Tornano i LIVE di Ubitennis! Segui sul nostro sito il racconto di un grande sabato di tennis: Sinner-Alcaraz alle 8, Musetti-Rublev alle 8.30
I primi giorni dell’anno nuovo tendenzialmente si portano appresso una serie di buoni propositi e immaginiamo che anche quelli di Lorenzo Musetti siano parecchio ambiziosi. Certo, ai comuni mortali spesso capita accidentalmente di dimenticarsi progressivamente di quella lista di obiettivi, specie se non vengono raggiunti con una certa rapidità.
Entrare nel gotha del tennis, però, è sempre stato un chiodo fisso di Musetti, e potrebbe essere uno di quegli obiettivi di inizio anno che si concretizzano quasi subito. A tal proposito, anche il suo team – a partire dallo storico coach Simone Tartarini – non ha mai smesso di credere in lui. “Nel giro di due anni arriverà sicuramente tra i migliori 5 al mondo. Diamogli tempo”, diceva il classe 1968 lo scorso maggio.
La profezia di Tartarini potrebbe avverarsi già questo sabato. Nel giorno del primo Sinner-Alcaraz del 2026 (i due giocatori più forti al mondo si sfideranno in Corea del Sud in un’esibizione plurimilionaria), Musetti sfiderà Rublev per un posto in finale all’ATP 250 di Hong Kong, primo torneo dell’anno insieme al pari grado di Brisbane. Nel giro di appena due partite, Lorenzo – in caso, ça va sans dire, di altrettante vittorie – infrangerebbe due tabù notevolissimi: l’ingresso in top 5 e il ritorno al successo (l’ultimo trionfo ATP di Musetti risale ormai a oltre tre anni fa, al ‘250’ di Napoli in finale contro Berrettini nell’ottobre 2022).
Musetti, la top 5 dista una sola vittoria
Con una striscia aperta di 8 finali perse a tutti i livelli (CH Cagliari 2024 vs Navone, CH Torino 2024 vs Passaro, Queen’s 2024 vs Paul, Umago 2024 vs Cerundolo, Chengdu 2024 vs Shang, Montecarlo 2025 vs Alcaraz, Chengdu 2025 vs Tabilo, Atene 2025 vs Djokovic), è quasi superfluo ribadire quanto un trofeo potrebbe davvero sbloccare Musetti dal punto di vista mentale – anche perché sotto il profilo tennistico non c’è sostanzialmente nulla che non gli riesca alla perfezione. Per entrare tra i primi cinque giocatori al mondo, tuttavia, all’azzurro sarebbe sufficiente anche soltanto una vittoria in semifinale con Rublev (appuntamento sabato 10 alle 8.30 italiane, diretta TV su Sky Sport e in streaming su NOW), vista l’eliminazione in United Cup dell’Australia di De Minaur.
L’attuale n. 5 nel ranking live è infatti fermo a 4080 punti (e non a 4105 come dice il sito ATP). L’australiano ha già tutti gli ‘slot’ pieni, visto che da quest’anno si tiene conto dei 18 migliori risultati delle ultime 52 settimane + le ATP Finals, e per liberarne uno dovrebbe ottenere più dei 100 punti di Barcellona o Doha, i suoi risultati peggiori delle ultime 52 settimane tra i tornei countable. In United Cup, tuttavia, De Minaur ha conquistato 70 punti (25 contro Hurkacz, 45 contro Mensik), che tuttavia per il momento rientreranno tra i risultati non-countable.
Tutto questo per dire che, in caso di vittoria contro Rublev, Musetti salirebbe al quinto posto in solitaria, a quota 4105 punti (l’azzurro andrebbe a scartare 50 punti di Bruxelles o Buenos Aires, a cui farebbero spazio i 165 della finale di Hong Kong; il saldo è positivo di 115 punti, che uniti ai 3990 di partenza porterebbero appunto a 4105). Sarebbe un risultato epocale, perché Musetti diventerebbe soltanto il terzo azzurro nell’Era Open a sfondare il muro della top 5 e perché, a quel punto, due dei cinque tennisti più forti al mondo sarebbero italiani.
L’Australian Open e il diritto di sognare in grande
Ipotizzando che Musetti arrivasse a Melbourne con i 4105 punti di cui sopra (in caso di titolo a Hong Kong sarebbero 4190), si potrebbe davvero iniziare a sognare in grande. Zverev (n. 3, 5105 punti) e Djokovic (n. 4, 4780) sembrano lontani, ma in realtà hanno cambiali pesanti in scadenza. Il tedesco difende i 1300 punti della finale dello scorso anno, mentre al serbo usciranno gli 800 punti della semifinale raggiunta nel 2025 (in cui si ritirò proprio contro Zverev).
Musetti invece, che all’Australian Open non è mai andato oltre il terzo turno, difende appena 100 punti: ciò significa che tutti e tre partiranno sostanzialmente in linea. Chi riuscirà ad andare più lontano, magari complice anche un tabellone un po’ più fortunato, sarà probabilmente colui che – chissà per quanto tempo – potrà avvalersi del titolo di primo tra gli umani. Non una cosa da poco, in un epoca per ora dominata da due alieni.
