Wimbledon, Nadal: "Sono venuto qui, consapevole che sarebbe servito un grande sforzo da parte mia"

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Wimbledon, Nadal: “Sono venuto qui, consapevole che sarebbe servito un grande sforzo da parte mia”

Il maiorchino parla dei progressi a rete: “Quando perdi qualcosa in termini di prestanza fisica, è necessario aggiungere cose al tuo gioco”

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Nadal Wimbledon 2022
 
 

Dopo il successo ai danni di Botic Van De Zandschulp, nel quale ha rischiato solo nel finale del match, il due volte campione del torneo Rafael Nadal si è presentato in sala stampa per rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Tanti i temi toccati dal fenomeno di Manacor, dal percorso svolto per arrivare ai quarti di Wimbledon dopo aver dovuto attraversare varie vicissitudini di natura fisica, passando per il prossimo incontro con Taylor Fritzintervenuto anche in lui in conferenza, ha individuato nell’aggressività la chiava di volta per avere almeno una chance di battere l’ex n. 1 del mondo – che rievoca allo stesso tempo sia ricordi felici che ricchi di amarezza, (i due precedenti con il 24enne di San Diego, la finale vinta da Rafa nel 2020 ad Acapulco e quella persa dalla leggenda iberica nella stagione corrente a marzo ad Indian Wells, complice la frattura da stress alla costola, in una sfida fra incerottati) fino a sollecitare il 22 volte vincitore Slam sulla tematica dell’adattamento alle condizioni di gioco che l’erba prevede dopo tre anni di latitanza dai prati, e sui miglioramenti compiuti a rete anche per via dell’età che avanza. Infine chiusura lapidaria di Nadal, che ha stroncato sul nascere l’ennesima sequela di domande sul stato fisico, per – citando le sue parole – rispettare la competizione e gli avversari.

D: Hai vissuto un vero viaggio nelle ultime sei settimane in termini fisici e d’infortunio. Hai giocato quattro partite adesso. Come ti senti? Sembra che ti stai avvicinando sempre di più al tuo livello migliore

Rafael Nadal: “L’importante è pensare al lavoro quotidiano, giorno per giorno. E” sempre la stessa routine, anche qui a Wimbledon. Non si tratta di quanto sono vicino al mio livello migliore o meno. Non posso prevedere cosa succederà. Ma la cosa positiva è che mentre le prime due partite non sono state buone, due giorni fa credo di aver giocato ad alto livello per la prima volta nel torneo. E anche oggi per gran parte della partita, ancora una volta, mi sono espresso ad un livello molto positivo e ne sono felice. Questo mi dà la possibilità di avere un giorno in più domani, per andare in campo ad allenarmi e ad aggiustare le cose che vanno migliorate, oltre ad esercitarmi sugli aspetti sui quali devo continuare a lavorare. Il miglioramento durante il torneo si sta vedendo. Ovviamente poi sono felice di essere tornato ai quarti di finale, dopo tre anni che non giocavo qui. E’ un risultato positivo per me, quindi sono molto contento per questo”.

 

D: Cosa hai imparato su Taylor Fritz quando ha giocato contro di lui e quali sono le tue sensazioni nell’affrontarlo di nuovo, con questa tua attuale condizione fisica, in un match su erba?

Rafael Nadal: “In realtà quello che ho imparato nell’ultima occasione in cui ci siamo affrontati, non ha alcun valore perché in quella situazione giocai con una frattura da stress alla costola ed è stato dunque difficile imparare alcune cose, onestamente. Il dolore è stato terribile quasi insostenibile giocando quella partita. Non sapevo di aver avuto una frattura da stress alla costola durante l’incontro, ma sapevo che qualcosa stava andando storto, visto che il dolore era veramente tanto. In merito alla nostra prossima sfida, beh è abbastanza naturale constatare che lui stia giocando ad un livello molto alto, ma molto alto, avendo disputato finora una grande stagione con vittorie ovunque. Non a caso ha vinto un torneo la settimana precedente a Wimbledon. Ora è ai quarti di finale qui avendo già vinto un Masters 1000 quest’anno. E’ quindi già arrivato ad un punto molto avanzato del torneo. Purtroppo per sua sfortuna non potrà guadagnare punti qui ed è una cosa molto negativa per lui, perché raggiungere i quarti di finale, vuol dire ottenere tanti punti. Ma ciò nonostante è comunque già in una posizione molto alta della classifica. Sarà una partita difficile con un grande giocatore. Ma allo stesso tempo siamo ormai giunti ai quarti di finale, quindi non puoi aspettarti un avversario facile da dover affrontare”.

D: Stai giocando il primo torneo sull’erba dopo tanto tempo. Qual è stata la parte più piacevole, per te, nell’adeguarti nuovamente a queste condizioni di gioco particolari?

Rafael Nadal: “Non lo so. Sono venuto qui, consapevole che sarebbe servito un grande sforzo da parte mia. Giocare sull’erba, mi richiede molto sforzo, sia mentale che fisico per provare a giocare in questo grande torneo, dopo i problemi che ho dovuto fronteggiare negli ultimi due mesi. Ma come tutti sanno, Wimbledon è un torneo che mi piace tanto, erano tre anni che non giocavo qui. Avevo davvero grande voglia di tornare. Ecco perché significa molto per me, essere di nuovo ai quarti di finale. Penso di essere migliorato a livello generale, inizio ad avvertire che la mi a palla è più penetrante rispetto all’inizio del torneo. Penso che la sto, di nuovo, facendo viaggiare più veloce sia con il diritto, sia con il rovescio. Penso che stia funzionando bene anche lo slice. Mentre credo che mi manchi ancora un pò il gioco a rete. In generale, però sono felice del mio adattamento all’erba, non è mai facile la transizione dalla terra ai prati. Una difficoltà resa ancora più complessa, per quanto mi riguarda, soprattutto dal mio periodo d’inattività su questa superficie. Ora è il momento di continuare a fare i passi giusti in avanti, se ho intenzione di continuare ad avere delle possibilità“.

D: In questa fase della tua carriera, stai andando a rete molto di più di quanto hai fatto in passato. Quando eri più giovane, quanto ti sembrava naturale giocare al volo? Come si è sviluppata negli anni, questa parte del tuo gioco?

Rafael Nadal: “Beh, ho vinto qui nel 2008. Ho giocato la finale nel 2006 e nel 2007. Devo dire che durante quel periodo di tempo, mi sono disimpegnato veramente molto bene nel gioco al volo. Ci sono stati quindi dei miglioramenti, si può parlare di questo. Ma d’altra parte, nelle primissime fasi della mia carriera, ho giocato bene anche su questa superficie. Ovviamente sto correndo meno di prima, è ovvio, quindi devo migliorare in quell’aspetto lì se voglio continuare a vincere e mantenermi ad alti livelli. Quando perdi qualcosa in termini di prestanza fisica, è necessario aggiungere per mantenersi competitivi. E’ quello che ho fatto per tutta la mia carriera, lavorare e provarci sempre per aggiungere cose al mio gioco, per migliorare le cose di cui avevo bisogno per essere ancora competitivo, anche dopo aver perso un pò della mia capacità fisica o altri aspetti che fisiologicamente perdi durante la carriera. Ma allo stesso tempo una delle cose che mi rendono più orgoglioso è il modo in cui ho saputo adattarmi e accettare la sfide, dettate dai miei continui problemi fisici, essere in di grado di trovare sempre un modo per essere competitivo e migliorare il mio gioco”.

D: Parli di problemi fisici. Ne hai accusati alcuni anche qui a Wimbledon, perché ho visto che avevi, quella che credo fosse una fasciatura o un nastro adesivo sull’addome o sulla pancia. Come mai ce l’hai? Hai un problema lì

Rafael Nadal: Grazie per la domanda, ma ne ho parlato l’altro giorno. In compenso sono un po’ stanco di trattare il tema del mio corpo. Non è che non voglia rispondere alla tua domanda, ma è che a volte sono stanco di parlare di tutti i problemi che sto avendo. Preferirei non parlarne ora. Scusami, ma sono nel mezzo del torneo e non ho voglia di continuarlo così, parlando sempre di questo argomento perché non sarebbe rispettoso per il resto degli avversari. Sto solo facendo del mio meglio ogni singolo giorno. Per il momento in cui mi trovo, ovvero abbastanza in salute, ho la possibilità di andare avanti e lottare fino alla fine per gli obbiettivi che voglio raggiungere”.

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WTA Toronto: Giorgi alza il livello, niente da fare per Mertens

Prestazione ancora convincente di Camila, senza perdere set, e tenendo sempre in pugno la belga

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10 agosto 2021, Camila Giorgi batte a Montreal Elise Mertens, nona testa di serie del 1000 del Canada, e dà inizio alla settimana migliore della sua carriera. Esattamente un anno dopo, in seguito alla vittoria sulla n.9 del seeding Raducanu all’esordio, l’azzurra batte Mertens nuovamente, stavolta a Toronto, con il punteggio di 6-3 7-5, centrando il terzo turno nel torneo in cui ha una bella cambiale da 900 punti in scadenza. Dall’inizio la n.29 del mondo è apparsa in controllo, più vogliosa di spingere e di attaccare, soprattutto solida al servizio, non lasciando scampo alla belga, che ha giocato un buon secondo set, al suo livello quasi, ma sempre con una marcia in meno rispetto a Camila. Di cui va evidenziato l’ottimo 61% con di conversione con la seconda (più della prima, 58%), dato che per una come lei che serve sempre con percentuali di prime non altissime può, come è stato oggi, fare la differenza, essendo un servizio ben lavorato. Inoltre, tra Toronto e Montreal per la n.2 d’Italia si tratta dell’ottava vittoria di fila, evidente che farebbe bene una bella casetta piccolina in Canada.

Il match – inizio promettente di Giorgi, decisamente migliore anche al servizio rispetto a ieri, più prime e più regolarità, mentre mantiene il livello alto in risposta, con il rovescio che fa scintille. Non carbura invece Mertens, che nel secondo game regala il break con un doppio fallo. Prosegue a giocare su una nuvoletta l’azzurra, vincendo il quarto game di fila e operando il doppio break, con un ritmo insostenibile per la belga, che alla lunga non può tenere troppo la difesa. C’è un piccolo calo nel game successivo però di Camila, che restituisce un break di deconcentrazione. I due game che seguono sono sulla falsariga dei precedenti, con break e contro-break l’uno di fila all’altro, ancora dipendenti dalle lune di Giorgi sicuramente, che rischia un po’ troppo, ma dovuti anche a un certo miglioramento da parte di Mertens, più precisa al servizio e decisa da fondo, rispondendo addirittura meglio alla prima che alla seconda. Non basta però questo a recuperare anche l’altro break, e così Camila chiude al nono parziale il primo set, senza neanche strafare ma sfruttando uno dei peggiori game del set dell’avversaria, con soli errori.

Continua benissimo la partita Camila, con il break che arriva all’inizio del secondo set, ancora sfruttando il lato del rovescio, pur attaccando non tanto la rete, ma forzando bene da fondo, rischiando non eccessivamente. Peccato che compia un brutto passaggio a vuoto nel game successivo, sbagliando e perdendo il sostegno della prima, permettendo un immediato contro-break a Mertens, cinica e in ritmo in questo parziale. Dopo un set equilibrato, in cui nessuna delle due brilla particolarmente più dell’altra, nell’undicesimo game è Giorgi a mettere la freccia conquistando un importante break, figlio di un ennesimo scoppiettante game in risposta, la vera chiave del suo match. Alla fine non trema, e chiude 7-5 un set duro, in cui ha dovuto più faticare, ma tra le due è sempre apparsa la più in palla, la più convinta e determinata ad andare avanti in questa difesa del titolo. Attende al terzo turno (salvo clamorose sorprese) Jessica Pegula, n.7 del seeding e anche lei battuta nella strada verso il titolo lo scorso anno, ma in semifinale. Se Camila gioca così in risposta, e riesce ad alzare un po’ la percentuale di prime, unendo il tutto alla sua capacità di attaccare la rete ed essere propositiva, una replica non è impossibile.

 

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

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Scene di famiglia in Canada: Aliassime suona il pianoforte prima della sua festa a sorpresa, Maria si allena con le figlie

Felix Auger-Aliassime si destreggia eccome anche con la musica, Tatjana Maria ha due nuovi piccoli membri nel team

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Felix Auger-Aliassime al pianoforte - Montreal 2022

I primi giorni di agosto sono particolarmente ricchi sotto l’aspetto dei compleanni nel mondo tennistico, e dopo quello di Roger Federer (celebrato a dovere dal campione svizzero capace di far emozionare il piccolo Zizou), e di Rod Laver (che in regalo ha ricevuto due top10), è toccato anche a Felix Auger-Aliassime. Il tennista canadese ha festeggiato l’8 agosto il suo 22esimo compleanno proprio durante il torneo di casa, e gli organizzatori hanno pensato bene di preparargli una sorpresa. Inizialmente il n.9 del mondo Aliassime si era preparato per una esibizione al pianoforte – strumento dove si destreggia egregiamente – al fianco della compositrice Alexandra Stréliski. Dopo qualche pezzo, i due hanno iniziato ad intonare ‘Tanti auguri a te’… e a quel punto tutti gli amici e parenti del tennista sono usciti allo scoperto, suscitando non poca emozione nel giovane tennista. Preso dalle lacrime, Felix ha ringraziato tutti prima di procedere ai festeggiamenti.

A quanto pare il torneo National Bank Open non vuole essere avaro di situazioni emotive in questa edizione; e mentre a Montreal andava in scena la festa di Aliassime, a Toronto Tatjana Maria si allenava con il prezioso aiuto delle sue due figlie, Charlotte, nove anni, e Cecilia, uno.

 

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ATP

Laver Cup: anche Tsitsipas e Ruud nel Team Europe. Regalo di compleanno per Rod

Annunciati altri due top 10 per la formazione europea, il giorno dopo il compleanno dell’ex campione

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delray beach, florida, january, 1982 grand slam tennis champion, rod laver at laver's resort. exclusive photo by art seitz

La più grande esibizione del mondo tennistico, intitolata all’unico in grado di portare a casa il Grande Slam nell’anno solare (ben due volte) si arricchisce di altre due partecipazioni illustri: Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud. Curiosamente, ieri 9 agosto (un giorno dopo quello di Federer) Rod Laver ha compiuto 84 anni, e la partecipazione ufficiale del greco e del norvegese con il Team Europe, rispettivamente n.5 e 7 del mondo, suona quasi come un regalo di compleanno per la Laver Cup (e dunque per Rod stesso). Già la presenza dei Fab 4 da sola sarebbe bastata per un’audience smisurata, aggiungere due giovani top 10 e finalisti Slam può solo arricchire il menù e gli introiti.

Per Tsitsipas, dopo quelle del 2019 e del 2021, si tratta della terza partecipazione a questa manifestazione, sempre vinta dal Team Europe di Bjorn Borg, apparso ben contento (probabilmente a differenza di John McEnroe, capitano del Team World) di accogliere altri due campioni: “Una formazione straordinaria. Stefanos e Casper guidano la nuova generazione di giocatori. Entrambi hanno eccelso nella competizione della Laver Cup e non ho dubbi che apprezzeranno l’opportunità di stare al fianco dei Big Four. Sarà un evento straordinario a Londra“. E anche il greco, che deve ritrovare la giusta rotta dopo un periodo non esaltante, non lesina sulla sua gioia di poter far essere anche quest’anno della partita: “La Laver Cup è un evento a cui mi diverto a prendere parte poiché faccio squadra con i miei rivali e divento parte del Team Europe, giocando contro alcuni dei migliori concorrenti che il Team World ha da offrire. Sono più che orgoglioso di rappresentare il Team Europe“.

 

Ruud invece, dopo aver raggiunto le prime finali Slam e 1000, e il best ranking di 5 al mondo, giocherà per la seconda volta in carriera (esordio l’anno scorso) la Laver Cup, in quella che probabilmente passerà alla storia come la squadra più forte di tutti i tempi, potendo schierare Djokovic, Federer, Nadal e Murray insieme.Sono orgoglioso di far parte di una formazione storica del Team Europe“, dice Ruud, “è stata un’esperienza straordinaria gareggiare a Boston e non vedo l’ora di avere questi incredibili giocatori come miei compagni di squadra a Londra“.

Rod Laver ha festeggiato tante volte nella carriera e nella vita, ma questa è la prima volta che come regalo di compleanno riceve due top 10 per il torneo che porta il suo nome, e dunque, con la speranza che per la prima volta il Team Europe possa non vincere, o almeno che ci sia un po’ di pepe in più nella sfida, auguriamo anche noi di Ubitennis un buon compleanno (con un giorno di ritardo) all’ex campionissimo.

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