Il mezzo miracolo di Dominic Thiem al Challenger di Rennes

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Il mezzo miracolo di Dominic Thiem al Challenger di Rennes

Al Challenger francese, l’ex n.3 del mondo arriva in finale ma viene battuto nettamente da Humbert. Vittorie anche per Moutet e Albot

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Dominic Thiem - Challenger, Rennes 2022 (Instagram @domithiem)
 

Anche se questa è stata una settimana interamente focalizzata sui gironi di Round Robin della Coppa Davis, non sono certo mancati spunti interessanti dal circuito Challenger. A partire dal ritorno alla ribalta di Dominic Thiem che al Challenger 90 di Rennes (cemento indoor) è finalmente tornato a ruggire. E’ infatti arrivato a giocarsi una finale dopo oltre due anni d’inferno, costellati da infortuni a non finire e dalla conseguente, precipitosa, discesa in classifica. Purtroppo in finale Ugo Humbert non è stato d’accordo nel suggellare il tutto con il classico lieto fine e ha stoppato brutalmente (6-3 6-0) l’austriaco cui però non mancano i motivi per sorridere, a cominciare dal rientro in top 200, precisamente alla posizione n.182. Nel corso della settimana poi Thiem aveva vinto delle partite non banali come quella con Hugo Gaston in semifinale, per non parlare della sfida vintage nell’esordio con Gilles Simon. Per Humbert (ex n25 ATP) è il settimo titolo in carriera e un passo verso il sospirato rientro in top 100. 

Ma anche il Challenger 125 di Stettino (terra battuta) ci ha mandato segnali importanti, come quello relativo al nostro Raul Brancaccio che ha disputato un magnifico torneo arrivando fino alle semifinali dove è stato eliminato da Dennis Novak col punteggio di 6-4 7-6(9). Novak che a sua volta ha ceduto in finale con l’onore delle armi a Corentin Moutet che ha vinto 6-2 6-7(5) 6-4. Per il 23enne mancino originario di Parigi è il quinto successo nel circuito che si accompagna al nuovo best al n.64 ATP. Sempre dalla Polonia altre belle notizie ci giungono dal torneo di doppio che ha visto la vittoria della ricomposta coppia Vavassori/Brown che in finale hanno battuto Pavlasek/Jebavy col punteggio di 6-4 5-7 10/8. Per il tennista torinese è il tredicesimo successo Challenger (il quarto in stagione) che gli regala anche il nuovo best ranking alla posizione n.55 ATP. Siamo personalmente molto felici non solo per Andrea ma per la coppia che è, oltre che una bella combinazione tecnica, un forte sodalizio umano. I due sono amici anche fuori dal campo (e non succede spesso) e appena i rispettivi impegni glielo consentono si ritrovano e, come succede ai vecchi amici, sembra che il tempo non sia trascorso. Per loro è il quarto trofeo in un solo anno (Tulln, Napoli e Cordenons i precedenti). 

Fatto un rapido accenno alla vittoria di Radu Albot al Challenger 80 di Instanbul (cemento outdoor) con netta vittoria in finale su Lukas Rosol (6-2 6-0), passiamo a quella che è in realtà la notizia più importante della settimana a proposito del circuito Challenger e cioè dalle parole di Andrea Gaudenzi (presidente dell’ATP) che annuncia una profonda trasformazione del settore a partire dal 2023. Ricorderete le sue infelici dichiarazioni sui Challenger alla fine del 2021, dichiarazioni che mettevano in dubbio la sostenibilità stessa di questa tipologia di tornei. Memore del vespaio sollevato, oggi Gaudenzi torna alla carica, anche se in maniera più organica e meditata: “Il Challenger Tour è il trampolino di lancio del tennis professionistico maschile. Quello di oggi è un passo avanti fondamentale per l’intero ecosistema. Il nuovo piano aumenta il potenziale di guadagno per i giocatori e migliora l’equilibrio complessivo”. 

 

Vediamo nel dettaglio questi miglioramenti: dall’anno prossimo scompariranno le categorie Challenger 90 e 110, per cui rimarranno solo i 50, 75, 100 e 125. Con l’introduzione di tre eventi di categoria speciale (175) che si disputeranno in contemporanea con la seconda settimana dei Master 1000 di Indian Wells, Roma e Madrid. Aumenterà del 60% il montepremi complessivo e verranno maggiormente tutelati i giocatori che perderanno nei primi turni. Il numero dei tornei passerà da 183 a 195. Che dire? E’ troppo presto per dare una valutazione anche perché veniamo da due anni in cui si è navigato a vista e tuttora il calendario viene reso pubblico ogni due mesi, senza cioè lasciare che lo sguardo si avventuri troppo oltre. Tanto per dire, al momento non c’è ancora nulla di ufficiale relativamente al prossimo mese di dicembre. Quindi, pandemia permettendo, bisognerà aspettare la prova dei fatti perché una tale puntigliosa elencazione ci lascia qualche dubbio. Bisognerà infine capire se ci saranno cambiamenti anche a livello Futures, che è il vero anello di congiunzione tra i tornei juniores e il tennis professionistico. 

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Challenger di Parma, il palcoscenico è tutto per Vavassori: battuto Etcheverry

Sugli scudi in Emilia anche Federico Arnaboldi che sorprende Franco Agamenone

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Andrea Vavassori - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)

Uno splendido sole ha accompagnato i primi due giorni del Challenger 125 di Parma (terra battuta) in corso di svolgimento sugli splendidi campi del TC Parma, uno dei circoli più belli e funzionali che ci sia mai capitato di frequentare. Impressione confermata da Riccardo Bonadio che ci ha confessato come per lui sia il più bel circolo italiano. Terminate le qualificazioni, sono iniziati nel pomeriggio di lunedì gli incontri di primo turno. E sono iniziati col botto: partite belle e combattute con sorpresa finale. La partita più interessante è stata sicuramente quella finita a sera inoltrata, a causa del protrarsi degli incontri precedenti, che ha visto Andrea Vavassori prevalere sulla testa di serie n.3 Tomas Etcheverry (n.88 ATP), invece la sorpresa che non ti aspetti è stata la vittoria della wild card Federico Arnaboldi su Franco Agamenone. Vavassori ha vinto 6-3 2-6 6-4 al termine di oltre due ore e mezza di autentica battaglia contro un avversario forte e in crescita. Ma in crescita è anche l’azzurro che ha mostrato in questi ultimi mesi dei progressi incredibili proprio in quelli che erano sempre stati i suoi punti deboli: la regolarità e la tenuta da fondo campo. Il gioco d’attacco, le soluzioni imprevedibili e i cambi di ritmo erano già da tempo in repertorio, adesso il tennista torinese ha ampliato il catalogo con una solidità da fondo campo che lo rende avversario quanto mai insidioso anche per un tipico regolarista da terra battuta come l’argentino Etcheverry. A fine partita Andrea ci ha detto: ”Sono contentissimo perché ho lavorato tanto sul gioco da fondo campo e mi fa piacere vedere i risultati. Oggi è stato un match intensissimo perché il suo gioco con quel kick che rimbalzava alto mi infastidiva molto. Ovviamente non posso che confermare come sia stata una splendida stagione che mi ha regalato soddisfazioni sia in singolo che in doppio e, anche se non è facile conciliare le due cose, vorrei portarle avanti entrambe. Cosa mi aspetto da questo finale di stagione? Di poter mettere quella ciliegina che mi è mancata di un niente a San Benedetto e Cordenons”.

Molto bravo anche il 22enne Federico Arnaboldi che, sotto le cure amorevoli di Diego Nargiso, sta migliorando a vista d’occhio. Contro Franco Agamenone ha sovvertito ogni pronostico e, dopo una partenza difficile, è riuscito ad invertire l’inerzia del match e a prendere, man mano, il sopravvento. Il 4-6 6-3 6-4 finale certifica il miglior risultato in carriera per Arnaboldi (l’avversario con la miglior classifica mai battuto) e una grossa delusione per l’italo-argentino che ci aveva confessato prima del match che il suo obiettivo in questi ultimi mesi di stagione sarebbe quello di guadagnarsi il tabellone principale dei prossimi AO. Gli mancano una cinquantina di posizioni e questa sconfitta è un brutto passaggio a vuoto. A breve rientrerà in Argentina per partecipare alla ‘temporada’, la serie di tornei Challenger in programma nel continente sudamericano. A fine match Arnaboldi ci ha detto:Effettivamente la partita non era iniziata molto bene ma io non stavo giocando male, era piuttosto lui che era molto solido. L’unico problema era che forse io stavo facendo un po’ troppo il suo gioco. Quando sono riuscito a cambiare alcune cose ho cominciato subito a raddrizzare la partita, dimostrando di poter competere a questi livelli e ne sono davvero felice”. Intanto migliora il proprio best ranking alla posizione n.467 ATP.

Sono terminate anche le qualificazioni che hanno promosso tre giocatori italiani: Francesco Forti, Stefano Napolitano e Fausto Tabacco. Tre giocatori con storie diverse ma con la stessa ambizione: dimostrare qualcosa agli altri, ma soprattutto a se stessi. Il giovane Tabacco di poter portare un altro siciliano ai vertici dopo i successi di Cecchinato e Caruso, stimolato anche dalla concorrenza del fratello Giorgio e del rampante Piraino, Forti di poter riprendere la corsa che in primavera l’aveva visto competere con bella sicurezza nel circuito Challenger, prima di fermarsi per un noioso infortunio. Ma la motivazione più forte è sicuramente quella di Napolitano che tre anni fa fu fermato da quel maledetto problema al gomito proprio quando stava vivendo il miglior momento della carriera. Il rientro dopo l’intervento chirurgico è stato problematico e, di sconfitta in sconfitta, ha minato molte delle sue sicurezze, facendolo precipitare in classifica oltre il 500esimo posto, posizione che non ha niente a che vedere con il suo reale valore. Le due belle vittorie in qualificazione contro Andrea Guerrieri e Andrej Chepelev non potranno da sole sterzare la stagione, come ci ha onestamente confessato lo stesso Stefano dopo l’incontro, ma costituiscono comunque una bella iniezione di fiducia.

 

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Il Challenger di Lisbona saluta il ritorno alla vittoria di Marco Cecchinato

Il tennista azzurro batte facilmente in finale il giovane Luca Van Assche, e solleva finalmente un trofeo dopo tre anni di astinenza

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Tennis Internazionali San Marino Open, ATP Challenger, Marco Cecchinato, 13 Agosto, 2021. Foto Felice Calabro’

Marco Cecchinato in questa settimana portoghese aveva dimostrato non solo di aver recuperato una buona condizione tennistica, ma anche una certa serenità mentale, proprio quella che gli era mancata in questo lunghissimo periodo caratterizzato da risultati molto modesti e da un’apparente pulsione autodistruttiva. Confessiamo come nutrissimo il timore che, con la vittoria a Lisbona così a portata di mano, gli potesse tremare il braccio, come tante volte gli era successo ultimamente, e gli tornassero alla mente tutte le occasioni sprecate in questa stagione per lui affatto positiva. Per fortuna siamo stati clamorosamente smentiti dal Ceck che durante l’ora e venti di partita non ha avuto un solo attimo di esitazione, e anzi non ha perso occasione per ricordare al 18enne Luca van Assche come sia ancora lunga per lui la strada che porta alla vetta.

Il doppio 6-3 ai danni del francese n.289, senza aver concesso una sola palla break, parla chiaro e rappresenta il sesto titolo Challenger della carriera, e il primo titolo in generale dal febbraio 2019 (successo nell’ATP 250 di Buenos Aires). Questa vittoria proietta il nostro atleta verso un finale di stagione molto interessante. Infatti Marco ha pochissimi punti da difendere; da qui a fine anno un solo risultato e precisamente la finale del Challenger di Lussino. Una salita dunque non ripidissima che potrebbe iniziare già da questa settimana al Challenger 125 di Parma dove all’esordio l’aspetta un Gianluca Mager propriamente non nel miglior momento della propria carriera. Cecchinato intanto dovrebbe essere già risalito al numero 114 ATP, a sole dieci posizioni dall’ultimo posto utile per il tabellone principale dell’Australian Open. Quindi il progetto di rientrare finalmente nel tennis che conta non appare più così velleitario. In realtà nemmeno gli ambiziosi programmi dello sconfitto di Lisbona appaiono campati per aria, il teenager nativo di Bordeaux, dal babbo belga e mamma italiana, si conferma, al netto della lezione portoghese, pronto per il salto di categoria e intanto frantuma il proprio best ranking salendo alla posizione n.231 ATP. 

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Kei Nishikori vede la luce in fondo al tunnel: due wild card per i Challenger di Calgary e Drummondville

L’ex n.4 del mondo sta tornando al tennis giocato dopo un infortunio all’anca che lo ha tenuto lontano dai campi dall’ottobre 2021

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Kei Nishikori - ATP Washington 2021 (via Twitter, @CitiOpen)

Tennis Canada ha annunciato che Kei Nishikori ha ricevuto una wild card nel tabellone principale del National Bank Challenger a Calgary in programma dal 6 al 13 novembre e per quello di Drummondville che si terrà dal 13 novembre al 20.

Sarà questo il ritorno al tennis giocato del giapponese ex n.4 del mondo, dopo un infortunio all’anca che lo ha tenuto lontano dai campi dall’ottobre 2021. “Siamo entusiasti di avere Kei ai nostri tornei“, hanno detto insieme Alain Caillé, presidente del torneo a Drummondville, e Danny Da Costa, direttore del torneo a Calgary. “È stato uno dei giocatori più prolifici del Tour dall’inizio della sua carriera e – hanno aggiunto – anche se sta tornando da un grave infortunio, rimane un giocatore di grande talento. Non vediamo l’ora di vederlo giocare di nuovo in Canada, e non c’è dubbio che lo saranno anche i nostri fan”.

Il 32enne riceverà una delle tre wild card per partecipare al tabellone principale di entrambi gli eventi. I nomi delle altre wild card saranno annunciati una settimana prima dell’inizio dei tornei. L’elenco dei giocatori, che probabilmente includerà diversi canadesi, verrà pubblicato con due o tre settimane di anticipo.

 

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