Il collega spagnolo Alejandro Ciriza, penna del quotidiano iberico El Paìs, ha raggiunto telefonicamente Pol Toledo, coach di Paula Badosa che – nella chiacchierata con il giornalista – ha analizzato il periodo difficile che la tennista catalana sta attraversando. Un momento della carriera di Paula, nata a New York vent’otto anni fa, reso irto dal perenne ostacolo degli incessanti infortuni che l’hanno falcidiata, costringendola a dover “Ripartire praticamente da zero“.
Una tennista ferita che non perde la determinazione per rialzarsi
Pol descrive un ritratto di una donna, prima ancora che di una tennista, ferita: ormai sfinita dalle innumerevoli occasioni in cui ha dovuto ricominciare tutto da capo, ricostruendo la sua carriera nuovamente dalle fondamenta. Una costante lotta alle avversità che finisce per spolpare anche la più tenace forza di volontà. Un calvario senza tempo e apparentemente senza fine. L’infortunio alla schiena del 2023 è stato più di un semplice stop imposto dal suo già martoriato fisico: è stato l’attimo in cui ha preso piena coscienza che il prosieguo della sua carriera professionistica fosse realmente a rischio.
La strada per ricominciare con vista verso un possibile ritorno, Badosa l’ha compiuta tante di quelle volte che ormai la conosce a memoria eppure ogni volta è sempre più difficile percorrere quel sentiero. Perciò, dedizione assoluta e mai rinunciare poiché: “Arrendersi non è un’opzione“.
Un’amicizia sincera e profonda per gestire un momento delicato
Toledo e Badosa si conoscono da quando sono piccoli. Un amico prima ancora che un coach, capace di donarle quell’affetto di cui aveva bisogno quando quella maledetta vertebra ha fatto crack, per un eccessivo sovraccarico, agli Internazionali d’Italia del 2023: “E dopo tutti quei mesi e l’intero percorso di recupero, si è infortunata di nuovo“. Pol si riferisce in questo caso ai nuovi problemi sopraggiunti nel 2025 quando dopo un rientro alle competizione in grande stile con quasi 130 posizioni scalate, il ritorno in Top 10 e il suo miglior risultato Slam con la semifinale in Australia, Paula si è dovuta di nuovo fermare a causa di una pesante ricaduta: “E naturalmente, tutto ciò ha le sue conseguenze. Dopo Melbourne, si è infortunata a marzo, poi a Wimbledon e successivamente in Cina. Quindi ha dovuto ricominciare praticamente da zero“
Poi il secondo ritorno, maturato a gennaio scorso con l’obiettivo di ritrovare condizione e ritmo gara. La voglia di ritornare ad assaporare il campo, dopo che da luglio al nuovo anno aveva disputato a malapena tre incontri ufficiali, ma il peso di ciò che era successo gravava ancora pesantemente nel corpo e nelle psiche di Paula: “L’anno scorso è stato difficile per lei, sia a livello personale che fisico. È stato difficile per lei elaborare la situazione, come lo sarebbe stato per chiunque, ovviamente. Diverse cose l’hanno frenata. Ricominciare è sempre difficile, e in più ci sono stati problemi fuori dal campo“.
Ritrovare un equilibrio emotivo, dentro e fuori dal campo
La rottura sentimentale con Tsitsipas ha avuto i suoi inevitabili strascichi. I tennisti, vale sempre la pena ricordarlo, sono prima di tutto degli essere umani. Pertanto la loro vita privata, con i rapporti che possono assumere differenti connotati, non può non incidere anche a livello professionale sottraendo non poche energie mentali. Non è un caso che quasi tutti i grandi campioni e le grandi campionesse del passato, siano riuscite a performare in un certo modo anche e soprattutto perché abili a costruirsi un equilibrio fuori dal campo in grado di non intaccare in alcun modo la loro performance sportiva.
Nonostante il morale emotivo per forza di cose molto basso dopo la fine di una relazione importante, ci spiega Pol, il carattere estremamente impulsivo e competitivo della sua allieva l’ha portata a voler accelerare eccessivamente i tempi del rientro alle gare, prima di comprendere l’errore e fare marcia indietro dopo essersi resa conto della sua scarsa competitività allo stato attuale dell’arte: “Voleva tornare subito a vincere. Perché Paula è Paula. Il copione, tuttavia, in questi casi prevede un certo ‘tempo’ per “rimettere insieme tutti i pezzi del puzzle. Da qui la decisione della recente pausa“.
Fermarsi di nuovo per tornare quella di un tempo
L’ultima apparizione ufficiale dell’ex n°2 del ranking WTA risale allo scorso 21 aprile, presso la Caja Magica di Madrid: “Dopo la sconfitta al primo turno, è stata la prima a rendersene conto che era necessario fermarsi. La cosa più importante è che si senta bene con se stessa. Paula è molto emotiva e ha bisogno di ritrovare il suo equilibrio, di sentirsi a suo agio. Quello che si vede in TV è la partita, ma in questi giorni è la cosa meno importante. La cosa più importante è che si senta bene come persona, che si senta di nuovo abbastanza forte da poter competere al 100% e dare il meglio di sé. Si tratta di essere onesti e prendersi una pausa per ritrovare se stessa; magari solo un mese, tre o cinque… Non si sa mai. L’importante è che ritrovi quella sua forza caratteristica e che torni con la sicurezza di stare bene. Da lì, tutto il resto andrà a posto.”
Fino a qualche settimana fa, Toledo vedeva Paula: “Priva del suo abituale spirito e con meno forza del solito” ma la stagione sul rosso che le hai ridato lo slancio perduto: “Ora sta bene, è entusiasta. Sta tornando sempre più se stessa“. In ogni caso, anche se le circostanze le permettessero di qualificarsi per il Roland Garros, cosa che al momento non è praticabile, il coach crede che “continuare a riposare e respirare ancora un po’ potrebbe essere benefico. Se dovessimo andarci, sarebbe perché è davvero al 100%; altrimenti, non importerebbe. Non si tratta di forzare le cose. Ora si tratta di capirla, supportarla ed esserci affinché, quando si sentirà di nuovo pronta, possa ritrovare la strada che aveva intrapreso prima“. L’atteggiamento di assoluta calma che Toledo trasmette con queste dichiarazioni, si integra perfettamente con il tentativo di accompagnare Paula nel suo complicato rientro, in una fase estremamente delicata della sua carriera. Magari proprio il loro rapporto personale che affonda le radici nella rispettiva infanzia, è quella chiave di volta nell’affiancare Badosa nel migliore dei modi evitando che possa compiere scelte dettate dalla fretta di voler tornare, ma che si rileverebbero deleterie per il suo futuro nel tennis.
Il principale obiettivo in questo momento
“Niente a che vedere con le classifiche. Ricerchiamo la naturalezza. In poche parole, si tratta di ritrovare la Paula che vedevamo prima dell’infortunio, ma non parlo delle sue prestazioni sportive, bensì a livello personale, di gioia, di felicità; di vederla di nuovo guardare il tennis con quella gioia che ha sempre avuto. Sono molto tranquillo perché so che Paula tornerà: ama questo sport, è molto forte e ha un grande carattere. Supera tutto ciò che le capita; l’ha già fatto prima e lo farà di nuovo. Non ho la minima paura a riguardo. Ha attraversato molte situazioni difficili; ha solo bisogno di spazio e tempo. Per far emergere il suo spirito combattivo…“
Gli infortuni figli del saliscendi emotivo: la relazione con Tsitsipas
Ormai a questo punto dell’intervista è chiaro come, secondo la visione dell’allenatore nato a Girona, il legame tra gli infortuni subiti da Paula Badosa e il suo stato emotivo è strettissimo: “Ha bisogno di stabilità, ma quando l’ambiente circostante è difficile, si corre un rischio maggiore di vivere alti e bassi. Questo ha avuto ripercussioni anche sul suo fisico“. Oltre infatti alla sopracitata vertebra della schiena, vanno anche menzionati i problemi avuti allo psoas. In un dichiarazione di marzo, la stessa tennista spagnola aveva detto di voler essere ricordata non tanto per i titoli quanto piuttosto per la sua caparbietà ed efficacie nel ritornare sempre a competere ad alto livello. Pertanto nel suo lavoro, Pol spinge tantissimo la sua allieva ad aprirsi, per cercare di esprimere a parole ciò che ha dentro: “Questo processo l’aiuta molto, perché le persone capiscono meglio cosa ha passato e lei in primis ne prende maggiore coscienza“. E parlando di aspetto emotivo non si poteva concludere l’intervista senza ritornare a piomba sul rapporto con Stefanos.
Una relazione intensa conclusasi dopo due anni. Non è un mistero che dall’entourage del greco abbiano fatto intendere che Badosa abbia avuto in un certo qual modo una influenza negativa sulla carriera di Tsistipas, contribuendone al crollo in classifica. Lo stesso giocatore ellenico ha detto testualmente che preferisce in futuro non avere altre compagne che giochino a tennis. Infine a mettere ulteriore carne a cuocere ci ha pensato la mamma di Stefanos che ha dichiarato come Paula: “Fosse un peso per la sua costante esposizione mediatica. Un rapporto così intenso ha finito per distruggerli“. In risposta a questo Toledo è lapidario, non mancando in sfilettate nei confronti di Tsitsipas e family: “Hanno parlato un po’ troppo di Paula. Credo che Stefanos abbia faticato ad accettare che la donna potesse brillare più di lui nella relazione. Paula ha dovuto sopportare certe cose…”
Tsitsipas è attualmente al 75° posto nella classifica mondiale e quest’anno è stato eliminato al primo turno sei volte. Colpa di Badosa? Semmai di un rapporto che ha finito per fare del male a entrambi.
