ATP Sofia, il tabellone: al via Sinner, Musetti, Fognini e Sonego

ATP

ATP Sofia, il tabellone: al via Sinner, Musetti, Fognini e Sonego

Folta pattuglia italica ai nastri di partenza, con Jannik difensore del titolo e testa di serie numero 1. Occhio però alle qualificazioni, la truppa italiana potrebbe diventare ancora più corposa. Secondo favorito Pablo Carreno Busta

Pubblicato

il

Sinner Sofia Champion
 

Con le qualificazioni che prenderanno il via nella giornata di domani, domenica 25 settembre, si alzerà ufficialmente il sipario sulla nona edizione del Sofia Open – torneo di categoria ‘250’ di scena nella capitale bulgara. Questo evento venne introdotto nel circuito mondiale per la prima volta nel 1980, prima di essere repentinamente soppresso appena due anni dopo. L’ATP lo ha poi riportato all’interno del Tour, in seguito ad un’assenza di 33 anni, nel 2016. Un reinserimento nei palinsesti del tennis professionistico, che non ha potuto – col senno di poi – non far piacere al movimento azzurro. Infatti nelle ultime due stagioni l’appuntamento della racchetta nell’Europa orientale, ha parlato a gran voce italiano: con i colori del Bel Paese portati in auge dal nostro numero 1 Jannik Sinner.

TANTI AZZURRI ALLA RIBALTA – Il 20enne altoatesino è difatti il bi-campione in carica del torneo, successo ottenuto nel 2020 ai danni di Vasek Pospisilprimo alloro nel circuito maggiore per il Pel di carota di San Candido – e bissato l’anno successivo superando in finale Gael Monfils. Ebbene, proprio il finalista di Miami 2021 sarà ancora una volta l’uomo da battere: Jan guiderà il tabellone alla ricerca della tripletta. Subito dietro, a ruota dell’allievo di Simone Vagnozzi, si presenta ai nastri di partenza una corposa pattuglia italica, con ben altri tre rappresentanti. Al fianco di Jannik ci saranno Lorenzo Musetti, Fabio Fognini e Lorenzo Sonego.

Il classe 2002 di Carrara, come il suo alter ego e connazionale della Val Pusteria, potrà godere di un bye al primo turno – privilegio riservato, come accade normalmente in tornei di questo livello a tutte le prime quattro teste di serie – e attenderà al secondo turno il vincente della sfida tra il giovane ceco Jiri Lehecka (n. 63 ATP) e la wild card di casa Alexandar Lazarov. L’apripista del seeding se la vedrà invece, per aprire la sua campagna, con chi uscirà indenne dallo scontro fra un giocatore proveniente dalle qualificazioni e il portoghese Nuno Borges (n. 94 ATP). Mentre il Muso, tenendo fede al proprio ruolo di quarto favorito all’affermazione finale, si trova nella parte bassa del main-draw; al contrario il più esperto della combriccola nostrana è stato collocato dal sorteggio nella metà alta: Fogna doveva inizialmente esordire contro il redivivo Wawrinka ammirato questa settimana a Metz, ma l’infortunio occorso al ginocchio sinistro oggi nella semifinale contro Bublik ha costretto il 37enne elvetico a dare forfait. Al suo posto – era stato offerto un invito al tre volte vincitore Slam – dentro il ripescato in extremis Aleksandar Vukic – australiano, n. 138 ATP -. A completare la migrazione azzurra in terra balcanica è il ritrovato Lorenzo Sonego, che domani sarà impegnato nella quinta finale della carriera al Moselle Open e che avrebbe potuto incrociare proprio Stan The Man nell’ultimo atto del torneo indoor francese se solo il nativo di Losanna non si fosse fatto male. Il 27enne torinese, che qualora vincesse il titolo rientrerebbe in Top 50, avrà un esordio alquanto impegnativo contro l’iberico Bernabé Zapata Miralles: tennista molto solido, e quest’anno capace d’issarsi addirittura tra i migliori sedici al Roland Garros, ma probabilmente penalizzato dalla superficie – le condizioni veloci al coperto, di certo non sono quelle in cui si trova più a suo agio.

 

Sui campi dell’Arena Armeec, tuttavia, ci saranno anche altri protagonisti in grado di attirare l’attenzione oltre ai nostri alfieri. La seconda forza del seeding sarà, infatti, il recente campione del Masters 1000 di Montreal Pablo Carreno Busta: l’asturiano aspetta al secondo round uno tra un qualificato e lo svizzero serve&voller Marc André Huesler (n. 87 ATP) – mentre il connazionale più illustre ha salutato per sempre.

PROIEZIONE VERSO I QUARTI DI FINALE – Sulla strada di Sinner, (che grazie alla sconfitta di Hurkacz per mano di Sonny, da lunedì lo scavalcherà sottraendoli la decima posizione del ranking) logica vuole che ai quarti l’avversario designato dovrebbe essere il georgiano Nikoloz Basilashvili (tds n. 6) ma difficilmente il 30enne di Tbilisi rispetterà la sua testa di serie, visto che viene da un periodo decisamente nero in cui ha raccolto 7 sconfitte nelle ultime 8 partite disputate – tra l’altro, l’unica vittoria è arrivata a Metz grazie al ritiro del belga Zizou Bergs, che prima d’infortunarsi conduceva un set e un break di vantaggio -. L’ipotetico secondo quarto, invece, vedrebbe come protagonisti l’idolo di casa Grigor Dimitrov (tds n. 3) e il quinto favorito del torneo Holger Rune. Colui che forse più di tutti ha ricordato per stile e movenze Re Roger in questi anni, dopo il bye iniziale incontrerà o lo svedese Mikael Ymer oppure il bielorusso Ilya Ivashka. Un primo turno certamente affascinante, considerando il buon livello espresso dal minore dei fratelli d’Etiopia a Bologna in Davis e l’altrettanto ottima performance messa in mostra dal potente n. 59 del mondo all’ultimo US Open – dove ha impedito un derby azzurro negli ottavi tra Musetti e Sinner. Anche il norvegese però avrà un debutto, che sulla carta porta in dote con sé qualche insidia: affronterà il barone orange Tim Van Rijthoven (n. 106 ATP) esploso sull’erba di casa, in un altro match non di cartello che ciò nonostante potrebbe riservare contenuti tecnici importanti.

Il terzo quarto, ovvero il primo della metà alta del tabellone, nella proiezione dovrebbe mettere di fronte il nostro talento da Carrara contro il funambolico Jack Draper (tds n. 7). Un eventuale confronto, che incuriosisce parecchio e che sicuramente varrebbe il prezzo del biglietto. Infine tra gli ultimi otto, nell’ultimo spicchio di seeding possibile, si dovrebbe materializzare anche in questo caso un duello molto intrigante. Interessante per gli stilli diversi che si andrebbero ad incocciare: da un lato la regolarità di PBC e dall’altro l’essere verticale dell’erbivoro tedesco Oscar Otte, ottava testa di serie.

CAPITOLO QUALIFICAZIONI – La presenza già imponente del tennis italiano all’ATP 250 di Sofia, potrebbe venire ulteriormente rimpolpata dal tabellone cadetto. Saranno infatti tre gli atleti azzurri in cerca di un pass per il main-draw: Andreas Seppi, Stefano Travaglia e Salvatore Caruso, rispettivamente sesta, quarta e settima testa di serie delle quali. Tre veterani del nostro tennis, in cerca di un ulteriore agguato ai paini alti del circuito: il marchigiano e il siciliano, qualora vincessero il primo turno, darebbero vita ad un derby nel round finale, nel quale soltanto uno dei due potrebbe continuare la propria corsa.

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP e WTA, calendario di gennaio: manca poco al via della stagione 2023 in Australia

A breve si ricomincia In Australia. Dopo la United Cup, ATP e WTA di nuovo in campo ad Adelaide. Ecco il calendario ufficiale del primo mese dell’anno

Pubblicato

il

La stagione 2022 si è conclusa da poco con le finali di Coppa Davis e della Billie Jean King Cup – e le storiche vittorie rispettivamente del Canada e della Svizzera – tuttavia manca pochissimo all’avvio del circuito 2023 che, come da tradizione, ripartirà dall’emisfero australe.

Oltre alla United Cup, competizione mista a 18 squadre che si svolgerà tra Brisbane, Perth e Sydney dal 29 dicembre all’8 gennaio, i ragazzi possono ricominciare a scaldare i motori il 2 gennaio con l’Adelaide International 1, evento della categoria 250. Per il primo appuntamento del 2023 hanno confermato la loro presenza Novak Djokovic – fresco campione delle Nitto ATP Finals – e Jannik Sinner che ha scelto proprio Adelaide per ricominciare a competere dopo lo stop per infortunio.

Si gareggerà contemporaneamente anche a Pune (in India, l’unico evento ATP a gennaio che non si trova nell’emisfero australe), con un torneo della stessa categoria. Dal 9 gennaio i ragazzi saranno impegnati ancora ad Adelaide con l’Adelaide International 2 e con l’opzione dell’ASB Classic di Auckland, in Nuova Zelanda.

Anche per le ragazze, oltre alla United Cup, la stagione riparte il 1 gennaio da Adelaide (Adelaide International 1), anche se per loro il torneo apparterrà alla categoria 500. Allo stesso tempo si svolgerà anche il torneo femminile 250 ASB Classic di Auckland (una settimana prima rispetto a quello maschile), a cui parteciperanno anche le sorelle Fruhvirtova (Linda grazie al ranking e Brenda con una wild card). Dal 9 gennaio, si continua con l’Adelaide International 2 (ancora un 500 per le donne). Il circuito WTA sarà impegnato contemporaneamente anche all’evento ‘250’ di Hobart.

E poi, dal 16 gennaio, tutti presenti a Melbourne per il primo slam dell’anno, l‘Australian Open, che si concluderà il 29 gennaio con la finale maschile. La finale femminile si disputerà invece il sabato 28.

Continua a leggere

ATP

Nakashima: “Devo migliorare sui cinque set, Sinner ne aveva più di me allo US Open” [ESCLUSIVA]

Intervistato da Steve Flink, il vincitore delle Next Gen Finals Brandon Nakashima parla del percorso nel torneo milanese, “Più corti sono i set più c’è divertimento”, gli insegnamenti di Pat Cash, “Andare a rete il più possibile”, e dei suoi big match in stagione

Pubblicato

il

Brandon Nakashima - Milan 2022 (Twitter @nextgenfinals)
Brandon Nakashima - Milan 2022 (Twitter @nextgenfinals)

Nel 2022 ha vinto nella natia San Diego il suo primo e finora unico titolo ATP, ma ha alzato anche il trofeo Next Gen a Milano. Classe 2001, anche in questa stagione Brandon Nakashima ha continuato il percorso di miglioramento in quel termometro che è il ranking di fine anno. Se nell’agosto del 2021 aveva fatto l’ingresso in top 100, quest’anno ha sfondato il muro successivo e lo ritroviamo così al numero 47, dopo un picco al 43° posto.

Intervistato da Steve Flink per Ubitennis.net, Brandon ha cominciato la conversazione rispondendo alle domande sull’esperienza milanese, soprattutto per quanto riguarda la gestione del formato particolare e delle regole differenti. “Con i set brevi, subisci un break e in pratica vai al set successivo. Toglie dall’equazione l’elemento del cercare di rientrare quando sei in svantaggio perché è estremamente difficile farlo. Personalmente preferisco il solito sistema di punteggio, ma è una buona idea provarlo per le Next Gen Finals. Più corti sono i set, più divertimento c’è per i fan”.

Naturalmente, ha approfittato del vantaggio di aver già giocato con queste regole l’anno prima, quando aveva raggiunto le semifinali, sconfitto da Korda. “Mi ero un po’ abituato al formato, ma ero comunque nervoso prima dell’esordio di quest’anno. Sapevo di avere l’opportunità di fare bene e avevo delle aspettative alte”.

 

E, in effetti, proprio il suo primo match è stato quello più impegnativo, con Matteo Arnaldi unico a costringerlo al quinto set sulle ali dell’entusiasmo del pubblico amico. “Un incontro che mi ha aiutato per quelli successivi in termini di mentalità e approccio ai punti decisivi”.

Lo ha certo aiutato nella vertiginosa semifinale contro Jack Draper, del quale dice: “Ha un buon gioco a tutto campo per diventare un top player. Sono certo che questa non sarà stata l’ultima volta che ci gioco. Ci spingeremo l’un l’altro a migliorare nei prossimi anni”.

La parte più difficile della finale è stata giocare di nuovo contro Lehecka, giù battuto nel girone. “Sapevo che il primo match non significava granché a quel punto. Lui cercava la rivincita e sarebbe partito forte, quindi dovevo superare la tempesta. Un paio di punti nei tie-break hanno fatto la differenza. Alla fine, questo torneo sarà un trampolino”.

Abbiamo detto del primo titolo, che era uno degli obiettivi stagionali per Nakashima. “Sapevo di aver il gioco per riuscirci, mancava solo l’occasione giusta. Vincere nella mia città natale con famiglia e amici a tifare è stato speciale, non lo dimenticherò mai”.

Brandon aveva già avuto modo di dire che il suo idolo era Roger Federer, nonostante il suo gioco assomigli più a quello di Djokovic. Tenere i piedi sempre vicini alla linea di fondo sembra quasi un dogma per lui, tanto che nessuno avrebbe nulla da ridire, anzi, se in determinate situazioni si prendesse un po’ più di tempo e spazio. 188 cm di altezza, inappuntabile dal punto di vista atletico e muscolare, è sedicesimo nella classifica dei migliori battitori dell’anno compilata dall’ATP. Non è bastato per superare colui che in quella classifica è secondo, Nick Kyrgios, trascinato comunque al quinto agli ottavi in Church Road per il miglior risultato Slam del californiano. “Ho avuto l’opportunità di giocare contro alcuni dei più forti e ho tirato fuori il mio tennis migliore. Mi ha dato tanta fiducia. È stato fantastico giocare sul Centrale di Wimbledon oppure sull’Armstrong allo US Open nonostante abbia perso. La vittoria su Dimitrov a New York è stata uno dei migliori momenti della mia stagione”.

Brandon si sofferma poi sull’esperienza con Pat Cash, terminata alla fine del 2020. “Andare a rete il più possibile è una delle tante cose che ho imparato da lui. Poi ho provato diversi coach e ora ho Eduardo [Infantino] e Franco [Davin]. Collaborano e comunicano molto ed entrambi aggiungono valore al mio tennis”.

B-Nak, questo il suo soprannome, è uno dei nove statunitensi in top 50. “Il tennis Usa è messo bene, quindi per me è grandioso essere a questo punto, ma voglio continuare a migliorare. Gli obiettivi per il prossimo anno sono l’ingresso tra i primi 25 o 30 e andare avanti in tutti gli Slam. Ho 21 anni, quindi sto ancora costruendo la mia forma e diventando più forte e veloce. Una delle chiavi sarà migliorare la resistenza nei tre su cinque. Sento che allo US Open Sinner ne aveva assolutamente più di me negli scambi tirati. Ci sto lavorando, so che differenza può fare”.

Continua a leggere

ATP

Luca Vanni entra nello staff del Piatti Tennis Center: sarà maestro

L’ex n.100 ATP trasmetterà i suoi valori e conoscenze ai giovani del centro di Riccardo Piatti a Bordighera

Pubblicato

il

Luca Vanni - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

La legge non scritta che nel tennis si possa arrivare in alto solo se si esplode in età abbastanza giovane, e che i treni passano poche volte, è stata ribaltata, forse non così frequentemente, ma non mancano gli esempi. E in tal senso, per quanto riguarda i colori italiani, Luca Vanni è uno dei maestri. Il 37enne ex n.100 al mondo, ritiratosi nel 2021, ha iniziato a emergere a certi livelli solo verso i 30 anni (best ranking raggiunto proprio a quell’età), mostrando come abnegazione e sacrificio spesso possano ribaltare storie apparentemente già scritte. E così, memore della sua carriera, dopo un anno in cui ha seguito Andrea Pellegrino, si è lanciato in una nuova, entusiasmante avventura: sarà maestro al Piatti Tennis Center di Bordighera. La notizia è stata annunciata con grande entusiasmo dal direttore sportivo Andrea Volpini: “Il nostro obiettivo era di alzare ulteriormente il livello dei maestri, inserendo nel team un coach che avesse grande conoscenza del gioco sulla base di esperienze vissute sulla propria pelle. Ho pensato a Luca: ottima persona e professionista affidabile, con un’enorme passione per il tennis e altrettanta conoscenza di questo sport“.

E lo stesso Vanni, che vanta anche una finale ATP (San Paolo 2015, persa al tie-break del terzo contro Pablo Cuevas), è apparso ben felice di mettere a disposizione dei giovani, dei ragazzi che sognano di emergere in questo sport, la sua esperienza e competenza. “A Bordighera“, spiega Luca, “ho trovato un ambiente davvero stimolante, nel quale si lavora sodo e c’è grande spirito di squadra. Qui i maestri insegnano, ma allo stesso tempo imparano. Trascorrendo ore e ore in campo, a grande intensità, si cresce costantemente. Nella mia prima settimana di impegno ho toccato con mano il funzionamento di un centro come questo, iniziando a capire quali sono i punti cardine del metodo Piatti“. Dunque una collaborazione che promette grandi soddisfazioni, sia per il Piatti Tennis Center, che potrà vantare un ex top 100 tra i propri maestri, sia per Luca Vanni, che avrà l’occasione di trasmettere il suo vissuto e provare a fare da allenatore anche di più di quanto fatto nell’ottima carriera da giocatore.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement