PREMIUM Hailey Baptiste, la sorpresa di Madrid

Alla scoperta della giocatrice statunitense che nel WTA 1000 spagnolo ha sconfitto Paolini, Bencic e la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka

Di AGF
30 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Hailey Baptiste - Madrid 2026 (X @MutuaMadridOpen)

Le stagioni nel professionismo e le partite di Madrid

Come quasi sempre accade, nell’ultima parte del periodo da junior Baptiste comincia anche ad affrontare i primi ITF tra le adulte; e nel 2019 arriva anche la prima wild card in un torneo WTA: l’International di Washington. Il torneo si disputa proprio sui campi della fondazione WTEF, cioè il circolo vicino a casa dove aveva preso in mano per la prima volta la racchetta. Davanti a parenti e amici, Hailey ha la soddisfazione di sconfiggere, da numero 283 del ranking WTA, la allora numero 17 Madison Keys. Nella conferenza stampa post match racconta qualche curioso retroscena: quando era ragazzina ha spesso seguito dal vivo le partite del torneo, ma non ha mai pagato il biglietto, perché aveva le conoscenze giuste per entrare evitando gli accessi controllati; e ha anche fatto collezione di autografi di tutti i giocatori preferiti, a cominciare da Gael Monfils.

Al di là degli aneddoti, il successo contro Keys testimonia che possiede un tipo di tennis adatto al livello WTA, anche se la strada da fare per essere stabilmente competitiva è ancora lunga. Il 2020 dovrebbe essere l’anno del definitivo salto nel circuito, ma la pandemia blocca l’attività e il percorso di crescita è forzatamente rinviato di un anno. Tra il 2021 e il 2024 migliora, ma non con la velocità che vorrebbe.

Molto probabilmente uno dei problemi che la rallentano è che, una volta diventata professionista e quindi imprenditrice di se stessa, non può permettersi di viaggiare con un allenatore (figuriamoci anche un fisioterapista). In diverse interviste ha evidenziato l’handicap della mancanza di una figura tecnica che la accompagnasse giorno dopo giorno nei tornei. Non avere qualcuno con cui impostare gli allenamenti, analizzare le partite e anche condividere le difficoltà dopo le sconfitte è stato un limite nei primi anni di carriera. Nascere statunitense può essere un’arma a doppio taglio. La nazione offre ottime strutture e tante occasioni di crescita con avversarie di valore, ma la USTA (la Federazione tennis USA) ha così tante potenziali buone giocatrici che se non si viene considerate un “prospetto” di straordinario livello, a un certo punto gli aiuti vengono indirizzati altrove. Del resto Baptiste non è mai stata convocata in Billie Jean King Cup prima del 2025, e anche questo dimostra che probabilmente non veniva ritenuta di primissima fascia.

Finalmente dal 2024 comincia ad avere allenatori che la seguono nel circuito: prima Eric Hechtman (ex coach di Venus Williams) e Franklin Tiafoe (il gemello di Frances) e dal 2026 Will Woodall, conosciuto durante gli anni alla JTCC in Maryland come giocatore (è solo un anno più anziano di lei).

Credo però che forse, oltre alla mancanza di coach, una delle ragioni della maturazione tardiva di Baptiste stia nel fatto che pratica un tennis “difficile”; vale a dire un tennis più ricco di variazioni della media. E, anche se non è una regola assoluta, spesso chi possiede un repertorio piuttosto vasto necessita di più tempo per trovare la consapevolezza tecnico-tattica necessaria per scegliere il colpo giusto al momento giusto.

Non penso sia molto interessante elencare tutti i risultati degli ultimi anni (li potete ritrovare in dettaglio QUI); cito comunque qualche dato di sintesi. Cominciamo dalla classifica. A parte una stagione di difficoltà, il suo ranking cresce in modo non vertiginoso ma costante. Dal 2018 a oggi ecco le sue posizioni di fine anno: numero 483, numero 231, poi 160, 181, 131, 93, 61 (alla fine del 2025). Dopo i primi mesi del 2026, questa settimana è al suo best ranking, numero 25, ma nella Race è addirittura 16. A questo punto penso sia molto probabile, se non addirittura sicuro, che si sia già garantita un posto tra le teste di serie del Roland Garros.

Al momento in carriera non ha mai vinto titoli a livello WTA, e neanche raggiunto finali. Però nel 2026 è arrivata in semifinale nel WTA 500 di Abu Dhabi (fermata da Alexandrova dopo avere battuto Navarro e Samsonova), nei quarti a Miami (fermata da Sabalenka dopo avere sconfitto Maria, Samsonova, Ostapenko e Svitolina). Infine la scorsa settimana è arrivata la semifinale di Madrid (fermata da Andreeva dopo avere battuto Paolini, Bencic e Sabalenka).

Ovviamente sono stati proprio i risultati di Madrid, con le vittorie sulla numero 8 Paolini, la 12 Bencic e soprattutto la numero 1 Sabalenka, a proiettarla al centro della attenzione. Ricordo che prima dell’impegno spagnolo in tutto il 2026 Sabalenka aveva perso un solo match: la finale dell’Australian Open contro Rybakina. Aryna stava quindi producendo uno dei migliori inizi stagionali di tutta la recente storia del tennis, tanto che prima del match le quote davano Sabalenka a 1,10 e Baptiste a 7,00. Eppure è arrivato l’upset. Proviamo ad analizzare le ragioni.

Aryna e Hailey si erano già affrontate sul cemento di Miami qualche settimana fa, e Sabalenka aveva vinto 6-4 6-4. Incontro in due set, ma piuttosto equilibrato: Sabalenka aveva aperto il match con il servizio e in entrambi i set era riuscita a ottenere il break decisivo sul 5-4: in pratica Baptiste non era riuscita a reggere la pressione di dover servire per rimanere nel set (e nel match), finendo per subire due break sempre al decimo gioco. In particolare era calata proprio con la battuta, solitamente uno dei punti forti del suo repertorio, perdendo quasi completamente la prima di servizio, e commettendo anche diversi doppi falli nei frangenti determinanti.

Dato che ho seguito Hailey in diverse partite anche nelle scorse stagioni, direi che questo è uno dei suoi principali problemi: la tendenza a commettere doppi falli nei momenti chiave del match. Segno che il problema è soprattutto mentale, più che tecnico. Problema emerso anche in occasione del successo contro Bencic a Madrid: ha vinto 6-1 6-7(14) 6-3, ma quando era avanti 6-1 6-5 e servizio ha cominciato ad andare in crisi con la prima; e diverse volte anche con la seconda. Purtroppo non ho il tabellino punto dopo punto ma, se non ricordo male, sono stati almeno tre i doppi falli compiuti sui match point a favore. Anche così si spiega il chilometrico tiebreak, poi vinto da Bencic per 16-14.

Una prova di coraggio, anche se magari dettato dalla “disperazione”, l’ha invece offerta contro Sabalenka nei quarti di finale: ha salvato sei match point servendo e giocando bene in ogni circostanza. E così è riuscita ad allungare la partita sino a prevalere al tiebreak 2-6 6-2 7-6(6).

Al di là delle questioni psicologiche, però, della partita contro la numero 1 del mondo c’è un aspetto tecnico-tattico che credo vada sottolineato, perfino al di là del risultato finale: a mio avviso gran parte del match sì è sviluppata seguendo un copione scritto soprattutto da Baptiste. Mi spiego: la maggioranza degli scambi ha seguito i tempi e gli schemi di gioco più congeniali ad Hailey; e, anche quando Sabalenka era riuscita a portarsi a un passo dalla vittoria, ci era riuscita praticando un tennis a lei meno consono, vale a dire molto più aritmico e ricco di variazioni di quanto sia normalmente nelle sue abitudini.

Da una parte questo testimonia il valore assoluto di Aryna: arrivare a un passo dalla vittoria attraverso un gioco in parte estraneo alle proprie predilezioni è comunque notevole. Dall’altra parte, però, potrebbe anche essere interpretato in modo negativo: ha forse sottovalutato l’avversaria, con un atteggiamento del tipo “ti batto anche non giocando il mio tennis”? Oppure ha peccato sul piano tattico, mostrando insufficiente capacità di lettura del match?

Sia come sia, sotto questo aspetto è stata sicuramente più abile Mirra Andreeva: in semifinale ha cercato di sfidare il meno possibile la potenza e la varietà del dritto di Baptiste, evitando di farglielo colpire da ferma, mentre al contrario ha sollecitato il più possibile il rovescio di Hailey, meno incisivo e solido del dritto. E questo non solo durante lo scambio, ma sin dalla scelta delle direzioni di battuta.

Con questi ragionamenti sulle partite madrilene, mi rendo conto che sto dando per scontati troppi elementi tecnici del tennis di Baptiste. Facciamo allora un po’ d’ordine descrivendo le sue caratteristiche fisico-tecniche generali.

a pagina 3: Le caratteristiche tecniche di Baptiste e il suo futuro

Leave a comment