ATP Stoccolma: Tiafoe risorge contro Elias e rovina la festa dei fratelli Ymer. Mikael stordisce Paul, avanti anche De Minaur

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ATP Stoccolma: Tiafoe risorge contro Elias e rovina la festa dei fratelli Ymer. Mikael stordisce Paul, avanti anche De Minaur

Il semifinalista dello US Open recupera disperatamente da 3-6 0-4 e si impone grazie a due tie-break. Ai quarti trova Ruusuvuori, facile su Lehecka

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Mikael Ymer - ATP Stoccolma 2022 (foto: twitter @atptour)
 

Allo Stockholm Open la giornata di giovedì 20 procede senza sorprese. Basta 1h24 ad Alex De Minaur per avere la meglio su Jeffrey John Wolf, finalista a Firenze una settimana fa. Il cemento di Stoccolma fa al caso dell’australiano e quando si mette in moto l’inerzia della partita cambia radicalmente. Il numero 23 del mondo va sotto 2-0 in avvio, poi cambia ritmo ed è soprattutto sulla seconda di servizio dello statunitense che fa valere le sue qualità. Il break che decide il primo parziale arriva nel settimo gioco, quando a strappa a zero la battuta al suo avversario. Prima di aggiudicarsi il set, De Minaur deve annullare tre palle break, ma chiude comunque 6-4. Nella seconda frazione non c’è partita: l’australiano blinda il suo servizio con tre ace e ottenendo l’81% dei punti con la prima. Wolf, al contrario, fa fatica a proporre gioco e cede 6-4 6-2. Ai quarti di finale l’australiano trova Denis Shapovalov, testa di serie numero 4, già battuto quest’anno 7-5 7-6 (4) a Montreal.

Lo stesso tempo impiegato da De Minaur per piegare Wolf è servito a Emil Ruusuvuori per chiudere la pratica Jiri Lehecka. Il finlandese vince con un doppio 6-2 un match mai davvero in discussione. Il ceco va sistematicamente in difficoltà nei suoi turni di servizio e prima di essere travolto non sfrutta due palle break nel quinto gioco. Dal 2-2 è quindi un monologo del 22enne di Helsinki, che inanella otto giochi di fila e vola sul 6-2 4-0. Il numero 52 ATP incappa in un piccolo incidente di percorso nel quinto gioco del secondo set, perdendo la battuta per la prima volta nel torneo ma riprendendosi il doppio break in chiusura, quando dopo meno di un’ora e mezza di gioco Ruusuvuori si impone 6-2 6-2, forte anche del 100% dei punti vinti con la prima di servizio nel secondo set (10/10).

Ai quarti di finale il finlandese troverà il numero 3 del tabellone Francis Tiafoe, sopravvissuto in qualche modo a Elias Ymer e “colpevole” di aver negato una splendida doppietta ai fratelli svedesi (visto che Mikael si era imposto poche ore prima su Tommy Paul) con un’altrettanto clamorosa rimonta. Il più esperto dei fratelli Ymer aveva cominciato più che discretamente il match, imponendo il suo ritmo e volando subito sul 3-0 nel primo parziale, conducendo in porto il break fino a fine set, chiuso 6-3. Il grande allungo del numero 129 del ranking si verifica però nel secondo parziale, dove l’avvio di Tiafoe è disastroso. Lo statunitense finisce sotto 0-4 ma, con le spalle al muro, riesce incredibilmente a rimettere in piedi una partita che sembrava persa. Con pazienza, passo dopo passo, la testa di serie numero tre conquista cinque giochi consecutivi, passando per la prima volta nel match a condurre (sul 5-4) e approdando al tie-break dopo aver tenuto a 15 i suoi ultimi 3 giochi al servizio.

 

Qui l’uomo che ha consegnato al Team World la sua prima, storica Laver Cup lascia terra bruciata dietro di sé, issandosi in un batter d’occhio sul 6-0. Ymer prova a rifarsi sotto, risalendo fino al 4-6, ma al quinto set point il 24enne del Maryland pareggia i conti: 7-6 (4). Nel terzo e decisivo set a farla da padrone è esclusivamente l’equilibrio, che bussa alla porta della partita quando di lui si erano ormai perse le tracce. In tutto il parziale ci sono soltanto due palle break, entrambe concesse e ben salvate dal numero 17 del mondo nel quarto e nel sesto game. Al tie-break è nuovamente Tiafoe a partire meglio, portantosi prima sul 3-0, quindi sul 6-1. Il semifinalista dello US Open trionfa in rimonta 3-6 7-6 (4) 7-6 (2), raggiungendo in qualche modo Ruusuvuori ai quarti di finale.

Per un Ymer che ha tanto da recriminare per la grande occasione mancata ce n’è un altro che continua nel suo strepitoso momento di forma. Mikael, fratello minore di Elias, sfrutta il sostegno del pubblico di casa e liquida la pratica Tommy Paul in due set. In 1h17 lo svedese chiude 6-2 6-3 e si regala un posto nei quarti di finale, dove affronterà il primo favorito del tabellone: Stefanos Tsitsipas.

Il numero 8 del tabellone, invece, è fallosissimo e contribuisce alla festa gialloblù con 25 errori gratuiti. Lo svedese parte subito avanti di un break, ma Paul resiste e prova a rientrare in partita, issandosi sul 2-3 e recuperando il break. Il sesto gioco è però tutto da dimenticare per lo statunitense, che perde quello e i successivi due, ritrovandosi rapidamente sotto di un set. La reazione del numero 31 ATP arriva in apertura di secondo set con un break in avvio, che però non viene concretizzato. Si procede on serve fino al 3-2 Ymer, con Paul che nel sesto game si fa riprendere da 40-15, cedendo ancora la battuta. Lo statunitense annulla un match point sotto 2-5, ma nulla può nel turno di servizio successivo, dominato dallo svedese che può così festeggiare dinanzi al pubblico di Stoccolma.

(Ha collaborato Paolo Pinto)

Il tabellone completo dell’ATP250 di Stoccolma

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Djokovic o Tsitsipas toglieranno il n. 1 ad Alcaraz: “Lo meritano più di me”

Lo spagnolo si è detto non preoccupato sulla temporanea fine del suo regno, durato venti settimane: ora tocca a Stefanos Tsitsipas o a Novak Djokovic

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Torino 16 Novembre 2022 ATP Finals Carlos Alcaraz premiato come n. 1 ATP nel ranking di fine anno Foto Giampiero Sposito

Dopo le vittorie su Karen Kachanov e Tommy Paul, Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas si apprestano a contendersi, nella nostra mattinata di domenica 29 gennaio, il titolo dell’Australian Open. Ma non solo. Chi dei due avrà la meglio, infatti, scalzerà Carlos Alcaraz dalla prima posizione mondiale.

Con la vittoria il greco, attualmente terzo a 6195 punti, passerebbe al primo posto con 6995 punti. Alle sue spalle, in ordine decrescente: Alcaraz, Djokovic, Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il primo successo slam per Tsitsipas, giunto alla sua seconda finale: nella prima, al Roland Garros 2021, aveva ceduto in cinque set da Djokovic stesso. Il greco diverrebbe anche il ventinovesimo numero uno della storia, posizione che già ha ricoperto nel circuito Junior. Nel caso in cui fosse il serbo a vincere, invece, passerebbe lui a condurre, con 7070 punti invece degli attuali 6270. A seguire Carlos Alcaraz, mentre Tsitsipas dovrebbe accontentarsi del terzo posto, seguito sempre da Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il ventiduesimo successo slam per il serbo, che raggiungerebbe così Rafa Nadal, e la trecentosettantaquattresima settimana di regno al primo posto della classifica mondiale. 

 

Terminerà dunque, qualunque sia l’esito della partita, il (temporaneamente) breve regno di Carlos Alcaraz, durato soltanto venti settimane: in ogni caso, più di Medvedev (per ora fermo a 16), Roddick (13) e Becker (12) e a pari merito con Mats Wilander

Nel corso di un evento a Murcia, nella sua città natale, lo spagnolo ha rilasciato, in proposito, queste dichiarazioni: “sto guardando cosa fanno Tsitsipas e Djokovic, ma non sono preoccupato. Se uno dei due mi toglie il numero uno sarà perché se lo merita più di me.” 

Lo spagnolo tornerà in campo per i tornei sulla terra rossa sudamericana, prima a Buenos Aires e poi a Rio, di cui detiene il titolo. 

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Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

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ATP, eletti Dimitrov e Rublev nel nuovo Consiglio dei Giocatori. Si allarga il Board

Grigor e Andrey sostituiscono Roger Federer e Rafa Nadal. Torna Chris Kermode nell’organo direttivo

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Grigor Dimitrov - Vienna Erste Bank Open 2022 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger).

È stato eletto il nuovo Player Advisory Council, l’organo dell’ATP che si fa portavoce delle istanze dei tennisti quando l’associazione dei pro prende decisioni che riguardano il Tour. Nel Council uscente spiccavano i nomi di Roger Federer e Rafael Nadal in rappresentanza dei tennisti top 50. I loro posti sono ora stati presi da Andrey Rublev e Grigor Dimitrov, ma sono tutti nuovi nomi che rappresentano i tennisti nel consiglio, al quale è stato anche rifatto il look e non solo per l’aggiunta di “Advisory” al nome. Scendono infatti da quattro a due i rappresentanti dei top 50 (oltre a Rafa e Roger, c’erano Millman e Auger-Aliassime, ma la posizione di Felix era vacante già dalla scorsa primavera) e, di conseguenza, il numero di componenti dell’organo. Inoltre, i due portavoce dei doppisti top 100 diventano uno per i top 25 e uno per i primi 75 del ranking. Ecco allora i nomi del Player Advisory Council, la cui prima riunione si è tenuta Melbourne lo scorso 12 gennaio:

  • 1-50 Singles: Andrey Rublev & Grigor Dimitrov
  • 51-100 Singles: Pedro Martinez & Bernabe Zapata Miralles
  • 1-25 Doubles: Wesley Koolhof
  • 1-75 Doubles: Harri Heliovaara
  • At-Large: Pedro Cachin & Matt Ebden
  • Coach Representative: Daniel Vallverdu
  • Alumni Representative: Nicolas Pereira

A votare i nuovi rappresentanti sono naturalmente i loro colleghi, con Rublev e Dimitrov eletti dai top 50 e via così per categorie. L’unico nome presente nel consiglio ornai decaduto è quello di Dani Vallverdu, scelto dagli allenatori ATP in loro rappresentanza.

“Mi era stato chiesto diverse volte in passato, ma all’epoca non avevo sentito che il momento e la soluzione fossero giusti per me” ha dichiarato Grigor. “Ora credo di essere in una posizione in cui ho anni alle mie spalle, esperienza in campo e con i giocatori e aspetto con impazienza di mettermi all’opera”.

 

Secondo Wesley Koolhof, numero 1 di fine 2022 in coppia con Skupski, “è importante per i giocatori avere una voce e qualcuno che li ascolti e provi a fare dei cambiamenti dove ne abbiamo bisogno. Personalmente, sento che sarebbe un bene ascoltare i giocatori e combattere per le nostre posizioni, specialmente per i doppisti, ovviamente, e rendere il tennis un posto migliore in generale”.

Una voce, evidentemente non abbastanza ascoltata secondo Novak Djokovic e Vasek Pospisil, che nell’agosto 2020 ebbero l’idea della PTPA, la Professional Tennis Player Association, dimettendosi dal Player Council (Nole era presidente), salvo poi tentare di rientrarvi. La loro candidatura fu respinta dall’ATP, in virtù di una contestata nuova regola volta a impedire a chi si pone in un conflitto potenzialmente distruttivo con la tua organizzazione di farne parte. La PTPA ha iniziato effettivamente a prendere forma nel giugno dell’anno successivo, mentre è recentissima la nomina del suo primo Comitato Esecutivo dei giocatori e la diffusione dei principi guida.

Tornando all’ATP, se il Player Council è preposto ad ascoltare e raccogliere le voci e le istanze dei giocatori, l’organo che decide è il Board, che può essere anche visto come una sorta di luogo di composizione di interessi spesso contrapposti, vale a dire quelli dei tennisti e quelli dei direttori dei tornei. Perché, se tutti beneficiano di un aumento di interesse per il tennis e, come spesso fatto notare da Andrea Gaudenzi, la vera concorrenza viene da fuori, per esempio gli altri sport o Netflix (alla quale l’ATP si è affidata per una docuserie), restano innegabili le divisioni interne.

Fra i tornei, nel senso che il Masters 1000 di Indian Wells ha problematiche diverse dall’ATP 250 di Marrakech (e, infatti, esiste anche un Tournament Advisory Council con rappresentanti per categorie di tornei e zone geografiche) e, allo stesso modo, tra i giocatori – basti pensare a un top 100 e a chi si barcamena tra ITF e Challenger o alla ripartizione dei montepremi. E, naturalmente, la classica contrapposizione tra tornei e giocatori quando si tratta di spartirsi la torta, di oscura quantificazione, dell’incasso totale.

Forse proprio nell’ottica di una maggiore rappresentanza, da quest’anno il Board si allarga da sei a otto componenti (oltre al Presidente, Gaudenzi). Diventano dunque quattro i rappresentanti dei giocatori – Pablo Andujar, Nick Basing, Mark Knowles e Eno Polo – e altrettanti quelli dei tornei: Gavin Forbes, vicepresidente senior alla IMG, Christer Hult, ex direttore e ora CEO dell’ATP di Bastad, Chris Kermode, ex presidente del Board e CEO dell’ATP, e Herwig Straka, direttore del torneo di Vienna ed ex manager di Dominic Thiem.

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