ATP Atlanta: Shang cresce ma non trova la sua prima finale, Thompson lo batte in tre set

Il cinese gioca con buona accortezza ma un paio di errori nel finale lo costringono a cedere il passo all’australiano

Di Danilo Gori
8 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Jordan Thompson - Atlanta 2024 (foto X @atptour)
🔒 Ubitennis Paywall
Un messaggio dal direttore
Per molti di voi Ubitennis non è soltanto un sito da aprire quando c’è una notizia. È un’abitudine, un luogo familiare, una voce che accompagna la stagione del tennis. Dagli Slam ai tornei più piccoli, dalle grandi finali alle storie che spesso restano ai margini. Vi sarò grato se vorrete proseguire a leggermi.

[4] J. Thompson b. [Q] J. Shang 6-3 4-6 6-3

Juncheng Shang sembra in grado di vincere ma gioca male le sue carte nel finale del terzo set e si arrende a Jordan Thompson, che a trent’anni raggiunge la sua quarta finale in carriera e domenica proverà a vincere il suo secondo torneo dopo Los Cabos 2024 contro uno tra Rinderknech e Nishioka.

Il cinese non ha accusato, come non raramente gli capita, un calo fisico nel set decisivo e anzi ha mostrato miglioramenti nella capacità di lettura delle varie fasi del match. Ha ugualmente perso, battuto da un avversario meno efficace e geniale di lui nei colpi, ma completo, continuo nell’azione e in possesso di un servizio scintillante nei momenti più importanti. Il cinese manca l’appuntamento con la prima finale nel circuito e si consola con il best ranking a ridosso del posto numero 70.

Primo set: Shang avventato cede a un Thompson molto concentrato

Il piccolo prodigio Juncheng Shang colpisce la pallina che è un piacere e raggiunge la semifinale dell’Atlanta Open. Il suo piano di asfissiare con il proprio ritmo le resistenze di Jordan Thompson cozza inizialmente con l’estrema cura con cui l’australiano si sposta e guarda bene dallo sprecare nemmeno uno scambio, sapendo che il giovanissimo cinese è capace di colpi estremamente spettacolari come di sprechi colossali dovuti alla mancanza di pazienza.

Il diciannovenne di Pechino mostra ben presto sia i suoi colpi migliori che le amnesie che ne contraddistinguono appunto la poca propensione a voler aspettare il momento giusto per sferrare l’attacco, nonché la povertà a livello tattico. Thompson segue le evoluzioni del rivale e deve subire alcune pregevoli stoccate vincenti con il dritto, ma l’accortezza con cui rimane basso e dialoga in slice costringendo l’atleta asiatico a spingere una volta di troppo lo premia presto con il break già nel terzo game. Shang commette ben due doppi errori e se non spinge si trova anche l’avversario a rete: Thompson si aggiudica alcune ottime discese a rete e sale 3-1.

Il trentenne di Sydney serve con continuità, cede solo sei punti nel set quando si reca in battuta e deve affrontare solo una palla-break, che cancella proprio con il servizio. Sul punteggio di 3-4 Shang chiede un tempo-intervento medico, probabilmente annoiato dal caldo soffocante; il cinese rientra in campo ma non riesce che saltuariamente a sfondare le difese dell’avversario. Con un secondo break Thompson chiude 6-3 in quaranta minuti: per lui quattro ace, per Juncheng altrettanti doppi errori.

Secondo set: Thompson cede il servizio in apertura e manca cinque palle-break; Shang vince 6-4

I primi minuti della nuova frazione di gara ci regalano una versione più… meditativa del talento cinese, che si risolve a forzare meno, cercando di spostare di più il contendente per costringerlo a colpire in corsa. Shang rischia poco e raccoglie punti importanti: Thompson fronteggia una palla-break e serve il doppio fallo decisivo. Il tennista d’Asia parte bene e fa tesoro del game appena conquistato: lo dimostra la personalità che lo salva dai pasticci del quarto game, che lo vede in ritardo per 0-40. Shang recupera con un’accortezza che lo previene dal dissipare il proprio talento e si porta sul 3-1: se il giovane sbaglia poco per Thompson non rimane che servire bene e inseguire.

Il vantaggio del break centrato in avvio di set conforta Shang e gli consente anche di estrarre qualche coniglio dal cilindro in sede di risposta e con un lob in tocco: arriva addirittura un passante lungolinea di rovescio a una mano con effetto impresso dal basso verso l’alto. Thompson prosegue a servire bene e rimane saggiamente agganciato alla ruota del rivale: nell’ottavo game si procura la quinta palla-break del parziale, ma Shang ha migliorato in misura impressionante i numeri con la battuta rispetto alla frazione d’esordio: dopo quattro turni al servizio ha al suo attivo cinque ace e l’80% di prime palle in campo, percentuale di venti punti superiore alla fase iniziale di gara.

Juncheng vola alto un’altra volta e si fa beffe delle velleità dell’australiano. Nel decimo gioco il cinese serve per il parziale e questa volta con pochi rischi difende il turno e si aggiudica il set: quarantasei minuti e Thompson che deteriora la propria percentuale di prime palle di dodici punti, assestandosi sul 68%.

Terzo set: Thompson è più concreto e chiude al nono game

Toilet-break per entrambi, alla ricerca di uno stacco dall’umidità opprimente della Georgia. Per la prima volta non ci sono break nei primi tre game e Thompson guida 2-1 dopo aver annullato una chance per il rivale; Jordan festeggia il ritorno prepotente di un servizio all’altezza e durante il cambio di campo si fa massaggiare il polpaccio destro.  Dopo trentacinque minuti, i duellanti si sono divisi equamente sei game: Thompson serve meglio ma, quando mette la prima, il cinese non ha quasi mai problemi. L’impressione è che Shang, che non sembra in difficoltà dal punto di vista fisico, possa spuntarla grazie a una scelta sempre migliore dei colpi.

Shang corre in avanti con leggerezza e passa in avanzamento con il rovescio bimane ma Jordan si giova di un colpo di partenza al fulmicotone per ridurre il rivale alla ragione e si porta sul 4-3. Per il cinese c’è invece uno 0-30 da risolvere perché l’australiano ha trovato un nastro benevolo in risposta: Shang deve affrontare la palla-break e lo fa con studiato coraggio, senza cercare soluzioni da ping-pong ma muovendo bene l’avversario con variazioni di ritmo intelligenti.

Thompson è però altrettanto smart e non smette di crederci: un dritto a rientrare del cinese supera la linea di fondo e causa una seconda chance di break per lui. Shang non sfonda e Jordan ritorna con un dritto lungolinea che ha ragione dell’azione difensiva di Juncheng. All’improvviso l’atleta oceanico si trova a servire per il match e dal 30-30 chiude la semifinale viaggiando sulle ali della cannonball di inizio gioco.

🎾 Gioca con noi
Gioca al nostro Fantatennis
Crea la tua squadra per Wimbledon e sfida la community Ubitennis. Scarica la nostra app o gioca dal web!
Leave a comment