Roger Federer annuncia il ritiro: "La Laver Cup il mio ultimo torneo"

ATP

Roger Federer annuncia il ritiro: “La Laver Cup il mio ultimo torneo”

Il momento è arrivato, la star svizzera annuncia il suo addio al tennis professionistico

Pubblicato

il

Roger Federer - Wimbledon 2021 (credit AELTC/Simon Bruty)
 

Il giorno che il mondo del tennis aspettava da una parte e temeva dall’altra è arrivato: oggi, 15 settembre 2022, Roger Federer annuncia il suo ritiro dal tennis professionistico. “Devo riconoscere che è arrivato il momento di mettere fine alla mia carriera – ha comunicato il leggendario svizzero su Instagram -. La Laver Cup della prossima settimana sarà il mio ultimo torneo”.

Ci sarà tempo e modo per i commenti, ora è il momento di lasciare spazio alle parole del maestro svizzero, che in una lettera pubblicata sul suo account Instagram scrive:

Alla mia famiglia del tennis e non solo,

Di tutti i regali che il tennis mi ha dato negli anni, il più grande, senza dubbio, è stato rappresentato dalle persone che ho incontrato lungo la strada: i miei amici, i miei avversari, e soprattutto i tifosi che danno allo sport la propria vita. Oggi, voglio condividere una notizia con tutti voi.

Come molti di voi sanno, gli ultimi tre anni mi hanno presentato sfide sottoforma di infortuni e operazioni. Ho lavorato duramente per tornare in piena forma. Ma conosco i limiti del mio corpo e ultimamente i messaggi che mi ha mandato sono diventati chiari. Ho 41 anni, ho giocato oltre 1500 match lungo 24 anni. Il tennis mi ha trattato con più generosità di quanto avessi mai sognato, e ora devo saper riconoscere quando è il momento di mettere fine alla mia carriera professionistica.

La Laver Cup della prossima settimana a Londra sarà il mio ultimo evento ATP. Giocherò ancora a tennis in futuro, ovviamente, ma semplicemente non sul circuito o nei Grand Slam. Questa è una decisione agrodolce perchè mi mancherà tutto ciò che il tour mi ha dato. Ma allo stesso tempo, c’è molto da festeggiare. Mi considero una delle persone più fortunate al mondo. Mi è stato dato un talento speciale per il tennis, e ho giocato a livelli che non mi sarei mai nemmeno immaginato, per più tempo di ciò che ritenevo possibile.

Voglio ringraziare specialmente la mia meravigliosa moglie Mirka, che ha passato ogni minuto con me. Mi ha riscaldato prima delle finali, ha guardato innumerevoli partite anche durante le gravidanze, e ha sopportato il lato stupido di me per vent’anni durante il mio percorso. Voglio anche ringraziare i miei quattro meravigliosi bambini per avermi supportato, sempre pronti e vogliosi di vedere nuovi posti e di avere bei ricordi. Vedere la mia famiglia tifare per me dalla tribuna è una sensazione che amerò per sempre.

Voglio anche ringraziare i miei amati genitori e la mia cara sorella, senza di loro nulla sarebbe stato possibile. Un grande ringraziamento a tutti i miei coach del passato che mi hanno sempre guidato verso la giusta direzione.. Siete stati fantastici! E grazie al tennis svizzero, che ha creduto in me quando ero giovane e mi ha dato modo di dare il via alla mia carriera nel migliore dei modi.

Vorrei davvero ringraziare il mio team: Ivan, Dani, Roland, e soprattutto Seve e Pierre, che mi hanno dato il meglio e per me ci sono sempre stati. Anche Tony, per aver gestito con creatività il mio business per oltre 17 anni. Siete tutti incredibili e ho amato ogni minuto passato con voi.

Voglio ringraziare i miei fedeli sponsor, che sono davvero dei partner per me; e anche gli staff dei tornei dell’ATP Tour, che ci hanno sempre trattati con gentilezza e ospitalità.

Grazie anche ai miei avversari. Sono stato fortunato abbastanza da giocare dei match epici che non dimenticherò mai. Abbiamo combattuto con correttezza, con passione e con intensità, e ho sempre dato il massimo per rispettare la storia di questo gioco. Mi sento davvero grato. Ci siamo sempre spinti l’uno con l’altro, e insieme abbiamo portato il tennis a nuovi livelli.

Soprattutto devo ringraziare in modo speciale i miei incredibili tifosi. Non saprete mai quanta forza mi avete dato. Il sentimento che si prova quando si entra in stadi pieni è stato uno dei più grandi della mia vita; senza di voi, i successi che ho avuto sarebbero stati vissuti in solitudine, invece che con gioia ed energia.

Gli ultimi 24 anni sul circuito sono stati un’avventura incredibile. Mentre a volte sembra che siano andati via in 24 ore, sono stati così profondi e magici che sembra di aver già vissuto una vita intera. Ho avuto l’immensa fortuna di giocare in oltre 40 paesi. Ho riso e pianto, ho provato gioia e dolore, ma soprattutto mi sono sentito incredibilmente vivo. Durante i miei viaggi ho incontrato così tante persone meravigliose che rimarranno amiche per tutta la vita, che hanno tolto del tempo a sè stessi e ai cari per venirmi a vedere giocare e per tifarmi in tutto il mondo. Grazie.

Quando è iniziato il mio amore per il tennis, ero un raccattapalle a Basilea. Guardavo i giocatori con meraviglia. Erano come dei giganti per me, e così ho iniziato a sognare. I miei sogni mi hanno condotto a lavorare sempre più duramente e ho iniziato a credere in me stesso. Alcuni successi mi hanno dato fiducia e così ho iniziato questo meraviglioso viaggio che mi ha portato fino a questo giorno.

Quindi, voglio ringraziarvi tutti dal profondo del mio cuore, grazie a tutti coloro nel mondo che hanno aiutato i sogni di un giovane raccattapalle svizzero a diventare realtà.

Infine, al gioco del tennis: ti amo e non ti lascerò mai.

Roger Federer

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP e WTA, calendario di gennaio: manca poco al via della stagione 2023 in Australia

A breve si ricomincia In Australia. Dopo la United Cup, ATP e WTA di nuovo in campo ad Adelaide. Ecco il calendario ufficiale del primo mese dell’anno

Pubblicato

il

La stagione 2022 si è conclusa da poco con le finali di Coppa Davis e della Billie Jean King Cup – e le storiche vittorie rispettivamente del Canada e della Svizzera – tuttavia manca pochissimo all’avvio del circuito 2023 che, come da tradizione, ripartirà dall’emisfero australe.

Oltre alla United Cup, competizione mista a 18 squadre che si svolgerà tra Brisbane, Perth e Sydney dal 29 dicembre all’8 gennaio, i ragazzi possono ricominciare a scaldare i motori il 2 gennaio con l’Adelaide International 1, evento della categoria 250. Per il primo appuntamento del 2023 hanno confermato la loro presenza Novak Djokovic – fresco campione delle Nitto ATP Finals – e Jannik Sinner che ha scelto proprio Adelaide per ricominciare a competere dopo lo stop per infortunio.

Si gareggerà contemporaneamente anche a Pune (in India, l’unico evento ATP a gennaio che non si trova nell’emisfero australe), con un torneo della stessa categoria. Dal 9 gennaio i ragazzi saranno impegnati ancora ad Adelaide con l’Adelaide International 2 e con l’opzione dell’ASB Classic di Auckland, in Nuova Zelanda.

Anche per le ragazze, oltre alla United Cup, la stagione riparte il 1 gennaio da Adelaide (Adelaide International 1), anche se per loro il torneo apparterrà alla categoria 500. Allo stesso tempo si svolgerà anche il torneo femminile 250 ASB Classic di Auckland (una settimana prima rispetto a quello maschile), a cui parteciperanno anche le sorelle Fruhvirtova (Linda grazie al ranking e Brenda con una wild card). Dal 9 gennaio, si continua con l’Adelaide International 2 (ancora un 500 per le donne). Il circuito WTA sarà impegnato contemporaneamente anche all’evento ‘250’ di Hobart.

E poi, dal 16 gennaio, tutti presenti a Melbourne per il primo slam dell’anno, l‘Australian Open, che si concluderà il 29 gennaio con la finale maschile. La finale femminile si disputerà invece il sabato 28.

Continua a leggere

ATP

Nakashima: “Devo migliorare sui cinque set, Sinner ne aveva più di me allo US Open” [ESCLUSIVA]

Intervistato da Steve Flink, il vincitore delle Next Gen Finals Brandon Nakashima parla del percorso nel torneo milanese, “Più corti sono i set più c’è divertimento”, gli insegnamenti di Pat Cash, “Andare a rete il più possibile”, e dei suoi big match in stagione

Pubblicato

il

Brandon Nakashima - Milan 2022 (Twitter @nextgenfinals)
Brandon Nakashima - Milan 2022 (Twitter @nextgenfinals)

Nel 2022 ha vinto nella natia San Diego il suo primo e finora unico titolo ATP, ma ha alzato anche il trofeo Next Gen a Milano. Classe 2001, anche in questa stagione Brandon Nakashima ha continuato il percorso di miglioramento in quel termometro che è il ranking di fine anno. Se nell’agosto del 2021 aveva fatto l’ingresso in top 100, quest’anno ha sfondato il muro successivo e lo ritroviamo così al numero 47, dopo un picco al 43° posto.

Intervistato da Steve Flink per Ubitennis.net, Brandon ha cominciato la conversazione rispondendo alle domande sull’esperienza milanese, soprattutto per quanto riguarda la gestione del formato particolare e delle regole differenti. “Con i set brevi, subisci un break e in pratica vai al set successivo. Toglie dall’equazione l’elemento del cercare di rientrare quando sei in svantaggio perché è estremamente difficile farlo. Personalmente preferisco il solito sistema di punteggio, ma è una buona idea provarlo per le Next Gen Finals. Più corti sono i set, più divertimento c’è per i fan”.

Naturalmente, ha approfittato del vantaggio di aver già giocato con queste regole l’anno prima, quando aveva raggiunto le semifinali, sconfitto da Korda. “Mi ero un po’ abituato al formato, ma ero comunque nervoso prima dell’esordio di quest’anno. Sapevo di avere l’opportunità di fare bene e avevo delle aspettative alte”.

 

E, in effetti, proprio il suo primo match è stato quello più impegnativo, con Matteo Arnaldi unico a costringerlo al quinto set sulle ali dell’entusiasmo del pubblico amico. “Un incontro che mi ha aiutato per quelli successivi in termini di mentalità e approccio ai punti decisivi”.

Lo ha certo aiutato nella vertiginosa semifinale contro Jack Draper, del quale dice: “Ha un buon gioco a tutto campo per diventare un top player. Sono certo che questa non sarà stata l’ultima volta che ci gioco. Ci spingeremo l’un l’altro a migliorare nei prossimi anni”.

La parte più difficile della finale è stata giocare di nuovo contro Lehecka, giù battuto nel girone. “Sapevo che il primo match non significava granché a quel punto. Lui cercava la rivincita e sarebbe partito forte, quindi dovevo superare la tempesta. Un paio di punti nei tie-break hanno fatto la differenza. Alla fine, questo torneo sarà un trampolino”.

Abbiamo detto del primo titolo, che era uno degli obiettivi stagionali per Nakashima. “Sapevo di aver il gioco per riuscirci, mancava solo l’occasione giusta. Vincere nella mia città natale con famiglia e amici a tifare è stato speciale, non lo dimenticherò mai”.

Brandon aveva già avuto modo di dire che il suo idolo era Roger Federer, nonostante il suo gioco assomigli più a quello di Djokovic. Tenere i piedi sempre vicini alla linea di fondo sembra quasi un dogma per lui, tanto che nessuno avrebbe nulla da ridire, anzi, se in determinate situazioni si prendesse un po’ più di tempo e spazio. 188 cm di altezza, inappuntabile dal punto di vista atletico e muscolare, è sedicesimo nella classifica dei migliori battitori dell’anno compilata dall’ATP. Non è bastato per superare colui che in quella classifica è secondo, Nick Kyrgios, trascinato comunque al quinto agli ottavi in Church Road per il miglior risultato Slam del californiano. “Ho avuto l’opportunità di giocare contro alcuni dei più forti e ho tirato fuori il mio tennis migliore. Mi ha dato tanta fiducia. È stato fantastico giocare sul Centrale di Wimbledon oppure sull’Armstrong allo US Open nonostante abbia perso. La vittoria su Dimitrov a New York è stata uno dei migliori momenti della mia stagione”.

Brandon si sofferma poi sull’esperienza con Pat Cash, terminata alla fine del 2020. “Andare a rete il più possibile è una delle tante cose che ho imparato da lui. Poi ho provato diversi coach e ora ho Eduardo [Infantino] e Franco [Davin]. Collaborano e comunicano molto ed entrambi aggiungono valore al mio tennis”.

B-Nak, questo il suo soprannome, è uno dei nove statunitensi in top 50. “Il tennis Usa è messo bene, quindi per me è grandioso essere a questo punto, ma voglio continuare a migliorare. Gli obiettivi per il prossimo anno sono l’ingresso tra i primi 25 o 30 e andare avanti in tutti gli Slam. Ho 21 anni, quindi sto ancora costruendo la mia forma e diventando più forte e veloce. Una delle chiavi sarà migliorare la resistenza nei tre su cinque. Sento che allo US Open Sinner ne aveva assolutamente più di me negli scambi tirati. Ci sto lavorando, so che differenza può fare”.

Continua a leggere

ATP

Luca Vanni entra nello staff del Piatti Tennis Center: sarà maestro

L’ex n.100 ATP trasmetterà i suoi valori e conoscenze ai giovani del centro di Riccardo Piatti a Bordighera

Pubblicato

il

Luca Vanni - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

La legge non scritta che nel tennis si possa arrivare in alto solo se si esplode in età abbastanza giovane, e che i treni passano poche volte, è stata ribaltata, forse non così frequentemente, ma non mancano gli esempi. E in tal senso, per quanto riguarda i colori italiani, Luca Vanni è uno dei maestri. Il 37enne ex n.100 al mondo, ritiratosi nel 2021, ha iniziato a emergere a certi livelli solo verso i 30 anni (best ranking raggiunto proprio a quell’età), mostrando come abnegazione e sacrificio spesso possano ribaltare storie apparentemente già scritte. E così, memore della sua carriera, dopo un anno in cui ha seguito Andrea Pellegrino, si è lanciato in una nuova, entusiasmante avventura: sarà maestro al Piatti Tennis Center di Bordighera. La notizia è stata annunciata con grande entusiasmo dal direttore sportivo Andrea Volpini: “Il nostro obiettivo era di alzare ulteriormente il livello dei maestri, inserendo nel team un coach che avesse grande conoscenza del gioco sulla base di esperienze vissute sulla propria pelle. Ho pensato a Luca: ottima persona e professionista affidabile, con un’enorme passione per il tennis e altrettanta conoscenza di questo sport“.

E lo stesso Vanni, che vanta anche una finale ATP (San Paolo 2015, persa al tie-break del terzo contro Pablo Cuevas), è apparso ben felice di mettere a disposizione dei giovani, dei ragazzi che sognano di emergere in questo sport, la sua esperienza e competenza. “A Bordighera“, spiega Luca, “ho trovato un ambiente davvero stimolante, nel quale si lavora sodo e c’è grande spirito di squadra. Qui i maestri insegnano, ma allo stesso tempo imparano. Trascorrendo ore e ore in campo, a grande intensità, si cresce costantemente. Nella mia prima settimana di impegno ho toccato con mano il funzionamento di un centro come questo, iniziando a capire quali sono i punti cardine del metodo Piatti“. Dunque una collaborazione che promette grandi soddisfazioni, sia per il Piatti Tennis Center, che potrà vantare un ex top 100 tra i propri maestri, sia per Luca Vanni, che avrà l’occasione di trasmettere il suo vissuto e provare a fare da allenatore anche di più di quanto fatto nell’ottima carriera da giocatore.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement