Flavio Cobolli mostra i muscoli al pubblico di Bologna. La gioia per aver portato all’Italia il punto della terza finale consecutiva è troppo grande per essere contenuta in una maglietta azzurra. Zizou Bergs aveva battezzato l’esordio del tennista romano in Coppa Davis a settembre 2024, sconfiggendolo in 3 set. Il destino ha deciso di rimetterli l’uno contro l’altro, stavolta in semifinale, a distanza di 14 mesi. Solo un tiebreak lungo 32 punti impedisce al Belgio di prolungare il tie al doppio decisivo. Flavio chiude al quinto match point, il settimo totale considerando i due avuti sul 5-4, dopo averne fronteggiati altrettanti. Il belga, infatti, portatosi avanti 6-4, non trova quella concretezza che gli ha permesso di rimettere sui binari della parità l’incontro e vede sfumare a uno a uno le sette palle match.
L’Italia festeggia ancora una finale, mentre un inconsolabile Zizou viene rincuorato in panchina dallo stesso Cobolli. Il match ha già l’odore di storia. Qualcosa dell’antica Coppa Davis – quella vera, sosterrebbe qualcuno – fa capolino proprio in questi momenti. Il coinvolgimento emotivo, il pathos e l’emozione che solo questa competizione può regalare agli spettatori, come ricorda il direttore Ubaldo Scanagatta nel suo editoriale.
Nell’irrazionalità delle sensazioni provate, i razionalissimi numeri restituiscono il tiebreak della semifinale tra Italia e Belgio come il più lungo del 2025. La vittoria di Cobolli per 17 punti a 15 in 26 minuti è il gioco decisivo più esteso, per punti giocati e minuti impiegati, della stagione.
Al secondo posto troviamo un altro incontro di Coppa Davis, nello specifico la sfida tra Ecuador e Bosnia Erzegovina di settembre, valevole per il Gruppo Mondiale I. Nel singolare inaugurale tra i due numeri 1, Damir Dzumhur ha avuto bisogno di 28 punti per portare a casa il primo parziale contro Andres Andrade. Fatto suo il tiebreak per 15 punti a 13, il bosniaco si è poi imposto con il punteggio di 7-6(13) 6-1, non evitando, tuttavia, la sconfitta finale al suo Paese.
A completare il podio annuale è, infine, il tiebreak tra Alexander Shevchenko e Laslo Djere. Al primo turno dell’ATP 250 di Almaty, il padrone di casa, dopo aver fatto suo il primo set per 7-6, lasciando un solo punto al serbo, non ha vita altrettanto semplice nel secondo: game, set and match per Shevchenko, ma solamente per 14-12.
Tiebreak più lunghi in Coppa Davis: nessuno come Krawietz/Mies, in singolare guidano Kim-Khan e Istomin-Qureshi
Se i due tiebreak più lunghi del 2025 si sono disputati in Coppa Davis, nella speciale graduatoria all time della competizione a squadre non occupano le posizioni di vertice.
Il primato spetterebbe di diritto a una partita di doppio. Nel 2019 i tedeschi Kevin Krawietz e Andreas Mies ebbero la meglio in rimonta sugli argentini Maximo Gonzalez e Leonardo Mayer con il punteggio di 6-7(4) 7-6(2) 7-6(18). Il contesto è il girone C valevole per la qualificazione alla Final Eight. È proprio l’ultimo tiebreak dei tre a passare alla storia come il più lungo della storia della Davis.
Spostando il focus sul singolare, invece, in due casi ci sono stati 38 punti (19-17). Nello specifico, si tratta di una sfida della Zona asiatico-oceanica tra Corea del Sud e Pakistan del 2003, quando Young-Jun Kim ebbe ragione su Aqeel Khan. Girando svariate annate sul calendario, si deve arrivare al 2018 per pareggiare la lunghezza di quel tiebreak. Il Pakistan fu ancora una volta protagonista, con Aisam Ui Haq Qureshi che cedette il passo all’uzbeko Denis Istomin.
Altrettanti tiebreak si sono conclusi con il punteggio di 18-16. Nel 2012 il bielorusso Uladzimir Ignatik sconfisse in tre set il bosniaco Amer Delic, costruendo la sua vittoria a partire dal primo set, quando, dopo 34 punti, si aggiudicò il parziale. Nel 2016 un altro bosniaco, Mirza Basic, incappò in un tiebreak da 34 punti, imponendosi sul tunisino Malek Jaziri.
Subito dopo, irrompono in classifica Cobolli e Bergs, che scavalcano, così, ben otto partite terminate 16-14.
La più recente è quella tra lo svizzero Remy Bertola e lo spagnolo Martin Landaluce dello scorso febbraio, anche se è da sottolineare come non si tratti di un tiebreak canonico, bensì di un match tiebreak. Bertola ha portato a casa la vittoria per 6-7(2) 6-3 16-14.
Allora è giusto fare un ulteriore passo indietro al singolare di apertura dei quarti di finale tra Australia e Stati Uniti del 2024. Thanasi Kokkinakis è riuscito a sovvertire i pronostici contro Ben Shelton in tre set, con il parziale decisivo finito 7-6(14).
Tra gli otto tiebreak con il suddetto punteggio, c’è anche un italiano. Si tratta di Paolo Lorenzi, che nel 2016 inflisse la punizione a Marco Chiudinelli.
Tiebreak più lunghi negli Slam: Borg a Wimbledon, Ivanisevic a New York e Tsonga a Melbourne. Ma il primato del Roland Garros è tutto di Lorenzo Sonego
La Coppa Davis, soprattutto nel suo format ancestrale, è da sempre portatrice di fatti epocali e curiosità uniche. Tuttavia, il tennis per la stragrande maggioranza della stagione è uno sport individuale. Senza attribuire patentini di importanza e priorità tra competizioni differenti e complementari, gli Slam sono i tornei che indubbiamente colpiscono con virulenza l’immaginario collettivo di appassionati e spettatori occasionali. Quali sono allora i record riguardanti i tiebreak nei quattro Major?
L’Australian Open apre il calendario tennistico. Nel 2007 Jo-Wilfried Tsonga e Andy Roddick dettero vita a un match tirato, che ha nel tiebreak del primo set l’acme. Il francese lo conquistò per 20 punti a 18, ma finì per perdere l’incontro di primo turno.
A completare il terzetto australiano, sono due partite datate 2022. All’esordio, Pedro Martinez estromise dal torneo Federico Delbonis, con il punteggio di 7-6(15) 3–6 6–4 6–2.
Pochi giorni dopo, agli ottavi di finale Adrian Mannarino dette filo da torcere al futuro campione Rafael Nadal, che ebbe bisogno di vincere il tiebreak 16 a 14 per piegare la resistenza del francese, con il punteggio finale di 7-6(14) 6-2 6-2.
Il primato di Wimbledon è sempre un 20-18. L’anno sul calendario è il 1973. Un giovane Bjorn Borg sconfisse per 6-3 6-4 9-8(18) Premjit Lall al primo turno.
Tuttavia, il tiebreak più famoso dei Championships e forse di tutta la storia del tennis risale al 1980. Borg era alla ricerca del quinto sigillo consecutivo sui prati dell’All England Club, ma doveva fare i conti con il talento irriverente di John McEnroe. Lo statunitense inflisse un perentorio 6-1 al quattro volte campione nel primo set, prima di ritrovarsi sotto per 2-1. L’allora 21enne mancino riuscì a prolungare la partita al quinto set, facendo suo il tiebreak del quarto per 18 punti a 16 e 22 minuti di spettacolo. “Il tiebreak del secolo”.
Si segnalano anche il 19-17 di John Isner su Jarkko Nieminen del 2014 e il 17-15 con cui Alexander Zverev ha chiuso nel 2024 il suo terzo turno contro Cameron Norrie.
Stesso primato in termini di punti anche per lo US Open. A detenerlo sono Goran Ivanisevic e Daniel Nestor, che, nel 1993 si contesero il tiebreak del primo set fino al 20-18 in favore del croato.
Seguono il 17-15 con cui Ken Flach ebbe la meglio su Darren Cahill nel 1987 e il 16-14 che servì a Novak Djokovic contro Alexander Dolgopolov per lanciarsi verso il titolo del 2011.
12-10 è il punteggio del tiebreak che battezzò la finale del 2012 tra Djokovic e Murray, vinto dallo scozzese insieme al primo titolo dello Slam.
Il Roland Garros non annovera nessun tiebreak terminato 20-18. Il più lungo si ferma a 19-17. Lorenzo Sonego se lo ricorderà bene, perché fu lui a conquistarlo nel 2020 su Taylor Fritz. L’azzurro finì per eliminare lo statunitense in tre set, terminando l’opera proprio per 19 punti a 17.
Davis, Slam e poi?
I numeri ostentati sono di caratura. A livello di circuito ATP, però, c’è chi ha fatto ancora meglio. Nel 1992 a Copenaghen Aki Rahunen trionfò per 24 punti a 22 al termine del primo set su Peter Nyborg.
Il record ATP fu eguagliato da Reilly Opelka e John Isner nella semifinale di Dallas del 2022. Il vincitore fu decretato da due tiebreak e il fatto sicuramente non sorprende per caratteristiche tennistiche dei due. Ad avere la meglio fu Opelka, che, dopo aver vinto il primo per 9 punti a 7, si prese anche il secondo per 24-22, salvando 10 set point e archiviando la pratica all’ottavo match point.
Ad oggi 24-22 rimane il traguardo da record per il circuito maggiore. Una supremazia che dura da 33 anni e che solamente tre anni fa è stata pareggiata.
Se volessimo estendere la competizione agli incontri ITF non ci sarebbe gara. Il primato assoluto è ben saldo nelle mani di Marko Rajic e Sasa Vidojevic, che giocarono un tiebreak da 78 punti – con vittoria del primo – nelle qualificazioni di Zlatibor del 2011. Due anni più tardi Benjamin Balleret e Guillaume Couillard si avvicinarono a un tale risultato, con il tie-break del primo set nel Futures di Plantation vinto dal primo (fratellastro di Vacherot) per 36-34.
