Luca Nardi al Challenger 125 di Canberra (cemento) partiva con la seconda testa di serie ma il suo torneo è durato decisamente meno del tempo necessario ad arrivare in Australia. Il pesarese è stato sconfitto all’esordio 7-6(4) 6-2 dal non irresistibile lussemburghese Chris Rodesch (n.207 ATP) e brinda amaramente a un 2026 che non inizia sotto i migliori auspici. L’attenzione si sposta così inevitabilmente sui veri protagonisti del torneo, i due next gen Alexander Blockx e Rafael Jodar.
Il belga, dopo aver superato l’aspirante fenomeno Budkov Kjaer, ha riservato lo stesso trattamento all’esperto Carballes Baena e al non meno navigato ceco Vit Kopriva. Ora in semifinale aspetta la wild card australiana James McCabe (n.172). Lo spagnolo da parte sua, eliminati Nicolas Jarry, Jaime Faria e Sho Shimabukuro, trova in semifinale il francese Kyrian Jacquet (n.136). Dal momento che stiamo parlando di giovanissimi, ci sia consentita una breve divagazione dedicata allo svizzero Henry Bernet, classe 2007 e campione in carica dell’Australian Open Juniores, di cui ci innamorammo un paio d’anni fa quando lo vedemmo in azione ai Campionati Europei di Parma.
Scrivemmo una cosa tipo: “Quando si renderà conto che esistono le righe di fondocampo potrà raccogliere i risultati che il suo talento e il suo magnifico rovescio ad una mano sembrano promettere”. E il momento pare arrivato visto che i suoi primi match a livello Challenger (dopo 2 vittorie ITF lo scorso anno) ci restituiscono l’immagine di un ragazzo tutt’altro che in soggezione come ha appena dimostrato anche al Challenger 75 di Noumea (cemento) dove ha costretto al terzo set il solido austriaco Jurij Rodionov (n.195).
Non si giocava solo in Australia, ma appunto in diversi altri posti che, favoriti dalla logistica, si trovano sul percorso per il paese dei canguri. Oltre alla già citata Nuova Caledonia, c’era il Challenger 50 di Nonthaburi (Thailandia, cemento) dove l’immortale Lorenzo Giustino (testa di serie n.2 con il suo n.212 ATP) ha superato all’esordio l’australiano Matthew Dellavedova (n.517 ATP) in un match meno banale di quanto la differenza in classifica potesse lasciar supporre. Poi si è ripetuto contro il giapponese Akira Santillan prima che il fisico gli presentasse il conto, impedendogli di scendere in campo nei quarti contro il giovane austriaco Joel Schwaerzler. Peccato perché era un match che avremmo seguito con grande curiosità. Eliminati nelle qualificazioni Michele Ribecai e Lorenzo Sciahbasi.
Per chi non aveva interessi australi e fosse stato restio (giustamente) a sobbarcarsi un viaggio così lungo e costoso il Challenger 50 di Nottingham (cemento indoor) si prestava alla bisogna. C’erano tre italiani che partivano tutti dalle qualificazioni: Tommaso Compagnucci, Federico Arnaboldi e Andrea Guerrieri. L’unico ad accedere al tabellone principale, battendo proprio Arnaboldi, è stato quest’ultimo che pochi giorni fa aveva rifinito la preparazione vincendo sui campi di casa il tradizionale Open di Natale di Reggio Emilia. Poi si è fermato, costretto alla resa dal mancino Gilles Hussey che gli ha rifilato un doppio 6-4, non impedendogli però di migliorare il proprio best ranking alla posizione n.496 ATP.
