ATP Roma, Djokovic: “Sono due anni che ho problemi fisici ad ogni torneo”

"Non sono dove vorrei essere per il massimo livello", spiega Nole, "ma mi alleno quanto il mio corpo lo permette"

Di Pellegrino Dell'Anno
4 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Novak Djokovic - Roma 2026 (Foto Francesca Micheli)

🆕 Sinner: dai record al paragone con Valentino Rossi
Guarda la quarta puntata di Salotto Ubitennis, lo speciale sugli Internazionali d’Italia con Ubaldo Scanagatta e grandi ospiti che commentano dal Circolo Canottieri Roma tutto il meglio del Foro Italico.

Da Roma, il nostro inviato
D: So che non vuoi sminuire in alcun modo il tuo avversario, ma puoi spiegarci cosa provavi sul campo? Era lo stomaco? La spalla?

Djokovic: “Spero che capiate se non ne parlerò. Voglio congratularmi con Dino. Oggi è stato il meritato vincitore. Sì, ero venuto per giocare una partita o più. Purtroppo ne ho giocata solo una. Va bene così. Sono contento almeno di aver lottato fino alla fine. Voglio ringraziare il pubblico. È stato incredibile, ancora una volta. Voglio dire, il sostegno e l’affetto che ho ricevuto sono qualcosa che non do per scontato“.

D: Quanto è stata dura la preparazione per questo torneo? Guardando al futuro, ovviamente l’anno scorso hai avuto delle difficoltà a Roma, ma ti sei ripreso e hai giocato bene al Roland Garros.
Djokovic: “Non è stata una preparazione ideale, ad essere onesto. Non ricordo di aver avuto negli ultimi due anni una preparazione in cui non avessi alcun tipo di problema fisico o di salute all’inizio del torneo. C’è sempre qualcosa. È una sorta di nuova realtà con cui devo fare i conti. Sì, è frustrante. Allo stesso tempo, è una mia decisione continuare a giocare in quelle condizioni. Spero di poter arrivare in buona forma al Roland Garros: andrò direttamente lì, non giocherò a Ginevra“.

D: Sei l’idolo di Dino Prizmic, com’è stato affrontarlo?
Djokovic: “Da quello che ho visto della sua carriera finora, negli ultimi anni in cui ha giocato nel circuito, penso che preferisca giocare sulla terra battuta. È un grande competitore, un grande combattente, un ragazzo fantastico. Lo conosco da alcuni anni. Ovviamente parliamo la stessa lingua, quindi gli auguro sempre il meglio.

Oggi ha sicuramente giocato a un livello altissimo. Gli ho detto a rete che il suo dritto è migliorato molto. Qualunque cosa stia facendo con il suo team sta funzionando bene. Deve solo continuare così. Pensavo la stessa cosa anche due, due anni e mezzo fa, quando abbiamo giocato in Australia, credo al primo turno: pensavo che avesse molto talento e potenziale. Spero che riesca a mantenersi in salute perché so che ha lottato molto con gli infortuni. Se le cose andranno per il verso giusto, potrà davvero scalare la classifica“.

Ubaldo Scanagatta: Non puoi essere contento quando perdi. Allo stesso tempo, non puoi aspettarti di giocare molto, molto meglio quando giochi così poco. Non so se sei sorpreso o meno, ma sei molto deluso dal modo in cui hai giocato? Ti aspettavi di giocare molto meglio o più o meno…

Djokovic: “Non ho giocato così male. Onestamente, non penso di aver giocato così male. Ok, il secondo set è stato ovviamente da dimenticare, per come mi sentivo in campo. Ma il primo e il terzo sono stati buoni. È andata bene. Alla fine è stata una bella battaglia. Ovviamente vedo cosa mi manca. Sono in ritardo di mezzo passo. Non sono sicuramente dove vorrei essere per il massimo livello, per competere al massimo livello e per poter arrivare lontano.

Alla fine bisogna giocare. Bisogna pur iniziare da qualche parte. Volevo iniziare prima, ma non ci sono riuscito. Quindi sì, è così. La situazione è quella che è. Bisogna solo adattarsi e trarne il massimo. Mi alleno duramente. Mi alleno quanto il mio corpo mi permette. Poi come va in campo, è davvero imprevedibile“.

Leave a comment