’impresa di battere Michelino Chang”.

Stefan, lo ha chiamato Stefan. Non Stefanello, come lo aveva chiamato per gli ultimi dieci anni. Chang, lui era Michelino. Edberg, no. Anni passati a vezzeggiare il suo prediletto dell’epoca, ed ora, d’improvviso, Edberg era cresciuto, si era riappropriato del suo nome. Chang no, Stefan sì, e da sempre mi chiedo il perché.

Clerici, ricordando la storica finale del 1989:

“Aveva battuto, in cinque set omerici, quell’ altro acrobata di Boris Becker, e si trovava di fronte il più inatteso degli avversari. Un cinesino di passaporto americano appena diciassettenne, un omino alto meno di un metro e settanta, assistito in tribuna dalla mamma e, a credergli, da Geova su nell’ alto delle nubi. Questo Pollicino si era liberato di un gigante come Ivan Lendl mandandolo in furore, irridendolo con servizi dal basso e altre birichinate tipiche dell’età”.

Clerici non era Gianni Brera, al quale molti lo associavano e che alcuni giudicarono suo erede. Il linguaggio di Clerici era leggero, favolistico, non pagava alcun pegno a Gadda, né voleva stupire. Non sentivi il sapore della grappa o del whisky di malto nella sua voce. Il racconto di Clerici si adagiava sul vento e sulle nuvole che minacciavano pioggia e sospensione del gioco, non su di un panno verde circondato da nuvole di Gauloises. Clerici, poi, non era popolare, non raccontava il tennis con la pretesa di essere compreso da tutti. Non era didascalico ed alle volte gli bastava l’impressione. Raccontava il gioco, anche quando raccontava altro. Divagava e da questo ne trasse un soprannome, eppure tutto faceva parte del gioco: pur potendo apparire che la partita del giorno prima non l’avesse neppure veduta, tutte quelle barchette di pensieri in qualche modo tornavano al match, al gioco.

Clerici, parlandoti e scrivendo come lui faceva, in un’epoca in cui i social non esistevano, ti faceva credere che quel bar che da tempo cercavi, quello che iniziavi a pensare non esistesse, ti avrebbe accolto, e fatto parlare delle cose che volevi sentire ed ora quel bar è sospeso in mezzo al cielo. Gianni Clerici ti riusciva a far entrare in un circo fatto di memorie, di personaggi bizzarri e surreali. Tutto era rifratto in uno specchio magico da attraversare, e quando giungevi alla tana del Bianconiglio, finalmente ti potevi epurare di tutta quella assurda modernità. Proiettato in un girotondo dal quale non volevi uscire, tenevi per mano la sue storie: Jaroslav Drobny, il Barone Von Cramm, Tilden e la Lenglen, in un campo centrale coltivato a foglie di tè.

Stefan, e non Stefanello, contro Chang era sotto nel punteggio quel 1 giugno 1996.

Ma da quel momento, che pareva giusto l’inizio di una dignitosa sconfitta, Edberg sembrava trovare ispirazione. Diventavano, i suoi servizi, sempre più precisi, penetranti. Si trasformavano, le volée di rovescio, nell’antico specchio magico atto a folgorare lampi di luce iridescente. Su un buonissimo Chang si rovesciavano ondate crescenti di creatività, ancor prima che palle imprendibili”.

Io non ho mai conosciuto di persona Gianni Clerici. Non ho una foto con lui mentre sorrido come un deficiente. Se avessi una foto con lui, in quella foto io sorriderei come un deficiente. Ricordo di averlo però visto a Wimbledon nel 2010, lo Scriba. Chino su di un computer attraverso una pettegola finestra della sala stampa. Mentre alle mie spalle si giocava, mentre il campo 1 scrosciava di applausi per due chiunque, io restavo fisso ad ammirarlo, a fare il voyeur come mi aveva insegnato a fare lui. Così mi trovai a spiegare alla mia spaesata e futura moglie, che del tennis nulla sapeva, il mio incanto. Ed impiegai, per raccontarle Clerici, più tempo di quello impiegato a spiegarle chi fosse Federer, chi fosse Nadal, cosa fosse Wimbledon, che ci facessimo là e un giorno cosa avremmo fatto insieme.

Credo di averle detto che nessuno saprà mai scrivere di tennis come ha saputo fare Gianni Clerici. Perché quando Clerici scriveva di tennis, lo faceva respirandolo, attraverso branchie invisibili che filtravano i gesti, una scossa elettrica, in un brivido ininterrotto che parte dal rumore della pallina ed arriva alle dita che spingono i tasti di un computer. Scriveva con naturalezza quel che era o era stato, come si racconta la storia buffa di un amico imbranato o quella contrita di un figlio somaro.

Edberg vinse la partita contro Chang. Tutto terminò, così.

“Non solo era presto un set pari, Edberg, ma addirittura dilagava nel terzo, dopo che il povero Chang era stato assistito dal fisioterapista per un dolorino ad una costola fluttuante. Ci domandavamo, con Tommasi, entrambi increduli, fino a quando sarebbe continuata quella musica celeste. Avrebbe fatto tutto il possibile, Changhettino, per sabotare quella grande dimostrazione, avrebbe addirittura tentato di sgraffignare un par di punti. Ma non c’ era proprio modo, contro uno Edberg eguale all’Edberg di una volta, miracolosamente ventitreenne, inebriato da un misterioso elisir. Il desiderio di chi, come lo scriba, lo ama davvero, sarebbe di ricordarlo in questa sua luce di gloria, senza vederlo mai più sul campo”.

Sono senza cappello da alcune ore. Leggo una fine scritta da Gianni Clerici e rileggo quella che ho scritto io, indegnamente. Tanti parlano di tennis e nessuno lo sa fare come Clerici. Tanti si cimentano a parlare di tempo, e Gianni Clerici li batte ancora. Finalmente capisco che tutte quelle parole, quel desiderio di fine mai sopita che si prova dinanzi al sublime, non erano affatto casuali. Strappare la bellezza dalle cose vive, fotografarla un attimo, riporla in un cellophane e smarrirla dopo tanto tempo. Anche quel trattamento riservato a Stefan Edberg, non era altro che una forma di rispettoso addio, e sarebbe bello saperlo scrivere come faceva lui.

Stefan Edberg, non più Stefanello, perché quando si arriva alla fine del tempo, meritiamo tutti un omaggio, che sia un nome da adulto finalmente pronunciato piano, un bacio sulla fronte o un ti voglio bene gridato talmente forte da rompere il cuscino.

Nella luce, Gianni Clerici, senza leggerti mai più.

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ATP

ATP Cincinnati, il tabellone: difficile esordio per Berrettini con Tiafoe

Tabellone equilibrato a Cincinnati. Alcaraz dalla parte di Nadal. Sinner esordisce contro un qualificato, ci potrebbe essere di nuovo Carreno Busta

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Alexander Zverev (sinistra) e Andrey Rublev (destra) - Cincinnati 2021 (foto Twitter @cincytennis)

Sorteggiato a Mason, Ohio il tabellone principale del singolare maschile per il Western&Southern Open. Medvedev, Tsitsipas e Hurkacz nella parte alta; Nadal, Alcaraz e Ruud nella parte bassa in un tabellone tutto sommato piuttosto bilanciato.

In n. 1 del mondo Medvedev avrà al secondo turno (dopo il bye) il vincente tra Botic Van de Zandschulp e Maxime Cressy, poi dovrebbe incontrare chi esce da una zona piuttosto affollata con Dimitrov, Shapovalov, Paul e Brooksby. La testa di serie n. 2 Nadal esordirà contro il vincente tra Borna Coric e un qualificato, poi probabilmente Roberto Bautista Agut.

Matteo Berrettini ha un inizio complicato con Frances Tiafoe al primo turno e poi il vincente tra Khachanov e Korda. Sinner troverà invece un qualificato nel suo primo incontro (ricordiamo che ci sono tre italiani nelle qualificazioni: Musetti, Sonego e Fognini) e poi eventualmente Kecmanovic o la rivincita con Carreno Busta.

 

Il link al tabellone (aggiornato quotidianamente)

Il tabellone – parte alta

Il tabellone – parte bassa

OTTAVI TEORICI

[1] D. Medvedev vs [16] G. Dimitrov
[11] T. Fritz vs [6] A. Rublev
[4] S. Ttsitsipas vs [13] D. Schwartzman
[12] M. Berrettini vs [8] H. Hurkacz
[5] C. Ruud vs [9] C. Norrie
[14] M. Cilic vs [3] C. Alcaraz
[7] F. Auger-Aliassime vs [10] J. Sinner
[15] R. Bautista-Agut vs [2] R. Nadal

IL SORTEGGIO DEGLI ITALIANI

[10] J. Sinner vs Q
[12] M. Berrettini vs F. Tiafoe

INFORMAZIONI SUL TORNEO

  • tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, 16 bye)
  • 44 giocatori entrati per accettazione diretta
  • 7 qualificati
  • 4 wild card

Copertura televisiva

Il torneo di Cincinnati, come tutti quelli di categoria Masters 1000, sarà trasmesso in diretta da SKY Sport. Le immagini in diretta saranno visibili anche sottoscrivendo l’abbonamento a NOW, la piattaforma streaming di SKY utilizzabili da ogni tipologia di dispositivo (notebook, tablet, smartphone e smart TV). Il pass Sport per un mese costa 9,99 euro.

Calendario di gioco

Sabato 13 agosto: primo turno qualificazioni (dalle 16 italiane)
Domenica 14: turno finale qualificazioni

Domenica 14: primo turno sessione serale
Lunedì 15: primo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Martedì 16: primo e secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Mercoledì 17: secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Giovedì 18: ottavi di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Venerdì 19: quarti di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Sabato 20: semifinali (sessione diurna dalle 17, sessione notturna da mezzanotte)
Domenica21 : finali maschile e femminile (sessione diurna, le due finali a partire dalle 18)

Prize money dell’ATP Cincinnati 2022

  • R1: 25.110$
  • R2: 45.315$
  • R3: 84.510$
  • QF: 157.995$
  • SF: 289.655$
  • F: 529.710$
  • V: 970.020$

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WTA Cincinnati, il tabellone: primo turno esplosivo Serena Williams-Raducanu

Al Western&Southern Open di Cincinnati primo turno complicato per Camila Giorgi contro Bianca Andreescu. Martina Trevisan esordirà con una qualificata

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Ashleigh Barty con il trofeo - WTA Cincinnati 2021 (via Twitter, @CincyTennis)

L’urna del Western&Southern Open di Cincinnati ha riservato un primo turno di singolare femminile davvero di grande fascino: la 23 volte campionessa Slam Serena Williams, alla sua ultima partecipazione al torneo dell’Ohio e al suo penultimo torneo prima del ritiro dal professionismo, sarà opposta al primo turno alla campionessa uscente dello US Open Emma Raducanu.

Esordio non banale per la n. 1 Swiatek, che al secondo turno (dopo il bye al primo) se la vedrà con la vincente del match tra Sloane Stephens e Alizé Cornet. Per lei possibile incontro nei quarti con la n. 11 Coco Gauff, che appare più in forma della n. 8 Muguruza.

La n. 2 Kontaveit inizierà la sua campagna contro una qualificata per poi avere sulla sua strada eventialmente la n. 13 Fernandez e la n. 6 Sabalenka o la n. 9 Kasatkina.

 

Sorteggio non benevolo per Camila Giorgi: la maceratese troverà al primo turno la canadese Bianca Andreescu, mentre Martina Trevisan, l’altra italiana presente nel tabellone, se la dovrà vedere con una qualificata.

Il link al tabellone (aggiornato quotidianamente)

Il tabellone – parte alta

Il tabellone – parte bassa

OTTAVI TEORICI

[1]I. Swiatek vs [16] J. Ostapenko
[11] C. Gauff vs [8] G. Muguruza
[3] P. Badosa vs [15] S. Halep
[12] B. Bencic vs [5] O. Jabeur
[7] J. Pegula vs [10] E. Raducanu
[14] Ka. Pliskova vs [4] M. Sakkari
[6] A. Sabalenka vs [9] D. Kasatkina
[13] L. Fernandez vs [2] A. Kontaveit

IL SORTEGGIO DELLE ITALIANE

C. Giorgi vs B. Andreescu
M. Trevisan vs Q

INFORMAZIONI SUL TORNEO

  • tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, 8 bye)
  • 43 giocatori entrati per accettazione diretta
  • 8 qualificati
  • 5 wild card

Copertura televisiva

Il torneo di Cincinnati verrà coperto quotidianamente in chiaro dal canale SuperTennis (numero 64) a partire da lunedì 15 agosto in diretta dalle 17 italiane. Da lunedì al sabato la programmazione inizierà alle 17, mentre la domenica, giorno della finale, si inizierà alle 19:30.

Calendario di gioco

Sabato 13 agosto: primo turno qualificazioni (dalle 16 italiane)
Domenica 14: turno finale qualificazioni

Domenica 14: primo turno sessione serale
Lunedì 15: primo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Martedì 16: primo e secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Mercoledì 17: secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Giovedì 18: ottavi di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Venerdì 19: quarti di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Sabato 20: semifinali (sessione diurna dalle 17, sessione notturna da mezzanotte)
Domenica21 : finali maschile e femminile (sessione diurna, le due finali a partire dalle 18)

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ATP

US Open, il CDC allenta le misure anti-Covid. C’è speranza per Djokovic? Intanto si cancella da Cincinnati

Negli ‘States’ i non vaccinati seguiranno le stesse linee guida dei vaccinati. Si attende la decisione sui viaggi internazionali, in cui spera Novak Djokovic

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Novak Djokovic - Bercy 2021 (foto Roberto Dell'Olivo)

Continua inesorabile il countdown verso lo US Open 2022, al via il prossimo 29 agosto. Già il primo Masters 1000 della stagione estiva su cemento nordamericano si avvia verso la conclusione, quello di Montreal, e subito un altro sta per cominciare a Cincinnati. Insomma, è quasi la vigilia dell’ultimo Slam dell’anno. Quasi fosse una storia da racchiudere in un romanzo, come accaduto in Australia, Novak Djokovic sembra costretto alla rinuncia, dal momento che ad oggi, 12 agosto, gli Stati Uniti non accettano stranieri senza doppia dose di vaccino contro il Covid-19. Tuttavia le probabilità di vedere il fresco campione di Wimbledon in campo, che fino a non molte ore fa erano vicine allo 0, sono aumentate.

Infatti il CDC (Centre for Desease Control and Prevention) oltreoceano ha annunciato giovedì 11 agosto un alleggerimento delle misure anti-Covid. Niente più obbligo di quarantena se venuti in contatto con un soggetto positivo, oltre a un ridimensionamento del sistema di screening su chi non ha sintomi e modifiche ai regolamenti scolastici sui test per gli alunni. Greta Massetti del CDC ha dichiarato che in seguito ad avvenuta infezione o vaccinazione, ormai si stima che il livello di immunità della popolazione sia al 95%. I tempi sono dunque maturi per “responsabilizzare” la popolazione. Ciò che risulta più rilevante nelle indicazioni del CDC è che i non vaccinati seguiranno le stesse linee guida dei vaccinati. Ancora però non è stato comunicato nulla riguardo gli ingressi ai non vaccinati, in particolare da viaggi esteri. Tale comunicazione verrà data “nelle prossime settimane” si legge alla fine del comunicato del CDC.

Come detto però, mancano poco più di due settimane al via dello US Open. Che sia ora il momento dell’USTA per spingere verso un’accelerazione delle procedure per avere Djokovic a Flushing Meadows? Ricordiamo che per quanto concerne la Federazione statunitense Novak potrebbe giocare comunque il torneo. Certo è che, visto questo rilassamento delle misure contro il virus, la scelta di consentire l’accesso anche ai non vaccinati provenienti dall’estero è tutt’altro che improbabile. Djokovic sarebbe sicuramente pronto a volare negli States anche a ridosso del torneo, ma una tempestiva comunicazione da parte degli organismi in gioco scongiurerebbe episodi simili a quello avvenuto in Australia. Almeno dal punto di vista tennistico, dove non si rischia di avere un tabellone influenzato dal forfait di Djokovic, nel caso in cui al momento del sorteggio la questione sui viaggi internazionali sia ancora aperta. Non ci sono gli elementi per pronosticare cosa succederà.

 

Tra il sapere e il non sapere, Novak sta continuando ad allenarsi su cemento, il che dimostra che lui ci ha creduto sin dall’inizio. Ha però sempre ribadito che se non è certo di poter passare la frontiera, non viaggerà. Ecco perché ha dovuto cancellarsi dal Masters 1000 di Cincinnati (di cui si conoscono le teste di serie). Al suo posto entrerà Brandon Nakashima nella lista. Il sorteggio del tabellone principale è in programma alla mezzanotte tra venerdì e sabato, ora italiana (le 18 in Ohio).

Intanto a Cincinnati è arrivato invece Rafael Nadal, che potrebbe anche conquistare la prima posizione mondiale al termine dell’evento. Deve vincere il titolo e sperare che Medvedev non raggiunga i quarti. Rafa si è subito allenato con Marc Lopez

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