US Open: Carlos Alcaraz ha la sua rivincita. Sinner non sfrutta un match point e cede dopo oltre cinque ore

evidenza

US Open: Carlos Alcaraz ha la sua rivincita. Sinner non sfrutta un match point e cede dopo oltre cinque ore

Lo spagnolo rinasce dalle proprie ceneri, vincendo uno dei match più lunghi dello US Open e conquistando la prima semifinale Slam in carriera

Pubblicato

il

Carlos Alcaraz - US Open 2022 (foto Twitter @atptour)
 

[3] C. Alcaraz b. [11] J. Sinner 6-3 6-7 (7) 6-7 (0) 7-5 6-3

Non sono in molti a poter vantare nel proprio bagaglio tecnico colpi più potenti rispetto a quelli di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Di certo, nei periodi migliori delle rispettive carriere due campioni come Andy Roddick e Juan Martin Del Potro avrebbero sicuramente potuto avere voce in capitolo, ma questa sera sono semplicemente spettatori eccezionali di un match altrettanto stellare.

Stiamo guardando il gioco del tennis che cambia davanti ai nostri occhi. Questa è l’evoluzione futura del gioco – ha dichiarato John McEnroe durante un incontro che potrebbe aprire definitivamente un nuovo capitolo nel nostro sport. La premessa è d’obbligo: chi, per qualunque motivo, non avesse visto questa partita deve trovare quattro ore abbondanti di tempo per farlo. Possibilmente in fretta: il rischio è che spesso ce ne siano tante altre di pari livello. O, perché no, anche superiore. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz continuano imperterriti a stupire, regalando un livello di tennis eccezionale. Un livello che solo da altri tre fenomeni si è visto mantenere così costantemente elevato. Alla fine a spuntarla è lo spagnolo, graziato dall’azzurro che manca un match point e, alla lunga, emerge la differenza a livello fisico tra i due giocatori in campo. Per la prima volta in carriera Alcaraz è in una semifinale Slam, divenendo il più giovane a spingersi così in là in un Major dal 2005. Quell’anno fu Rafael Nadal, che poi vinse il suo primo Roland Garros. 17 anni dopo il testimone passa virtualmente nelle mani di un altro spagnolo, che a soli 19 anni ha la stessa fame del suo illustre predecessore. Se dovesse emularne le gesta, conquistando quindi il primo Major in carriera, lo scavalcherebbe anche in vetta al ranking.

 

CONFERENZA DI JANNIK SINNER: “QUESTA SCONFITTA FARA’ MALE PER UN BEL PO'”

IL MATCH – Sinner parte al servizio e l’avvio di match è semplicemente spettacolare. C’è subito spazio tanto per un suo ottimo passante di rovescio quanto per una splendida volée di Alcaraz, ma anche per tre doppi falli azzurri che comportano altrettante palle break in favore dello spagnolo. Il numero 11 del seeding annulla con merito le prime due, ma il nastro trascina in corridoio il suo dritto sulla terza chance. L’allievo di Juan Carlos Ferrero parte subito forte anche in battuta e si porta sul 2-0. Le sue intenzioni sono chiare fin dai primi scambi: spingere quanto più forte possibile per assumere subito il controllo dello scambio, togliendo il tempo al suo avversario. Nel quarto game, però, Alcaraz esagera e incappa in qualche gratuito di troppo, restituendo il break a Sinner. L’italiano manifesta ancora evidenti problemi con la seconda di servizio (2/11 finora) e deve cancellare un’altra opportunità di break, ma alla quinta occasione sale 3-2, anche grazie al primo punto spettacolare dell’incontro.

CONFERENZA DI CARLOS ALCARAZ: “Una partita che sia Jannik che io ci ricorderemo per tutta la carriera”

I 33 minuti necessari a concludere i primi cinque giochi (ieri ne sono bastati appena due in più per il 7-5 di Khachanov su Kyrgios) testimoniano, come da attese, una grande lotta. Il livello è elevatissimo e i vincenti – spesso straordinari – abbondano da entrambe le parti. Nel settimo game Alcaraz trova un nuovo break, sfruttando alla perfezione le troppe seconde del suo avversario e trovando sempre risposte molto incisive. Sinner va a servire per rimanere nel primo set sul 3-5, ma i problemi al servizio persistono. L’iberico, iperaggressivo, chiude 6-4 un primo parziale in cui a fare la differenza è il rendimento con la seconda di servizio: con appena il 32% dei punti vinti (6/17) e 4 doppi falli è difficile fare partita pari.

Nulla da togliere, comunque, alla fin qui straordinaria prestazione del numero quattro del mondo, che copre il campo in maniera magistrale e in un solo set trova più break (3) di quanto non fatto nei precedenti due interi incontri (zero in sette set tra Wimbledon e Umago). Sinner deve provare a resistere alle vampate del suo avversario, sbagliando meno e provando a muovere maggiormente lo spagnolo. Nel terzo gioco del secondo set succede esattamente questo: l’azzurro si procura due break point e, alla seconda chance, con un devastante cross di dritto trova l’allungo, confermato ai vantaggi sul 3-1. Rispetto alla prima frazione il numero 13 del ranking è decisamente più incisivo, anche per via di un Alcaraz che è momentaneamente sceso dalla nuvoletta e fa meno male in risposta.

Sinner riesce a mantenere il preziosissimo break di vantaggio fino a fine set, chiudendo anche molti punti a rete. L’iberico, nel nono game, vincere due punti in difesa senza un senso logico e, sotto 4-5 l’italiano torna a palesare evidenti problemi con la seconda. Alla prima occasione, Alcaraz rientra nel set: 5-5. La testa di serie numero 3 torna prepotentemente sui livelli del primo set, trovando vincenti da ogni dove e costringendo Sinner all’errore. Nel dodicesimo gioco l’azzurro precipita sullo 0-40, ma estrae dal cilindro quattro servizi vincenti consecutivi. Il tie-break sembra alle porte, ma lo spagnolo si inventa il punto del torneo, rimettendo in gioco un dritto dell’italiano con un colpo clamoroso dietro la schiena.

Il numero 4 del mondo riesce a procurarsi anche un quarto set point ma, al momento di chiudere, manda in rete il dritto più facile della sua partita. Sinner ringrazia, si salva e agguanta davvero il 6-6. Il livello di tennis espresso rasenta la perfezione. L’italiano è il primo a trovare un mini-break, viene immediatamente ripreso ma si procura comunque un set point. Sotto 5-6 Alcaraz trova un passante incrociato di rovescio illegale in oltre 200 paesi del mondo e, dopo il cambio campo, è lui ad andare a set point. Sinner, però, si affida ancora al servizio, trovando un ace provvidenziale e salendo 8-7. Con una risposta vincente di rovescio l’azzurro vince 7-6 (7) uno dei set più belli dell’anno, strappando per la prima volta un tie-break allo spagnolo.

Tra il secondo e il terzo set ci si ferma qualche minuto per asciugare le righe e, dal body language di Alcaraz, sembra che lo spagnolo abbia accusato il colpo. Sembra, appunto, perché dopo aver annullato con merito un break point nel secondo gioco è lui a procurarsene due di fila nel terzo. Sinner ha però la forza di annullarli entrambi, vincendo due punti con la seconda, la cui resa tra primo e secondo set è quasi raddoppiata, passando dal 32% al 61%. Il game si allunga, si continua a giocare quasi esclusivamente sulle righe ma l’azzurro si salva, andando a condurre 2-1 e scatenando l’ira del 19enne di Murcia. Il problema è che il servizio torna a funzionare a fasi alterne: nel quinto game l’italiano va sotto 0-40, raggiunge ancora una volta la parità eppure, alla quarta chance, Alcaraz opera il sorpasso. Tre dritti clamorosamente vicini alle righe gli valgono il 3-2 e servizio, ma nessuno dei due può minimamente permettersi un leggero calo di tensione. Lo spagnolo commette un doppio fallo sul 30 pari, però Sinner stecca la risposta di rovescio su una seconda un po’ incerta: l’allievo di Ferrero ringrazia e sale 4-2.

È persino difficile rendere in fredde parole la costante e a tratti surreale intensità che entrambi i giocatori riescono a sprigionare. Nell’ottavo gioco Sinner si rifà sotto, risponde divinamente e manda in difficoltà Alcaraz, riuscendo finalmente ad abbattere il muro iberico, recuperando il break di svantaggio e infilando tre game consecutivi: 5-4. Il problema dell’azzurro è che il numero tre del tabellone rischia di fare lo stesso. Nell’undicesimo gioco lo spagnolo rispolvera momenti di esuberanza tennistica appartenuti soltanto al primo set (e al finire del secondo), trovando continuamente colpi profondi e penetranti e andando a servire per il set. La risposta del 21enne di Sesto Pusteria esplora confini mistici prima raggiunti soltanto da Novak Djokovic. Dopo aver trovato l’immediato contro-break, anche grazie all’ennesimo punto fantascientifico, Sinner raggiunge un nuovo tie-break. Che, questa volta, è letteralmente a senso unico: per una ventina di minuti circa l’azzurro non sbaglia un colpo e mette per la prima volta la testa avanti: 7-6 (0). Dopo tre ore e 22 minuti. All’una di notte newyorkese.

CONFERENZA DI JANNIK SINNER: “QUESTA SCONFITTA FARA’ MALE PER UN BEL PO'”

Alcaraz deve cercare di resettare quanto prima, ma il toilet break tra terzo e quarto parziale non frutta gli effetti sperati. Al rientro in campo, infatti, lo spagnolo perde subito la battuta, andando sotto 0-2. La partita si è totalmente ribaltata: è molto più spesso Sinner ad avere in mano il pallino del gioco, mentre Alcaraz a tratti appare impotente. I primi due turni giochi in battuta dell’azzurro sono tutto fuorché banali, tenuti entrambi ai vantaggi pur senza concedere palla break. Sullo scoccare delle 4 ore di gioco il 19enne di Murcia si scrolla di dosso un po’ di tensione, si porta sullo 0-40 e trova tre traccianti di dritto uno più devastante dell’altro, ricucendo lo strappo. Nel momento sulla carta a lui più sfavorevole Sinner non fa una piega, continua a rispondere a tutto e ripaga l’iberico con la stessa moneta. Sul nuovo 0-40 Alcaraz commette doppio fallo, riconsegnando il break al suo avversario, che scaglia due ace e non si guarda indietro: 5-3. Nel momento più importante della sua giovane carriera anche Jannik Sinner dimostra un recondito lato umano, mancando un match point e cedendo il servizio alla seconda occasione: 5-5. Il numero 3 del seeding è rinato in un attimo dalle proprie ceneri, tornando a sparare cannonate da ogni parte del campo e vincendo gli ultimi quattro giochi di fila e 11 degli ultimi 12 punti del quarto set.

Il compito più difficile per Sinner è ora quello di rientrare in campo e provare a dimenticare l’idea di essere andato così vicino ad un traguardo storico. Di certo le oltre quattro ore e mezza trascorse non lo aiutano, anche perché ad inizio quinto set è lui che, tra i due, sembra pagare maggiormente dal punto di vista fisico. Alcaraz appare più pimpante e tiene facilmente a 15 i suoi primi due turni di battuta, mentre l’azzurro ha qualche patema in più, ma impatta comunque sul 2-2. Le prime palle break del quinto set sono inaspettatamente sue e arrivano grazie a tre gratuiti consecutivi del numero 4 del mondo. Sinner non può lasciarsi sfuggire un’occasione simile, sfrutta la seconda chance e passa a condurre. Questa partita non smette mai di stupire e, da 3-2 40-15, la testa di serie numero 11 non riesce ad aggrapparsi al servizio, arma più importante che gli è rimasta, venendo ancora una volta prima ripreso, poi superato. Alcaraz vola sul 4-3 e non accenna a calare fisicamente, mentre le gambe dell’italiano iniziano a non rispondere più ai comandi. Nell’ottavo gioco lo spagnolo piazza l’allungo decisivo, convertendo la seconda palla break. Dopo 5h15, alle 2.50 locali, Carlos Alcaraz vince 6-3 6-7 (7) 6-7 (0) 7-5 6-3 il match più importante della sua carriera, frantumando il record del match più tardivo nella storia dello US Open. È la prima semifinale in carriera a livello Slam per il 19enne di Murcia: troverà Francis Tiafoe, che ha eliminato ai quarti Andrey Rublev, per provare a mantenere vivo il sogno di diventare numero uno al mondo.

CONFERENZA DI JANNIK SINNER: “QUESTA SCONFITTA FARA’ MALE PER UN BEL PO'”

CONFERENZA DI CARLOS ALCARAZ: “Una partita che sia Jannik che io ci ricorderemo per tutta la carriera”

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Coppa Davis, dall’inferno al paradiso: il Canada eliminato e poi campione per la prima volta

A inizio marzo, senza Shapovalov e Auger-Aliassime, il Canada veniva annichilito 4-0 dall’Olanda. Poi l’invasione della Russia ha stravolto tutto. Il ruolo di Raonic nella crescita del movimento

Pubblicato

il

Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Il 24 febbraio 2022 è probabilmente la data più drammatica di quest’anno, quella che rappresenta il giorno in cui la Russia ha invaso militarmente l’Ucraina. Come ben sappiamo tutti, purtroppo il conflitto è ancora lontano dalla sua conclusione. È una guerra che ha stravolto tutto ciò che poteva stravolgere, andando ad influenzare pesantemente anche il mondo del tennis, che è stato investito da provvedimenti più o meno discutibili. Giocatori e giocatrici russi/e e bielorussi/e sono stati costretti a competere senza la rispettiva bandiera, venendo anche bannati dal torneo di Wimbledon. Inoltre, le due federazioni sono state escluse dalla Davis Cup by Rakuten e dalla Billie Jean King Cup. In campo maschile, la Russia di Andrey Rublev e Daniil Medvedev era campione in carica, avendo sconfitto in finale la Croazia di Gojo e Cilic (carnefice dell’Italia a Torino). Già qualificata di diritto alla fase a gironi 2022, di conseguenza, l’esclusione di Medvedev&co. ha lasciato un vuoto da colmare necessariamente.

4-5 marzo 2022: Olanda-Canada 4-0

Il 4 e il 5 marzo scorsi si sono disputate le fasi di qualificazioni, che avrebbero portato i vincitori alla successiva fase a gironi di settembre. L’Italia si è imposta a fatica sulla Slovacchia (3-2), così come la finalista Australia, che al singolare decisivo è riuscita a regolare, con lo stesso punteggio, l’Ungheria.

Solo due teste di serie su 12 sono state eliminate: l’Austria (#12), battuta 3-1 dalla Corea del Sud, e proprio il Canada, spazzato via 4-0 dall’Olanda. Orfano dei suoi gioielli infatti, con Auger-Aliassime e Shapovalov che non avevano troppa intenzione di tornare in Europa solo per qualche giorno alla vigilia del Masters 1000 di Indian Wells, i canadesi non poterono contare neanche su Pospisil. Schierando così Galarneau e Diez in singolare, con Polansky e Schnur in doppio, i nordamericani non avevano speranze di battere l’Olanda di Van De Zandschulp, Griekspoor, Koolhof e Middelkoop. Che, per l’appunto, non ha fatto sconti.

 

Il Canada è stato così eliminato dalla Coppa Davis 2022, dovendo disputare i play-off per rimanere nel World Group. In una decina di giorni, però, è cambiato tutto.

In seguito all’invasione della Russia in Ucraina l’ITF ha deciso, come detto precedentemente, di escludere le federazioni russe e bielorusse. Al posto di Medvedev e compagni avrebbe dovuto esserci la Serbia, in quanto semifinalista 2021 con il ranking migliore. Tuttavia, la squadra di Djokovic aveva già ricevuto una wild card per la fase a gironi, proprio come accaduto oggi ad Italia e Spagna. Era dunque necessario assegnare nuovamente il posto lasciato libero dalla Russia, e la scelta ricadde proprio sul Canada, poiché era la federazione con il miglior ranking tra quelle eliminate nel turno di qualificazione.

Se la Serbia non avesse ricevuto una wild card – e ovviamente senza l’invasione russa – i nordamericani non avrebbero preso parte alle fasi finali della Coppa Davis 2022. Eppure, le cose migliori accadono sempre quando meno ce lo si aspetta.

Rinato dalle proprie ceneri, il Canada è così chiamato a disputare la fase a gironi, in programma dal 13 al 18 settembre contro Spagna, Corea del Sud e proprio la Serbia, orfana di Novak Djokovic. È il girone più combattuto per distacco – l’unico tra l’altro a finire con tre squadre appaiate a due vittorie – deciso da pochi dettagli. Con la Corea del Sud eliminata, tra le altre tre nazionali rimane fuori la Serbia, per via della peggior differenza tra singoli match vinti e persi (4-5, contro i 7-2 della Spagna e i 5-4 del Canada).

Sono sempre pochi dettagli a decidere le sorti dei ragazzi di Frank Dancevic, che anche alle final eight di questa settimana hanno rischiato grosso in più di un’occasione, andando a cinque game dall’eliminazione contro la Germania. Ai quarti, infatti, dopo l’1-1 dei singolari Krawietz e Puetz avevano strappato 6-2 il primo parziale a Pospisil e Shapovalov, bravi però a reagire ad inizio secondo e terzo set, strappando il servizio in avvio in entrambe le occasioni e portando a casa un’insperata vittoria.

Denis Shapovalov Canada Coppa Davis
Canada, Denis Shapovalov

Shapovalov stesso, però, non può certo essere considerato una certezza in Coppa Davis e il suo bilancio di 13/9 in questa competizione – 10/7 in singolare e 3/2 in doppio – ne è la conferma. Dopo la sconfitta ai quarti contro Jack Sock è arrivata anche quella in semifinale contro uno spettacolare Lorenzo Sonego, che ha nuovamente inguaiato i suoi compagni. Per sua fortuna, però, il Canada può contare anche su Félix Auger-Aliassime, MVP indiscusso di queste Finals.

In tre match a Malaga (quattro considerando anche il doppio decisivo contro l’Italia) il n°6 del mondo non ha mai perso il servizio, salvando tutte le 11 palle break concesse, di cui otto oggi contro De Minaur. Non solo, non ha nemmeno mai subito un mini-break nei due tie-break disputati. Una sicurezza.

Dall’esempio di Raonic alla Coppa Davis Junior 2015

Il 2022 è stato senza dubbio un anno magico per il tennis canadese. Oltre alla prima vittoria assoluta in Coppa Davis – il miglior risultato era stata la finale raggiunta nel 2019, persa contro la Spagna – ad inizio anno era arrivata anche la vittoria alla già defunta ATP Cup. Era successo anche lo scorso anno, con il successo della Russia in entrambe le competizioni. In questa stagione, ça va sans dire, i migliori risultati sono arrivati quanto erano presenti sia Shapovalov che Auger-Aliassime.

Il loro, in realtà, è un connubio vincente che parte da lontano. Nel 2015, infatti, i due nordamericani trascinavano la loro nazione al trionfo nella Coppa Davis juniores: dopo che Denis aveva vinto il suo singolare e Félix non era riuscito ad emularlo, i due si imposero sulla Germania al doppio decisivo.

Raonic Canada Coppa Davis
Milos Raonic – Bercy 2020

A fare da apripista alla generazione d’oro del tennis con la foglia d’acero è certamente stato Milos Raonic. Vincitore di 8 titoli ATP, capace di raggiungere il numero 3 del ranking a fine 2016 e finalista a Wimbledon (oltre che in altri 4 Masters 1000), il big server canadese è stato un esempio per i tennisti della generazione successiva alla sua, mostrando loro la via per vette altissime e fino a quel momento inesplorate da suoi connazionali.

Fino a prima di lui, infatti, il tennis in Canada non occupava certo una fetta di rilievo nella torta sportiva nazionale. Nonostante fosse stata una delle prime federazioni a partecipare alla Coppa Davis (l’esordio è datato 1913), prima di questa stagione non era mai arrivata una vittoria, con ben pochi risultati degni di nota negli oltre 100 anni trascorsi.

Pur non avendo ancora annunciato il ritiro dal tennis, Milos Raonic è ormai fermo da più di un anno, ma ha voluto comunque complimentarsi sui social con i ragazzi di Dancevic, definendo il loro successo come il più importante di tutti.

Vista la giovanissima età dei due terribili gemelli diversi, non è poi un azzardo pensare come questa possa essere soltanto il primo di tanti successi, in un futuro che, per il tennis canadese, è sempre più splendente.

Continua a leggere

evidenza

Enric Rojas, Kosmos: “Siamo molto contenti del lavoro svolto per questo torneo. Tutti sono molto soddisfatti”

Enric Rojas, CEO di Kosmos Tennis, società che gestisce la Coppa Davis risponde a qualche domanda del nostro direttore Ubaldo Scanagatta

Pubblicato

il

Prima della finale della 110° edizione del torneo internazionale a squadre, il nostro direttore Ubaldo Scanagatta parla con Enric Rojas, CEO di Kosmos Tennis, la società che dal 2019 ha acquistato i diritti dell’evento e ne ha modificato il format. Nelle parole del dirigente spagnolo c’è grande soddisfazione per il lavoro svolto in questa edizione e resta convinto della bontà del nuovo format adottato.   

Ubaldo: Sei soddisfatto di come sta andando questo torneo?

R. Non potrei essere più felice di quello che sono. come ho detto in una recente intervista, siamo davvero molto felice di come sta funzionando tutto. Le squadre, i giocatori, i partner, le istituzioni sono tutti molto soddisfatti quindi non posso che essere fiero di tutto il lavoro che abbiamo fatto.

 

Ci sono stati diverse sfide all’inizio del torneo che non hanno visto scendere in campo i doppisti perché, dopo la vittoria di due singolari, il doppio è inutile. C’è qualcosa che si può fare riguardo a questo?

R. è davvero molto difficile. Come ho detto in conferenza stampa, è molto difficile perché questo format funziona, e dovrebbero rimanere questo. Quindi sì, è molto difficile.

Come si può invogliare la stampa internazionale, extra-europea a venire qui per seguire il torneo? Non ci sono giornalisti americani, né inglese. Non credi che si dovrebbe organizzare qualcosa in modo che i giocatori siano più disposti a parlare con la stampa? Perché questo è stato uno dei più grandi problemi

R. Sì, penso tu abbia ragione. Abbiamo diversi ambasciatori in tutto il mondo e vogliamo avere più rappresentanti da tutte le nazioni per cercare di portare i giornalisti americani qui, almeno nelle fasi finali in modo che anche i giocatori siano più propensi a parlare con la stampa. È uno dei nostri obiettivi su cui stiamo lavorando.

Sappiamo tutti che questo evento è sponsorizzato da Rakuten ma non abbiamo mai visto nessuno di Rakuten. Dove sono? Non sono qui o non parlano con la stampa? Perché non li mandi a parlare con noi giornalisti?

R. Sì sì, ci sono. Passano molto tempo nell’hospitality e a fare attività nella fan zone. Sarò lieto di mandarteli perché ci sono.

Sarò felice di incontrarli! Grazie

Traduzione di Viola Tamani

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis, Italia direttamente alle Finals 2023: ci rivediamo a Bologna. Tutti gli accoppiamenti delle qualificazioni

Italia e Spagna si uniscono alle finaliste Australia e Canada, di diritto già alla fase finale, ed evitano lo spauracchio delle qualificazioni. Sorteggiati gli accoppiamenti di febbraio, spicca la Norvegia di Casper Ruud che ospita la Serbia di Novak Djokovic

Pubblicato

il

David Haggerty e Enric Rojas – Davis Cup Finals 2022 (foto Ubitennis)

L’International Tennis Federation assieme a Kosmos – la società fondata da Gerard Piqué, che gestisce oramai da quattro anni a questa parte le sorti della Coppa Davis – ha annunciato le due nazioni che beneficeranno di una wild card per le Davis Cup Finals By Rakuten 2023: a ricevere un invito per la fase finale della competizione, nella prossima stagione, sono state l’Italia e la Spagna. Dunque a poche ore dalla dolorosa sconfitta in semifinale arrivata solamente al doppio decisivo contro il Canada, arriva una buona novella per i colori azzurri che così potranno evitare lo scoglio del turno di qualificazione, i qualifiers. E non è roba da poco, ricordando quando fummo costretti a soffrire a Bratislava, dove ci trovammo ad un solo set da abbandonare i nostri sogni di gloria e non qualificarci neppure per la fase a giorni di Casalecchio di Reno. A proposito della Unipol Arena bolognese, avendo quindi la certezza di prendere parte alle Finals, l’Italia potrà nuovamente ospitare nella città emiliana uno dei gironi, nel quale verranno inseriti tre team tra quelli che usciranno vittoriosi dalle qualificazioni di febbraio.

Le squadre capitanate da Filippo Volandri e da Sergi Bruguera si uniranno quindi ad Australia e Canada che in quanto finaliste sono già qualificate di diritto alla prima fase delle Finals – quella a raggruppamenti – evitando di dover passare sotto l’otto volante dei qualifiers. Le wild-card sono state assegnate dal comitato direttivo della Coppa Davis, il quale è composto da due membri dell’ITF e altrettanti di Kosmos Tennis.

Saranno in totale 24 le nazionali che si contenderanno un posto per la prima fase delle Davis Cup Finals 2023 nei turni preliminari, i quali di svolgeranno nel weekend tra il 3 e il 5 febbraio. 12 di queste sono quelle che hanno chiuso la loro campagna del 2022 tra la terza e la sedicesima posizione, e quindi o ai gironi eliminatori oppure alla fase finale spingendosi al massino sino alla semifinale. Le altre 12, invece, sono le squadre nazionali che hanno vinto – a settembre – gli spareggi del Word Group 1 per accedere ai preliminari, ovvero i qualifiers. Il sorteggio delle qualificazioni si è tenuto domenica 27 novembre, a Malaga prima dell’inizio della finale ed è stato trasmesso in diretta in streaming sui canali social della competizione.

 

I 12 ties di qualificazione si giocheranno con il formato casa e trasferta, con due match di singolare da disputare il venerdì, l’incontro di doppio da giocare di sabato e dulcis in fundo altre due sfide di singolare a completamento della tre giorni di gare. Le teste di serie per il sorteggio sono state decise basandosi sul ranking ITF che tiene conto anche dei risultati nella Coppa Davis 2022. Mentre la nuova la classifica, quella di fine anno, verrà pubblicata nella giornata di lunedì 28 novembre.

Angelo Binaghi, Presidente della Federazione Italiana Tennis:

La wild card ricevuta oggi è un riconoscimento della bontà dei risultati ottenuti dall’Italia in Coppa Davis in questa stagione, dell’impegno e della determinazione dei nostri giocatori e della passione dei tifosi italiani. Questa wild card, infatti, automaticamente porta alla conferma di Bologna come sede di uno dei quattro gironi della fase finale dell’edizione 2023. Lo scorso settembre il calore del pubblico di casa ha dato una grossa spinta alla squadra azzurra e sono sicuro che si farà sentire ancora di più il prossimo anno. Ieri avevamo detto che la Federazione farà di tutto per mettere il gruppo capitanato da Filippo Volandri nelle condizioni migliori per riportare la Coppa Davis in Italia: poter ospitare il girone finale in casa è parte di questo piano”.

Sorteggio delle Qualificazioni alle Davis Cup Finals 2023

Nazioni Teste di serie: Nazioni non Teste di serie:

1. Croazia c. – Austria

2. Francia – Ungheria c.

3. Stati Uniti – Uzbekistan c.

4. Germania c. – Svizzera

5. Gran Bretagna – Colombia c. *

6. Serbia – Norvegia c.

7. Kazakistan – Cile c. *

8. Belgio – Repubblica di Corea c.

9. Svezia c. * – Bosnia Erzegovina

10. Paesi Bassi c. – Slovacchia

11. Argentina – Finlandia c. *

12. Repubblica Ceca – Portogallo c. *

c. – chi delle due nazionali giocherà in casa * – il fattore campo è stato deciso tramite sorteggio

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement