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Reading: ATP Next Gen Finals, i protagonisti: Jakub Mensik, da Miami a Jeddah per tornare a brillare
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ATP

ATP Next Gen Finals, i protagonisti: Jakub Mensik, da Miami a Jeddah per tornare a brillare

Il ceco approda a Jeddah da grande favorito, forte di un titolo 1000 e della miglior stagione in carriera

Ultimo aggiornamento: 30/11/2025 14:01
Di Beatrice Becattini Pubblicato il 30/11/2025
10 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Jakub Mensik - Miami 2025 (foto Miami Open)

Una volta attaccate, le etichette sono difficili da rimuovere. Rimangono lì, quasi come a fare da promemoria a aspettative da rispettare e pressioni da allontanare. Dall’esterno è maledettamente facile additare come predestinati i giovanissimi diamanti grezzi. Del tennis, dello sport o di qualsiasi sfera dell’agire umano. Spesso mantenere le promesse è una montagna troppo alta da scalare e il rischio di uscire dall’alveo del previsto è un incidente di percorso da prendere in considerazione.

Sezioni
Dagli esordi all’anno della svolta: il n. 2 junior diventa grandeIl 2025 di Mensik: la bacheca inaugurata da un Master 1000 e il best ranking al n. 16Le ambizioni di Mensik e quella lezione di forza appresa dal fratello Luka

Jakub Mensik è uno di quei talenti cristallini da cui tutti si aspettano il massimo. Perché alle doti innate cumula il fatto di provenire da una delle scuole tennistiche più prolifiche di sempre, ovvero quella ceca – qui un approfondimento in merito. Una nazione ricca di potenziali campioni, rivelatisi, negli ultimi anni, a livello ATP, buoni giocatori senza il DNA vincente.

La Repubblica Ceca va cercando il proprio asso nella manica da tempo. E Mensik sembra avere tutte le carte in regola per essere la punta di diamante di una compagine assai interessante, nonostante la debacle in Coppa Davis, dove i ragazzi capitanati di Tomas Berdych erano tra i grandi favoriti.

Il finale di stagione ha decisamente depotenziato i cechi con acciacchi fisici, soprattutto Jakub, che, tuttavia, difficilmente dimenticherà il 2025.

Dagli esordi all’anno della svolta: il n. 2 junior diventa grande

Mensik è la stella annunciata del circuito e nell’anno dei suoi 20 anni ha confermato che è pronto per l’élite tennisitica, chiudendo la stagione alla posizione numero 19, dopo essere stato anche 16 del mondo ad agosto.

Jakub è nato a Prostejov il 1° settembre 2005 e ha coltivato sin da bambino il sogno di diventare qualcuno nel mondo del tennis. Nel 2022 ha raggiunto la finale dell’Australian Open Junior, categoria in cui può vantare di essere stato il numero 2 delle classifiche. La sconfitta è avvenuta dopo una dura lotta contro Bruno Kuzuhara, ma era ben evidente che quel giorno fosse solamente un mattoncino, forse il primo di prestigio, su cui costruire una carriera brillante. Il talento grezzo non basta per arrampicarsi nel ranking. Forse per bruciare le tappe sì, ma l’exploit saltuario non è ciò che a Mensik compete.

Il 2024 è stato l’anno della svolta, quello in cui i frutti acerbi hanno cominciato a maturare a suon di risultati. Al Master 1000 di Shanghai ha piegato uno dietro l’altro Andrey Rublev e Grigor Dimitrov, dimostrando un’accortezza tattica e una tecnica degne di nota. Si è arreso solamente all’idolo del sé bambino, Novak Djokovic, non prima, tuttavia, di avergli tolto un set.

A Jeddah 365 giorni fa si presentava con il titolo di “Newcomer of the year” ed era uno dei nomi più attesi del tabellone. Non sempre, però, è semplice confermare i pronostici che lo vedevano come il terzo favorito del seeding. Jakub, infatti, ha lasciato l’Arabia Saudita con il deludente bottino di zero vittorie e tre sconfitte, che tradotto in risultati ha significato l’eliminazione nel round robin. A prendersi i riflettori in quella circostanza è stato il classe 2006 Joao Fonseca, che, con gli occhi già puntati sul 2026, non difenderà il titolo.

Il 2025 di Mensik: la bacheca inaugurata da un Master 1000 e il best ranking al n. 16

Il 2025 si è aperto per Mensik sulla scia del finale del 2024. Risultati altalenanti e la mancanza di quella scintilla che avrebbe potuto rappresentare la svolta. All’Australian Open è andato vicino ad eliminare Alejandro Davidovich Fokina al terzo turno, ma, da un vantaggio di 2 set a 0, si è dovuto arrendere al quinto. La delusione ha lasciato strascichi nel giovane ceco, che ha pagato l’inesperienza dei 19 anni.
Il post Australia, dunque, non è stato semplice: tra Rotterdam, Acapulco e Indian Wells ha raccolto solamente due vittorie. Una discontinuità di prestazioni che ha spinto il team di Jakub a optare per scendere di livello per permettergli di ritrovare sensazioni e fiducia. Al Challenger di Punta Cana è stato fermato da Damir Dzumhur in semifinale. Forse non l’epilogo che avrebbe auspicato, ma sicuramente un modo di riprendere a macinare partite e punti.

Con quale stato d’animo sia approdato a Miami è il classico segreto di Pulcinella. Un dolore pungente al ginocchio che si protraeva dal torneo in Repubblica Dominicana lo ha portato a un passo dal forfait: “Non riuscivo nemmeno a camminare, figurarsi correre” avrebbe rivelato dopo la fine del Master 1000.
Mancava uno solo step per formalizzare la defezione: “Mi ero arreso, stavo andando in ufficio per firmare il ritiro”.
A volte il destino ci mette lo zampino a modo suo. Con imprevedibilità e quel sano pizzico di ironia della sorte. Il supervisor era a pranzo e, nell’attesa di fine pasto, l’intervento dei fisioterapisti dell’ATP ha rassicurato Mensik circa le condizioni del suo ginocchio. Decisione rimandata, allora. Gli antidolorifici e l’esuberanza del ceco hanno fatto il resto. Sulla sua strada ha trovato avversari di tutto rispetto, come Jack Draper, fresco vincitore di Indian Wells, al secondo turno e Taylor Fritz in semifinale. Ha giocato lo scherzetto a tutti, con la collaborazione di una glacialità disarmante nei momenti topici dei match. Jakub si è presentato a contendere il titolo a Djokovic con un parziale di 5 tiebreak vinti in altrettante occasioni. Ne ha dovuti aggiungere altri due per laurearsi campione di Miami. Con il primo Master 1000 ha inaugurato la sua bacheca di trofei ATP.

Due settimane di tennis brillante, in cui i progressi tecnico-tattici hanno fatto da contorno a una leggerezza mentale – o un’incoscienza – tale da sorprendere ogni avversario.
Mensik avrebbe potuto spiccare il volo grazie a quel trionfo. Tuttavia, per la consacrazione definitiva è lecito dover attendere. L’età è dalla sua parte, ma è essenziale che si lasci alle spalle definitivamente tutti i problemi fisici che, di tanto in tanto, tornano a tediare qualche parte del suo corpo.

Alle ATP Next Gen Finals, complice anche l’assenza di Fonseca, il numero 19 del mondo si presenta da grande favorito. La stella più luminosa nel parterre di qualificati. Lo sport spesso dimostra che l’imprevedibilità è intrinseca a questo mondo, senza contare come la collocazione della competizione si posizioni a cavallo tra la stagione presente e quella futura. E il format cambi connotati alla disciplina che conosciamo e in cui ci riconosciamo.

Quindi non sarà certo Jeddah il punto dirimente della carriera di Mensik. Ciononostante, è chiamato a mandare segnali ai coetanei e agli avversari. Dall’Arabia Saudita all’Australia il passo è breve. Un mese separa i due appuntamenti e l’uno pare essere funzione dell’altro. Le Next Gen Finals potrebbero forgiare gli obiettivi in vista dell’anno nuovo.

Le ambizioni di Mensik e quella lezione di forza appresa dal fratello Luka

Che Mensik sia ambizioso lo si legge nei suoi occhi e nelle dichiarazioni che rilascia. Carattere schivo per essenza, unisce alla timidezza del nuovo arrivato la convinzione del predestinato: “Voglio diventare numero 1 del mondo e vincere tutti gli Slam”.
Una dichiarazione di intenti forte e chiara.

Una tenacia che la vita gli ha insegnato sin da subito.
“Sto vivendo il mio sogno di giocare nelle arene più belle del mondo, di incontrare le leggende di questo sport, di viaggiare e conoscere culture diverse. Sono fortunato per tutto questo ma soprattutto perché godo di perfetta salute! Non tutti sono così fortunati, lo so bene non solo per il mio meraviglioso fratello, che ha un disturbo dello spettro autistico, ma anche per i suoi compagni di classe” ha confessato Jakub. “Sono lottatori che non si arrendono davanti ad alcuna difficoltà”.

Queste le parole che Jakub ha affidato al proprio profilo Instagram dopo la visita dello scorso anno all’Istituto Jistota, che si occupa di studenti con disabilità, come il fratello Luka.


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