Ubaldo Scanagatta ha intercettato Paolo Bertolucci al Foro Italico immediatamente dopo la vittoria di Jannik Sinner contro Andrey Rublev. Ecco la loro chiacchierata.
Paolo Bertolucci, come hai visto Sinner oggi? Io l’ho trovato un pochino affaticato; mi è sembrato che abbia commesso degli errori quasi non da lui. Tuttavia, ha vinto sempre in due set e in tutto l’anno è difficile trovargli dei difetti.
PAOLO BERTOLUCCI: Secondo me è un po’ stanco di testa. Non credo fisicamente, perché non ha speso tanto nei turni precedenti, però anche solo la routine, la pressione della gente, il dover giocare tutti i giorni e le interviste tolgono energia. Al momento buono, come nell’ultimo game, sembrava un pochino stanco ma ha messo dentro quattro prime e ha risolto la situazione.
Invece come hai visto questo Darderi straordinario ieri sera? Ho fatto le 2:30 come te; è stata una partita incredibile, emozionante, e non mi aspettavo questo livello da parte sua. Due italiani in semifinale è una cosa clamorosa.
PAOLO BERTOLUCCI: È stato fantastico perché sinceramente ieri, alla fine del secondo set, avrei scommesso il mio caffè sullo spagnolo. Sembrava molto più stanco Darderi e invece ha vinto 6-0 al terzo. Non so dove abbia trovato le energie e la forza per ribaltare la partita e annichilire un avversario che ha grandissime qualità, ma che si è gestito male: alla fine i crampi li ha avuti lui. Evidentemente non ha sentito che avrebbe dovuto ingerire un po’ di sale come invece ha fatto Darderi. Raramente ho visto un combattente con una tenuta fisica simile. È stata una partita dove si sono fatti male tutti e due ed è un peccato che, per via degli orari pazzeschi, non sia stata seguita da più gente.
Il secondo game del terzo set è durato 26 punti con sei palle break. Chi vede il 6-0 al terzo potrebbe pensare a una passeggiata, ma non è stato affatto così.
PAOLO BERTOLUCCI: Secondo me non è giusto che uno sport chieda agli atleti sforzi del genere all’una o alle due del mattino, in condizioni pazzesche come quelle di ieri. Con la pioggia non si poteva fare nulla, però credo che l’ATP debba fissare una scadenza, magari il 2030: se vuoi un torneo di categoria 1000 devi avere un campo coperto, altrimenti si cambia sede.
