Oggi, lunedì 15 dicembre, Paolo Lorenzi compie 44 anni. Ritiratosi dal tennis professionistico a seguito dello US Open 2021, il senese ha iniziato a lavorare dietro le quinte agli Internazionali BNL d’Italia. Ora è il direttore del 1000 capitolino, dove nel lontano 2011 rubò il primo set all’allora numero 1 al mondo Rafael Nadal, prima di crollare alla distanza.
Questa è una memoria tra le tante che hanno scandito la carriera di Lorenzi, avviata nel lontano 1999, quando aveva solamente 17 anni. Paolo non è stato un tennista che ha bruciato le tappe. Si è costruito piuttosto una carriera fatta di sacrifici, risultati ondivaghi, ma che resteranno oltre che nella sua storia anche in quella del tennis italiano. Spesso è stato chiamato Signor Challenger, dato che nel circuito minore ha vinto la bellezza di 21 titoli.
A proposito di Nadal, due anni dopo la sconfitta romana Lorenzi si vendica, in coppia con il connazionale Potito Starace, nella finale del 250 di Viña del Mar. Il maiorchino, a fianco di Juan Monaco, viene battuto in due parziali. Sebbene in singolare non abbia mai superato un top 10 (0-19 il suo bilancio), rimane negli occhi di tutti anche la partita contro Andy Murray allo US Open 2016. Paolo gioca due set alla pari contro colui che di lì a pochi mesi avrebbe terminato l’anno da numero 1 del mondo. Perde in quattro frazioni, ma si rifà con gli interessi l’anno successivo.
Fino a quel momento il risultato migliore lo aveva agguantato con il titolo al 250 di Kitzbuhel sempre nel 2016. Tutt’ora quello è un record nel tour ATP. Nessun tennista è riuscito a vincere il suo primo torneo nel circuito maggiore a un’età più avanzata di quella che aveva Lorenzi al tempo (34 anni, 7 mesi e 19 giorni). In quelle settimane diventa poi anche il numero 1 d’Italia. Tornando alla Grande Mela, l’edizione 2017 dello Slam newyorchese si rivela presto unica per Lorenzi. Il senese raggiunge per la sua prima e ultima volta la seconda settimana di un Major, vincendo il derby con Thomas Fabbiano al terzo turno, e agli ottavi si arrende in quattro set alla potenza di Kevin Anderson.
Non riuscirà mai a issarsi sino ai quarti di finale in uno Slam o in un 1000, ma il best ranking di numero 33 al mondo gli permette di entrare in tabellone a Wimbledon 2017 in qualità di 32esima testa di serie. Un risultato che sembra quasi irraggiungibile nella testa di qualsiasi bambino appassionato di tennis che vorrebbe calcare i più grandi palcoscenici del mondo. Paolo Lorenzi, però, ce l’ha fatta. Con sudore, con i suoi tempi e credendo sempre nelle sue armi più di chiunque altro. Tanti auguri al Signor Challenger da parte di tutta la redazione di Ubitennis!
