Swiatek e i crampi: "Il momento più difficile? La notte dopo la vittoria dello US Open"

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Swiatek e i crampi: “Il momento più difficile? La notte dopo la vittoria dello US Open”

“Giocare la BJK Cup significherebbe mettere a repentaglio il mio fisico. Pegula e Gauff? Voglio vedere come fanno…”. Iga Swiatek sceglie le WTA Finals per lasciare il segno

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Iga Swiatek - US Open 2022 (foto Twitter @BJKCup)
 

Massima concentrazione e determinazione per la numero 1 del tennis femminile. Iga Swiatek è in Texas dove dal 31 ottobre sarà protagonista delle WTA Finals a Fort Worth. È stata indubbiamente la più forte in un 2022 che le dà un’altra chance per dimostrare la sua supremazia. I numeri come al solito danno l’idea del dominio Swiatek in un anno solare strepitoso in cui ha vinto 64 partite su 72. Due, invece, gli Slam portati a casa quest’anno: il Roland Garros e gli US Open.

In un’intervista al sito polacco Sport.pl Iga Świątek ha parlato del suo successo e della strada che ha davanti a sé.  A soli 21 anni sogni e desideri sono sempre più ambiziosi e pieni di grinta, mentre lei continua a crescere di stagione in stagione, imparando dagli errori del passato anche dal punto di vista della preparazione fisica.

La seconda parte dell’annata le ha regalato le stesse emozioni della prima. Le aspettative invece sono aumentate anche dall’esterno. Se a Wimbledon si è fatta sentire un po’ di pressione e il fatto di non sentirsi a proprio agio sull’erba, a New York tutto è andato liscio: “Durante gli US Open – afferma Swiatek – mi sono resa conto che potevo ancora vincere le partite anche se non ho avuto il controllo del mio gioco al 100%. All’inizio della mia carriera quando mi concedevano cinque giorni di riposo mi arrabbiavo perché non sapevo cosa fare in quel tempo. Adesso, al contrario, sento che il fisico richiede uno stop più duraturo“.

 

Swiatek che spesso deve fare i conti con la fatica e lo stress fisico che gli procurano dei fastidiosi crampi. Specie durante i tornei Slam ha accusato questo fastidio: “Durante un evento del genere c’è molto stress. È solo alla fine del torneo che inizi a renderti conto di quanto sia stato difficile. Quando non sei più obbligato a scendere in campo, quando l’adrenalina svanisce e l’eccitazione si raffredda, è allora che lo senti. La notte dopo la finale è stata molto difficile. Soffrendo senza riuscire a dormire, pensavo tra me e me che ci sono atleti che provano tanto dolore ogni volta che giocano, e mi sono sentita fortunata per il fatto che nel tennis accade di rado. Sono sopravvissuta e ora va tutto bene, tuttavia quello è stato uno dei momenti più difficili di quest’anno”.

Swiatek ha parlato anche dalle scelta di non partecipare con la Polonia alla Billie Jean King Cup: “Ho preso questa decisione per assicurarmi di poter giocare la prossima stagione in salute e senza infortuni. Ho giocato 72 partite quest’anno e la fatica lascia segni non visibili a tutti. Ho bisogno di riposo e mettere il mio corpo a repentaglio giocando la BJKC significherebbe rischiare tantissimo e non me lo posso permettere. Anche un cambiamento di clima, da caldo a freddo, un cambio di superficie, di ritmo e di routine mi metterebbe davvero in crisi”.

Al contrario, le americane Jessica Pegula e Coco Gauff giocheranno entrambe le finali WTA e la Billie Jean King Cup e molti addetti ai lavori dicono che possa farlo anche lei: “Non mi sarei mai aspettata che prendessero la stessa decisione. Sono, tuttavia, molto curiosa di sapere come usciranno fisicamente da questa doppia competizione”. Intanto la 21enne numero uno al mondo si concentra sulle Finals WTA per lasciare un segno indelebile nella storia del tennis femminile.

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