US Open uomini: Nadal passeggia su Gasquet, agli ottavi lo aspetta Tiafoe [VIDEO]

evidenza

US Open uomini: Nadal passeggia su Gasquet, agli ottavi lo aspetta Tiafoe [VIDEO]

Vittoria molto agevole per Rafael Nadal su Richard Gasquet, solo nel terzo set capace di fare partita pari con lo spagnolo. Negli ottavi Nadal troverà Francis Tiafoe, vincitore di Schwartzman

Pubblicato

il

Rafael Nadal - US Open 2022 (foto Twitter @usopen)
 

[2] R. Nadal b. R. Gasquet 6-0, 6-1, 7-5

Nessuno batte Gasquet 18 volte di fila“… tranne Nadal, apparentemente. La famosa frase pronunciata da Vitas Gerulaitis dopo aver finalmente sconfitto Bjorn Borg al loro diciottesimo incontro e che tutti hanno parafrasato riferendola a questo scontro di amici d’infanzia ancora una volta non ha portato fortuna al francese che è riuscito a far gara con il campione spagnolo solamente per un set, più o meno come era accaduto durante il loro ultimo incontro al Roland Garros, ma una volta arrivato alla volata finale del terzo parziale non è riuscito a resistere allo sprint di Nadal, che, ancora con il naso visibilmente gonfio dopo la racchettata autoinflitta due giorni fa, non voleva prolungare la sua fatica oltre il necessario.

Dopo un’iniziale parziale di 14 giochi a 1 che ha portato Nadal in vantaggio per 2-0 nel terzo set avendo già dominato i primi due, Gasquet è finalmente riuscito ad approfittare del primo attimo di rilassamento di Nadal strappandogli il servizio per il 2-2, dopo che nel primo set non era riuscito ad approfittare di ben cinque palle break e di palle game in ben cinque dei sei giochi disputati.

 

Da quel momento il terzo set ha seguito la regola dei servizi fino al 5-5, quando Gasquet è riuscito a rimontare da 0-40 a 40-40 sul suo turno di battuta, ma un paio di passanti da lontano di Nadal hanno messo in difficoltà il suo avversario proiettato a rete quanto è bastato per ottenere il prezioso break e chiudere il match poco dopo.

[22] F. Tiafoe b. [14] D. Schwartzman 7-6(7) 6-4 6-4 (Paolo Michele Pinto)

Schwartzman ha provato a sentirsi statunitense per una notte e a superare l’esame Tiafoe ma ne è uscito sconfitto. 3h04’ di uno spettacolo molto divertente e per certi tratti anche folle. Vince la testa di serie n. 22 che riesce a  esaltarsi dinnanzi a un pubblico che lo ha sorretto nei momenti di difficoltà, con il punteggio di 7-6(7), 6-4, 6-4.

L’argentino ha il grande rammarico del non aver chiuso in proprio favore il primo parziale in cui ha avuto un doppio break di vantaggio e cinque setpoint non sfruttati. Tiafoe ha impiegato 40’ per entrare in partita e quando lo ha fatto ha accettato di sbagliare in lunghezza ma senza rinunciare a prendersi qualche rischio. Del resto di fronte ha avuto un muro che ha rispedito al mittente ogni speranza. Lo statunitense vince 9-7 il tie break in un primo set in cui si contano sei break complessivi e percentuali al servizio da dimenticare.

Nel secondo set non cambia il copione: parte bene l’argentino che cerca di dimenticare le occasioni non sfruttate. Ogni scambio è lottato, ogni errore è propedeutico per offrire palle break. Schwartzman scappa via due volte, Tiafoe lo riprende nel sesto gioco e non sfrutta, però, quattro palle break nel turno successivo. Preludio a un altro tie-break? Tiafoe diventa aggressivo, Diego perde la pazienza e anche il set. 

Nel terzo parziale è Tiafoe a continuare a rischiare qualcosina ma ottiene i risultati, specie nel nono game, in cui cerca e trova le righe in maniera chirurgica e offre un paio di rovesci vincenti che valgono il pass per servire per il match. La mano non trema, serve quattro prime e fa scattare in piedi il suo pubblico.

Ora per Tiafoe ci sarà la prova Nadal negli ottavi di finale.

Continua a leggere
Commenti

evidenza

Federer: “Quando il ginocchio starà bene vorrei fare esibizioni in luoghi dove non sono mai stato”

I piani post-tennis del maestro svizzero, dopo la partecipazione all’evento di Uniqlo a Tokyo, sono ancora condizionati dai problemi fisici

Pubblicato

il

Roger Federer - Laver Cup 2022, Londra (twitter @LaverCup)

Se non si sono ancora asciugate e forse mai si asciugheranno del tutto le lacrime per il ritiro di Roger Federer, certo non si possono spegnere nel giro di pochi giorni gli echi di qualsiasi parola proferita in pubblico dal Maestro di Basilea. Parole che rimbalzano nella rete, vengono afferrate, sfuggono e poi ritornano.

Identiche al momento in cui sono state articolate, come ibernate nella grafite, o chissà sotto quale mutevole forma, sono tornate quelle dell’evento di Tokyo organizzato da Uniqlo a cui Federer ha partecipato lo scorso 19 novembre. Così, se durante il tour di esibizioni in America Latina, precisamente a Bogotà, Rafa Nadal aveva fatto venire giù lo stadio ventilando la possibilità di un nuovo Fedal nella capitale colombiana, era stato proprio Roger ad aprire quella porta all’amico ed ex rivale mancino durante la gita in Giappone. “Voglio andare a giocare in luoghi dove non sono mai stato e ringraziare i fan che mi hanno sostenuto” ha detto Roger secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport. E vorrebbe anche organizzare delle esibizioni, sempre stando al giornale rosa. I due membri del Big 3 sembrerebbero proprio sulla stessa lunghezza d’onda. Tutto deciso, quindi? Nì, da intendersi anche come pronuncia di knee, il ginocchio che continua a mettersi in mezzo.

Avevo smesso di sciare, di giocare a squash, a calcio, tranne che con i miei figli, per non correre il rischio di infortunarmi e adesso voglio riprendere. Però sono un po’ spaventato perché dopo il ritiro il ginocchio è stato un po’ così così, quindi queste cose dovranno aspettare” ha spiegato Federer a proposito dell’articolazione che ha finito con il privarci della sua presenza nel Tour. “Con il passare del tempo sarò in grado di viaggiare sempre più. Programmiamo sempre le vacanze e voglio che siano divertenti e creative. Mi piacerebbe portare i miei figli in Africa. Prima le vacanze dovevano essere qualcosa di rilassante perché la vita nel Tour era piena di impegni, ma ora possono essere avventurose”.

 

Insomma, colui che ci ha condotto in luoghi fantastici che da soli mai avremmo trovato si dedicherà nel prossimo futuro a rocamboleschi viaggi familiari in posti inconsueti. Poi, quando il ginocchio gli avrà fatto capire che non c’è ragione per la sua paura, Roger potrà tornare a impugnare racchette di ogni forgia, inforcare sci, calciare palloni e raggiungere Rafa per una nuova sfida.

Continua a leggere

ATP

Jannik Sinner, mentalità e freddezza: è il miglior giocatore del circuito sotto pressione

L’altoatesino è anche il miglior tennista per rendimento sotto pressione sul cemento. Sulla terra guida Zverev, sull’erba comanda Medvedev

Pubblicato

il

Jannik Sinner – ATP Miami 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

Il 2022 di Jannik Sinner è stato probabilmente ben diverso da come lui se lo sarebbe aspettato. L’azzurro aveva chiuso la scorsa stagione in top10, avendo toccato anche il n°9 – ad oggi suo best ranking – ad inizio novembre 2021. Complici i diversi infortuni, che gli hanno impedito di competere al meglio e con continuità, l’altoatesino quest’anno ha terminato da n°15 nonostante i soli 18 tornei disputati (tra i primi 20 soltanto Zverev, Djokovic, Nadal e Alcaraz hanno giocato meno di lui).

Di Sinner, non solo in questa stagione, si è spesso e volentieri sottolineata la forza mentale e l’incredibile capacità di alzare il proprio livello di gioco nei momenti clou. Nelle ultime 52 settimane, infatti, tra i tennisti che hanno giocato almeno un match su tutte le superfici, l’italiano è il migliore in assoluto per quanto riguarda il rendimento sotto pressione.

Lo dimostra l’Under Pressure Rate, il parametro studiato dall’ATP per analizzare le reazioni dei giocatori a determinati momenti chiave di una partita, quali le palle break (a favore e contro), i tie-break e i set decisivi (terzo o quinto). Il parametro preso in considerazione è una somma di tutte le percentuali nelle situazioni di cui sopra.

 

Da questo calcolo, dunque, Sinner risulta essere complessivamente colui che sa trarre più vantaggio da una situazione pericolosa, o comunque dove il livello di tensione è decisamente più elevato. Sommando le percentuali di palle break salvate, palle break sfruttate, tie-break conquistati e set decisivi vinti, l’azzurro raggiunge quota 244,2, appunto il numero più alto del circuito. Il 21enne di San Candido è anche il tennista con il miglior rendimento sul cemento in questa particolare statistica, arrivando ad un totale di 259,5.

Dando uno sguardo anche alle altre superfici, sulla terra battuta il primato è di Alexander Zverev, che arriva ad una somma percentuale di 283,9. Il tedesco sarebbe il primo in generale di questa classifica, che però come detto in apertura tiene conto dei match giocati su tutte le superfici. L’attuale n°12 del mondo, non avendo potuto giocare sull’erba dopo il ritiro al Roland Garros, non viene dunque preso in considerazione per la classifica generale.

Sull’erba invece – concentrandosi sui giocatori che abbiano disputato almeno 10 partite sul verde – è Daniil Medvedev a guardare tutti dall’alto, con 319,4. Anche senza aver giocato a Wimbledon, il russo è comunque riuscito a prevalere in questa classifica, che senza il limite dei 10 incontri minimi disputati vedrebbe primeggiare Mitchell Krueger, attuale n°218 del ranking che ha disputato soltanto due partite sull’erba a livello ATP, raggiungendo il secondo turno al ‘250’ di Newport.

Continua a leggere

evidenza

Sonego fresco di rivincite. Gipo Arbino ci racconta: “Lorenzo aveva perso fiducia. A Malaga è tornato lui” [ESCLUSIVA]

“Quella con Tiafoe la vittoria in Davis più bella” così l’allenatore di Sonego, Gipo Arbino, al circolo della stampa Sporting Torino. “Tornare indietro l’ha ferito tantissimo, ha dovuto accettare di vedere un’altra classifica”

Pubblicato

il

Lorenzo Sonego e Gipo Arbino - Firenze 2022

Lorenzo Sonego, aveva già riacceso i riflettori su di sé vincendo il titolo ATP di Metz in Francia a settembre, ma ha senza dubbio conquistato il palcoscenico di Malaga nelle due partite disputate in Coppa Davis a novembre. In molti gli hanno chiesto quale sia stata la sua rivincita preferita dopo aver perso sia contro Tiafoe, un mese fa a Parigi, sia contro Shapovalov agli Internazionali di Roma, a maggio. Eppure, anche durante l’ultima conferenza stampa, Sonego si era messo a ridere dicendo: “me l’avete già chiesto, non lo so, sono felice di averle vinte entrambe”. Poi abbiamo provato a chiederlo al suo coach, Gipo Arbino che senza pensarci ha risposto: “Quella con Tiafoe. Perché è un giocatore più ostico e perché ha fatto un’annata davvero pazzesca. (QUI LA CRONACA) Durante la partita di Parigi Bercy mi aveva impressionato, anche se, dopo quel match, siamo riusciti a studiare e a mettere in pratica una strategia che si è rivelata efficace. Shapovalov è un altro grande talento, ma tende a commettere più errori, e di conseguenza, vedevo già più soluzioni”.

Non era per nulla scontato che Lorenzo Sonego riuscisse a ritrovare una tale grinta in Coppa Davis dopo la sconfitta a Torino di un anno fa contro Borna Cojo (ranking atp 279) e dopo la sconfitta di Bratislava, a marzo, contro Filip Horansky (ranking ATP 203). Anzi, sono stati proprio questi gli episodi che hanno segnato in modo al quanto drammatico l’andamento di questo 2022 per il torinese e Gipo Arbino ci ha spiegato come a Malaga sia riemerso l’uomo squadra che è in lui: “Mi ero stupito tantissimo della sconfitta che aveva avuto qui a Torino. Ma era frutto di una pressione esagerata che non era riuscito a gestire ed era rimasto davvero sorpreso dal cambio di livello di Gojo. È stato un anno molto difficile proprio per la Coppa Davis. Lui che è sempre stato abituato fin da piccolo a giocare le competizioni a squadre ed è sempre stato un leader, un artefice delle vittorie. Purtroppo però, quando arrivano certe sconfitte i media ti massacrano, e questo l’ha demoralizzato. Mentre a Malaga è tornato ad essere l’uomo squadra che è sempre stato, ha sentito di essere di nuovo importante, era molto coinvolto, sapeva di essere un po’ il fulcro della squadra”.

Una squadra davvero piena di energia quella dell’Italia arrivata in semifinale che ha rivelato quanto ogni tanto, anche nello sport singolo, non si gioca da soli. “Con quell’energia Lorenzo è in grado di fare davvero dei gran risultati. L’ho trovato ancora meglio che a Metz ed è stato grazie al supporto di tutti quelli nella nostra panchina” ha confermato Gipo Arbino. E se durante le Nitto ATP Finals avevamo di nuovo elogiato insieme al regista della docuserie Domenico Procacci, la squadra del ’76, oggi il coach di Lorenzo Sonego afferma che questa squadra è di gran lunga più affiatata: “Quelli del ’76 erano davvero un bel gruppo ma non erano affiatati come quelli di oggi. Allora c’erano meno giocatori forti e quindi c’era un po’ di antagonismo. E poi non erano tutti così uniti tra loro: c’era il duo Panatta Bertolucci e poi c’erano Barazzutti e Zugarelli. Mentre a Malaga c’era un’atmosfera davvero incredibile, a partire dall’incordatore, al fisioterapista fino agli allenatori e ai giocatori e persino i dirigenti. Tutti facevano gruppo insieme”.

 

Qualche campo dietro le spalle di Gipo Arbino, Lorenzo Sonego aveva da poco finito uno dei primi allenamenti post Coppa Davis e alla domanda: come lo vede Lorenzo per il primo obiettivo 2023 ovvero l’Australia? La risposta è stata chiara e semplice: “Lo vedo bene. Quello che guardo sempre è il livello e lui sa come la penso: quando il livello c’è, i risultati prima o poi arrivano. Proprio com’è successo a Malaga”.

Sorge spontaneo allora chiedersi cos’abbia condotto Sonego a perdere così tante partite nel 2022, se il livello c’era già? “Quelle partite perse in Coppa Davis hanno avuto uno strascico nei suoi tornei personali, e gli hanno fatto perdere molta fiducia. Lui aveva avuto la fortuna di essere sempre e solo salito in classifica arrivando fino al numero 21. Considerando che lui ha iniziato molto più tardi di tutti gli altri. E vedersi tornare indietro l’ha ferito tantissimo e si è anche preoccupato”. Ma il giovane torinese vanta un’altra grande caratteristica: non si fa abbattere e proprio nel momento più difficile ha saputo rimettersi in gioco. Gipo Arbino ha ringraziato per questo anche il suo coach mentale, Lorenzo Beltrame: “ha fatto un grande lavoro, anche se a distanza, è sempre stato presente e Lorenzo si fida molto di lui”.

Ma le partite perse non sono state l’unico problema da affrontare per Sonego nel 2022. Nella mente del torinese c’erano anche dei nuovi pensieri, quelli di un ragazzo che iniziava a fare i conti con la vita di uomo adulto. E da ragazzino sempre sereno e spensierato, Gipo Arbino ci ha spiegato com’è cambiato: “E’ sempre stato uno che usciva dal campo dopo una sconfitta col sorriso. Sereno e consapevole che certe partite anche se le giochi bene, puoi perderle. Ma quest’anno in particolare, dopo essere diventato velocemente numero 21 del mondo ha dovuto accettare di vedere un’altra classifica. Allo stesso tempo è diventato più grande, e ha avuto diverse cose nuove a cui pensare: la fidanzata, la casa, eccetera. Se prima era un ragazzo con dei problemi più infantili, quest’anno ha dovuto affrontare dei pensieri da uomo adulto”.

Ed è stato forse proprio questo cambiamento a far salire Sonego su quell’aereo per Malaga con la convinzione di potercela finalmente fare: per l’Italia, per la squadra e per il nuovo Lorenzo che non vediamo l’ora di rivedere in campo nel 2023!

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement