Tanto clamore per venti doppi falli in un torneo ITF che la federtennis del Kenya ha dovuto emettere un comunicato. Eppure, Coco Gauff ne aveva messi a referto ventitré contro Danielle Collins la scorsa estate a Montreal, un WTA 1000, e non c’era stato tutto questo polverone. Va detto che Coco il suo match l’ha poi vinto, mentre a Nairobi Hajar Abdelkader ha fatto solo tre punti. Inoltre per la statunitense si tratta più che altro di una questione mentale (anche se mantenere la posizione laterale sul kick gioverebbe), mentre per la ventunenne egiziana non esistiamo ad affermare che il problema è tecnico.
Riassuntino
Chi non sa di cosa stiamo parlando può trovare qui il resoconto dell’episodio. In breve, al torneo W35 di Nairobi, è stata assegnata una wild card per il tabellone principale a una giocatrice che letteralmente non sapeva giocare. Ribadiamo – anche perché sui social c’è chi si è scatenato nei suoi confronti – che non saper giocare a tennis non solo non costituisce reato, colpa o motivo di vergogna, ma è la normalità per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale.
Il problema vero
Certo, un motivo di imbarazzo c’è stato, perché si tratta di un tabellone principale di un torneo professionistico e il livello in campo non era… adeguato. La perplessità riguardava dunque l’assegnazione della wild card. Eravamo tutti in attesa di una risposta da parte dell’ITF o degli organizzatori ed è prontamente arrivata, il giorno dopo il discusso match. Ecco allora il comunicato emesso dal Segretario Generale di Tennis Kenya (grassetti nostri).
“Nairobi, Kenya – Tennis Kenya è a conoscenza delle preoccupazioni riguardanti la partecipazione della giocatrice egiziana Hajar Abdelkader al torneo ITF W35 di Nairobi a seguito della circolazione sui social media di un video che sollevava dubbi sul suo livello di gioco.
Alla Sig.ra Abdelkader è stata concessa una wild card per la seconda settimana dell’evento dopo che aveva presentato una richiesta formale ed è arrivata in aereo martedì mattina. Lo slot si è reso disponibile in seguito al ritiro con breve preavviso da parte dell’originale beneficiaria della wild card per il tabellone principale, che aveva optato per il tabellone di qualificazione. All’epoca, la Sig.ra Abdelkader era l’unica altra giocatrice ad aver richiesto una wild card e la decisione è stata presa in base alle informazioni fornite e nell’interesse di mantenere un tabellone completo ed equilibrato, supportando al contempo lo sviluppo del tennis in Africa.
“Col senno di poi, Tennis Kenya riconosce che questa wild card non avrebbe dovuto essere concessa. La federazione ha preso atto di questa esperienza e garantirà che un evento così estremamente raro non si ripeta mai più. Tennis Kenya rimane impegnata per l’equità, la trasparenza e l’integrità della competizione, nonché per il continuo sviluppo del tennis in Kenya, nell’Africa orientale e in tutta l’Africa.
Nell’assegnazione delle wild card, Tennis Kenya considera fattori quali le priorità di sviluppo dei giocatori, l’equilibrio competitivo del tabellone e le informazioni fornite dai candidati, con particolare attenzione ai giocatori kenioti, dell’Africa orientale e africani. In questo caso, la Sig.ra Abdelkader ha indicato di avere un livello adeguato di esperienza di gioco competitivo e la wild card è stata emessa sulla base delle informazioni fornite.
Si tratta di una persona giovane e, data l’entità e la natura della copertura di questa partita, Tennis Kenya e l’ITF riconoscono la necessità di mantenere il benessere di entrambe le giocatrici come considerazione primaria. Entrambe le organizzazioni hanno contattato le due giocatrici per offrire supporto.”
Un CV troppo efficace?
Insomma, le frasi “la decisione è stata presa in base alle indicazioni fornite” e “questa wild card non avrebbe dovuto essere concessa” riassumono la vicenda, mentre il fatto che le due giocatrici potrebbero aver bisogno di supporto riassume come va il mondo (social).
Alla fine, Hajar ha semplicemente abbellito il suo curriculum vitae e chi l’ha ricevuto non è stato troppo zelante nelle verifiche. Chi è senza peccato scagli la prima battuta. E cerchi almeno di metterla in campo…
