Come sarebbero le classifiche con i punti di Wimbledon? Kyrgios e Maria tra i più penalizzati

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Come sarebbero le classifiche con i punti di Wimbledon? Kyrgios e Maria tra i più penalizzati

Tanti i giocatori che avrebbero ottenuto il loro best ranking: Norrie e Rybakina in top 10. Anche Djokovic e Nadal possono lamentarsi

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A close up of Nick Kyrgios (AUS) during his game against Brandon Nakashima (USA) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty
 

Se la vostra curiosità toccava livelli davvero alti, così come la vostra voglia di prendere carta, penna e calcolatrice (o più semplicemente un foglio excel) e tornare alla matematica delle scuole medie, questo pezzo servirà solamente a confermare o meno la bontà dei vostri calcoli. Se invece, avevate solo un bel po’ di curiosità ma di sprecare un’ora della vostra vita non avevate – giustamente – la minima intenzione, questo pezzo vi sarà ancora più utile. Qui riportiamo infatti il what if delle classifiche ATP e WTA: ovvero come si presenterebbero oggi i ranking se le due Associazioni non avessero deciso di cancellare i punti previsti per Wimbledon, cioè se l’All England Club non avesse bandito i giocatori russi e bielorussi, cioè se Putin si fosse svegliato con più miti intenzioni lo scorso 24 febbraio.

La classifica ATP aggiornata è disponibile al seguente link, che porta alla sezione “Sotto Rete” del sito web di Intesa Sanpaolo, main sponsor della manifestazione e partner di Ubitennis.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata!

 

Clicca qui per leggere la classifica WTA aggiornata al 12 settembre 2022!

Ne vengono fuori delle classifiche sicuramente più attendibili di quelle attuali (basti pensare al fatto che Djokovic si è ritrovato alla posizione numero 7, mentre senza questo affaire sarebbe al quarto posto) ma nemmeno da prendere come oro colato: per avere dei ranking davvero “normali” mancano infatti i punti che avrebbero potuto guadagnare russi e bielorussi, che sarebbero stati indubbiamente penalizzati in caso di assegnazione ordinaria solo ai loro colleghi.

ATP – Sono tanti i giocatori che avrebbero tutto il diritto di chiedere un risarcimento all’ATP (o a Wimbledon, o anche a Putin eventualmente): tra questi c’è chiaramente Kyrgios che con 1100 punti in attivo sarebbe salito al 16esimo posto del ranking (+24 rispetto a inizio torneo e +29 rispetto alla sua posizione attuale). Ma possono avere anche più rimpianti di lui – che, tra l’altro, non sembra perdere il sonno per questo “furto” – Van Rijthoven (+28 rispetto alla sua classifica pre Wimbledon e best ranking al #76) e Kubler (+25 e miglior classifica anche per lui poco più avanti al #74).

Dei 19 giocatori che avrebbero ottenuto il loro best ranking con i punti di Wimbledon, ben 16, però, lo hanno raggiunto comunque: tra i tre più sfortunati c’è proprio Kubler, mentre gli altri due sono Norrie e Fritz. Il britannico, in virtù dell’approdo in semifinale, sarebbe tornato in top 10 salendo fino all’ottavo posto (+3 rispetto alla sua posizione attuale), mentre l’americano avrebbe raggiunto il numero 12 (+1). Altri balzi in avanti che rimarranno, almeno in parte, solo su carta straccia sono quelli di Nakashima e Goffin: entrambi +16 rispetto a inizio torneo, rispettivamente al #40 e #42. Ma se l’americano è comunque salito alla casella numero 49, il belga è sceso al 71esimo posto. Anche Nadal, infine, avrebbe guadagnato un’ulteriore posizione in caso di normale attribuzione dei punti: sarebbe infatti secondo dietro Medvedev e non terzo come in questo momento.

C’è però anche chi ha evitato ulteriori perdite e dovrà ringraziare l’ATP (o Wimbledon – per quanto riguarda Putin, invece, beh, sarebbe il caso di non ringraziarlo!): Aliassime sarebbe uscito dalla top 10 (da 9 a 11), Shapovalov sarebbe sceso di altre due posizioni (da 23 a 25) e Korda – che ha saltato i Championships per infortunio – ne avrebbe perse altre cinque (da 59 a 64). In quest’ultima categoria rientra, nonostante la sua netta presa di posizione contro l’ATP, anche Fognini che sarebbe passato da numero 64 quale è al momento al #68. Sinner, invece, avrebbe comunque raggiunto la decima posizione.

WTA – Per quanto riguarda la classifica femminile, Ons Jabeur sarebbe ancora al n.2, meritatamente. La tunisina, dopo aver vinto a Madrid e Berlino e aver fatto finale a Roma e a Wimbledon, è certamente la n.2 più degna, senza nulla togliere a Kontaveit. Elena Rybakina sarebbe addirittura n.6, mentre ora, come abbiamo detto, è fuori dalle prime 20. Anche Simona Halep sarebbe tornata in top10, posto che le compete dopo il livello mostrato a Londra. Danneggiate in classifica anche Amanda Anisimova, che si è vista negata la possibilità di entrare per la prima volta in top20, Ajla Tomljanovic (n.71), che sarebbe ancora a ridosso delle prime quaranta, Tatjana Maria (n.97) e Marie Bouzkova (n.61), che ricoprirebbero rispettivamente la posizione n.34 e n.37. Anche Jule Niemeier, ora fuori dalla top100 e precisamente al n.109, ne avrebbe guadagnato: la tedesca avrebbe occupato un posto tra le prime sessanta del ranking.

Classifica WTA virtualeVariazione rispetto Classifica WTA realeGiocatricePunti
10Iga Swiatek8466
2+3Ons Jabeur5210
3-1Anett Kontaveit4366
4-1Maria Sakkari4265
5-1Paula Badosa4245
6+17Elena Rybakina3750
7-1Aryna Sabalenka3266
80Jessica Pegula3216
9-2Danielle Collins3135
10+6Simona Halep3095
11-2Garbiñe Muguruza2895
12-2Emma Raducanu2782
13-2Cori Gauff2776
14-1Belinda Bencic2585
15-1Leylah Fernandez2580
16-4Daria Kasatkina2575
17-2Karolina Pliskova2547
180Jeļena Ostapenko2541
19-2Barbora Krejcikova2483
20+2Amanda Anisimova2260
21-2Veronika Kudermetova2035
22-1Jil Teichmann2022
23-3Victoria Azarenka2016
240Petra Kvitova1915
250Beatriz Haddad Maia1762
260Martina Trevisan1730
27+1Camila Giorgi1727
28+2Elise Mertens1725
29-2Madison Keys1724
30-1Ekaterina Alexandrova1636

(ha collaborato Claudio Gilardelli)

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Djokovic o Tsitsipas toglieranno il n. 1 ad Alcaraz: “Lo meritano più di me”

Lo spagnolo si è detto non preoccupato sulla temporanea fine del suo regno, durato venti settimane: ora tocca a Stefanos Tsitsipas o a Novak Djokovic

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Torino 16 Novembre 2022 ATP Finals Carlos Alcaraz premiato come n. 1 ATP nel ranking di fine anno Foto Giampiero Sposito

Dopo le vittorie su Karen Kachanov e Tommy Paul, Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas si apprestano a contendersi, nella nostra mattinata di domenica 29 gennaio, il titolo dell’Australian Open. Ma non solo. Chi dei due avrà la meglio, infatti, scalzerà Carlos Alcaraz dalla prima posizione mondiale.

Con la vittoria il greco, attualmente terzo a 6195 punti, passerebbe al primo posto con 6995 punti. Alle sue spalle, in ordine decrescente: Alcaraz, Djokovic, Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il primo successo slam per Tsitsipas, giunto alla sua seconda finale: nella prima, al Roland Garros 2021, aveva ceduto in cinque set da Djokovic stesso. Il greco diverrebbe anche il ventinovesimo numero uno della storia, posizione che già ha ricoperto nel circuito Junior. Nel caso in cui fosse il serbo a vincere, invece, passerebbe lui a condurre, con 7070 punti invece degli attuali 6270. A seguire Carlos Alcaraz, mentre Tsitsipas dovrebbe accontentarsi del terzo posto, seguito sempre da Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il ventiduesimo successo slam per il serbo, che raggiungerebbe così Rafa Nadal, e la trecentosettantaquattresima settimana di regno al primo posto della classifica mondiale. 

 

Terminerà dunque, qualunque sia l’esito della partita, il (temporaneamente) breve regno di Carlos Alcaraz, durato soltanto venti settimane: in ogni caso, più di Medvedev (per ora fermo a 16), Roddick (13) e Becker (12) e a pari merito con Mats Wilander

Nel corso di un evento a Murcia, nella sua città natale, lo spagnolo ha rilasciato, in proposito, queste dichiarazioni: “sto guardando cosa fanno Tsitsipas e Djokovic, ma non sono preoccupato. Se uno dei due mi toglie il numero uno sarà perché se lo merita più di me.” 

Lo spagnolo tornerà in campo per i tornei sulla terra rossa sudamericana, prima a Buenos Aires e poi a Rio, di cui detiene il titolo. 

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Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

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ATP, eletti Dimitrov e Rublev nel nuovo Consiglio dei Giocatori. Si allarga il Board

Grigor e Andrey sostituiscono Roger Federer e Rafa Nadal. Torna Chris Kermode nell’organo direttivo

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Grigor Dimitrov - Vienna Erste Bank Open 2022 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger).

È stato eletto il nuovo Player Advisory Council, l’organo dell’ATP che si fa portavoce delle istanze dei tennisti quando l’associazione dei pro prende decisioni che riguardano il Tour. Nel Council uscente spiccavano i nomi di Roger Federer e Rafael Nadal in rappresentanza dei tennisti top 50. I loro posti sono ora stati presi da Andrey Rublev e Grigor Dimitrov, ma sono tutti nuovi nomi che rappresentano i tennisti nel consiglio, al quale è stato anche rifatto il look e non solo per l’aggiunta di “Advisory” al nome. Scendono infatti da quattro a due i rappresentanti dei top 50 (oltre a Rafa e Roger, c’erano Millman e Auger-Aliassime, ma la posizione di Felix era vacante già dalla scorsa primavera) e, di conseguenza, il numero di componenti dell’organo. Inoltre, i due portavoce dei doppisti top 100 diventano uno per i top 25 e uno per i primi 75 del ranking. Ecco allora i nomi del Player Advisory Council, la cui prima riunione si è tenuta Melbourne lo scorso 12 gennaio:

  • 1-50 Singles: Andrey Rublev & Grigor Dimitrov
  • 51-100 Singles: Pedro Martinez & Bernabe Zapata Miralles
  • 1-25 Doubles: Wesley Koolhof
  • 1-75 Doubles: Harri Heliovaara
  • At-Large: Pedro Cachin & Matt Ebden
  • Coach Representative: Daniel Vallverdu
  • Alumni Representative: Nicolas Pereira

A votare i nuovi rappresentanti sono naturalmente i loro colleghi, con Rublev e Dimitrov eletti dai top 50 e via così per categorie. L’unico nome presente nel consiglio ornai decaduto è quello di Dani Vallverdu, scelto dagli allenatori ATP in loro rappresentanza.

“Mi era stato chiesto diverse volte in passato, ma all’epoca non avevo sentito che il momento e la soluzione fossero giusti per me” ha dichiarato Grigor. “Ora credo di essere in una posizione in cui ho anni alle mie spalle, esperienza in campo e con i giocatori e aspetto con impazienza di mettermi all’opera”.

 

Secondo Wesley Koolhof, numero 1 di fine 2022 in coppia con Skupski, “è importante per i giocatori avere una voce e qualcuno che li ascolti e provi a fare dei cambiamenti dove ne abbiamo bisogno. Personalmente, sento che sarebbe un bene ascoltare i giocatori e combattere per le nostre posizioni, specialmente per i doppisti, ovviamente, e rendere il tennis un posto migliore in generale”.

Una voce, evidentemente non abbastanza ascoltata secondo Novak Djokovic e Vasek Pospisil, che nell’agosto 2020 ebbero l’idea della PTPA, la Professional Tennis Player Association, dimettendosi dal Player Council (Nole era presidente), salvo poi tentare di rientrarvi. La loro candidatura fu respinta dall’ATP, in virtù di una contestata nuova regola volta a impedire a chi si pone in un conflitto potenzialmente distruttivo con la tua organizzazione di farne parte. La PTPA ha iniziato effettivamente a prendere forma nel giugno dell’anno successivo, mentre è recentissima la nomina del suo primo Comitato Esecutivo dei giocatori e la diffusione dei principi guida.

Tornando all’ATP, se il Player Council è preposto ad ascoltare e raccogliere le voci e le istanze dei giocatori, l’organo che decide è il Board, che può essere anche visto come una sorta di luogo di composizione di interessi spesso contrapposti, vale a dire quelli dei tennisti e quelli dei direttori dei tornei. Perché, se tutti beneficiano di un aumento di interesse per il tennis e, come spesso fatto notare da Andrea Gaudenzi, la vera concorrenza viene da fuori, per esempio gli altri sport o Netflix (alla quale l’ATP si è affidata per una docuserie), restano innegabili le divisioni interne.

Fra i tornei, nel senso che il Masters 1000 di Indian Wells ha problematiche diverse dall’ATP 250 di Marrakech (e, infatti, esiste anche un Tournament Advisory Council con rappresentanti per categorie di tornei e zone geografiche) e, allo stesso modo, tra i giocatori – basti pensare a un top 100 e a chi si barcamena tra ITF e Challenger o alla ripartizione dei montepremi. E, naturalmente, la classica contrapposizione tra tornei e giocatori quando si tratta di spartirsi la torta, di oscura quantificazione, dell’incasso totale.

Forse proprio nell’ottica di una maggiore rappresentanza, da quest’anno il Board si allarga da sei a otto componenti (oltre al Presidente, Gaudenzi). Diventano dunque quattro i rappresentanti dei giocatori – Pablo Andujar, Nick Basing, Mark Knowles e Eno Polo – e altrettanti quelli dei tornei: Gavin Forbes, vicepresidente senior alla IMG, Christer Hult, ex direttore e ora CEO dell’ATP di Bastad, Chris Kermode, ex presidente del Board e CEO dell’ATP, e Herwig Straka, direttore del torneo di Vienna ed ex manager di Dominic Thiem.

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