Andrea Pellegrino e Stefano Travaglia raggiungono i quarti nella penultima settimana Challenger

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Andrea Pellegrino e Stefano Travaglia raggiungono i quarti nella penultima settimana Challenger

In chiusura di stagione Pellegrino a Valencia e Travaglia ad Andria cercano di togliersi un’ultima soddisfazione

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Pellegrino - Instagram
 

Per quasi tutti i nostri tennisti i Challenger di Valencia (terra outdoor) e Andria (cemento indoor) sanciranno la fine della stagione 2022. In realtà gli azzurri non sono andati benissimo e solo due di loro sono approdati ai quarti di finale. A Valencia (Challenger 90, terra battuta outdoor) è toccato ad Andrea Pellegrino che prima ha battuto il non irresistibile qualificato Lopez San Martin (n.401 ATP) e poi il ben più ostico portoghese Nuno Borges. Quella contro il portoghese per Andrea è la 12esima vittoria contro un top 100, la prima da quando nella semifinale del Challenger di Genova a settembre aveva superato il serbo Dusan Lajovic, per poi fermarsi in finale di fronte a Thiago Monteiro. Ora troverà sulla propria strada l’ucraino Oleksii Krutykh (n.252 ATP) che si è sbarazzato con un doppio 6-4 del nostro Luciano Darderi. Eliminati invece al secondo turno Andrea VavassoriJimbo Moroni. Il tennista piemontese ha ceduto 6-4 1-6 7-6(2) allo spagnolo Javier Barranco Cosano (305 ATP) al termine di un match molto duro, durato quasi tre ore, in cui nel set decisivo si era ritrovato sotto 4-1. A quel punto Andrea è stato molto bravo a trovare in un serbatoio ormai vuoto il carburante per raggiungere un tie-break che, purtroppo per lui, non ha avuto storia. Sicuramente non c’è stato il lieto fine che Andrea auspicava ma pensiamo che sia più che comprensibile dopo una stagione estremamente impegnativa (56 partite solo in singolo) e ricca di soddisfazioni (due finali Challenger in singolo e cinque vittorie in doppio). Probabilmente il 2023 sarà altrettanto duro, inevitabile del resto se si vuole portare avanti il doppio impegno singolo/doppio, e gli obiettivi saranno non solo la prima vittoria Challenger in singolo con l’ingresso in top 100 ma anche finalizzare la ricerca di un compagno stabile in doppio, se fosse Sonego meglio. Meno soddisfatto della propria stagione sarà invece Jimbo Moroni che ha giocato molto meno perché perseguitato da malanni fisici (mal di schiena in primis). Malanni che gli hanno impedito di trovare il giusto ritmo e la necessaria continuità. Anche per lui appuntamento a un 2023 che si spera più sereno.

Nella località pugliese (Challenger 80, cemento indoor) il solo Stefano Travaglia è riuscito a superare un paio di turni e a guadagnare i quarti di finale, con un piccolo brivido quando nel secondo parziale contro il ceco Andrew Paulson ha dovuto annullare un set point, sul quale il 21enne avversario gli ha comunque dato una bella mano con un sanguinoso doppio fallo. In ogni caso risultato non disprezzabile per il tennista ascolano in una stagione che gli ha riservato pochissime gioie, facendolo sprofondare oltre la 300esima posizione in classifica. Suo prossimo avversario sarà il n.1 ungherese Marton Fucsovics (n.98 ATP) che partirà con i favori del pronostico, anche se in realtà pure lui non è nel suo momento migliore come ha dimostrato faticando sia con Arthur Fils che con Ryan Peniston. Con il mancino britannico ha addirittura sprecato un vantaggio di 4-1 nel secondo set, dopo aver vinto il primo. E alla fine del tie-break perso ha distrutto la racchetta in un impeto di rabbia. Ormai mentalmente in vacanza Federico Arnaboldi, Gianmarco Ferrari, Flavio Cobolli e Mattia Bellucci, che però ha avuto tre match point contro Dalibor Svrcina, tutti molto stanchi dopo una stagione in cui hanno giocato molto e, chi più chi meno, vinto molto.

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Nella settimana Challenger brillano le stelle dei ventenni Riedi e Shelton

Il giovane elvetico vince ad Helsinki il suo primo Challenger, mentre a Champaign il suo coetaneo Shelton è protagonista di un’incredibile tripletta. Vittorie anche di Pospisil, Watanuki e Varillas.

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Al Challenger 90 di Helsinki (cemento indoor) lo svizzero Leandro Riedi batte 6-3 6-1 il talentuoso Tomas Machac (n.112 ATP) in una finale a senso unico durata poco più di un’ora. Il 22enne tennista ceco non è mai riuscito a trovare il bandolo di una matassa che anzi si è fatta sempre più intricata man mano che passava il tempo. I cinque servizi ceduti su otto totali ci raccontano in maniera chiara delle sue difficoltà. Un applauso incondizionato invece per il vincitore (originario di Frauenfeld, Canton Turgovia) che a inizio stagione galleggiava senza infamia né lode nel circuito ITF per poi esplodere prepotentemente in primavera: un paio di vittorie Futures (Trimbach e Nottingham) e la finale al Challenger di Lugano persa col nostro Nardi. La vittoria in Finlandia gli vale il nuovo best alla posizione n.197 ATP e soprattutto la chance di riavvicinarsi a Stricker (contro cui perse la finale juniores del Roland Garros 2020) per fare coppia nel tentativo di regalare nuova linfa al tennis elvetico.

A Champaign (Challenger 80, cemento indoor) un Ben Shelton tarantolato centra la terza vittoria in tre settimane  dopo quelle di Charlottesville e Knoxville. Il mancino nativo di Atlanta ci aveva già molto colpiti nelle due precedenti finali in cui aveva domato un incredulo Christopher Eubanks. Ma sui campi veloci della cittadina dell’Illinois ha veramente esagerato, non dando scampo ad un Alexandar Vukic (n.141 ATP) che, dopo aver portato a casa a zero il primo set, si era probabilmente illuso. Invece proprio in quel momento è iniziato per lui un vero incubo che dopo un’ora e mezza di partita (0-6 6-3 6-2) l’ha rispedito mestamente negli spogliatoi. Shelton (già giustiziere di Sonego e Ruud a Cincinnati) entra trionfalmente in top 100 e lo rivedremo con grande piacere ai prossimi AO, per verificare se il cambio di palcoscenico comporterà anche un diverso spartito.

Al Challenger 80 di Drummondville (Canada, cemento indoor) vince il padrone di casa Vasek Pospisil (n.115 ATP) che doma in tre set 7-6(5) 4-6 6-4, in quasi tre ore di gioco, un Michael Mmoh (n.118 ATP) che ha opposto una strenua resistenza. Per l’ex n.25 del mondo è l’undicesima vittoria nel circuito Challenger.

 

A Kobe (Challenger 80, cemento indoor) vince il padrone di casa Yosuke Watanuki che batte 6-7(3) 7-5 6-4 il portoghese Frederico Ferreira Silva (n.291 ATP). Per il 24enne tennista del Sol Levante è il primo titolo Challenger, dopo che due settimane fa aveva raggiunto la finale a Yokohama. Con questa vittoria Watanuki risale a ridosso del suo best, alla posizione n.173 ATP, quarto tennista nipponico in classifica.

Si giocava anche in Brasile (Challenger 80 di Sao Leopoldo, terra battuta) dove Facundo Bagnis e Juan Pablo Varillas hanno giocato esattamente la finale che ci si poteva aspettare da loro. Oltre tre ore di gioco che hanno (forse) messo a dura prova la pazienza dei numerosi spettatori presenti sugli spalti, sicuramente quella di chi vi scrive. In ogni caso alla fine ad alzare le braccia al cielo è il 27enne peruviano che ha la meglio col punteggio di 7-6(5) 4-6 6-4 e mette in bacheca il suo quinto titolo Challenger, risalendo al n.106 ATP, una posizione decisamente interessante in ottica Slam. Sempre nella stessa ottica lo sconfitto di giornata può dichiararsi ancor più soddisfatto: la sua posizione n.93 lo mette al sicuro da ogni sorpresa e i circa 90.000 dollari del primo turno degli AO sono ormai in banca.

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La stagione Challenger è agli sgoccioli e i nostri tennisti accusano la fatica

Nessuno dei pochi azzurri ancora attivi nel circuito approda ai quarti di finale. Bellucci e Brancaccio non hanno fortuna in Finlandia

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Bellucci a Klosters - Instagram

Le fatiche di una stagione lunghissima si fanno sentire, nelle gambe e soprattutto nella testa dei nostri ragazzi. Ci riferiamo a quei pochi che sono ancora in giro nel circuito. Infatti, al netto del Challenger di Andria che inizia lunedì prossimo e che potrebbe smentire in parte le nostre parole, la maggior parte ha già staccato in attesa di riprendere con la preparazione invernale, o al massimo sta disputando la Serie A. In questa settimana abbiamo contato solo sei irriducibili ancora a caccia degli ultimi punti (tre a Helsinki, due a Drummondville in Canada e un altro nella brasiliana Sao Leopoldo). Ebbene quelli che sono arrivati più lontani sono stati Mattia Bellucci e Raul Brancaccio che in terra finlandese (Challenger 90, cemento indoor) hanno superato un turno, rispettivamente ai danni del forte slovacco Norbert Gombos (n.110 ATP) e dell’elvetico Henri Laaksonen (n.155 ATP). Poi Mattia ha lottato duramente contro il bulgaro Adrian Andreev (n.220 ATP), finendo però per cedere al tie-break del terzo set. Chissà, forse se avesse sfruttato quella palla break sul 5-5 ora racconteremmo una storia diversa. Detto questo la sua stagione rimane indimenticabile con due vittorie Challenger e cinque nel circuito ITF, con un progresso in classifica che ha del sensazionale: ora è n.153, in una posizione che a inizio stagione sarebbe stata follia pensare. E intanto sta preparando le creme solari per l’estate australe (come dice ridendo coach Fabio Chiappini). Raul Brancaccio ha giocato una bellissima partita contro l’ostico svizzero Henri Laaksonen, prevalendo facilmente con un doppio 6-3. Nel turno successivo l’orchestra ha suonato un’altra musica e, dopo aver vinto il primo set, si è fatto rimontare (4-6 6-3 6-2) dall’olandese Jelle Sels (n.133 ATP). Anche per il tennista di Torre del Greco si può comunque parlare di un’ottima stagione che l’ha visto vincere a San Benedetto del Tronto il primo Challenger della propria carriera.

Fuori all’esordio (6-2 6-4) Stefano Travaglia che contro il kazako Mikhail Kukushkin ha confermato come questo per lui sia un anno da dimenticare al più presto.

A Sao Leopoldo (città brasiliana di 100.000 abitanti dello Stato del Rio Grande do Sul) il nostro Franco Agamenone ha affrontato l’ultimo torneo (Challenger 80, terra battuta) della sua lunga stagione. Partiva come n.3 del seeding, ma anche con le energie al lumicino. Ne ha approfittato il padrone di casa Thiago Seyboth Wild che l’ha battuto 7-6(6) 5-1 rit., dopo che nel primo set l’italo-argentino non ha sfruttato quattro palle set. Subito dopo aver stretto la mano all’avversario Franco ha preso l’aereo per Rio Quarto dove ha riabbracciato la famiglia e si prenderà tre settimane di meritata pausa. Il 5 dicembre inizierà a preparare la trasferta australiana e lo farà in quel di Buenos Aires perché ha appena lasciato (con grande commozione e abbracci fraterni) il Circolo Tennis ‘Mario Stasi’ di Lecce per mettersi alla ricerca di una nuova destinazione. Ancora non sa dove, ma in ogni caso sempre in Italia.

 

Si giocava anche sul cemento indoor di Drummondville (cittadina canadese nella provincia del Québec) dove il roveretano Giovanni Oradini supera un turno, in realtà non particolarmente impegnativo, contro la wild card locale Marco Stakusic, per poi fermarsi di fronte al francese Antoine Escoffier (n.210 ATP) che l’ha liquidato con un doppio 6-4. Da notare che il 30enne francese (n.210 ATP) nel primo turno aveva battuto l’altro nostro rappresentante Julian Ocleppo.

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La settimana Challenger non parla italiano

Agamenone eliminato in semifinale a Montevideo dove la finale è stata sospesa per pioggia. Belle vittorie di Gaston, Fucsovics e Shelton

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Gaston Hugo - Facebook

Al Challenger 80 di Montevideo (Uruguay, terra outdoor) la corsa del nostro Franco Agamenone si ferma in semifinale, ad opera di un combattivo Genaro Alberto Olivieri che è riuscito a rimontare lo svantaggio iniziale e a portare a casa il match col punteggio di 2-6 6-4 6-4, confermando, se mai ce ne fosse bisogno, quanta poca benzina sia rimasta nel serbatoio dell’italo-argentino. In finale poi Olivieri se l’è vista col connazionale Tomas Martin Etcheverry (n.80 ATP) e il match è stato sospeso per pioggia dopo due set combattutissimi, terminati entrambi al tie-break. Si finirà oggi, tempo permettendo perché le previsioni non sono delle migliori.

Il Challenger 100 di Roanne (cemento indoor) ha visto affrontarsi in finale Hugo Gaston e Henri Laaksonen. L’ha spuntata il 22enne mancino francese che, dopo aver perso il primo set al tie-break, è rientrato in una partita che sembrava ormai persa quando nel secondo si è ritrovato sotto 4-2. Niente di più sbagliato perché al giocatore teoricamente più esperto è venuto il braccino e, dopo aver concesso due break nell’ottavo e dodicesimo gioco, è stato costretto ad un terzo set in cui, purtroppo per lui, non c’è stata storia. E’ quindi il francese a sollevare il trofeo col punteggio di 6-7(6) 7-5 6-1. Per lui è la prima vittoria Challenger dopo le quattro finali perse (Roma, Iasi, Tulln e Barcellona) nella scorsa stagione, una vittoria che lo riporta a ridosso dei top 100 e quindi del tabellone principale degli AO.

Il ‘Peugeot Slovak Open’, Challenger 90 che si è giocato sui campi veloci della AXA Arena di Bratislava, è terminato con un derby magiaro che ha visto trionfare in poco più di un’ora di partita Marton Fucsovics che ha avuto la meglio sul 23enne Fabian Marozsan (n.192 ATP) col punteggio di 6-2 6-4. Niente da dire: la superiorità del giocatore più esperto non è mai stata in discussione, come conferma la sola palla break concessa e non trasformata, contro le 11 a suo favore che hanno partorito ben tre break. Per Fucsovics questa vittoria significa il ritorno in top 100 e la probabile conquista del tabellone principale degli AO, per lo sconfitto è comunque il nuovo best ranking alla posizione n.172 ATP, terzo giocatore ungherese nella classifica mondiale.

 

A Knoxville (Challenger 80, cemento indoor) il 20enne Ben Shelton (figlio dell’ex tennista Bryan Shelton)ha battuto in finale Christopher Eubanks al termine di un match molto combattuto finito 6-3 1-6 7-6(4), e chiuso con un passante da fine del mondo. La cosa curiosa è che i due si erano già affrontati la settimana scorsa a Charlottesville con esito identico. Per Ben è la seconda vittoria Challenger in stagione dopo che in altre tre occasioni era stato fermato in finale, sempre in tornei nord-americani. Questo favoloso mese di novembre gli consente di migliorare ulteriormente il proprio best e di portarsi a ridotto della top 100, esattamente al n.108.

Nella località giapponese di Matsuyama (Challenger 80, cemento outdoor) l’ha spuntata il coreano Seong-Chan Hong che in finale ha battuto 6-3 6-2 il cinese di Taipei Tung-Lin Wu (n.204 ATP). Per Seong è la prima vittoria Challenger in carriera che gli regala il nuovo best ranking alla posizione n.252, secondo coreano in graduatoria.

Si giocava anche a Calgary (Challenger 80, cemento indoor) dove in finale Dominik Koepfer ha avuto facilmente la meglio (6-2 6-4) sull’australiano Aleksandar Vukic (n.141 ATP). Per il 28enne tedesco è il secondo successo nel circuito Challenger (sull’erba inglese di Ilkley il precedente che risale al 2019).

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