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Australian Open

“L’élite dell’élite”: Walton racconta la notte contro il numero uno

Servizio efficace e un set rimasto in equilibrio: l’australiano sottolinea i progressi e il valore di misurarsi con Alcaraz sul Centrale di Melbourne

Ultimo aggiornamento: 19/01/2026 16:44
Di Jenny Rosmini Pubblicato il 18/01/2026
4 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Carlos Alcaraz – Australian Open 2026 (foto via Twitter @AustralianOpen)
Carlos Alcaraz – Australian Open 2026 (foto via Twitter @AustralianOpen)

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Adam Walton esce al primo turno dell’Australian Open 2026, ma dalla Rod Laver Arena porta via molto più di un punteggio. L’australiano, alla terza partecipazione consecutiva nel tabellone principale a Melbourne, ha vissuto una serata speciale “in casa”, sul Centrale, contro Carlos Alcaraz, numero uno del mondo: una vetrina importante e, per certi versi, un test di livello.

Sezioni
Il risultato e i segnaliLo snodo del secondo setPerché Alcaraz è “diverso”Il complimento del numero unoObiettivo 2026Il sogno Rod Laver

Il risultato e i segnali

In campo ha vinto lo spagnolo in tre set (6-3 7-6(2) 6-2), ma Walton ha rivendicato i progressi mostrati nel corso del match. “Penso che ci siano state molte cose buone nel match. Lui è ovviamente l’élite dell’élite del nostro sport, quindi ho cercato di adeguarmi al suo livello”, ha detto, sottolineando come la prestazione, per intensità e qualità, possa essere un riferimento utile per il resto della stagione.

Lo snodo del secondo set

Il punto di svolta, per Walton, è stato il tie-break del secondo: “Se avessi vinto quel parziale e fossi andato un set pari, sarebbe stata un’altra partita”. E qui arriva la differenza dei campioni: “Quando vanno avanti nel punteggio riescono a rilassarsi molto di più”, diventando più lucidi e difficili da scalfire nei momenti decisivi.

Perché Alcaraz è “diverso”

Alla domanda su cosa renda Alcaraz differente rispetto ad altri avversari, Walton è stato diretto: “È diverso. Non ho quell’esposizione mediatica ogni settimana”. Il focus è su movimento e accelerazioni: “Si muove in modo diverso… e ha più ‘veleno’ sulle palle corte e su quelle che si alzano. Se può sistemarsi di dritto, la palla viaggia a una velocità a cui non sono abituato”.

Il complimento del numero uno

Walton ha accolto con particolare soddisfazione l’elogio ricevuto da Alcaraz: “Pensavo non si muovesse così bene”, avrebbe detto, spiegando però che in campo non riusciva a trovare “zone pulite” dove indirizzare la palla per prendere davvero il controllo dello scambio. “Sì, è gentile da parte sua dirlo. Il fatto che mi faccia dei complimenti è davvero speciale, ovviamente”, ha spiegato, ricordando anche un precedente incrocio al Queen’s: socievolezza e rispetto, anche fuori dal campo.

Obiettivo 2026

Nonostante l’eliminazione, Walton guarda avanti con un’idea chiara: crescita prima del ranking. “Ho servito bene… in alcuni momenti lui è stato semplicemente un po’ migliore”, ha valutato. Poi la sintesi: la classifica conta, ma non è l’unico parametro. “Voglio migliorare il mio tennis: se miglioro, anche il ranking migliorerà”.

Il sogno Rod Laver

La chiusura è tutta sull’emozione: “È stato un momento speciale… lo conserverò”. Per Walton, entrare in Rod Laver Arena contro un grande campione resta un passaggio importante: “È stato, sì, direi un sogno. Quando ho deciso di iniziare a giocare a tennis professionistico dopo il college, poter giocare su un grande campo contro un grande giocatore, e soprattutto in casa, sul Rod Laver, penso sia un momento che non dimenticherò mai.” E l’augurio è già scritto: “Spero di rifarlo”.


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TAGGED:Adam WaltonAustralian Open 2026Carlos Alcaraz
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