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ATP

ATP Finals: Zverev intoccabile al servizio, Shelton battuto in due set

Alexander Zverev annulla tre set point consecutivi nel tie-break del secondo. 81% di prime in campo per lui che di nuovo non concede palle break contro Shelton. Troppi errori per il frettoloso Ben

Ultimo aggiornamento: 11/11/2025 10:05
Di Michelangelo Sottili Pubblicato il 09/11/2025
6 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Alexander Zverev - ATP Finals 2025 Torino (foto X @ATPTour_ES)

[3] A. Zverev b. [5] B. Shelton 6-3 7-6(6)

Sezioni
Primo set – Zverev intoccabile al servizio, Shelton sbaglia troppoSecondo set – Più equilibrio, ma neanche tre set point consecutivi bastano Shelton

Quinta vittoria in altrettanti confronti per Alexander Zverev che supera Ben Shelton 6-3 7-6(6) in un’ora e trentatré minuti durante i quali è stato sempre sopra l’avversario nel gioco, rischiando però di cedere il secondo parziale, quando lo statunitense ha servito sul 6-3 nel tie-break, facendosi però prendere da una fretta incontrollata e gettando così la possibilità di un terzo set.

Shelton ha messo in pratica dall’inizio alla fine (alla fine pure troppo) il suo piano tattico – quando il servizio tedesco e la propria risposta gliel’hanno permesso –, consistente in una spiccata aggressività, certo spiegabile con il rifiuto di entrare in remata con Zverev, ma non fino al punto di spaccare la palla a prescindere o prendere la rete a caso, soprattutto se continui a sbagliare e neanche sei un fenomeno al volo.

A metà secondo set ha dato l’impressione di voler cambiare ed è stato l’unico momento in cui ha creato qualche apprensione al servizio di Sascha, ma è rimasto appunto un momento e alla fine Ben non è mai arrivato a “40” in risposta. La maggior parte del merito va chiaramente a Zverev che ha messo in campo l’81% di prime e non gli sono tornati indietro 26 servizi su 56. Terza volta che non concede palle break a Shelton, che a dispetto di tutto ciò stava giocando un gran tie-break su cui dovrà riflettere.

Sascha aveva detto che avrebbe preferito il Gruppo Jimmy Connors, quello di Alcaraz, ulteriore validazione di quella legge non scritta per cui “l’altro girone è più facile”. In questo caso, tuttavia, ha ragione al 100%, a dispetto delle dichiarazioni secondo le quali quest’anno non lo è mai stato, al 100%, perché ha piazzato due vittorie su due match indoor contro Carlos, ma è zero su due contro Sinner in questa stagione (il bilancio complessivo al coperto dice 1-2 perché ci ha vinto a Colonia 2, ma lo Jannik che affronterà in questi giorni è quello del 2025, non del 2020).

Primo set – Zverev intoccabile al servizio, Shelton sbaglia troppo

Ben sceglie di cominciare al servizio dimostrandosi subito aggressivo, come del resto nell’unico punto che riesce a iniziare nel game successivo quando tenta invano un vincente bimane da posizione difensiva, precoce rivelazione delle sue intenzioni. Certamente dotato di una risposta migliore, nel quinto gioco Sascha entra quattro volte su quattro nello scambio e brekka, approfittando anche di due dimenticabili smorzate statunitensi, poi pianta quattro prime che non tornano indietro ed è 4-2.

Shelton interrompe il parziale di dodici punti a zero e si lancia all’inseguimento, ma in battuta il numero 3 del mondo concede appena più del nulla e si assicura la possibilità di servire per il set; e neanche ne ha bisogno, perché Ben continua a sbagliare (9 gratuiti contro 3 tedeschi), perde un altro servizio e Zverev chiude 6-3 con un solo punto lasciato alla risposta, figlio dell’88% di prime in campo e degli 11 servizi unreturned su 17.

Secondo set – Più equilibrio, ma neanche tre set point consecutivi bastano Shelton

Sascha gestisce al meglio il primo game, sempre difficile dopo un parziale facile e l’avversario avido di rivincita. Ben continua a mancare il campo con poco rassicurante frequenza e si impantana nel quarto gioco, uscendone carico dopo aver salvato due palle break da sinistra. Non a caso si procura un invitante 0-30 decidendo a sorpresa di restare nello scambio in attesa della palla giusta da spingere; poi una scelta dubbia fa svanire la possibilità dello 0-40, Zverev si tranquillizza e non gliela fa più toccare, 3-2 Germania. 80 punti giocati, solo 8 oltre gli otto colpi.

L’impressione (ma anche qualcosa di più) è che Shelton possa prendersi il set solo al tie-break e riesce a raggiungerlo, andando anche subito avanti 3-0 grazie a una buona risposta e all’altro che non viene avanti sfruttando l’apertura di campo. Ben va a servire sul 6-3 ma butta tre punti a una velocità supersonica e Sascha arriva a match point in risposta: lo scambio si allunga e finisce con l’errore numero 26 di Shelton.

All’ottava partecipazione (ha saltato per l’infortunio alla caviglia quella del 2022), Zverev vince per la settima volta l’incontro di apertura delle Nitto ATP Finals, sconfitto solo nel 2020 da Medvedev. Al suo esordio, invece, il classe 2002 di Atlanta è diventato il più giovane statunitense a giocare le Finals da Andy Roddick, ventiduenne nel 2004.
Per chiudere con i dati, il trionfatore delle ATP Finals 2018 e 2021 si è aggiudicato la sfida tra i due con il servizio migliore (insieme a Fritz) tra gli otto di Torino: 8,7 per tutti e tre la valutazione media di quel colpo nell’ultimo anno. Quello di Sinner è a 8.2, solo che Jannik è un giocatore migliore e guida la classifica per game di servizio vinti.
Lunedì alle 20.30 l’altro incontro della prima giornata del Gruppo Bjorn Borg: Jannik Sinner vs Auger-Aliassime, 3-2 i precedenti per l’azzurro.


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TAGGED:Alexander ZverevATP Finals 2025ben shelton
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