Classifica WTA: statunitensi sugli scudi. Kenin si avvicina alla top50, Krueger entra in top100

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Classifica WTA: statunitensi sugli scudi. Kenin si avvicina alla top50, Krueger entra in top100

Sofia Kenin torna in finale in un torneo WTA e balza in classifica a ridosso delle prime cinquanta. Ashlyn Krueger entra in top100. Bene anche le altre americane. Rientra in top10 Barbora Krejcikova

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La vittoria di Coco Gauff agli US Open ha dato la sveglia alle americane. Le statunitensi sono state protagoniste nei tornei appena conclusisi e lo sono, di riflesso, nella classifica di oggi. La diciannovenne Ashlyn Krueger trionfa al WTA 250 Kinoshita Group Japan Open Tennis Championships 2023 di Osaka e si mette alle spalle 50 posti, la ventiduenne Emma Navarro fa un balzo di 12 posizioni dopo la semifinale al WTA 500 Cymbiotika San Diego Open. Ma non sono solo le giovanissime a farsi notare. La veterana Sofia Kenin (che comunque di anni non ne ha ancora 25) ritorna a giocare una finale WTA in California e fa segnare un +40, Danielle Collins invece si deve accontentare di “sole” nove posizioni guadagnate. Il movimento a stelle e strisce può contare su otto rappresentanti nelle cinquanta e ben sedici nelle cento. Dietro di loro, le nazioni con più presenze sono Russia (12) e Repubblica Ceca (8). A proposito di ceche, il torneo di San Diego è stato vinto da Barbora Krejcikova, che si riaffaccia in top10.

Per quanto riguarda le nostre atlete, Sara Errani ritorna nei pressi delle prime cento dopo aver raggiunto la finale al WTA 125 Tiriac Foundation Trophy di Bucarest. Crolla Lucrezia Stefanini alla quale uscivano i punti della vittoria di un anno fa all’ITF di Caldas Da Rainha su Marina Bassols Ribera, che invece si è riconfermata portando a casa il titolo nell’altro WTA125 in programma la settimana scorsa, il WTA 2023 Zavarovalnica Sava Ljubljana.

Andiamo a vedere come è cambiata la classifica di oggi 18 settembre 2023.

 

LA CLASSIFICA WTA DI TENNIS AGGIORNATA

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Aryna Sabalenka179266
20Iga Swiatek198195
30Coco Gauff206165
4+1Jessica Pegula195755
5-1Elena Rybakina195665
60Marketa Vondrousova173830
70Ons Jabeur183771
80Karolina Muchova183765
90Maria Sakkari243560
10+3Barbora Krejcikova203220
11-1Caroline Garcia263050
12-1Madison Keys202940
13-1Daria Kasatkina252790
140Petra Kvitova162750
150Belinda Bencic202715
160Jelena Ostapenko232580
170Liudmila Samsonova232415
18+2Beatriz Haddad Maia232260
19-1Veronika Kudermetova232250
20-1Ekaterina Alexandrova232250
210Donna Vekic202125
220Qinwen Zheng222123
230Victoria Azarenka202065
24+1Elina Svitolina131809
25+1Sorana Cirstea201760
26+1Anastasia Potapova221685
27-3Magda Linette241666
280Anhelina Kalinina271562
290Elise Mertens231509
300Marie Bouzkova231453
31+4Lin Zhu251391
32-1Elisabetta Cocciaretto221390
33-1Mayar Sherif261385
34+9Danielle Collins201376
35-2Jasmine Paolini291330
36-2Karolina Pliskova241325
37+2Xinyu Wang281323
38-2Sloane Stephens231265
39-2Petra Martic191263
40-2Anna Blinkova291263
410Linda Noskova251204
42+3Marta Kostyuk231195
43+1Peyton Stearns251186
44-2Varvara Gracheva311178
45+1Alycia Parks301168
46-6Lesia Tsurenko171152
470Arantxa Rus291152
480Tatjana Maria341125
49+12Emma Navarro311123
500Katie Boulter231057

Questa è la classifica delle prime cinquanta. Possiamo notare che:

  • In top10, Jessica Pegula guadagna una posizione e torna al n.4, dietro alla connazionale Gauff. Sale di tre posti Barbora Krejcikova (n.10). Abbandona la top10 Caroline Garcia (-1, n.11).
  •  In top20, non ci sono nuovi ingressi né movimenti di rilievo da segnalare. L’unica a progredire è Beatriz Haddad Maia. Per lei due posizioni in più che la fanno salire al n.18.
  • In top50, in discesa Magda Linette (-3, n.27), sempre più distante dal suo best ranking (n.19). Bene invece la finalista a Osaka, Lin Zhu (+4, n.31), e, come abbiamo detto, Danielle Collins (+9, n.35) e Emma Navarro (+12, n.49), per la prima volta in top50. Best ranking anche per la cinese Xinyu Wang (+2, n.37) e per un’altra americana, Peyton Stears (+1, n.43). Retrocede anche questa settimana Lesia Tsurenko (-6, n.46).
  • Per quanto riguarda le altre posizioni, Sofia Kenin sale di 40 posti e si porta al n.53, subito davanti alla nostra Martina Trevisan. Oltre a Kenin, fanno grandi balzi in avanti Ashlyn Krueger (+50, n.73), Anna Kalinskaja (+15, n.77) e Aliaksandra Sasnovich (+13, n.89). Questa settimana sono in grande difficoltà Irina Camelia Begu (-12, n.61), Nadia Podoroska (-13, n.84), Katerina Siniakova (-36, n.90), vincitrice del WTA Zavarovalnica Sava Portoroz un anno fa, e Linda Fruhvirtova (-49, n.117), che aveva trionfato al Chennai Open nel 2022 su Linette.

LA CLASSIFICA WTA DELLE TENNISTE ITALIANE

Retrocedono di qualche posizione Elisabetta Cocciaretto (-1, n.32), Jasmine Paolini (-2, n.35) e Martina Trevisan (-1, n.54). Trevisan e Paolini si affronteranno al secondo turno del WTA 1000 Guadalajara Open AKRON Presented by SANTANDER. Dovesse spuntarla Martina, ci sarebbero per lei concrete possibilità di rientrare in top50 a fine torneo. Sono stabili Camila Giorgi (n.56) e Lucia Bronzetti (n.60). Sara Errani guadagna 11 posti e risale al n.104, esce dalla top100 Lucrezia Stefanini (-18, n.118). Silvia Ambrosio vince un ITF a Frydek Mistek e sale di 41 posti fino al n.265.

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
32-1Elisabetta Cocciaretto221390
35-2Jasmine Paolini291330
54-1Martina Trevisan231037
560Camila Giorgi18983
600Lucia Bronzetti30950
104+11Sara Errani34663
118-18Lucrezia Stefanini27611
210-3Nuria Brancaccio26352
265+41Silvia Ambrosio24251
274+5Camilla Rosatello25238
367+6Dalila Spiteri19163
383+3Martina Colmegna25153
389+3Giorgia Pedone22153
396+2Miriana Tona20149
416+4Aurora Zantedeschi20138
444-3Matilde Paoletti9124
459-1Jennifer Ruggeri11117
469+20Diletta Cherubini18111
484-2Sofia Rocchetti20107
503-1Deborah Chiesa1898

NEXT-GEN RANKING: LE GIOVANI TENNISTE IN ASCESA

Coco Gauff è sempre al comando de Next Gen ranking, la classifica delle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2003. Sale al n.4 Ashlyn Krueger. Scende al n.6 Linda Fruhvirtova. In salita al n.8, dopo la vittoria all’ITF di Le Neubourg, Celine Naef.

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Coco Gauff20043
20Linda Noskova200441
30Mirra Andreeva200757
4+3Ashlyn Krueger200473
50Diana Shnaider200483
6-2Linda Fruhvirtova2005117
7-1Brenda Fruhvirtova2007122
8+2Celine Naef2005125
9-1Maria Timofeeva2003126
10-1Robin Montgomery2004144

LA RACE

Barbora Krejcikova, in salita di quattro posti, si porta al n.12. Tutte in discesa le italiane in top100: Camila Giorgi (-2, n.40), Elisabetta Cocciaretto (-3, n.44), Martina Trevisan (-1, n.47), Jasmine Paolini (-1, n.51) e Lucia Bronzetti (-2, n.58).

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Aryna Sabalenka148210
20Iga Swiatek166905
30Coco Gauff175620
40Elena Rybakina165476
50Jessica Pegula164405
60Marketa Vondrousova143661
70Karolina Muchova143650
80Ons Jabeur163212
90Madison Keys162737
100Petra Kvitova142590
110Belinda Bencic172571
12+4Barbora Krejcikova172472
13-1Jelena Ostapenko192405
14-1Daria Kasatkina212240
15-1Beatriz Haddad Maia192210
16-1Maria Sakkari192140
170Liudmila Samsonova201896
180Veronika Kudermetova201896
190Qinwen Zheng201860
200Ekaterina Alexandrova201841

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Sabalenka tra passato e futuro: “Pensavo ai doppi falli e non riuscivo a controllarmi. Ora voglio vincere altri Slam”

La nuova numero uno del mondo si racconta a Tennis Magazine, dall’amicizia con Badosa alla sua passione per la velocità

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Aryna Sabalenka - US Open 2023 (foto Twitter @rolandgarros)

Uscita dallo US Open senza quello che sarebbe stato il suo secondo titolo Slam, ma con in mano lo scettro di nuova regina del tennis mondiale, Aryna Sabalenka ha ancora davanti qualche giorno di riposo e allenamenti prima di rientrare nel circuito. La bielorussa ha infatti deciso di saltare il 1000 di Guadalajara e ha optato per la stessa soluzione anche in relazione al 500 di Tokyo. Il suo primo match da numero uno del mondo sarà quindi a Pechino, nell’ultimo ‘mille’ della stagione femminile. Così, nel frattempo, Aryna ha concesso un’intervista a Tennis Magazine in cui ha affrontato argomenti tennistici e non. Innanzitutto, la campionessa dell’ultimo Australian Open ha ribadito ancora una volta la sua fame di Slam, scoperta proprio dopo la vittoria a Melbourne: “E’ stato il risultato più importante della mia carriera fin qui. Le sensazioni provate dopo quel successo sono così meravigliose che non si provano in nessun altro ambito della vita, quindi voglio viverle di nuovo, molte altre volte”.

Tra i temi extra-campo ma che comunque hanno punti di contatto con il tennis giocato c’è il grande rapporto di amicizia con Paula Badosa, alle prese con un infortunio alla schiena che ha già messo termine alla sua stagione. Le due hanno disputato alcuni tornei di doppio insieme e, in carriera, si sono scontrate quattro volte (con due vittorie a testa): “nessuna delle due si arrabbia e nemmeno esulta per un bel punto – dice però Aryna – durante la partita ci sono momenti in cui si pensa troppo, momenti in cui vorrei urlare, ma so che non devo farlo perché lei è mia amica e non voglio che si arrabbi con me. Continueremo a supportarci a vicenda, come facciamo sempre”.

A proposito di doppi, la bielorussa ha poi spiegato la scelta di ridurre drasticamente il suo impegno in questa specialità, in particolare durante i tornei del Grande Slam: “È molto difficile competere in entrambi i circuiti, anche mentalmente. Ci sono state volte in cui ho disputato singolare e doppio negli Slam, ma durante il doppio stavo lì a pensare al singolare del giorno dopo. Non sapevo se dare il massimo o meno, come gestire le mie energie. Pensavo troppo e poi perdevo il singolare. Nonostante i successi in doppio (ha vinto, in coppia con Elise Mertens, lo US Open nel 2019 e l’Australian Open nel 2021, oltre a due 1000 e altri tre tornei, ndr) il mio obiettivo principale è sempre stato il singolare. Ne ho parlato con la mia squadra e abbiamo deciso di smettere di giocare il doppio nella speranza che la mia concentrazione sul singolo migliorasse. Questo mi ha aiutato molto”.

 

Con un collegamento un po’ forzato, ci spostiamo dal doppio ai doppi falli, che hanno a lungo rappresentato un vero e proprio incubo per Sabalenka. Prima della svolta di fine 2022, Aryna, pur essendo riconosciuta da tutti come un’ottima giocatrice, doveva fare i conti con la poco onorevole nomea di regina dei doppi falli. Con grande abnegazione e capacità di lavorare su se stessa, la numero uno del mondo è però riuscita a mettersi alle spalle questo tormento: “Era una questione innanzitutto psicologica, mi sono successe molte cose negli ultimi anni, molte emozioni nella mia testa, e poi sono arrivati i problemi tecnici. Ho lavorato molto duramente per risolverli, individuando il problema. Ora ho cambiato la meccanica del servizio, sia il mio movimento, sia il lancio, sia l’atteggiamento. Ero in estrema difficoltà, era assurdo iniziare a commettere così tanti doppi falli. Ci pensavo così tanto che non riuscivo nemmeno a controllare il mio corpo o il mio braccio… era come se fossero staccati dal resto. Abbiamo lavorato molto sulla biomeccanica e questo ci ha aiutato”.

Infine, Aryna ha provato a descrivere brevemente la sua personalità fuori dal campo, non così simile a quella a cui siamo abituati: “[Nella vita di tutti i giorni] non sono esattamente come in campo… forse solo quando guido, amo le auto sportive e mi piace guidare veloce. Ma nella vita in generale non sono così impulsiva, mi piace divertirmi, sono abbastanza rilassata, non troppo frenetica. È un buon equilibrio, quindi quando mi ritirerò dovrò continuare a praticare sport per scaricare le energie”.

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ATP

Nadal: “Sarebbe fantastico giocare la mia ultima Olimpiade in doppio con Alcaraz”

“Io presidente del Real? Mi piacerebbe, ma Perez è un grande. Djokovic il più forte nei numeri, ma il tennis non è solo questo”. Altra intervista del maiorchino

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Rafael Nadal – ATP Parigi-Bercy 2022 (foto via Twitter @atptour)

Il giorno seguente la sua apparizione video su Movistar+, Rafa Nadal rilascia la prima intervista alla stampa scritta a quattro mesi dall’annuncio del suo temporaneo ritiro. Il resoconto appare mercoledì 20 sul quotidiano sportivo madrileno AS, nel giorno dell’inizio dei corsi accademici all’Università Alfonso X il Saggio, con la quale collaborano sia l’asso di Manacor che il periodico in questione. Nadal si presenta in maglietta bianca, jeans e giacca blu e con la consueta affabilità risponde alle domande in merito alle sue condizioni e al suo futuro tennistico.

Rafa torna ovviamente sulla questione delle sue condizioni e, riprendendo quanto già esposto nell’intervista precedente, parla del buon evolversi delle proprie condizioni fisiche ma anche delle incertezze legate al livello che riuscirà a raggiungere una volta che riprenderà con continuità in mano la racchetta. La stagione potrebbe essere per me l’ultima, ma non è detto: dipenderà da quanto io potrò essere competitivo. Sinceramente non mi attira fare come Murray, ossia giocare e non vincere. Vedremo” – continua il campione iberico – “potrei anche non tornare del tutto se non mi riprendo davvero, ma spero proprio di no”.

Il discorso passa poi a due argomenti tennistici che stanno molto a cuore di Rafa: la Coppa Davis e le Olimpiadi. E qui il 22 volte campione Slam, ispirato dalle domande del giornalista, confessa un sogno “olimpico”. Il mio paese è stato appena eliminato dalla Coppa Davis, altrimenti avrei potuto provare a farmi trovare pronto per novembre. Ma ovviamente così non sarà.

 

“Per quanto riguarda le Olimpiadi sì, terrei molto a giocarle, tutti sanno quanto io ami il clima olimpico e le sensazioni meravigliose che ho provato vivendolo. Per quanto riguarda un doppio con Carlos, premetto che né io né lui ne abbiamo parlato, ma sarebbe bellissimo poter giocare la mia ultima Olimpiade insieme alla stella nascente di questo sport”.

Il discorso scivola subito sulla finale di Wimbledon e il maiorchino parla con grande ammirazione del suo connazionale. “Ritengo” – è il suo pensiero – “che Carlos stesso non sia affatto stupito dei risultati che ha ottenuto fin qui. In questo momento è l’unico vero avversario di Djokovic, è un gradino sopra gli altri. Quando lui è in campo per il 90% delle volte tutto dipende dal suo talento. La grande notizia per questo sport è proprio il livello che Alcaraz riesce a raggiungere e il tempo che ha davanti a sé per tagliare nuovi traguardi”.

Lo spagnolo non si sottrae all’inevitabile domanda su un confronto con Djokovic su chi sia il più forte; lui riconosce il valore dell’asso serbo, pur andando oltre i freddi numeri dei titoli vinti. “Non c’è dubbio che se ci mettiamo a contare, lui ha vinto più di me e più di ogni altro. Non ho un ego così forte da negare l’evidenza. Mi complimento con lui, che da questo punto di vista è il migliore della storia.

“Tutto il resto possono essere considerazioni, come il numero maggiore di infortuni che ho avuto, e poi anche gusti personali, ispirazione, sensazioni ed emozioni che ognuno di noi trasmette e che raggiungono il cuore degli appassionati. Sicuramente” – chiude l’argomento – io sono pienamente soddisfatto di quello che ho saputo fare”.

Alla domanda sul suo non impossibile ingresso nel Real Madrid, Nadal non si nasconde ma nello stesso tempo glissa. “Concettualmente non mi dispiacerebbe essere il presidente del Real Madrid o avere un ruolo nel club ma questo non vuol dire che succederà. Soprattutto perché non sono certo il più preparato per il ruolo, che oltretutto oggi è ricoperto da uno dei migliori di sempre, Florentino Perez. Quindi la risposta è sì ma nello stesso tempo magari non accadrà nulla”.

Nel finale della chiacchierata con Nacho Albarran protagonisti sono i sentimenti. “La cosa più bella e più difficile da spiegare è quello che provo quando rientro a casa e vedo l’allegria sul volto di mio figlio. Inoltre” – racconta Rafa – “ovunque sia stato in questi mesi, ho trovato grande affetto. In Grecia, per esempio, non sapevo di essere così popolare. Anche alla mia Accademia ricevo tutti i giorni visite, tantissimi bambini e testimonianze di vicinanza. Per questo sono grato a tutti”.

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ATP

Matteo Arnaldi: “Dopo la sconfitta con Alcaraz ho capito che non sono distante dai top player”

Le parole dell’azzurro su ciò che resta della stagione: “L’esordio in Davis è stato positivo. Ma con la squadra al completo non c’è posto per me”. Per l’immediato furuto: “Punto ad essere testa di serie in Australia”

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Matteo Arnaldi – Coppa Davis 2023 (foto di Roberto dell'Olivo)

Sulla carta, stando ai calcoli del computer, è il n.4 d’Italia. Nella pratica, può essere definito pienamente in questo momento il n.2, per le emozioni suscitate e i progressi costanti mostrati. Matteo Arnaldi infatti sta compiendo una crescita vertiginosa, ma non precipitosa, bensì graduale, a piccoli passi. La prima vittoria ATP, prima vittoria su un top 10 (Ruud), primi ottavi in un Major, fino alla soddisfazione dell’esordio in Coppa Davis. Tutto questo in nove mesi scarsi, in cui ha saputo salire alla ribalta delle cronache, iscrivendosi a pieno merito anche nel tennis del presente, oltre che come speranza del futuro. Ma, nonostante le prestazioni, i grandi avversari affrontati, rimane sempre un ragazzo di 21 anni, in cui l’emozione sgorga facilmente, specie guardandosi indietro e rendendosi conto di dove sia arrivato. E, la Nazionale, come rivela in un’intervista a Tuttosport, per Matteo è l’ideale culmine di questo percorso.

L’emozione Davis non ha eguali

Non so esprimere fino in fondo le emozioni provate nel giocare per il mio Paese“, spiega il n.48 ATP, “devo dire che mi piace giocare con la pressione del pubblico: bello sentire il tifo tutto per me, un’iniezione di energia. All’inizio non ero neppure convocato, poi essere io a condurre la nazionale alle fasi finali è una cosa pazzesca. Però è stato un lavoro di squadra, non solo merito mio“.

Umiltà e spirito di sacrificio, due elementi che sono parte fondante dell’essere di Arnaldi, il cui gioco è anche spesso contraddistinto dall’entusiasmo e la passione che sa mettere in campo, come dimostrato nelle vittorie contro Borg e Garin. Ma specie in quella sul cileno: “Le mie due vittorie sono state entrambe importanti, però se devo scegliere diciamo che la prima non si scorda mai…Una settimana veramente fantastica, ho giocato più di quanto mi sarei aspettato. Ma da un certo punto di vista penso di averlo meritato: venivo da New York dove ho disputato il miglior torneo della mia vita, avevo un buon feeling e abbastanza fiducia in me stesso“.

 

Anche dalla sconfitta si impara

Lo US Open ha lanciato Arnaldi in prima pagina, e soprattutto sull’Arthur Ashe, dove si è arreso, a testa alta, a Carlos Alcaraz. Una partita, seppur persa, che il sanremese considera un punto di svolta della sua giovane carriera: “L’avventura agli US Open mi ha permesso di vivere il debutto in azzurro con meno apprensione. Giocare nello stadio più grande del mondo, pieno di gente e contro il n.1, è stata l’esperienza migliore da portarsi dietro. E ne sono uscito con la consapevolezza di non essere distante dai top player. Certo, ci sono ancora tanti aspetti da migliorare, ma il match con Alcaraz è stato un punto di riferimento per capire ciò che questi campioni fanno meglio“.

Il primo obiettivo stagionale, grazie a questo e i tanti buoni risultati accumulati (vedasi la prima semifinale ATP), è stato raggiunto, con l’ingresso in top 50. Ma Matteo non si pone limiti, guarda sempre più in alto: “Sono uno che ha sempre aspettative alte su sé stesso, con continue sfide. La prima è appunto mantenere la top 50, difendo un centinaio di punti da qui a fine anno e non è un traguardo scontato. E uno degli obiettivi stimolanti può essere cercare di chiudere il 2023 in modo da essere testa di serie all’Australian Open“.

Senza dimenticare che c’è anche un’Olanda che ci aspetta in Andalusia, ad aprire il percorso delle Final 8 di Davis, dal 21 al 26 novembre. Un ennesimo scalino che sarebbe la realizzazione di un ulteriore sogno per Arnaldi, consapevole certamente della folta schiera da cui ha da scegliere capitan Volandri. “Nella squadra al completo non credo ci sia posto per me“, ammette con tranquillità e lungimiranza Matteo, “per il momento mi godo l’esordio. Malaga è tra due mesi e ci sono altri giocatori davanti a me in classifica“.

In fin dei conti ci spera, di poter essere nei rappresentanti di quella che potrebbe essere una storica Final 8 per i colori azzurri. E ha ampiamente dimostrato che, quando spera e crede in qualcosa, ben presto fa in modo di realizzarla.

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