ATP Montreal, tabellone: Berrettini-Sinner, scontro fratricida in ottavi? E subito Kyrgios per Medvedev? Neppure Alcaraz baciato dalla sorte

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ATP Montreal, tabellone: Berrettini-Sinner, scontro fratricida in ottavi? E subito Kyrgios per Medvedev? Neppure Alcaraz baciato dalla sorte

Jannik Sinner e Matteo Berrettini sono in rotta di collisione al terzo turno. Il campione in carica Medvedev potrebbe trovare Kyrgios all’esordio, mentre Alcaraz avrà probabilmente Paul

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Daniil Medvedev vince Toronto 2021 (Credit: @DaniilMedwed on Twitter)
 
 

La Rogers Cup ha sempre rappresentato l’avvio del rush finale della stagione tennistica, quella parte che porta direttamente allo US Open, con uno sguardo lontano verso le ATP Finals. Tanti nomi illustri ogni anno si presentano ai nastri di partenza, e questo non fa eccezione: 41 dei 44 primi giocatori al mondo sono in tabellone, assenti per i loro noti motivi Djokovic e Zverev, solo di oggi invece l’annuncio di Nadal, ultimo ad alzare il trofeo qui a Montreal nel 2019. C’è però il campione uscente, nonché n.1 al mondo Daniil Medvedev, che dopo le prove generali a Los Cabos, dove stanotte giocherà la semifinale, è pronto a tornare a vincere trofei di rango elevato. L’esordio, con alta probabilità, sarà quello che nessuno vorrebbe: contro Nick Kyrgios, la principale mina vagante (che dovrà prima superare Baez). Nello spicchio di ferro del russo presenti anche Grigor Dimitrov, n.16 e dunque avversario dell’ottavo sulla carta, e Denis Shapovalov, in cerca di riscatto dopo il recente periodo oscuro.

Ma, scorrendo il tabellone, probabilmente a tutti gli italiani spunterà un sorriso agrodolce sulle labbra: Jannik Sinner, n.7 del tabellone, e Matteo Berrettini, undicesima tds, dovrebbero scontrarsi negli ottavi nel caso entrambi ci arrivassero (l’altoatesino esordirà contro un qualificato, il romano con Carreno Busta e poi Rune o un altro qualificato). Dunque la probabilità di un italiano ai quarti si alza, sarebbe certa passassero entrambi, ma insieme alla certezza (qualificazioni permettendo) che sarà anche l’unico. Quarto in cui l’avversario teorico sarebbe Stefanos Tsitsipas, n.3 del seeding; il greco proprio all’Open del Canada 2018 raggiunse la prima importante finale (persa con Nadal) che lo consacrò tra i grandi. Esordirà contro un qualificato, per poi un ottavo teorico contro il finalista uscente Reilly Opelka, il quale battezzerà il rientro sui campi di Monfils.

Per quanto riguarda il secondo favorito, Carlos Alcaraz, avrà un esordio non agevolissimo contro uno tra Tommy Paul e il redivivo Vasek Pospisil (ammesso con una wild card). L’ottavo contro (probabilmente) Cilic, lo porterà in rotta di collisione con lo spicchio presidiato da Rublev, in cui sono presenti anche Murray e Fritz, per un quarto da fuochi d’artificio. In tutto ciò attenzione al padrone di casa, Felix Auger-Aliassime, che cerca per la prima volta in carriera i quarti nel torneo canadese, e uno spicchio con Norrie, Nakashima e Van De Zandschulp, se gioca come sa, gli permette di sognare, anche in grande.

 

Il tabellone – parte alta

Il tabellone – parte bassa

Il link al tabellone (aggiornato quotidianamente)

OTTAVI TEORICI

[1] D. Medvedev vs [16] G. Dinitrov
[12] D. Schwartzman vs [8] H. Hurkacz
[4] C. Ruud vs [15] R. Bautista Agut
[9] C. Norrie vs [6] F. Auger-Aliassime
[7] J. Sinner vs [11] M. Berrettini
[14] R. Opelka vs [3] S. Tsitsipas
[5] A. Rublev vs [10] T. Fritz
[13] M. Cilic vs [2] Alcaraz

IL SORTEGGIO DEGLI ITALIANI

[7] J. Sinner vs bye → 2° turno vs qualificato
[11] M. Berrettini vs P. Carreño Busta

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

INFORMAZIONI SUL TORNEO

  • tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, 16 bye)
  • 44 giocatori entrati per accettazione diretta
  • 7 qualificati
  • 4 wild card

Copertura televisiva

Il torneo di Montreal, come tutti quelli di categoria Masters 1000, sarà trasmesso in diretta da SKY Sport. Le immagini in diretta saranno visibili anche sottoscrivendo l’abbonamento a NOW, la piattaforma streaming di SKY utilizzabili da ogni tipologia di dispositivo (notebook, tablet, smartphone e smart TV). Il pass Sport per un mese costa 9,99 euro.


Calendario di gioco

Sabato 6 agosto: primo turno qualificazioni (dalle 17 italiane)
Domenica 7: turno finale qualificazioni

Lunedì 10: primo turno (sessione diurna dalle 18, sessione notturna da mezzanotte)
Martedì 11: primo e secondo turno (sessione diurna dalle 18, sessione notturna dalle 00.30)
Mercoledì 12: secondo turno (sessione diurna dalle 18, sessione notturna dalle 00.30)
Giovedì 13: ottavi di finale (sessione diurna dalle 18, sessione notturna dalle 00.30)
Venerdì 14: quarti di finale (sessione diurna dalle 18, sessione notturna dalle 00.30)
Sabato 15: semifinali (sessione diurna dalle 18, sessione notturna da mezzanotte)
Domenica 16: finale (sessione diurna, le due finali a partire dalle 19.30)

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Darren Cahill : “Jannik può giocare qualsiasi tipo di tennis. Può vincere uno Slam”

Il supercoach di Jannik Sinner parla a Tennis Italiano: “Può farcela in uno Slam ora, a patto che continui a migliorare”

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Darren Cahill

Darren Cahill è stato un tennista di tutto rispetto, sia in singolare (n.22) che in doppio (n.10), ma se possibile da allenatore – consigliere tecnico che dir si voglia – ha fatto ancora meglio. Tra gli altri si è seduto, portandoli in alto, sulle panchine di Lleyton Hewitt (che definisce il più vicino a Sinner dei suoi assistiti), Andre Agassi, e Simona Halep, prima di approdare come supercoach al fianco di Simone Vagnozzi su quella di Jannik Sinner. E proprio dell’altoatesino, in un’intervista realizzata da Stefano Semeraro per la rivista “Il Tennis Italiano“, parla lungamente e con vista rosea sul futuro.

Ho accettato di allenare Jannik perché è un bravissimo ragazzo, oltre che un grande giocatore“, esordisce Cahill, “In Australia mi ha impressionato perché sorrideva sempre, era molto gentile e determinato. Non mi interessa il ranking, ma la persona e le potenzialità che vedo in lui“. Ma da ciò, subito si parte poi a parlare dei miglioramenti in campo di Jannik, e degli obiettivi per il prossimo futuro: “Negli ultimi 12-15 anni il tennis è stato dominato da quattro signori molto forti, e per gli altri è stata dura. Potevano andare un po’ avanti, ma poi c’erano Roger, Rafa, Nole e Andy, anche gli ottimi giocatori. Ora le cose stanno cambiando, ci sono giovani campioni che crescono, e Jannik è tra quelli che possono vincere negli Slam. E non intendo in futuro, ma proprio ora, a patto che poi continui a migliorarsi nei prossimi 10 anni“.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Jannik gioca molto bene sul duro“, prosegue il coach con sguardo alle prossime, intense settimane, “Ho visto i suoi match agli Australian Open, si muove bene sul cemento e il suo gioco è abbastanza potente per quel tipo di superficie, i campi degi US Open sono inoltre abbastanza veloci. Il suo servizio sta migliorando, come la transizione a rete e il gioco a volo, ha fatto importanti progressi negli ultimi due anni, con Riccardo e poi con Simone; è importante però che ragioni in prospettiva, che sappia che tipo di tennis vuole giocare nel giro di due anni e faccia di tutto per arrivarci“. E Sinner è migliorato decisamente anche sulla seconda di servizio, oltre che nel gioco a rete, per cui Cahill ha ricevuto i complimenti di Pat Cash: “Sia io che Simone ci stiamo lavorando, abbiamo le idee chiare ma Jannik deve esserne convinto. Sta dando il massimo, l’esercizio e la costanza rendono automatico ciò che non lo è. Pensiamo a Rafa, Novak o Andy: nessuno di loro all’età di Jannik andava volentieri a rete, hanno sviluppato il loro gioco nel corso degli anni. Ha inciso anche il secondo servizio, importantissimo, perché se riesci a renderlo vario ti aiuta anche con il primo, ti fa sentire più libero. Per me è più importante“.

 

Non dimentichiamo, inoltre, che Sinner senza mai aver vinto prima un match su erba, è stato due set in vantaggio contro Novak Djokovic, con Cahill al suo angolo: “Sull’erba più ci giochi e più ti trovi a tuo agio. I primi match sono stati incredibilmente importanti, ha imparato come muoversi, come stare nel punto. Sull’erba Jannik può diventare un giocatore molto pericoloso e lo ha dimostrato nella seconda settimana a Wimbledon. Deve essere solo orgoglioso di ciò che ha fatto“. Toccando l’argomento superfici, ormai sempre meno limitanti di quanto fossero un tempo, si parla anche della varietà gioco che possiede l’azzurro: “Per me è un tennista all around molto aggressivo da fondo che deve rifinire le sue qualità a rete. Non è il solo, altri possono fare il suo gioco, ma non si può vincere facendo un solo tipo di tennis, devi avere una varietà di opzioni, e Jannik può farlo“.

L’obiettivo ATP Final non può naturalmente essere taciuto: “Non ci siamo posti un traguardo preciso, un numero, un torneo. Jannik può vincere subito. ma è un processo che richiede tempo. Le ATP Finals sono importanti, un obiettivo per chiunque. Ci sono gli Slam e poi le Finals, giocarle è un grande onore; che siano a Torino è bellissimo, ma lo sarebbe ovunque“. In ultimo l’australiano parla anche del ruolo dell’allenatore, e di quanto sia cambiato: “Oggi è più facile allenare rispetto a 20 anni fa, perché non c’è un solo coach, ma i tennisti investono per avere più voci tecniche da ascoltare. Novak, Rafa, Roger e Andy hanno reso questo sport molto professionale. Sono scattati avanti, e gli altri hanno dovuto inseguirli e imparare da loro, capire perché erano così forte e dove migliorare“.

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Daniil Medvedev insultato dopo la sconfitta con Kyrgios. Troverà mai l’amore dei fan? [VIDEO]

Il n.1 al mondo non riceve un bel trattamento dopo la sconfitta all’esordio a Montreal

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Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Daniil Medvedev è un gran giocatore di tennis, il suo rovescio sfida le leggi della bellezza fisica, serve bene, è il primo giocatore al mondo, ma non manca (chiaramente) di difetti. Spesso si trova invischiato in fastidiose situazioni di amore/odio da parte del pubblico, il quale la maggior parte delle volte va contro il russo. Certamente Medvedev non sempre è un pezzo di pane, alle volte ha apertamente risposto alle provocazioni (fa scuola la lamentela nella conferenza di fine torneo all’ultimo Australian Open, considerando solo gli eventi più recenti). Eppure alcuni episodi non sono certo passabili di giustificazione, come appunto quello (di cui mettiamo il video in calce al testo) accaduto qualche giorno fa a Montreal.

Daniil, al rientro in una competizione importante dopo la pausa forzata da Wimbledon, carico del titolo di Los Cabos, ha appena perso all’esordio del Masters 1000 di Montreal, di cui era campione in carica, contro Nick Kyrgios, dopo aver anche vinto il primo set. Una brutta sconfitta certamente, doccia fredda per i suoi fan, ma l’episodio all’uscita dallo stadio non è per nulla ragionevole: mentre cammina, chiaramente anche scuro in volto, un tifoso gli urla “loser!” (“perdente” in inglese) più volte, costringendo il russo a fermarsi. Ma, stavolta, Medvedev dimostra grande maturità, e si limita a discutere con questo “simpatico” tifoso pacatamente, portando infine la mano alla tempia, come per invitarlo a ragionare. Che questo possa essere un piccolo passo, per il n.1 al mondo, verso una nuova vita dal punto di vista dell’amore dei tifosi?

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ATP Montreal, preview finale: Hurkacz, il servizio e il feeling con le finali. Ma a Carreno l’aria nordamericana fa bene

Il polacco, imbattuto nelle finali, non può prescindere dalla battuta, ma lo spagnolo si sente a casa sul cemento USA, a un passo dalla storia

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L’Open del Canada, negli anni, si è sempre mostrato un torneo foriero di sorprese fino all’atto conclusivo, di rivelazioni a due soli set dal titolo, e quest’anno, in effetti, non farà eccezione. Ma se, giusto una settimana fa, qualcuno avesse detto che la finale avrebbe visto incrociare le racchette di Hubert Hurkacz e Pablo Carreno Busta, difficilmente sarebbe stato preso seriamente in considerazione. Ma il polacco, n.8 del tabellone, e lo spagnolo giustiziere di italiani (eliminati sia Sinner che Berrettini sulla sua strada) sono stati autori di un grande torneo, sconfiggendo avversari anche più quotati, e venendo a capo di due semifinali decisamente dure contro Casper Ruud e Daniel Evans. Oggi, per entrambi, è un’occasione da non sprecare, di quelle che capitano “once in a lifetime” (per Hurkacz già il suo primo titolo 1000, a Miami 2021, venne dopo una finale tra rivelazioni, battendo Jannik Sinner).

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

Le statistiche vengono in soccorso per capire quanto la chance sia ghiotta: Carreno non era mai arrivato così lontano in un torneo di questo livello, nonostante i sei titoli vinti in carriera, fermandosi massimo in semifinale (Indian Wells 2017 e Miami 2018), a sostegno della teoria del suo essere uno spagnolo atipico, con i migliori risultati sempre ottenuti sul cemento d’oltreoceano, comprese le due semifinali del 2017 e del 2020 allo US Open. Inoltre per la terza volta negli ultimi 4 anni, dopo Reilly Opelka che si arrese a Daniil Medvedev nella passata edizione, e Stefanos Tsitsipas battuto da Nadal nel 2018 (nel 2020 il torneo fu cancellato), in finale arriva un giocatore fuori dai primi 16, non sorteggiato tra le teste di serie. Ma per trovare l’ultimo campione in questo senso, bisogna risalire addirittura al 2002 a Toronto, quando Guillermo Canas batté Andy Roddick.

 

E questa è una delle statistiche che porta decisamente acqua al mulino di Hurkacz, insieme alla ben favorevole percentuale del polacco nelle finali in tour: 5 vittorie su 5 disputate, compresa appunto l’unica 1000 a Miami, una piccola dose, a questo tipo di partite, di esperienza in più, non dimenticando che quella vittoria lo portò ad essere il vincitore di un Master classificato più in basso dai tempi di Berdych a Parigi Bercy 2005. Altro dato che può far sorridere Hubi, riguarda però i precedenti tra lui e Carreno, in parità (1-1), uno dei quali però disputato in finale a Metz lo scorso anno, e vinto abbastanza nettamente dal n.10 del mondo (lo spagnolo vinse invece a Cincinnati, sempre nel 2021). Se c’è un dato che forse può dare qualche fastidio al polacco, è il pensare che dal 2021 in poi ci sono stati (lui compreso) ben 5 campioni 1000 al loro primo titolo (gli altri sono Tsitsipas, Norrie, Fritz e Alcaraz).

Dunque il ritratto statistico darebbe leggermente favorito il n.8 del seeding, già campione in precedenza, più avvezzo di recente a trovarsi ancora in campo nei 1000 nel fine settimana… ma il campo cosa dice? La partita, inutile negarlo, passa dai turni di battuta di Hurkacz, che ha nel servizio la sua arma micidiale, e più letale. D’altra parte lo spagnolo è un ottimo ribattitore, e già ha eliminato un big server importante come Berrettini questa settimana (con tutte le variabili del caso riguardanti Matteo, certo) e nello scambio da fondo è nettamente avvantaggiato, avendo più resistenza e tendenza al sacrificio, per quanto paghi la differenza a rete con la mano dolce del suo avversario. E i colpi da fondo? Entrambi, pur con caratteristiche diverse, spiccano sulla diagonale di rovescio, dove però Hurkacz è capace più di cambiare o accelerare, oltre che giocare buoni slice, rispetto alla compostezza del compitino dello spagnolo. Insomma, anche il gioco li vede partire appaiati, forse con il muso del polacco qualche centimetro in avanti, ma lo spagnolo in Nord America trova la sua dimensione ideale, e potrebbe definitivamente eleggerla sua meta prediletta questa sera, nella partita più importante della sua carriera.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

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