WTA Parma: tempra inossidabile per una Paolini d'acciaio, ma quante chance mancate da Cocciaretto

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WTA Parma: tempra inossidabile per una Paolini d’acciaio, ma quante chance mancate da Cocciaretto

Elisabetta propone un tennis più vario, con molte soluzioni, ma paga il 5 su 20 nella concretizzazione delle palle break. Ne approfitta Jasmine, che trova gusto nel rimontare

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Jasmine Paolini - Parma Ladies Open 2022 - Credits Daniele Combi
 

J. Paolini b. E. Cocciaretto 4-6 6-3 6-4

Ci ha preso gusto, oramai, a vincere di rimonta Jasmine Paolini, a trionfare soffrendo. Dopo aver passato in campo 2h21’ di gioco, sul Centrale del Tennis Club Parma, per avere la meglio sulla quartofinalista dell’ultima edizione di Wimbledon Julie Niemeier, le è servito lo stesso kilometraggio temporale con l’aggiunta di un minuto, per superare la connazionale di cinque anni più giovane Elisabetta Cocciaretto. Lo score finale recita 4-6 6-3 6-4 in, appunto, 2h22’. Un risultato però, per ampi tratti della partita andata in scena, bugiardo rispetto alla prestazione mostrata dalla marchigiana. Il dato emblematico, che rappresenta alla perfezione la mole di tennis messa a disposizione del mattone tritato romagnolo da parte della 21enne di Ancona, ma allo stesso tempo ciò che le è mancato per andarsi prendere realmente la partita; è quello relativo al cinismo nel far fruttare la quantità industriale di palle break che si è procurata. Infatti Betta, ha concretizzato soltanto 5 dei – udite, udite – 20 break point offerti gentilmente dall’avversaria, ma anche costruiti di forza a suon di soluzioni pregiate e raffinate. Variazioni, che tuttavia si sono frantumate in mille pezzi dinanzi all’agonismo inossidabile di Jas e che hanno fatto da cornice al solito derby azzurro tra sfidanti “trottoline”, con i servizi ovviamente viziati da una sfilza di break (11 in tutto il match). Ai quarti del Parma Ladies Open per Paolini ci sarà la montenegrina Danka Kovinic (n. 78 WTA), esattamente un posto avanti in classifica alla 26enne toscana.

IL MATCH – Primo set molto equilibrato e disputato dinanzi ad una non foltissima cornice di pubblico. Parte bene Cocciaretto che strappa il servizio alla sua connazionale alla quinta palla break costruita. Paolini si rifà subito nel turno di battuta successivo, ma la precarietà della prima di servizio da una parte e dall’altra rende spigoloso il percorso di entrambe. E’ Paolini la giocatrice più in affanno sul suo turno di battuta e sarà costretta ad annullare ben sette palle break. La svolta nel primo set, arriva dopo 40 minuti quando Cocciaretto aumenta la qualità dei suoi colpi e costringe Paolini alla resa nel corso del nono gioco. Il break viene consolidato immediatamente dalla n. 98 del ranking che al primo set point chiude 6-4

 

Nel secondo set, Cocciaretto avrebbe immediatamente l’occasione per ammazzare la partita, anzi ben tre, issandosi 0-40 nel game iniziale della seconda frazione. Qui però, ad un passo dal precipitare nel burrone, Paolini riesce a salvarsi miracolosamente facendo affidamento a tutta la sua caparbietà agonistica. Tuttavia questo turno di servizio tenuto in piedi in extremis dalla 26enne di Castelnuovo di Garfagnana, si rivelerà soltanto un unicum nell’andamento intrapreso dal parziale. Infatti, dopo che la 21enne di Ancora porta a casa, a quindici, il proprio game alla battuta inaugurale del set, viene dato il via libera al Festival “dei servizi strappati”, con addirittura un filotto di quattro break consecutivi, che hanno fissato così il punteggio a metà score sul 3-3 in perfetto equilibrio. Il match sembrava decisamente ben indirizzato nelle fauci della n. 98 WTA, invece quel sesto game – del secondo set – in cui Elisabetta pur andando avanti 30-15, non è riuscita consolidare il vantaggio ma anzi si è fatta rimontare subendo un nuovo contro-break e dimostrandosi anche non cinica nello sfruttare due possibilità di 4-2 – cedendo al contrario, ai vantaggi, il fondamentale d’inizio gioco alla seconda chance -; può aver di fatto cambiato l’inerzia della contesa e riscritto le pieghe della sfida. Questo perché, nell’ottavo gioco sul 4-4, la classe 2001 marchigiana si è vista sottrarsi per la terza volta nel parziale il proprio gioco di servizio, dando il là alla conquista della frazione da parte della tennista toscana; la quale nonostante sia stata costretta a ricorrere al terzo set point, in qualche modo è riuscita nell’intento di trascinare la contesa al set decisivo: 6-3 in 45 minuti per la n. 79 del ranking mondiale.

Coccia rischia di capitolare definitivamente, nel game d’apertura della frazione finale ritrovandosi a dover rincorrere dal 15-30; tuttavia aggrappandosi al match con tutta la sua forza di volontà supera indenne questo svarione recuperando lo svantaggio. A quel punto, rinvigorita dallo spavento corso ma brillantemente “sconfitto” si procura complessivamente nei due turni di risposta successivi: tre palle break, una nel secondo gioco del set e due consecutive nel quarto. Purtroppo però, alla semifinalista junior dell’Australian Open 2018 manca per l’ennesima volta in questo incontro la “castagna” del killer instinct – ha concretizzato soltanto 4 dei 18 break point avuti a disposizione in tutta la partita -. Ed in questa circostanza, non riesce a dimostrarsi – come invece fatto nelle precedenti medesime situazioni – forte mentalmente nel farsi scivolare di dosso le possibilità sprecate, concede la testa della “corsa” all’avversaria in un momento che potrebbe essere fatale per il prosieguo del suo torneo emiliano. Ma la classe ’96 di madre ghanese, con anche origini polacche, è benevola nei confronti della connazionale, decidendo dunque di rimetterla in careggiata quasi come se provasse un certo senso di disagio nel poter – anche solo immaginare – di vincere questo derby nonostante tutte le chance avute da Elisabetta (3-3). La 21enne toscana però, che si allena presso il CT di Porto San Giorgio, sembra frastornata e tramortita da tutte le ghiotte occasioni non concretizzate, e perciò inizia a spegnersi fragorosamente riconsegnando nelle mani dell’ex n. 44 delle classifiche nuovamente le redini del duello. Come accaduto anche nella parte centrale del secondo set, va in scena un parziale di break in fila – questa volta tre, nel secondo erano stati quattro -. Sul 4-3 per Paolini, infatti, non c’è alcun acuto di reazione della inseguitrice con Jas che prima s’inerpica sul 5-3, e poi sui guadagna un match point nel gioco successivo. All’allieva di Fausto Scolari va comunque riconosciuto il merito di non essersi lasciata andare totalmente, allungando l’allungabile; ma al terzo match ball nulla ha potuto, dovendosi arrendere alla combattività formidabile di Jasmine: un 6-4 di rimonta, a chiudere i giochi dopo la bellezza di 2h22’ di partita.

GLI ALTRI MATCH – (a cura di Paolo Michele Pinto) Sugli altri campi, Zanevska sfrutta un infortunio occorso a Galfi nel secondo game del primo parziale. La belga vince 6-1 6-3 in 1h16’. Tanta sofferenza per l’ungherese, mentre la belga tiene saldamente il suo servizio e chiude la pratica agevolmente. Affronterà Sakkari, che invece vince in rimonta su Rus 3-6 6-2 6-3 in un match dai due volti. Olandese che non mette mai in partita la greca nel primo parziale e che arriva a palla break nel primo gioco del secondo parziale. Da lì in poi Sakkari sale di livello e riesce a limitare gli errori gratuiti. Non sfrutta una palla break nel sesto gioco del terzo set e va in affanno nel suo turno di servizio successivo dove deve rimontare da 15-30. Anche nel game decisivo della gara annulla una palla break prima di chiudere al secondo match point.

Anche Bogdan vince soffrendo: la sua sfida contro Schmiedlova finisce 6-2 3-6 6-3 in 2he21’. La testa di serie n. 6 si complica la vita dopo un set agevole. Finisce sotto di un break nel set decisivo e con un medical time-out da chiamare per allentare la fatica fisica. Da lì in poi è un’altra partita e per la belga si spalancano le porte dei quarti di finali.

Sherif, invece, battaglia e conquista meritatamente il passaggio del turno ai danni di Waltert 6-3 7-6(1) in 1h48’. Gara intensa, con numerosi game combattuti. Primo set agevole per l’egiziana che, però, soffre nel secondo set il ritorno dell’avversaria che va avanti anche di un break. Sherif è brava a restare lucida e a rientrare in partita. Domina il tiebreak e continua la sua avventura a Parma. Affronterà una splendida Lauren Davis tornata ad esprimersi su buonissima livelli. L’americana batte Sorribes Tormo con il punteggio di 3-6 6-4 7-5, dopo una battaglia tennistica durata ben 3h05’. Brava a crederci la n. 99 del ranking. Sotto di un set e di un break nel terzo, ha saputo trovare la forza per risalire la corrente e vincere 7-5 una gara molto combattuta.

Va fuori, invece, Sloane Stephens, testa di serie n. 4. Kovinic la batte in tre set con il punteggio di 7-5 2-6 7-5. L’americana dovrà soffermarsi molto dopo questa sconfitta sulle occasioni mancate, una su tutte il black-out in cui incappa quando è andata a servire per il primo set: subisce un parziale di tre giochi a zero che serve alla montenegrina per portare a casa il round. Poi arriva la roboante reazione di Stephens che lascia poco margine all’iniziativa dell’avversaria e con il suo gioco riequilibra la gara. Nel terzo set succede di tutto. Americana avanti di un break sul 2-1, cede subito il servizio e finisce sotto 4-2. Stephens annulla un match point all’avversaria prima di ribaltare, ancora una volta, il filo conduttore del match. Kovinic va a servire per il match, ma incappa in due doppi che rimettono in partita l’americana. La montenegrina soffre anche per un problema alla gamba destra vistosamente fasciata, ma stringe i denti e infila otto punti di fila e passa il turno chiudendo in 2h35’.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI PARMA

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Volandri: “Simone si era infortunato ieri, avevo già deciso di puntare su Berrettini”

Berrettini: “Filippo mi ha chiesto di metterci il cuore e dare tutto quello che avevo”. Shapovalov: “Farò tutto il possibile per giocare la finale”

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Photo by Silvestre Szpylma / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Primi a presentarsi in sala stampa sono i canadesi, capitanati da un Auger che si è guadagnato sul campo i galloni di leader, anche in virtù del fatto di aver salvato la baracca a settembre in quel di Valencia.

Frank, ovviamente un giorno di cui andare orgogliosi, cosa ci puoi dire?

[DANCEVIC]: Qualsiasi cosa può succedere in Davis, bisogna sempre combattere. È duro perdere il primo. Felix ci ha messo in parità nel doppio hanno giocato molto bene. Incredibile lo sforzo prodotto dal team. Ma domani c’è un altro match.

 

Felix, come ti senti? Qual è stato il momento più difficile?

[AUGER] Mi sento bene anche se ho giocato due partite, ma in Davis non c’è tempo di sentirsi stanchi. Nel doppio abbiamo subito due break ma poi siamo stati bravi a reagire e tornare in partita. In generale sono contento del “viaggio” che abbiamo fatto in questa Coppa Davis.

Frank, ci puoi raccontare come è stata la decisione di cambiare il doppio?

[DANCEVIC]. fortunatamente siamo molto flessibili, Vasek gioca benissimo con entrambi. Denis ha giocato tanto 3:15 mentre Felix era fresco, per cui avevamo quest’opzione, a seconda di come andavano i singolari.

Denis come giudichi la tua prestazione? Come ti sei gestito visto che la stagione per te era finita 3 settimane fa?

[SHAPOVALOV] Chi ha visto il match ha visto che il livello era molto alto. Ho fatto tutto il posibile, ne è sempre uscito bene nei momenti importanti. Ha mostrato perché ha vinto un torneo quest’anno e ha vinto contro grandi giocatori. A livello di preparazione credo di aver fatto un buon lavoro, mi sono preparato una settimana in Marbella per arrivare pronto. Farò tutto il possibile domani. Ho giocato due match tirati, ho perso, ma il livello era alto, ci sono cose positive da portare a casa

A seguire poi è arrivato Volandri, accompagnato da Fognini e Bolelli;

Filippo, come è stata la decisione per cambiare il doppio? Perchè hai puntato su Matteo?

[VOLANDRI] Simone si è infortunato ieri; abbiamo provato a recuperarlo, ma contemporaneamente ho cercato soluzioni alternative. Ieri ho chiesto a Matteo di essere pronto in caso di doppio; si è allenato due volte ieri e stamattina; ogni componente del team ha fatto quello che gli ho chiesto e sono orgoglioso di come si sono comportati. Matteo poi è abituato a giocare su questi palcoscenico. Sonego oggi aveva dato tutto e anche di più. Muso era un’opzione, ma ho preferito puntare su Matteo. Brucia, sarebbe stupido dire che non brucia, perdere per così poco, ma non avrei potuto chiedere nulla in più a quanto hanno dato i ragazzi; loro sono una squadra forte, Auger è in gran fiducia ma io sono stra contento della squadra a disposizione. Stiamo molto più avanti di quanto pensassi nel percorso di crescita

Matteo, quest’anno ti successo di tutto; vorrei sapere cosa provi e come valuti la tua stagione?

[BERRETTINI] È complicato, tante cose positive, purtroppo tanti momenti difficili, alcune volte sfortuna; secondo me viste le difficoltà non è stato un anno negativo, con tutto quelle che è successo. Ho veramente sforzato la mente per pensare positivo, è stato mentalmente difficile da gestire. Ho provato, mi sono messo a lavorare, non ho rimpianto di aver giocato. La squadra ha ritenuto che fosse la soluzione migliore. Anche se sarà difficile sono orgoglioso. Non bisogna nascondersi dietro un dito; so di poter giocare molto meglio di così; quello che mi ha chiesto Filippo era di metterci il cuore e dare quello che avevo; ovviamente mi sono sentito meglio in carriera, ma in Davis quello che serve è dare tutto. Nonostante tutto siamo arrivati vicino, ma stiamo mettendo delle ottime basi per il futuro e Fabio sono sicuro starà con noi anche negli anni a venire.

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Coppa Davis

Coppa Davis: “Ancora una volta il Canada ci rispedisce a casa. È la terza volta”

Il direttore commenta la sconfitta in semifinale contro il Canada: “Rimpiangiamo il forfait di Bolelli, se Sonego avesse vinto in due set forse avrebbe giocato lui e non Berrettini”

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Coppa Davis

Coppa Davis, il doppio canadese spegne i sogni dell’Italia: battuti Berrettini e Fognini [AUDIO e VIDEO COMMENTO]

Matteo sostituisce a sorpresa l’infortunato Bolelli ma chiaramente non è in grado di incidere sul match. Auger-Aliassime e Pospisil portano il Canada in finale

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Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Coppa Davis – Semifinali

Italia-Canada 1-2

F. Auger-Aliassime/V. Pospisil (CAN) b. M. Berrettini/F. Fognini (ITA) 7-6(5) 7-5

 

Dal nostro inviato a Malaga

Dovrà aspettare ancora il tennis italiano per vedere la propria rappresentativa in finale di Coppa Davis, dove manca dal 1998: il doppio è vinto con merito dalla coppia canadese composta da Auger-Aliassime e Pospisil. I tennisti nord-americani hanno giocato meglio di Fognini e di Berrettini, schierato a sorpresa a pochi minuti dall’ingresso in campo da Volandri, a causa delle incerte condizioni fisiche di Bolelli. A posteriori una scelta non felice (non sappiamo quanto inevitabile): il tennista romano -che per forza di cose non poteva essere al meglio- ha giocato, specie nella seconda parte del primo set, una brutta partita.La coppia composta da Berrettini e Fognini non era però del tutto inedita: aveva già giocato nel circuito in quattro tornei (vincendo anche un titolo a San Pietroburgo nel 2018, uno dei due sin qui raccolti in questa specialità da Matteo) ed aveva già rappresentato l’Italia sia in Coppa Davis (vincendo nelle Finals del 2019 la sfida proprio col Canada di Shapovalov e Pospisil) che in ATP Cup (nel 2021,ultima apparizione ufficiale della coppia, che in quella circostanza si impose su Thiem e Novak). Da sottolineare come dal punto di vista tecnico della disposizione della coppia in campo Fognini con Matteo in risposta si mette a destra, a differenza di quanto di solito accade quando con lui gioca Bolelli.

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Il primo set illude gli appassionati italiani: i due tennisti azzurri entrano molto velocemente in partita e nel terzo game con Pospisil al servizio ci sono prima due palle break consecutive annullate dai canadesi, poi una terza sulla quale la potente risposta di dritto di Berrettini costringe Pospisil all’errore con la volee. L’italia si porta sul 3-1 giocando un tennis che lascia presagire buone chances per i nostri colori. Tuttavia sul 3-2, quando Matteo è chiamato per la seconda volta a servire, inizia improvvisamente a giocare male: sulle prime due palle break ci pensa il servizio di Berrettini a cavare d’impaccio gli azzurri. Sulla terza la risposta di dritto di Felix Auger-Aliassime viene lasciata a rete da Fognini che la giudica fuori, ma rimbalza in campo. Una volta equilibratosi il punteggio non ci sono ulteriori scossoni nel punteggio: nessun gioco arriva ai vantaggi e così le sorti del set sono decise dal tie-break. In questa fase del gioco a tenere su la coppia azzurra è Fognini, autore di bei colpi e bravo nell’incappare in pochi gratuiti, mentre nella coppia canadese è Auger Aliassime a trascinare Pospisil. Il tie-break è dominato dai nord-americani: da un lato tra ace e servizi vincenti sono ingiocabili quando sono alla battuta, dall’altro sono aiutati da Berrettini che sbaglia un paio di colpi decisamente alla sua portata. I canadesi lo vincono per 7 punti a 2 quando è passata un’ora dall’inizio di una partita non bella che -a differenza di quanto accaduto ieri per la semi tra Australia e Croazia- tiene comunque attaccati al sediolino la quasi totalità dei 9423 spettatori paganti (record sinora di questa edizione).

Il secondo set parte in maniera analoga al primo: nel secondo gioco, nuovamente con Pospisil al servizio, la coppia italiana riesce a guadagnare una palla break, che Fognini con un bel passante lungolinea di dritto converte positivamente. I tifosi azzurri presenti al palasport Carpena di Malaga non fanno a tempo ad esultare che subito devono tornare con i piedi per terra nel gioco successivo: Fabio va alla battuta e si incarta con due doppi falli che portano alla palla break i canadesi, aiutati nel convertirla da Berrettini, che sbaglia una stop volley di dritto non certo impossibile. Superata una alquanto insolita pausa per un guasto ai led pubblicitari a bordo campo, il successivo momento clou arriva all’undicesimo gioco quando tre errori piuttosto marchiani della coppia azzurra danno tre palle break consecutive ai canadesi: le prime due vengono annullate, sulla terza la risposta di dritto piuttosto scentrata di Auger-Aliassime viene giudicata lunga da Berrettini, ma termina in campo. Il match sembra finito, anche perché a servire è il 6 del mondo in singolare, decisamente il migliore in campo, tanto da non fare mai arrivare ai vantaggi gli italiani sino a quel momento quando era al servizio. Invece succede l’imponderabile e Fognini e Berrettini si portano sul 15-40. Tale situazione di punteggio è però solo l’ennesima illusione di una serata amara: Auger-Aliassime annulla le due palle break con un servizio vincente e un ace. Si arriva in un attimo al match point e a quel punto un dritto inside-in di Berrettini che finisce largo regala al Canada la finale di Coppa Davis, la seconda dopo quella del 2019.

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