S. Korda b. [3] F. Cobolli 7-6(1) 6-1
Niente da fare per Flavio Cobolli a Delray Beach. L’azzurro si arrende per la terza volta in altrettanti incroci a Sebastian Korda, 50 ATP, con il punteggio di 7-6(1) 6-1, e saluta l’ATP 250 a stelle e strisce in semifinale.
Se per un set il tennista romano, numero 20 del ranking, con la solita carica agonistica riesce a rimanere attaccato alla partita, il tiebreak che suggella il parziale consente allo statunitense di lasciare andare il braccio.
In continuità con la partita contro Casper Ruud, Korda offre una prestazione al servizio di assoluto livello: 12 ace e 0 doppi falli, cui si uniscono l’84% di punti fatti con la prima e l’82% con la seconda, spiegano le zero palle break concesse. Sebastian domina anche da fondocampo, con 24 vincenti – 10 in più di Cobolli – e 16 errori non forzati. Contro Learner Tien o Tommy Paul si giocherà la decima finale della carriera, la seconda a Delray Beach dopo quella persa nel 2021 contro Hubert Hurkacz quando ancora non era in top 100, con la possibilità di portare a casa il terzo titolo ATP.
Cobolli deve riempire il proprio bagaglio di sensazioni positive. Dopo un avvio di stagione incerto, in Florida ha trovato due vittorie consecutive che possono cambiare la traiettoria del suo 2026. Già dall’ATP 500 di Acapulco dovrà ribadire i passi in avanti mostrati sul cemento statunitense.
Primo set: Cobolli tiene fino al tiebreak, poi Korda dilaga
Nel set d’apertura i turni di servizio sono fortini pressoché inviolabili per il giocatore in risposta. Nei primi cinque game il massimo concesso al servizio varia dall’uno ai due quindici: gli scambi raramente si prolungano, anche se Cobolli prova a portare i punti sul piano dell’intensità. L’azzurro mira a togliere il tempo a Korda, che quando deve organizzare i propri colpi di fretta concede qualcosa. Lo statunitense macina punti, con percentuali bulgare al servizio, e, gioco dopo gioco, pare prendere le contromisure alla battuta di Flavio. Sul 3-2 il numero 50 del mondo obbliga Cobolli ai vantaggi, ma è nel decimo game che la minaccia si fa concreta. Korda opta per variare tagli e traiettorie, con un frequente ricorso al rovescio in back, e si procura le prime due palle break del match. Se sulla prima il 23enne romano si salva con un servizio vincente, sulla seconda è graziato dal diritto del suo avversario, che atterra in corridoio. Un parziale in cui la battuta fa la differenza, il tiebreak è l’esito naturale. Sebastian è implacabile con il servizio ed è il primo a portare a casa un punto in risposta. Poi mette a segno un uno-due al veleno: intuisce la direzione del diritto in avanzamento di Cobolli, che si fa sorprendere nella terra di nessuno, per il secondo minibreak, prima di portarsi 6-1 con un vincente in cross di diritto imprendibile. Korda fa suo il set per 7 punti a 1.
Secondo set: Assolo di Korda, Cobolli si inchina
Se gli equilibri sono rimasti saldi per quasi tutto il primo parziale, sul tramonto si è avvertito come l’inerzia dell’incontro stesse variando in favore di Korda. L’avvio di secondo set conferma le sensazioni: Cobolli è chiamato immediatamente a cancellare due palle break con uno smash e una prima vincente. Tuttavia, al successivo turno Flavio non può niente: lo statunitense si guadagna un’altra occasione e stavolta è l’azzurro il primo a cedere con il diritto. La pressione del padrone di casa detta legge e i vincenti piovono da ogni porzione di campo. Sul 3-1, grazie a due risposte brucianti di diritto, Sebastian ha due chance di raddoppiare il vantaggio. Gli basta la prima, quando Cobolli perde il controllo del rovescio in uscita dal servizio. Nella furia tennistica, a Korda entra tutto e archivia la pratica con un passante di rovescio per 6-1.
