Corrado Barazzutti vuole candidarsi alla presidenza FITP

La settantenne gloria del tennis italico vuole “un sistema più flessibile e democratico”

Di Danilo Gori
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Corrado Barazzutti - Montecarlo 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)
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Corrado Barazzutti si “candida a candidarsi” alla prossima elezione di Presidente della FITP. La singolare formula, come riporta sabato 11 novembre “La Stampa” con la firma di Stefano Semeraro, è dovuta alla speranza che nutre il settantenne ex-davisman e capitano non giocatore di non dover affrontare dei requisiti troppo stringenti che rendano di fatto impossibile proporre il proprio nome. “Desidero” – dice Corrado – “dare un’alternativa concreta ai votanti e vorrei un sistema più democratico, più flessibile e più giusto”.

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Barazzutti, popolarmente detto “il soldatino” per il suo gioco poco spettacolare ma molto redditizio e per la “tigna” che lo portava a non mollare mai contro nessun avversario, è stato numero 7 del ranking nel 1978, anno che lo vide raggiungere la finale a Bastad e a Las Vegas (sconfitto rispettivamente da Borg e da Solomon) e la semifinale in quattordici tornei, comprendendo anche quattro last four del circuito WCT.

Per lui anche due semifinali Slam, a Parigi sempre nel ‘78 con un solo game vinto al cospetto dell’Orso Borg e l’anno precedente nell’ultima edizione dello US Open a Forest Hills, nel celebre match perso in tre set contro Jimmy Connors che supera la rete per cancellare il segno di un suo colpo out (si giocava sulla terra verde). Protagonista di tutte e quattro le finali di Davis negli anni settanta (a San Francisco nel 1979 gioca solo un set e poco più contro Gerulaitis prima di gettare la spugna per un infortunio alla caviglia)  è anche l’ultimo dei quattro moschettieri a ritirarsi, chiudendo con la maglia azzurra nella vittoriosa sfida di Telford contro l’Inghilterra.

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