“See you in Malaga”: la festa delle qualificate e la situazione nel Gruppo I e II di Coppa Davis

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“See you in Malaga”: la festa delle qualificate e la situazione nel Gruppo I e II di Coppa Davis

Italia e Spagna pronte a darsi battaglia a Malaga, mentre Norvegia e Grecia raggiungono la qualificazione grazie a Ruud e Tsitsipas

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tifosi italiani a Bologna, Coppa Davis 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

“See you in Malaga” è stato lo striscione più esposto della domenica tennistica. Il lotto delle aspiranti otto formazioni si è definito. Appuntamento a novembre (dal 22 al 27) in Spagna per l’assegnazione del titolo. A rompere il ghiaccio sarà il confronto tra Australia e Olanda il prossimo 22 novembre: la vera sorpresa di questa Davis è rappresentata proprio dagli “orange” primi nel raggruppamento in cui erano inseriti Usa e Gran Bretagna. Per il primo posto è stata decisiva la vittoria dei due singolaristi, Griekspoor e Van De Zandschulp, su Paul e Fritz nella giornata di sabato. Ma altrettanto significativa è stata la vittoria ottenuta con i due doppisti nella sfida ai britannici. Australiani secondi nel proprio raggruppamento alle spalle della Germania. De Minaur e Kokkinakis i trascinatori di una squadra che è riuscita a sopravanzare la Francia anche per meriti del proprio doppio composto da Ebden e Purcell. 

Il giorno dopo toccherà a Croazia e Spagna. Croati secondi alle spalle degli azzurri, con i successi su Svezia e Argentina che sono valsi il passaggio del turno. Dall’altra parte della rete ci saranno i padroni di casa degli spagnoli con tanto di n. 1 in campo, ovvero Carlos Alcaraz. Spagna non brillantissima nel concentramento che l’ha vista trionfare seppur con qualche difficoltà, specie contro il Canada che ha ottenuto una vittoria decisiva ai fini della qualificazione. 

Il 24 novembre si disputeranno due sfide: occhi puntati sugli azzurri che se la vedranno contro gli USA e apriranno il programma di giornata. L’Italia punterà sulla solidità di Berrettini e spera di avere Sinner al top della forma per compiere un’impresa meravigliosa. Percorso netto per l’Italia che ha vinto tutte e tre le sfide del turno di qualificazione. Gli USA hanno, invece, chiuso al secondo posto alle spalle dell’Olanda. Occhio a Fritz, Paul e all’occorrenza anche a Isner per creare grattacapi agli italiani. Americani incappati nella rete olandese, con i successi di Griekspoor e Van De Zandschulp su Paul e Fritz che ha compromesso i piani della squadra americana. 

 

A seguire sarà Germania-Canada. Tedeschi galvanizzati dall’aria di Amburgo e di Davis e capaci di vincere tre gare su tre. “On fire” Struff e il doppio composto da Kevin Krawietz e Tim Puetz. Il Canada è principalmente Felix Auger Aliassime con Pospisil costretto a duplicarsi tra singolare e doppio.

Cile, Colombia e Svizzera sono le ultime Nazioni vincitrici ad aver staccato il pass per le qualificazioni alla Coppa Davis dell’anno prossimo. Il Cile ha superato il Perù grazie alla forma smagliante di Nicola Jarry che ha battuto Nicolas Alvarez 6-3, 6-0. Per la Colombia giornata serena contro la Turchia battuta nettamente 4-0. 

Ritschard salva la Svizzera vincendo il singolare decisivo contro Quiroz e l’Ecuador. Quadro delineato, dunque, con Repubblica Ceca, Austria, Portogallo, Ungheria, Slovacchia, Nuova Zelanda, Uzbekistan, Norvegia e Bosnia qualificate assieme alle tre sopra citate. E’ servito il miglior Casper Ruud per dare ai norvegesi la chance di superare il turno. Il finalista degli USOpen vince il singolare e il doppio, portando buonumore nel tema scandinavo. 

Nel Gruppo II, invece, rispettate le previsioni della vigilia con le seguenti nazionali promosse nel Gruppo I. Cina batte Tapei, con il Libano che soffre ma batte Monaco. Percorso netto per la Bulgaria che batte il Sudafrica e la Polania che ha vita facile contro l’Indonesia, della Slovenia sull’Estonia. Bene Tapei nella sfida con la Cina. L’Irlanda batte le Isole Barbados, con Lettonia, Danimarca e Tailandia qualificate nel Gruppo I. Bene la Lituania e la Grecia che, trascinata da Tsitsipas, si qualifica per il Gruppo I.

Paolo Michele Pinto

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Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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Canè: “Vincere la Davis quest’anno? Io ci credo. Mi chiedono ancora del match con Wilander”

L’ex tennista azzurro oggi commentatore tecnico: “Il tennis italiano è a posto per dieci anni”

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Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)
Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)

Il turbo rovescio, le urla di Galeazzi e quella vittoria in Davis su Wilander. Paolo Canè è rimasto nella memoria di molti appassionati di tennis per quell’epica vittoria del 1990, ma è stato un giocatore divertente e completo in grado di togliersi le sue soddisfazioni ed arrivare al n.26 ATP. Oggi è rimasto a stretto contatto col mondo del tennis e la sua voce accompagna le immagini dei tornei dello Slam in quanto commentatore di Eurosport. Canè è stato intervistato negli scorsi giorni da Repubblica Bologna, durante la settimana di Coppa Davis, e ha espresso il suo parere sulle chances della squadra capitanata da Filippo Volandri. “Questi ragaz zi se sono al completo già quest’anno possono vincere la Coppa – sono state le parole di Canè -. E comunque al di là di come finisce stavolta, per dieci anni il nostro tennis è a posto, questa è una generazione da favola. Non ci sono solo Berrettini e Sinner: Musetti è uno spettacolo, il suo tennis incanta, Fognini ancora oggi ha un talento unico, Bolelli avete visto come ha giocato contro la Croazia. Quei due si integrano alla perfezione, il genio di Fognini, le sue fiammate, e la solidità e la potenza di Bolelli”.


Canè rievoca il famoso match con Wilander: “Giocammo su due giorni, interrompemmo la sera che eravamo due set pari, non ci si vedeva più. Eravamo 2-2, era il punto decisivo. Chiesi a Panatta, che era il capitano, di cenare da solo, volevo restare concentrato, avevo in testa quel pensiero lì e basta, volevo batterlo, dicevo, Mats è stato numero uno, ha vinto tantissimo, stavolta deve toccare a me”. E spiega anche come interpreti la sua esperienza da seconda voce tv: “Mi piace molto, è un’esperienza che mi completa, ho capito che non bisogna parlare sempre, commentare ogni punto, perché si diventa noiosi. Su una partita di 5 set poi la gente si stufa. Bisogna spiegare, coi tempi giusti”.

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