Numeri: Musetti, obiettivo Top 10? Serve migliorare lontano dalla terra rossa

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Numeri: Musetti, obiettivo Top 10? Serve migliorare lontano dalla terra rossa

Si può essere ottimisti sul futuro ad alti livelli di Lorenzo, ma le statistiche ci dicono quanto è grande il margine di miglioramento sul veloce. L’approfondimento di Ferruccio Roberti

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Lorenzo Musetti - Amburgo 2022 (foto @hamburgopen)
 
 

243 – La posizione in classifica di Lorenzo Musetti a metà settembre del 2020, quando ha iniziato a farsi conoscere al grande pubblico arrivando agli ottavi di finale agli Internazionali d’Italia. Prima di quel Masters 1000 romano il tennista azzurro – che solo nel marzo precedente era divenuto maggiorenne – aveva giocato appena una partita nel circuito maggiore e a livello Challenger aveva raggiunto appena due semifinali (una da 17enne a Milano, nel giugno 2019, l’altra nell’agosto di due anni fa, quando a Trieste perse in tre set da Alcaraz). Non solo: prima di Roma 2020 Lorenzo non aveva mai superato un tennista nella top 100, raccogliendo un solo set nelle sei occasioni in cui li aveva incontrati. Sostanzialmente all’improvviso sul centrale del Foro Italico poco meno di due anni fa arriva dunque l’esplosione di Musetti contro due ex top five acciaccati ma pur sempre con una buonissima classifica come Wawrinka e Nishikori (lo svizzero era 17 ATP, il giapponese 35). Queste due vittorie infondono quella fiducia che poi porta Musetti entro fine 2020 a raggiungere la prima semifinale ATP nel 250 giocato a Santa Margherita di Pula, a vincere il primo Challenger e a sconfiggere altri cinque avversari nella top 100. 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

La sua scalata in classifica è stata molto rallentata dalla modifica del regolamento del ranking Atp adottato a seguito della pandemia da Covid 19 che consentiva ai tennisti di conservare a lungo buona parte dei punti contenuti nel 2019, penalizzando i giovani emergenti come lui. Nella Race virtuale Musetti chiude il 2020 al 61° posto, ma in quella ufficiale è in realtà “solo”128°. Per entrare davvero tra i primi 100 Lorenzo deve aspettare il marzo dello scorso anno quando ad Acapulco raggiunge quella che ancora oggi è la sua unica semifinale lontano dalla terra: per riuscirci supera Tiafoe, Schwartzman (primo top ten sconfitto in carriera) e Dimitrov. Dopo quel momento Lorenzo non esce più dalla top 100, iniziando una lenta salita caratterizzata da due facce d’una stessa medaglia fatta di talento traboccante: da una parte un rendimento ottimo sulla terra battuta, dall’altra pochissime soddisfazioni raccolte lontano dall’amato rosso. A tal proposito un dato spiega bene le difficoltà al momento non ancora risolte da Lorenzo: dopo il fortunato ATP 500 messicano, ha giocato 16 tornei non disputati sul rosso (raggiungendo i quarti soltanto a Rotterdam e Pune) e non ha raccolto nessuno dei dieci set giocati complessivamente nelle quattro partite sin qui disputate sull’erba. Il rendimento basso per questi livelli è testimoniato dal dato che fuori dalla terra rossa, dopo Acapulco 2021, ha sconfitto colleghi nella top 50 solo due delle sedici volte che li ha affrontati. Considerando che una delle due è arrivata nel 2021 contro un Paire già in disarmo a Miami, anche per questo è ancora più sorprendente il successo ottenuto dal carrarese su Hurkacz all’ABN Amro Open lo scorso febbraio. 

 

Sicuramente ci sono amplissimi margini di miglioramento per un ragazzo nemmeno ventunenne che, oltre a indubbio talento, ha voglia di imparare e di migliorarsi non usando scorciatoie per migliorare il proprio ranking, come dimostra la scelta compiuta questo inverno di non andare a giocare sulla terra rossa sudamericana, ma piuttosto sul duro, per fare esperienza e capire su cosa intervenire nel proprio tennis, imparando anche da sconfitte contro avversari mediocri. Proprio da quanto saprà modificare tecnicamente e tatticamente il suo tennis dipende molto della sua carriera: non siamo più negli anni ’90 quando specialisti quasi esclusivi del rosso come Alberto Berasategui (salito sino al 7) e Felix Mantilla (best ranking 10 ATP) arrivarono nella top ten raccogliendo quasi esclusivamente punti sulla loro superficie preferita. Forse l’ultimo caso in ordine temporale di tennista capace di raggiungere un’ottima classifica puntando tutto sul rosso è quello di Mariano Puerta. Il mancino di Cordoba, coinvolto in un caso di doping in concomitanza col raggiungimento della finale persa al Roland Garros nel 2005 contro Rafa Nadal, fu capace di raggiungere altre nove finali in carriera (ovviamente tutte sul mattone tritato) e di arrivare solo in un caso in semifinale lontano dalla terra battuta. Ad ogni modo anche i tre tennisti citati restarono per poco in top ten: Berasategui ci riuscì per 41 settimane, Mantilla per una sola, Puerta per 15. Con il susseguirsi delle riforme del calendario ATP lo spazio e il peso nella classifica per la terra battuta è divenuto via via minore e venendo ai giorni nostri Casper Ruud – esploso vincendo i primi cinque tornei della sua carriera sulla terra rossa e raggiungendo su questa superficie le prime dodici semifinali della carriera – per arrivare stabilmente nella top ten ha vinto sul cemento di San Diego, ha raggiunto le semi alle ATP Finals di Torino e conquistato l’ultimo atto al Masters 1000 di Miami.

Nome giocatoreVs  top 10Vs 11-20Vs  21-50Titoli/ finaliBilancio Totale su terraBilancio Totale su altre superfici
Musetti 2-4  4-3 10-21/029-16 (64,5%) 13-22 (37.1%)
 Rublev 3-3  4-2 9-72/1 33-13(71.7%) 73-26 (73.7%)
 Auger Aliassime 1-4  2-1 5-40/016-16 (50%) 58-32 (64.4%)
 Sinner 4-9  2-0 7-10/0 27-12 (69.2%) 66-23 (74.2%)
 Hurkacz 0-2  1-1 5-50/0 12-10 (54.5%) 57-30 (65.5%)
 Fritz 0-1  0-1 3-50/0 11-11 (50.0%) 54-29 (65.1%)
 Norrie 1-4  1-0 9-61/2 25-11 (69.4%) 62-34 (64.6%)
 Berrettini 0-4  0-0 7-21/2 21-8 (72.4%) 44-14 (75.9%)
 Schwartzman 3-6 1-4 10-61/3 40-19 (67.8%) 36-26 (58.1%)
Cilic 2-52-22-30/016-12 (57.1%)42-30 (58.3%)
Opelka0-30-02-11/012-10 (54.5%)31-29 (51.7%)
Dimitrov1-53- 24-20/019-12 (61.3%)32-23 (58.2%)
Monfils0-10-01-20/03-8  (27.3%)27-19 (58.7%)
Bautista Agut0-20-35-20/012-12 (50%)44-2 (62%)
Shapovalov1-20-27-40/116-12 (57-1%)39-31 (55.7%)
Carreno Busta 3-52-111-60/232-15 (68.1%)36-25 (59.0%)
Khachanov0-53-22-60/018-16 (52.9%)48-32 (60%)
Cerundolo 2-11-35-2   1/119-14 (57.6%)6-6 (50%)
Isner1-31-25-00/113-7 (65.0%)28-20 (58.3%)
Rendimento sulla terra dall’edizione degli Internazionali d’Italia 2020 (14-20 settembre) alla scorsa settimana


Queste valutazioni sono figlie di una convinzione supportata dai numeri che abbiamo raccolto nella nostra tabella: Musetti è già adesso tra i primi 15 giocatori più forti sulla terra battuta, ma per continuare a migliorare la sua classifica e, soprattutto, renderla stabile nelle fasce più nobili, deve lavorare tanto per cancellare quel mediocre 37,1 % di vittorie che leggiamo essere il suo attuale score nel circuito maggiore fuori dal rosso. Certamente lo aiuterà la nuova classifica guadagnata con la straordinaria cavalcata compiuta ad Amburgo, che gli consentirà nei prossimi mesi nei primi turni dei tornei di affrontare molte volte avversari fuori dalla top 50 del ranking. Tuttavia il suo attuale score (22 W- 17 L) quando li ha affrontati mostra come l’aiuto della nuova classifica da solo non sia sufficiente per progressi significativi. Tornando ai dati contenuti nella nostra tabella, abbiamo raccolto i risultati ottenuti dagli Internazionali d’Italia 2020 ad oggi da Musetti e dai tennisti posizionati questa settimana tra l’8° e la 25° posizione del ranking (non avrebbe avuto senso al momento confrontare i primi 7 con il toscano, questa settimana 31 ATP). Dando un’occhiata alle statistiche presenti nella tabella  si evince come Lorenzo possa giocarsela quasi con chiunque sul rosso: da settembre di due anni fa ad oggi ha perso sedici partite nel circuito maggiore e di queste ben sette sono state contro top 20 (incluse quindi quelle arrivate dopo essere stato in vantaggio di due set su campioni assoluti come Djokovic e Tsitsipas). 

Ogni tennista ha la sua bestia nera e Lorenzo l’ha trovata senza dubbio in Laslo Djere, che l’ha sconfitto in tutte e quattro le circostanze in cui l’ha affrontato sul rosso. Anche altre statistiche testimoniano come Lorenzo sia attualmente tra i migliori specialisti della terra battuta, a partire dal numero di volte, ben 6, in cui ha sconfitto top 20: solo Rublev ha fatto meglio. Tra tutti i tennisti da noi approfonditi appena Sinner ha lo stesso numero di successi, ma va detto anche che Jannik li ha ottenuti con un numero maggiore di tentativi (ha perso nove volte quando li ha incontrati). Inoltre la percentuale di vittorie rispetto agli incontri disputati – del 64.5% per Lorenzo- viene superata da Rublev, Sinner, Norrie, Berrettini (che però non vanta nessun successo nelle sei circostanze nelle quali ha affrontato un top 20),  Schwartzman e Carreno Busta. Probabile tra l’altro che Lorenzo, avendo una classifica simile a quella dei giocatori appena citati, avrebbe fatto ancora meglio nel bilancio totale, giocando più partite facili nei primi turni. Si può essere insomma ottimisti sul futuro ad alti livelli di Lorenzo, pur non nascondendo che la strada da compiere lontano dalla terra rossa sia per lui ancora lunga e tortuosa.

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Race to Milano: sono sette gli azzurri nella Top 15

Ecco la situazione aggiornata per la corsa all’evento milanese di novembre

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Francesco Passaro - Challenger Milano 2022 (foto ufficio stampa)

All’appuntamento del 2022 con le Intesa Sanpaolo Next Gen Atp Finals mancano ancora diversi mesi, ma la corsa alle qualificazione è già entrata nel vivo in attesa di scoprire cosa riserveranno i tornei più importanti della US Open Series. Alle Next Gen Finals, come noto, potranno partecipare gli otto giocatori nati dopo il 31 dicembre 2000 che avranno ottenuto più punti ATP nell’arco della stagione. Il torneo si svolgerà dall’8 al 12 novembre.  

Restano immutate le prime posizioni, con Alcaraz che ha un grande vantaggio su Sinner. Ma come noto, l’obiettivo di questi due giocatori è qualificarsi alle ATP Finals di Torino. Dopo di loro il giovane con più punti è Lorenzo Musetti che ha un vantaggio importante sugli avversari. Risale in maniera significativa lo svizzero Stricker nono dopo aver vinto il Finaport Zug Open, battendo in finale Gulbis in tre set. Considerando che la corsa alle Next Gen Finals potrebbe comprendere i giocatori dalla posizione numero 3 a quella n.10, in questo momento sarebbero due gli italiani qualificati, con Passaro che si unirebbe a Musetti. Ma sono tanti gli azzurri che spingono nelle retrovie: in tutto sono 7 i nostri atleti nella Top 15.

PosizioneGiocatoreNazionePunti      Nato nel         Classifica Generale
1AlcarazSpagna428020034
2SinnerItalia1690200112
3MusettiItalia1141200230
4RuneDanimarca 1008200326
5DraperGBR620200159
6LeheckaRep. Ceca592200168
7NakashimaUsa492200161
8TsengTaipei423200183
9StrickerSvizzera3742002126
10PassaroItalia3652001144
11MisolicAustria3162001136
12ZeppieriItalia2852001143
13CobolliItalia2722002134
14NardiItalia2342003168
15MaestrelliItalia 2332002206

Paolo Michele Pinto

 

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ATP Cincinnati, forfait di Zverev. Al suo posto dentro Bonzi

Il tedesco non forza i tempi ma per lui resta l’obiettivo US Open: gli aggiornamenti

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

E’ tornato in campo Alexander Zverev, ma per ora salta anche Cincinnati. L’obiettivo del tedesco è chiaro, giocare lo US Open. Obiettivo fissato dopo un lungo periodo nel quale ha lavorato sodo per tornare in campo dopo l’infortunio alla caviglia destra rimediato nel match di semifinale contro Nadal al Roland Garros. Si è definito “Un bambino felice che fa finalmente ritorno al suo parco giochi preferito”. Intanto, come detto, a Cincinnati il tedesco non ci sarà. Nessuno vuole forzare i ritmi, il rientro avverrà quando tutto sembrerà essere a posto: “Non ho voglia di affrettare i tempi, cerco di fare quello che il mio corpo mi consente di fare. Per questo non mi sbilancio sulla mia partecipazione agli US Open”, aveva dichiarato in una recente intervista a Eurosport Germania. Al posto di Zverev entrerà in tabellone a Cincinnati il francese Benjamin Bonzi.

Al prossimo forfait, entrerà in tabellone Nick Kyrgios. Il fresco vincitore di Washington vuole arrivare al top agli US Open, mantenendo un alto livello di concentrazione mentale. Per questo riceverà una Wild Card e parteciperà anche al torneo di Cincinnati. Ma se ci fosse ancora un ritiro di un giocatore iscritto, libererebbe l’invito, che diventerebbe disponibile per un altro giocatore.

Paolo Michele Pinto

 

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ATP Montreal/WTA Toronto, il programma di martedì 9 agosto. Berrettini alle 17, Fognini terzo incontro. Verso le 19 match clou Giorgi-Raducanu

Tanti incontri in campo a Montreal per recuperare i ritardi causati dalla pioggia. Esordio di Kyrgios, Murray-Fritz sul centrale. A Toronto entrano in gara anche Osaka e Sakkari

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Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

Programma ricco all’Omnium Banque Nationale di Montreal. Dopo la pioggia di lunedì, sono stati programmati ben 18 incontri di singolare nella giornata di martedì, più le prosecuzioni delle tre partite interrotte in serata. Sarà il nostro Matteo Berettini, testa di serie n. 11, ad aprire il programma sul campo Rogers alle ore 11 locali (le 17 in Italia) contro Pablo Carreno Busta. Sul Centrale, invece, sarà il canadese Pospisil a scendere in campo per primo nel suo match che lo vede opposto all’americano Tommy Paul. Sempre sul campo principale ci sarà Grigor Dimitrov (n. 15) contro la wild card locale Alex Galarneau (n. 237 ATP), seguiti dalla prosecuzione di De Minaur-Shapovalov e dal match che definirà l’avversario nel n. 1 del mondo Daniil Medvedev, ovvero quello tra il neo campione di Washington Nick Kyrgios e l’argentino Baez. In serata l’attesissimo Murray-Fritz e per finire Hurkacz-Ruusuvuori.

Giocherà sul campo 5 invece Fabio Fognini, che doveva affrontare Rune nell’ultimo match serale di lunedì ma la pioggià ha costretto questo spostamento.

Questo il programma completo (gli orari sono locali; l’Italia è sei ore avanti rispetto a Montreal)

 

Nel National Bank Open di Toronto saranno la canadese Rebecca Marino e la cinese Qinwen Zheng ad aprire le danze, seguite dalla campionessa uscente Camila Giorgi che sfida nientemeno che la campionessa in carica dello US Open Emma Raducanu in un match di sicuro grande interesse. Sarà poi Naomi Osaka a chiudere la sessione diurna sul centrale sfidando la estone Kaia Kanepi. Nel programma serale (la notte in Italia), la neo campionessa di San Jose Daria Kasatkina sfiderà l’idolo locale Bianca Andreescu, e per chiudere la testa di serie n. 3 Maria Sakkari affronterà Sloane Stephens.

Qui sotto il programma completo (gli orari sono locali; l’Italia è sei ore avanti rispetto a Toronto)

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