PREMIUM Hailey Baptiste, la sorpresa di Madrid

Alla scoperta della giocatrice statunitense che nel WTA 1000 spagnolo ha sconfitto Paolini, Bencic e la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka

Di AGF
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Hailey Baptiste - Madrid 2026 (X @MutuaMadridOpen)

Le caratteristiche tecniche di Baptiste e il suo futuro

Dopo le imprese di Madrid, diversi appassionati hanno paragonato Baptiste a Ons Jabeur. Non credo sia del tutto sbagliato: penso ci siano affinità, ma anche differenze sostanziali. Direi che si assomigliano sul piano fisico: una struttura piuttosto massiccia e potente, che però non manca di una certa agilità. A prima vista non diresti che possiedano un fisico da atleta naturale, però poi al dunque ti accorgi che la mobilità non è poi così un problema.

E poi sia Ons che Hailey amano praticare un tennis ricco di variazioni. Ma non credo che con il paragone ci si possa spingere troppo oltre, perché la loro varietà nasce da colpi differenti. Sul piano esecutivo il tennis di Jabeur è un tennis molto più classico, di stampo quasi old style; estremamente creativo, ma con alla base colpi eseguiti con una tecnica non troppo diversa da quella di molte tenniste del passato.

Baptiste invece fa leva su una serie di caratteristiche esecutive più contemporanee: la sua vera forza, più che nella variazione delle geometrie, è in quella degli spin. Un approccio che è diventato molto produttivo grazie alle racchette (e alle corde) di questi ultimi anni. Per esempio il servizio: possiede una prima di potenza tesa molto efficace, ma forse la sua specialità è la battuta molto lavorata, in particolare quella in kick. E sono proprio le racchette di oggi che consentono anche alle donne di far saltare così tanto la palla grazie alle rotazioni impresse dalle incordature che si sono diffuse a partire dal nuovo millennio.

Discorso molto simile anche per il dritto, l’altra sua grande arma: è davvero capace di eseguirlo con parabole e rotazioni di ogni tipo. E così la sua potenza può essere trasformata in pura penetrazione e velocità (quando colpisce teso), ma anche in rotazione a parabola alta, che produce poi rimbalzi pesanti e insidiosissimi (quando carica con più topspin). Ma non possiede solo i due estremi (con la palla che passa bassa e radente alla rete oppure molto alta): è in grado di eseguire anche tutte le variabili intermedie, con uguale profitto. In più Baptiste con il dritto può anche giocare con altrettanta sicurezza colpi in backspin: per esempio nelle risposte bloccate o nelle palle corte.

Infine, sempre con il dritto, ha la capacità di mascherare sino all’ultimo direzione e rotazione della palla; questa dote toglie alle avversarie la possibilità di muoversi in anticipo sulle sue traiettorie. Anche per questo a volte chi la fronteggia si ritrova in controtempo: non riuscendo a interpretare con i consueti ritmi di gioco l’esecuzione avversaria, diventa più difficile entrare nel flusso dello scambio, come invece accade contro giocatrici più leggibili.

Il rovescio bimane di Baptiste è sicuramente meno solido: a volte fatica ad avere stabilità nella esecuzione in topspin e anche per questo lo alterna con quello slice. Però questa alternanza tra topspin e backspin la aiuta a mascherare sino all’ultimo l’esecuzione della palla corta, visto che la preparazione non è diversa dallo slice profondo. Un’altra opzione a cui ricorre spesso è quella di spostarsi il più possibile nell’angolo sinistro per poter colpire anche da quel lato con il dritto anomalo; soluzione adottata non solo nello scambio ma anche in risposta. Ovviamente in questi casi il rischio è poi lasciare scoperto il lungolinea opposto, soprattutto se non si possiede una copertura del campo superlativa; e infatti una giocatrice come Andreeva, dotata di un ottimo rovescio lungolinea, lo ha evidenziato nella semifinale della scorsa settimana.

A rete direi che è nella media: l’ho vista avere giornate buone come cattive. Ma va anche detto che nel tennis di oggi fronteggiare di volo passanti che viaggiano tra i 130 e i 140 km/h (per le donne: per gli uomini è peggio), non è semplice per nessuno. Il tempo per organizzare il colpo è così poco che il rischio dell’errore è sempre in agguato.

Infine il gioco difensivo: sul piano tecnico non le manca nulla, anche se non è certo il tipo di tennista (per ragioni fisiche, ma direi anche caratteriali) che può pensare di passare troppi scambi a “remare” a fondo campo. In sostanza Baptiste dà il meglio quando può comandare lo scambio e imporre il proprio gioco. Elemento da sottolineare sul tema: per chi punta a comandare il più possibile lo scambio, forse le manca ancora un po’ di costanza nella risposta; migliorando sulla consistenza del secondo colpo avrebbe più possibilità di governare i punti anche quando non è al servizio.

Sempre a proposito di importanza della risposta. Hailey ha spesso dichiarato di considerare la terra battuta la superficie più adatta al suo tennis (per esempio QUI al min. 2.03): di solito la terra è la superficie che agevola di più chi non ha nella risposta un punto particolarmente forte del proprio repertorio. Però se riuscirà a crescere in questo fondamentale non la vedo con particolari problemi anche sulle altre superfici.

Ovviamente, dopo l’impresa di Madrid, ci si chiede cosa potrà fare in futuro. Personalmente non me la sento di sbilanciarmi, anche perché per ogni tennista va considerato che prima di tutto, viene l’integrità fisica. Poniamo come postulato che non subirà seri infortuni: in questo caso dove potrebbe arrivare? In Spagna ha dimostrato che può giocarsela con tutte, e questo fa essere ottimisti. Se invece vogliamo essere più critici, direi che per il prosieguo della carriera, si possono ipotizzare due possibili problemi, entrambi legati al genere di tennis piuttosto rischioso e vario che la caratterizza.

Il primo è quello di andare incontro a giornate nelle quali viene a mancare l’ispirazione. La vita nel circuito WTA è tosta, costantemente in giro, in un frullatore di viaggi e spostamenti che non sempre offre ambienti stimolanti. Me la immagino, per esempio, in un primo turno di un torneo cinese: stadio enorme, zero spettatori, o quasi; un contesto nel quale, che si compia una prodezza o un errore, non si ha un vero riscontro dal pubblico. Ecco, in queste situazioni vedo meglio le giocatrici più schematiche, che “vanno in ufficio” ricorrendo al pilota automatico. Mi sembra più complicato per chi, come Baptiste, per ottenere il risultato deve essere più creativa.

Il secondo possibile problema invece deriva dal contesto opposto: la partita fondamentale, in un grande torneo come uno Slam. La tipica partita carica di stress che si ha l’obbligo di vincere perché l’avversaria sulla carta è sfavorita. Il tennis di Hailey è un tennis difficile da praticare, con un margine di errore più ridotto rispetto alla media del circuito. In questi casi basta poco: un minimo irrigidimento del braccio dovuto alla tensione, un istante di ritardo con le gambe un po’ incerte, ed ecco che il colpo di solito vincente si trasforma in un errore. E abbiamo visto che anche nelle giornate di grande vena (come a Madrid) i doppi falli frequenti sono la spia della difficoltà a tenere sotto controllo i nervi.

Come ho già scritto sopra, in passato ho seguito diversi match di Baptiste, anche nelle stagioni in cui le sconfitte erano più frequenti. Anche allora si vedeva immediatamente che possedeva una varietà tecnica superiore, ma le mancavano la continuità e la solidità necessarie a non caricare il proprio tennis di troppi errori gratuiti, in particolare dalla parte del rovescio. Se riuscirà a limitare gli errori non forzati in modo stabile, allora significa che ha compiuto un salto di qualità fondamentale a lungo termine.

Ultima nota per concludere. Il tennis è uno sport di confronto diretto con un singolo avversario. Rimane quindi da capire come reagiranno le altre giocatrici, soprattutto se Baptiste si dimostrerà una nuova concorrente per i grandi traguardi. Come abbiamo visto, Hailey è più efficace dalla parte destra rispetto alla sinistra; significa che è una giocatrice piuttosto asimmetrica (per un approfondimento del tema rimando a questo articolo). È quindi una giocatrice con un tennis dai sicuri punti forti, ma anche con punti deboli non sempre mascherabili. Vedremo come le avversarie si regoleranno una volta che l’hanno studiata con più attenzione e che tipo di contromisure proveranno a mettere in campo. Intanto, sin dai prossimi giorni, rimane la curiosità di scoprire come ha assorbito le imprese di Madrid.

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